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  • 2 giorni fa
Intervista ad Anna Foglietta e Luca Angeletti, protagonisti di Alfredino, film in due parti sulla storia di Alfredo Rampi.
Trascrizione
00:00Ormai siamo abituati a troppo e tutta questa morbosità, tutta questa pornografia del dolore
00:04ci rende delle persone brutte.
00:11Alfredo!
00:12Alfredo!
00:13Alfredo!
00:13L'abbiamo trovato!
00:14È nel pozzo!
00:15Nel pozzo!
00:16Ora allerti la dici, signora, non si preoccupi, ci pensi la verona.
00:20Alfredo!
00:24Alfredo!
00:24Anna ha impostato delle foto molto belle su Instagram, dicendo che c'è tanta paura
00:33di mostrarsi i fragili, di mostrare i risentimenti, piangere.
00:37Nel film, a un certo punto, c'è un curioso che dice
00:41Ah, ma guardate, ma che madre è?
00:43Se sta mangiando il gelato, dovrebbe essere disperata.
00:47Ecco, non è cambiato molto in 40 anni.
00:49Sui social adesso la gente, quello che diceva, per strada lo dice sui social.
00:55Quindi voglio chiederti, secondo te, perché è così difficile provare a entrare nei panni degli altri,
01:03provare a entrare in empatia e invece è così facile giudicare?
01:07Perché ci vuole coraggio entrare in empatia.
01:09Innanzitutto per empatizzare con gli altri bisogna aver elaborato moltissimo la propria vita.
01:16C'è bisogno di elaborare la propria esistenza per poter restituire,
01:19poter essere disponibile con gli altri, per entrare in empatia con gli altri.
01:24Diciamo che colpevolizzare gli altri ti deresponsabilizza, ok?
01:28È come se ponesse a te su un piedistalo e l'altro lo fai sprofondare in un baratro.
01:33E quindi non ti fa fare i conti con te stesso.
01:35È molto più semplice colpevolizzare qualcun altro piuttosto che vedere i propri limiti.
01:40Ecco, per cui ci vuole coraggio per entrare in empatia con gli altri.
01:43C'era una grande forza, una grande umanità.
01:45Per questo credo che lì sia mancata, ma lì era tutto un po' strano, era tutto un po' nuovo.
01:52Per cui io ti dico, da una parte sono stata molto infastidita da quello che vedevo sul set di sceneggiatura,
01:59di scrittura.
01:59Però dall'altro, avendone preso un po' le distanze, dico anche che era un'Italia molto più ingenua,
02:04molto meno preparata a tutto questo.
02:05E pertanto ha risposto anche in base a un dolore che stava vivendo anche lui.
02:10Non erano i protagonisti reali della vicenda, ma lo siamo stati un po' tutti in quel periodo i protagonisti.
02:15Per cui ci sentiamo in diritto di poterlo dire, di poter parlare.
02:20Invece per entrambi, voi avete interpretato i genitori, di fronte a un dolore talmente grande,
02:27ma soprattutto senza senso, perché è una morte assurda questa,
02:31la maggior parte delle persone magari si sarebbe ritirata, avrebbe fatto altro,
02:39sarebbe magari rimasta col suo dolore e basta.
02:41Invece questi due genitori hanno fatto moltissimo, hanno trasformato un dolore così grande
02:46in qualcosa poi di utile per tutti.
02:48E quindi voglio chiedervi, visto che voi le avete interpretate,
02:50come si fa a trasformare una tragedia in una cosa, tra virgolette, positiva, su lungo termine?
02:58È l'unico modo per sopravvivere.
03:00Io conosco tante, ho una coppia di amici e fraterni che dopo la perdita della figlia
03:04a causa di una malattia hanno realizzato un'associazione di ricerca.
03:08Insomma, è un modo per continuare a mantenere vivo la memoria della persona che è perso,
03:13anzi è un sacrificio che ha un significato per la collettività enorme.
03:18In questo caso Alfredo Rampi è morto, ma Alfredo Rampi è vivo,
03:20perché grazie a lui si è creata la protezione civile,
03:23grazie alla tenacia sicuramente della madre e del padre,
03:25ma se non ci fosse stato quel sacrificio probabilmente i lavori per la creazione
03:28della protezione civile sarebbero stati molto più lunghi.
03:31Quella donna ha accelerato tutto perché ha reso manifesto un'incapacità dell'Italia,
03:35della burocrazia italiana, della politica italiana,
03:37di sopperire a un problema, a un'evidenza.
03:39Per cui diciamo che c'è un significato antropologico,
03:43culturale, sociale e civile enorme dietro a questa vicenda
03:46ed è la ragione per la quale abbiamo deciso di fare questa serie,
03:48è la ragione per la quale io ho deciso di farla
03:50e per la quale la famiglia ha deciso di affidare le riprese a Lotus,
03:54Sky e Marco Pontecorvo,
03:55ai quali va tutto il mio più grande ringraziamento e applauso
03:58per aver sposato una causa enorme, importantissima,
04:00che voi giornalisti avete il dovere anche di raccontare nel migliore dei modi
04:04affinché le persone possano finalmente elaborare collettivamente
04:07quello che è un trauma che ha segnato tutti quanti noi.
04:09Il fatto che noi vediamo gli effetti,
04:13abbiamo visto l'inizio di tutto questo percorso
04:16e anche l'effetto finale,
04:18però ci sono 40 anni di storia dentro,
04:20c'è una vita di persone dedicata a questo.
04:25questo è il motivo per cui le cose non avvengono
04:29da un momento all'altro,
04:31ma c'è bisogno di lavorarci,
04:34di avere coraggio,
04:35di essere costanti,
04:37di non cadere senza rialzarsi,
04:40di dare un messaggio alla speranza
04:41e soprattutto fondamentalmente anche di condividere,
04:46perché il centro Rampi è un momento di condivisione,
04:52però è un momento di condivisione con una speranza
04:57verso la collettività.
04:59Questo è fondamentale,
05:00perché non è una cosa,
05:03faccio un esempio brutto,
05:05ma non è una palestra,
05:06perché è un aperto, un centro estetico,
05:08che è un'attività privata,
05:11è una cosa pubblica,
05:12è un bene pubblico,
05:14è un bene comune.
05:17E infine, in conclusione,
05:19tra i tanti errori fatti,
05:21c'è sicuramente il carico da 90
05:23della stampa,
05:25dell'informazione,
05:26e uno vede questa cosa e dice,
05:28vabbè, erano 40 anni fa,
05:29oggi invece,
05:30pensiamo alla disinformazione
05:32che alcuni giornali hanno fatto sui vaccini,
05:34facendo dei danni enormi,
05:36quindi faccio autocritica a questa stampa.
05:39Quante volte deve pensare
05:41prima di scrivere qualcosa
05:43di dare una notizia?
05:44Allora, la stampa non è che pensa poco,
05:46la stampa forse pensa troppo,
05:48è quello il problema,
05:48che la stampa pensa troppo
05:49e pensa che quella notizia
05:51sviluppata in quel modo,
05:54sottolineando un elemento
05:55che magari sarebbe meglio mantenere
05:58non nascosto, ma protetto,
06:00possa ottenere e vendere più giornali,
06:03fare più audience,
06:04insomma, voglio dire,
06:05ormai si sa,
06:05c'è un discorso economico
06:06ed era tutto questo,
06:07per cui l'etica rispetto al giornalismo
06:10è una tematica che affonda
06:12dalle sue radici da quarto potere,
06:14cioè,
06:14rivediamo Orson Welles
06:15e capiamo tutto,
06:16quindi voglio dire,
06:17neanche mi sento di fare una colpa
06:18e non sono una giornalista,
06:20se avessi quel dovere,
06:21vendere più copie possibile,
06:22lo faccio con tutti i mezzi
06:23che ho a disposizione,
06:24secondo me ci dovrebbe essere un'etica,
06:26le notizie,
06:27certe notizie vanno protette,
06:28certe storie vanno protette,
06:30anche per non alzare troppo l'asticella,
06:31ormai siamo abituati a troppo
06:33e tutta questa morbosità,
06:34tutta questa pornografia del dolore
06:35ci rende delle persone brutte,
06:37brutte.
06:39Secondo me la stampa
06:40dovrebbe prendere spunto
06:41da questa storia,
06:43da come la collettività
06:44si è unita in questa storia,
06:46in maniera silenziosa,
06:48rispettosa,
06:48con ascolto,
06:49dandosi una mano
06:50e invece spesso
06:51la stampa è un branco,
06:54è come
06:56che un pochino,
06:57sì,
06:57ci sono i nomi dei giornalisti,
06:59ma in realtà
06:59è una corrente di pensiero,
07:01l'opinione pubblica,
07:04però nella quale
07:05un giornalista
07:05si può anche mimetizzare
07:07e questo è molto grave.
07:12Siamo individui
07:13e ognuno si deve prendere
07:14la responsabilità morale
07:15di quello che sta raccontando
07:17e di poter pensare
07:19di poter cambiare le cose
07:21invece di assecondarle
07:23e cavalcarle.
07:25Questo in generale,
07:26fondamentalmente,
07:27e quella storia,
07:28questa storia,
07:29come tutti i personaggi
07:31che avevi visto
07:32nel film,
07:33stanno lì
07:34per un servizio comune,
07:38oltre che privato
07:40per delle persone.
07:43Grazie mille,
07:44ottimo lavoro tra l'altro.
07:46Ciao.
07:47Ciao.
07:47Grazie.
07:48a voi pensiero.
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