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  • 3 anni fa
La nostra intervista ad Andrea Magnani, Adriano Tardiolo e Giovanni Calcagno, rispettivamente regista e interpreti de La lunga corsa.
Trascrizione
00:00Vuole veramente vivere in prigione?
00:03Su con le spalle!
00:03Contento lei?
00:06Ma che fa?
00:07Corre!
00:08Che vuoi fare? Maladoneta con questo fisico?
00:14Partiamo subito con Andrea, regista.
00:17Ho trovato questo film un gioco anche di paradossi, cioè Giacinto di cognome fa forzato e gli piace correre.
00:24È la corsa, forse l'espressione massima di libertà.
00:27Poi è molto pragmatico anche come ragazzo e la sua storia viene raccontata come una fiaba, quindi piena di immaginazioni,
00:34di fantasia.
00:36E come è nata questa storia e quanto questo gioco di paradossi, ribaltamenti, può colpire ancora di più lo spettatore?
00:43Ma io penso ad esempio che il simbolo, la simbologia, la metafora sia più di impatto forse che magari un
00:52dialogo, una battuta.
00:54E quindi ho cercato di seminare di simbologie già in sceneggiatura il film.
01:02Appunto, tu citavi la corsa, effettivamente da anche il titolo al film, la corsa.
01:08Ma proprio perché è un personaggio che è abituato a correre in tondo.
01:12Quando inizia a correre, corre per i corridoi del carcere, per poi tornare sempre al punto di partenza, che è
01:18comunque il corridoi del carcere.
01:19E lui troverà solamente la propria strada quando deciderà invece di correre per se stesso, per la sua vita,
01:26e forse anche per la vita di quegli altri che sono dentro in quel carcere, che non riescono a correre
01:32con l'orizzonte aperto.
01:36Mentre prendevo appunti per la recensione, un nome mi è venuto fuori, Wes Anderson, è stato citato anche prima dalla
01:44mia collega.
01:44E anche il raccordo delle inquadrature e inquadrature fisse sembrano lo sfogliare delle pagine di una fiaba.
01:52Per una volta vediamo quindi il carcere come un nido fiabesco.
01:56Lo abbiamo visto in altri modi, penso a Orange is the New Black, aria ferma recentemente.
02:02Per lo spettatore, vederlo in questo modo, quanto può essere di impatto, può insomma aiutarlo a vedere in un modo
02:09diverso il carcere.
02:11Beh, innanzitutto parliamo di un luogo che è completamente immaginato, è immaginario, ma credo che questo fosse l'unico modo
02:19per poter raccontare questa storia.
02:21Cioè, credo che il registro fiabesco fosse l'unico modo per raccontare un personaggio così leggero che volteggia su questi
02:27luoghi,
02:28che ricordiamolo sono depositari comunque di sofferenze e di privazioni.
02:33Però ecco, raccontare la sua storia con un approccio neoneorealista sarebbe stato deleterio, credo, non giusto.
02:41Forse la giusta direzione per poter raccontare la vita di Giacinto, che è quello che ci interessa,
02:47è proprio questo registro un po' da fiaba, questo racconto di formazione all'interno della fiaba.
02:54E come tu dici, sì, c'è un altro modo di concepirlo il carcere in questo film,
03:03ma io spero soprattutto che questo sia alla fine un inno alla vita
03:10e che al di là del luogo poi si possa godere anche della scelta difficile che fa protagonista alla fine,
03:18ma che fa per se stesso e che è appunto quello di abbracciare la propria libertà.
03:24Certo, udino alla vita, infatti il film si apre e si chiude con la nascita di un bambino, quindi è
03:28perfetto.
03:30Adriano, ci sono attori che nascono come attori comici,
03:34altri hanno un physique du role, anche un'espressione, perfetti per i thriller.
03:40Quando tu vai in scena mi metti leggerezza, mi fai sentire leggera, sei sempre uscito da una fiaba, giuro.
03:51Sì, il film è una fiaba, quindi alla fine questa cosa un po' l'abbiamo anche accentuata,
03:59perché poi questa purezza di questo personaggio viene proprio dalla sceneggiatura,
04:06insomma, e poi anche i tempi che ha questo personaggio che, come diceva Giovanni prima,
04:15è un personaggio che ha dei tempi che sono diversi da quelli di tutti
04:20e quindi insomma un po' lo rende particolare.
04:24Ma a te piace correre? Ti abbiamo visto parecchio correre in questo film.
04:29A me proprio non tantissimo, però insomma, per amore del mestiere diciamo.
04:35No, sono uscita dalla sala, volevo correre anch'io.
04:39Giovanni, il tuo personaggio è il padre putativo alla fine di Giacinto,
04:43forse più padre di Giacinto che di sua figlia stessa,
04:46perché neanche se ne accorge che sua figlia partecipa alla maratona finale.
04:53Come ti sei, a che modello ti sei ispirato per il tuo personaggio
04:58e come l'hai creato, insomma?
05:02Ma quello che tu dici intanto è molto importante,
05:05è un personaggio che vive dentro,
05:07quando vediamo per la prima volta la famiglia di Giac,
05:11vediamo una famiglia rinchiusa dentro un appartamento con delle sbarre.
05:17Esatto, una seconda prigione.
05:19Sì, e quindi ancora una volta la metafora della prigione
05:22a cui tu accennavi prima all'inizio di questa nostra intervista,
05:27di questo nostro scambio,
05:29si afferma in modo prepotente.
05:33Effettivamente tramite questo personaggio
05:39che interpreta Adriano,
05:41cioè è il Giacinto che Jack riscopre il valore
05:45o i disvalori che si sono inseriti nella propria esistenza.
05:52Adesso mi veniva in mente una cosa,
05:54perché mi sono ricordato che per esempio Cervantes
05:57ha scritto Don Quixote in carcere,
06:01perché aveva partecipato alla guerra,
06:05alla battaglia di Levanto.
06:08Mi è venuta in mente una considerazione importante
06:11che la condizione di cattività
06:13o comunque la restrizione della libertà
06:16è proprio un grande aiuto
06:20per poter anelare a un succo della vita diverso.
06:28Credo che in questo senso un pensiero forte
06:32possa andare anche ai nostri compagni
06:36di lavoro dell'Ucraina
06:39che sanno, forse in questo momento meglio di noi,
06:43gustare il sapore di ogni giorno che passa
06:47e hanno un valore completamente diverso.
06:50Assolutamente.
06:51L'ultima domanda è per tutti e tre,
06:54parliamo di FIABA.
06:55Quale FIABA siete più legati,
06:57magari dall'infanzia?
06:59Anche una FIABA o FIABOLA nera
07:01come quella di Grimm, va bene.
07:03Sì, chi vuole iniziare?
07:04Comincio io,
07:06perché io ho studiato per dieci anni
07:09e ho fatto dieci anni di studio
07:12anche di lavoro sul piccolo principe,
07:15che credo che sia una FIABA
07:17che ha tantissimi punti di contatto
07:19con questa storia.
07:20I due protagonisti sono
07:22un aviatore
07:24che si perde.
07:25È questo piccolo principe.
07:27Credo che questo rapporto
07:29sia stranamente analogico.
07:32Adesso che proprio ci hai aiutato
07:34con questa domanda
07:34a quelle che vediamo
07:36nella lunga corsa di Andrea.
07:37Perfetto.
07:39Ma voi mi cogli impreparato.
07:40Infatti la prima cosa che mi viene in mente,
07:41non so per quale motivo,
07:42nel senso delle favole
07:43io le ascoltavo nei 45 giri di nonna.
07:48Ma è il pizzerraio magico,
07:49non so perché,
07:50ma c'è questo ammagliatore
07:53che viene in qualche modo defraudato
07:56e quindi si vendica,
07:57facendo sprecare a tutti i bambini.
07:59Ecco, uno sguardo un po' nero.
08:02Però è venuto in mente questa,
08:03non ti saprei dire il perché.
08:04Forse devo chiederlo allo psicoterapeuta.
08:07Anch'io sono abbastanza impreparato.
08:11Mi viene in mente una fiaba
08:13che poi è diventata anche
08:14un cartone animato della Disney,
08:16che è Red e Toby.
08:18Quella è proprio nera.
08:20Un trauma infantile.
08:22Sì, sì.
08:23Però parla di amicizia,
08:25quindi è sicuramente
08:27una delle prime cose che mi ricordo
08:30e che mi sono rimaste impressi.
08:32Grazie mille.
08:33Grazie.
08:35Dove elegge il suo domicilio?
08:37Qui.
08:38Lei mi sta dicendo
08:39che vorrebbe spendere
08:40i suoi arresti domiciliari
08:41in carcere?
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