Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 21 ore fa
Trascrizione
00:00Domizio è benvenuta, molto molto interaverti qui con noi.
00:03Grazie.
00:05Inizio chiedendo di, se ci puoi raccontare, quando è stata fondata, che cos'è Women in Film?
00:13Women in Film Television e Media Italia è un'associazione che nasce in Italia nel 2018 con questo nome inglese
00:19perché fa parte di una famiglia internazionale di associazioni che hanno tutte Women in Film, più o meno nel loro
00:25nome,
00:26perché rimandano alla prima associazione nata negli anni 70 a Los Angeles, fondata da ovviamente attrici e altre artiste di
00:34quegli anni
00:35che in cima alla lista delle loro, diciamo, dolenze c'era ovviamente un salary gap, ovvero la differenza di ritribuzione
00:44fra l'attrice e l'attore.
00:47Erano gli anni 70, come sappiamo bene tutti, l'argomento continua a essere, come dire, in cima molto spesso anche
00:53alle denunce delle colleghe.
00:55Nasciamo nel 2018, ovviamente dopo il Me Too e anche dopo, come racconteremo nel seminario di cui parleremo dopo,
01:02una serie di movimenti attorno al tema della parità di genere nel settore audiovisivo.
01:07Quindi la nostra associazione nasce da una necessità sentita di dare voce a quello che prima veniva un pochino bisbigliato
01:16o anche, come dire, condiviso a più bassa voce.
01:20Ha una necessità di una pari rappresentazione, rappresentanza, pari retribuzione e in generale anche,
01:27no, non direi anche, e in generale soprattutto ha una revisione del modo in cui guardiamo
01:32alla stessa storia del cinema, alla stessa storia dell'audiovisivo e a cosa sono le professioni
01:36e quali sono le professioni alle quali, ad esempio, una studentessa, delle medie, neanche del liceo,
01:43un giorno potrebbe immaginarsi di voler perseguire.
01:56Il nostro appuntamento più importante qui a Venezia è il seminario dedicato alla parità di genere
02:06e all'inclusione nel settore cinematografico che si svolge proprio martedì 8 alle ore 14
02:13all'interno del Venice Production Bridge. È un appuntamento annuale che è iniziato nel 2019,
02:20quindi abbiamo un po' di edizioni alle spalle, che si svolge con Viennale o Rimage e nasce proprio,
02:26nel 2018, nasce proprio dalla firma di quello che si chiama, che è stato un pledge internazionale
02:36rivolto da associazioni, non solo Women in Film, anche tante altre diverse associazioni,
02:41ogni paese ha la sua storia diversa, che ugualmente chiedevano ai festival, proprio come luogo di
02:47visibilità e di rappresentanza e rappresentazione, di rendere visibili le artiste, le registe in primo
02:54luogo, perché i numeri erano estremamente bassi, di garantire una pari presenza maschile e femminile
03:01nelle giurie, nelle comitati di selezione, in quei luoghi dove si va a scoprire la famosa qualità
03:08delle opere e si vanno a scegliere. In quell'occasione Venezia, come Cannes, come Toronto, come numerosi
03:14festival in tutto il mondo, ha firmato questo documento nel quale appunto si prendeva questo
03:21impegno di dischiudere dati, perché comunque arrivavamo da una situazione di completa opacità,
03:29al di là dei conti che uno poteva fare da sé, poi dietro le quinte spessero il mistero.
03:34E in questo impegno Venezia, la Biennale, ha voluto proprio aggiungere, abbiamo voluto
03:42aggiungere la presenza di un seminario, perché poi la condivisione dei dati non fosse semplicemente
03:48un comunicato stampa, come dire, lanciato, ma che avesse un atterraggio fisico, in uno
03:53spazio fisico e soprattutto, sembra banale, ma in realtà la banalità dei numeri non lo è
04:00mai, rendere disponibile su online le presentazioni che ogni anno vengono fatte con i numeri della
04:09Biennale. Quindi noi possiamo ricostruire tutta la storia, diciamo, dal 2019 a oggi, semplicemente
04:17andando a cercare le presentazioni sul sito del Venice Production Bridge. Sembra una banalità,
04:24ma, come dire, la trasparenza, questo è il modo in cui possiamo dire che c'è una trasparenza
04:33ed è garantita negli anni.
04:35Ok, ti volevo chiedere del focus di quest'anno e che rapporto è con il percorso del focus
04:42negli anni precedenti che arrivano a questo focus che riguarda la finestra temporale 2016-2026.
04:49Perché fare questo focus? Abbiamo iniziato il primissimo anno cercando di capire dove
04:55eravamo. Come Women in Film abbiamo portato una nostra ricerca originale che è andata
04:59proprio a investigare un decennio precedente e a identificare tutta una serie di pattern,
05:06di tipici andamenti. Faccio il classico esempio, le registe, è più facile trovarle nei documentari
05:13che nei film di fiction. E quando vogliamo dare la risposta semplice è, beh, sarà una
05:17questione di budget. Lo è. Poi è anche tutto molto più articolato. Quindi nel primo anno,
05:24nel 2019, siamo partiti proprio dalla prima domanda, dalla domanda quella presentata nel
05:282018. Dove sono le registe? E da lì è partito un percorso, per esempio, quell'anno scattò
05:36la domanda, va bene, ma forse è una questione di percorsi. Forse non si iscrivono alle scuole,
05:42alle accademie, agli istituti dedicati alla formazione audiovisiva. E l'anno successivo
05:47in effetti di quello abbiamo parlato, scoprendo che, sì, è vero, non si iscrivevano, ma si
05:52stavano iscrivendo. Erano aumentate e sono aumentate e continuano ad aumentare, grazie
05:57anche al fatto che ne parliamo. Negli anni successivi abbiamo esplorato la visibilità
06:02delle attrici e delle protagoniste femminili nei film di maggior box office in Italia, i
06:10film italiani. Anche là è notato tutta una serie di disequilibri e fenomeni. E l'altro
06:17anno, ad esempio, abbiamo parlato del ruolo delle produttrici, che anche qua non vi sorprenderà
06:22sapere che sono, insomma, un quarto per voler essere ottimisti del, diciamo, del comparto
06:30produttivo, pronendo una domanda alle ospite che avevamo in quell'occasione, proprio sul
06:37loro ruolo nel momento in cui sceglievano di avere fiducia in una regista. Se fosse,
06:44come dire, un gesto, quanto è consapevole quel gesto non solo nella scelta, nella propria
06:52line-up, nella propria scelta di prodotto, ma quanto consapevole rispetto a tutto il contesto
06:58dove comunque i numeri continuano a non superare neanche la soglia del 25% per le registe.
07:05Il focus di quest'anno parte dal 2016 perché è un anno riconosciuto a livello internazionale
07:11fondamentale per la parità di genere nel settore audiovisivo. In che termini? Nei termini di
07:17portare l'argomento sul piatto. Un panel che si etenne nel 2016 a Cannes, dedicato a questo
07:23argomento organizzato dal Swedish Film Institute, portò una sfida internazionale, ma sicuramente
07:34all'Europa, dicendo molto semplicemente noi, per quello che riguarda, noi dello Swedish Film
07:40Institute, per quello che riguarda i fondi che attribuiamo ai progetti che riceviamo, abbiamo
07:46raggiunto la parità di genere. Come lo abbiamo fatto? Lo hanno spiegato in quel panel, ma con
07:52misure tra virgolette anche logiche, cioè stabilire un obiettivo, creare delle misure perché
07:58l'obiettivo possa essere raggiunto e così via. E adesso nel 2016 portavano la sfida, se noi l'abbiamo
08:04fatto, si potrà fare. E portavano questa sfida con quello che divenne un hashtag che era 5050 by 2020.
08:14Ora, siccome siamo nel 26, è evidente che non è andata come abbiamo immaginato, ma quello, se volete,
08:21era la sfida, come dire, la sfida impossibile, ma la vera sfida era quella di portare la conversazione
08:27sul piatto. E questo è accaduto, perché quel momento del 2016, il Me Too nel 2017, sono due passaggi
08:35che si sono intrecciati e hanno dato origine anche al nostro essere oggi qui insieme. E quello che
08:41vogliamo ricostruire oggi, anche con la nostra ospite, è non quello che è andato male, o quello
08:51che non è andato bene, o quello che non è andato come ci si aspettava, perché è sotto gli occhi,
08:56ma
08:56invece quali sono le lezioni utili che possiamo prendere e portare con noi. Lezioni utili per tutte
09:03le figure professionali e per cercare di non trovarci ai prossimi festival con, come dire,
09:10con dei numeri che ci fanno soffrire.
09:34Con molto piacere, certamente parliamo di numeri. A noi piace fare i numeri, ci piace far di conto,
09:39come spesso dichiariamo sui social, perché è anche il modo in cui possiamo avere un discorso
09:46condiviso con gli interlocutori e le interlocutrici. Ed è anche il modo in cui le associazioni, come
09:52dire, escono dall'affermazione e entriamo nel concreto. È importante manifestare la propria
10:02presa di posizione, altrimenti, come è accaduto tante volte in passato, passa semplicemente,
10:09diventerà un fatto di cronaca. C'era solo una regista quell'anno, nessuno ha detto niente.
10:14A posto così si vede che è normale. Di nuovo, parlarne, rendere visibile la propria
10:20non soddisfazione è una presa di posizione che permette, anche qua, di parlarne, che permette
10:27di uscire nella comunicazione e che permette di non archiviare un numero come...
10:33Vabbè, è andata così. Allora, diciamocelo in maniera totalmente limpida ed evidente. È
10:41evidente che tutti gli anni possono essere diversi, perché dipende da quali film vengono
10:46candidati. I film che vengono candidati, anche quelli, ogni anno ci sono degli alimenti diversi
10:53che fanno sì che possa essere pronto, non è pronto. Quindi lo sappiamo benissimo che
10:58esistono tutte queste variabili. Però non a caso sappiamo anche molto bene che il gusto,
11:04la percezione, il modo in cui selezioniamo dei contenuti, anche solo quando siamo a casa
11:10davanti alla nostra piattaforma, si connette a ciò che siamo. E va bene quando siamo a casa,
11:16perché nessuno ci critica se guardiamo solo film di registe o solo di registi, ma quando
11:21siamo investiti di una comunque missione di dare visibilità e riconoscimento, dobbiamo
11:29uscire da noi e porci tutte quelle domande del ma forse non lo sto guardando dalla parte
11:36giusta, forse mi sfugge qualche cosa, forse la mia sensibilità non è che non è adatta,
11:45tutte le sensibilità sono adatte, forse non è pronta. Andiamo avanti. Ed è questo richiamo
11:51che si vuole fare, il richiamo che si è voluto fare e che è lo stesso del 2016, del 2018
11:57e
11:57degli altri anni, è di uscire un po' dall'ovvio. Che cos'è un film da festival? Questa è una
12:03domanda che chiaramente non qui ci potremmo passare ore, ma cos'è un film da festival?
12:08È un film che corrisponde a una serie canonica di punti, cioè quel tipo di regista, quel tipo
12:14di messa in scena, quel tipo di? O oggi nel 2026 è un film che ci porta in certi spazi
12:21e ci fa
12:21provare? Certe direi, e non banalizzo, emozioni a più livelli, come dire, dalla testa al cuore.
12:31Spesso ci accade, come sempre, quando andiamo a vedere i film a Venezia, siamo con qualcuno,
12:37con un amico, un'amica, scopriamo di avere opinioni diverse, però poi scopriamo che forse
12:41avevamo entrambi ragione. E allora quello che vogliamo dire è che una sola regista in
12:47concorso, adesso in realtà sono due perché è stato aggiunto un film a corregia maschile
12:53e femminile, dopo che abbiamo tutti quanti fatti i conti, quindi quel 5% che era stato calcolato
13:01è una sconfitta multipla, è una sconfitta per l'industria, per tutte le industrie, però
13:06ci chiediamo, tutte le industrie del mondo non sono state in grado di produrre un film da
13:11festival, ma è anche una sconfitta per un festival stesso.
13:19Può suonare un po', però non lo è, di fatto lo è, diciamo anche nelle parole poi insomma
13:26che sono state condivise dall'organizzazione, non c'era piacere ovviamente in questo dato,
13:32però ugualmente sapendo che sono il numero di titoli che vengono inviati a Venezia, sono
13:41migliaia e vengono da tutto il mondo e resta la domanda. Certo è che siamo anche in un'epoca
13:50storica, chiamiamola di riflusso, e sicuramente possono esserci state delle filmografie che hanno
13:58visto magari meno film a regia femminile sostenuti. Tuttavia noi ospichiamo che siano state una serie
14:08di infauste coincidenze a creare questo numero e che il prossimo anno ci porti invece qualcosa
14:16che ci faccia discutere di altro. E poi vorrei permettermi anche una battuta, tutto sommato
14:21siamo anche un po' tutti stanchi di discutere, stanche, c'era solo un film. Discutiamo, ce n'erano
14:26dieci, cinque erano belli, cinque erano brutti, ma è un'opinione, poi brutta è un'opinione.
14:33Tuttavia non c'è solo quel numero singolo in concorso, ci sono anche le altre sezioni
14:39con percentuali diverse, ci sono i corti, ad esempio, dove si raggiunge un 50%, sono 8,8,
14:46i corti di orizzonte, ma così anche in genere, che sono sempre delle buone promesse ed è qui
14:53che l'industria, poi il messaggio è sosteniamo i talenti che vediamo e facciamo crescere nei
15:00corti. Orizzonti comunque è una sezione proprio che per sua natura di esplorazione si può
15:05permettere di scommettere su visioni magari più particolari, più laterali, più sorprendenti
15:15e in effetti qui abbiamo un 40% poi di titoli a regia femminile. Mi piace condividere inoltre
15:23una riflessione sui classici dove non è sorprendente che trovare un titolo a regia femminile, di nuovo
15:29parliamo classici da tutto il mondo, non solo italiani, trovare un titolo a regia
15:33femminile è sempre scarso, dallo 0 all'1, quest'anno ce ne sono tre, paradossalmente
15:39che è un 15,8%, paradossalmente è una buona notizia, perché se potessimo invertire il
15:46trend anche nei classici, ed è ovvio che ci sono molti meno classici a regia femminile,
15:52proprio quantitativamente, statisticamente, ma a qualcuno ancora lo dobbiamo riscoprire come
15:57classico. Se noi invertissimo i numeri anche nei classici, staremmo cambiando il modo in
16:03cui guardiamo al canone, a che cos'è un classico. Credo che il lavoro che viene fatto anche di
16:09riscoperta, di rianalisi, di rilettura di opere considerate minori, anche questo fa parte di un
16:17insieme di fattori che ci può aiutare a cambiare il modo in cui vediamo le opere di oggi.
Commenti

Consigliato