00:02Un saluto al Presidente Vialis, Guido Grimaldi, buongiorno Guido, un saluto ai colleghi di
00:06governo, ai membri del Parlamento delle istituzioni, gli studiosi, gli imprenditori, a tutti i
00:11partecipanti. Siamo arrivati ormai alla quinta edizione, mi pare, di LetExpo, un evento che
00:18negli anni è cresciuto fino a diventare un punto di riferimento per il confronto tra imprese e
00:22istituzioni, mondo produttivo sul tema dei trasporti, della logistica, della mobilità e
00:27dell'innovazione. Non è un caso che si tenga a Verona, è uno dei principali snodi logistici
00:33europei dove si incontrano corridoi che collegano tutto il continente. Qui si comprende bene quanto
00:38infrastrutture, industria e logistica siano essenziali, strategiche per la competitività di un sistema
00:43paese e anche dell'Europa. Oggi viviamo in un mondo sempre più interconnesso. Chi lavora nella
00:50logistica sa meglio di chiunque altro quanto sia fragile l'equilibrio geopolitico globale.
00:55basta una crisi internazionale, un conflitto per far aumentare rapidamente i costi, delle
01:00energie, dei carburanti, dei trasporti, dei container, di tutto. Questi scordi arrivano
01:04velocemente fino alle famiglie, sempre più velocemente. L'abbiamo visto nel Mar Rosso
01:08con gli attacchi degli uti al traffico del canale di Suez che in alcuni casi hanno fatto
01:12crescere i costi delle forniture fino al 30%. Lo stiamo vedendo oggi, in questi giorni,
01:17drammaticamente, nello stretto di Hormuz, uno dei principali collidi bottiglia energetici del
01:22pianeta, da cui passa il 20% del petrolio mondiale, una quota analoga di gas naturale
01:28liquefatto. Quando uno svolto come questo diventa instabile, l'impatto non è regionale,
01:33riguarda tutto il mondo. L'economia, l'inflazione, il prezzo dell'energia, la fornitura dell'energia,
01:39la stabilità geopolitica, oggi fanno parte della stessa equazione. La nostra vita è tutta
01:45unita a queste vicende. E questo dimostra quanto la sicurezza e l'economia siano interconnesse,
01:50quanto la vita di ognuno di noi si è interconnessa con quello che succede nel resto del mondo.
01:55E la storia Portopo ci insegna che la pace non è mai una condizione definitiva, è un equilibrio
01:59che va costruito e difeso ogni giorno. L'abbiamo visto negli ultimi anni, drammaticamente.
02:04L'ideale sarebbe un mondo senza minacce, ma quando chi ci minaccia è armato e noi non lo
02:10siamo, non c'è equilibrio. C'è una vulnerabilità, c'è l'insicurezza, c'è il caos. La pace
02:15si difende purtroppo soltanto con una deterrenza credibile, con la possibilità di reagire di
02:20fronte a una minaccia. La guerra in Ucraina l'ha ricordato. Per troppo tempo noi in Europa
02:25abbiamo allontanato questa paura e abbiamo considerato la sicurezza e la stabilità come
02:30un bene acquisito. Oggi sappiamo che non è così e sappiamo che la difesa non è in alternativa
02:35alla sanità e all'istruzione, no. È una condizione che rende possibile le scuole, gli ospedali,
02:40la democrazia, il lavoro e il prerequisito di tutto. Per questo l'Europa deve rafforzarsi
02:47all'interno di un'organizzazione atlantica solida e coesa. Nel breve periodo non sarà
02:53mai realistico un esercito unico europeo. Quello che costruiremo è la possibilità di
02:59cooperare assieme tra forze armate di diverse nazioni, rendendolo come se fossero un'unica
03:04un'unica nazione. Ma allo stesso tempo l'Europa deve accelerare anche verso una politica industriale
03:11più integrata, più rapidità decisionale, innovazioni, investimenti, meno burocrazia,
03:16meno regole. La mia visione è quella di un'architettura di sicurezza continentale ampia, inclusiva,
03:23capace di coinvolgere anche partner strategici come il Regno Unito, la Norvegia, la Svizzera,
03:27i paesi balcanici. Ma nello stesso tempo, mentre penso alla sicurezza, penso al fatto che la competizione
03:33globale che gioca l'Europa si gioca su alto, sulla capacità di continuare a costruire
03:37innovazione, di costruire lucchezza, sulla capacità di rendere le aziende dell'Europa
03:43sempre più forti. E questo mi pare sia accaduto negli ultimi anni. L'Europa ha messo delle regole
03:48che hanno poco per volta distrutto le aziende, che hanno poco per volta distrutto interi settori
03:53tecnologici, che ci hanno indebolito dal punto di vista industriale nei confronti della grande
03:59manifattura del mondo, che è quella cinese, regalando loro ad esempio un settore dove eravamo
04:0411, come quello dell'auto. Ecco, voi siete le vene, voi siete il sistema arterioso e venoso
04:12che in qualche modo collega tutta l'economia, ma se il resto del corpo muore, non serve il
04:18sistema arterioso e venoso. E noi dobbiamo preservare il resto del corpo, la produzione,
04:24la tecnologia, le capacità, il prodotto interlo lordo, la ricchezza europea. Come si riesce a
04:32difenderla, come si riesce a supportarla, non sicuramente come abbiamo fatto negli ultimi
04:36anni. Cosa uccide l'economia? La burocrazia. Cosa uccide la capacità di un'azienda di innovare?
04:43L'eccesso di regole. Quali sono i posti al mondo, le nazioni al mondo, al di fuori dell'Europa
04:48in cui è più facile fare impresa rispetto all'Europa? Bene. Fin quando questa risposta
04:53avrà molti nomi, noi non saremo in grado di competere. Il giorno in cui a questa risposta,
05:00la risposta a questa domanda sarà nessuno, allora saremo in grado di competere, di essere
05:07quello che siamo stati per decine di anni. La guida, non soltanto dal punto di vista sociale,
05:13non soltanto dal punto di vista democratico, ma anche dal punto di vista economico, dell'innovazione.
05:19Serve in futuro avere delle grosse potenze che abbiano una coscienza, perché se lasciamo
05:26che il mondo sia gestito da grandi potenze, economiche e militari, senza l'approccio umanistico,
05:33senza il rispetto che noi abbiamo maturato e consolidato in centinaia di anni, noi regaleremo
05:38ai nostri figli un mondo che non ci piace e in cui non ci piacerà vederli vivere.
05:43Abbiamo questo dovere, voi avete quello di lavorare, le istituzioni hanno il dovere di
05:49creare un mondo, la possibilità che voi lo facciate nel modo più facile possibile, potendo
05:54pagare il meglio possibile i vostri dipendenti, avendo prospettive di crescita e di sviluppo.
05:59Ecco, voi siete parte di questo sistema complesso di cui tutti noi siamo un tassello, ma che
06:05per funzionare bene deve girare, deve fare in modo che ogni rotella giri. Io penso che
06:13questo sia il nostro compito, dal mio punto di vista è quasi, il mio compito è quasi
06:18esterno. Il mio compito è far sì che questo organismo che deve girare perfettamente, di
06:23cui voi fate parte, non sia, nessuno possa romperlo, nessuno possa toccarlo, nessuno possa
06:29inclinarlo. La difesa difende questo, difende la possibilità di uno Stato, di una nazione,
06:36di tutti quelli che in quella nazione fanno qualcosa, di poterlo fare in pace, senza che
06:41nessuno con la violenza gli renda impossibile farlo. Ed è quello che continuerò a fare fin
06:46quando questo incarico mi porterà a dedicare il mio tempo esclusivamente alla vostra difesa,
06:52alla vostra sicurezza. Buon lavoro a tutti e grazie per ciò che fate.
06:59Grazie.
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