00:00Ehi, ehi, quanto baccano!
00:03Buongiorno signori, siamo Rosmarina, Pipi e Pupù, i cercatori del MAPA!
00:09L'idea di passare dal piccolo schermo al grande schermo, come è nata e poi come vi siete divisi i
00:17compiti con la Cantone?
00:21Cioè, chi ha fatto cosa?
00:23Il passaggio dal piccolo al grande schermo è un passaggio che in realtà avevamo dall'inizio.
00:31Quando abbiamo costruito questi tre personaggi e questa cosmogonia di Pipi e Pupù e Rosmarina,
00:37perché siamo in presenza di un universo popolato di boschi e di animali in cui la presenza umana non esiste
00:46né fisicamente con dei personaggi umani,
00:49né con città e altri manufatti. A volte quando ci serve abbiamo dei bottiglini, qualche oggetto, ma niente di civilizzato,
00:58possiamo dire.
01:00L'idea di fare il film appunto c'era da subito, però non è facile fare un film, non è
01:07facile fare un film con questo tipo di target
01:10e quindi siamo partiti con una serie televisiva. Abbiamo voluto vedere quale potesse essere l'impatto di questi tre personaggi,
01:19anche in loro nomi sono provocatori, ma provocatori in senso buono. Pipi, Pupù e Rosmarina sono espressioni pipi, pupù che
01:28usano i genitori con i loro figli.
01:29Hai fatto la Pupù con un bambino in fascia, quindi non sono parole insultanti, è solo un modo affettuoso,
01:37è un'interfaccia tra bambino e mamma. E quindi abbiamo giocato con questi tre personaggi che sono surreali, come tutto
01:46il loro mondo,
01:46e abbiamo costruito 78 episodi, con la penna magica di Vincenzo Cerami, peraltro.
01:54E a questo punto abbiamo pensato che era il momento buono per poter raccontare una storia più articolata,
02:02in modo da poter fare un film. Mi sono messo al lavoro sulla storia, l'ho sviluppata, siamo riusciti con
02:09l'aiuto della Rai
02:10e con i coproduttori stranieri a trovare i finanziamenti, i fondi necessari per partire in questa avventura
02:17e quindi siamo partiti di gran volata, che per l'animazione è una parola grossa, perché gran volata significa che
02:23comunque due o tre anni
02:24ci si mette a fare il film. Però devo dire anche sulla scrittura è un film che deve essere spontaneo,
02:30è un film in cui mi sono sforzato di pensare come penserebbero dei bambini e non è stato facile,
02:39perché i bambini pensano in maniera superlativa rispetto a noi.
02:42Io nel mio passato ho una lunga esperienza di lavoro con i bambini, che mi ha un po' aiutato a
02:47pensare come un bambino
02:48e quindi scritta questa storia è un giallo interessante, non è un giallo torbido come quelli per adulti,
02:57ma è un frutto importante perché è stata rubata dalla partitura, sono state rubate tutte le note
03:03e la partitura è quella di un importante concerto, quindi c'è tensione perché tra una settimana ci sarà la
03:08rappresentazione
03:09e non ci sono più le note e il narratore affida a Pippi Pupu e Rosmarina il compito di ritrovare
03:15le note che sono state rubate.
03:17Si parlava prima del fatto che è un film imperfetto, tra virgolette, perché l'imperfezione è umana.
03:25Come si lavora questa imperfezione dei personaggi che non sono belli, perfetti,
03:33e come pensa che il pubblico di oggi possa accogliere questo, visto che i bambini penso che siano sempre più
03:42educati
03:43invece alla perfezione, basta vedere quello che guardano, quello che si viene sottoposto.
03:49Secondo me la perfezione non esiste e quindi è il tipo di imperfezione che bisogna scegliere.
03:56Non credo che i film che vedano i bambini siano perfetti, sono perfetti magari, hanno dei livelli di imperfezione esteriori
04:06e inferiori, ma a volte hanno delle grosse imperfezioni da altri punti di vista, dal punto di vista della profondità,
04:14dal punto di vista delle emozioni, da tanti punti di vista.
04:17Quello che io credo è che i film debbano essere imperfetti e che il pubblico adori vedere dei film imperfetti,
04:25perché l'imperfezione è la diversità, è l'originalità, è come avere cento penne a posto
04:35e una penna che scrive un po' più sottile, più spesso, più grigio.
04:40E questo ci permette di giocare sulle imperfezioni.
04:44I bambini cantano, cantano l'opera classica, è sconvolgente, è divertentissimo,
04:50perché si impegnano moltissimo, ma non saranno mai dei soprano o dei tenori che possano...
04:58Ma è molto più emozionante sentire un bambino cantare, nel nostro film, che un tenore,
05:04perché il concetto è che tutto viene trasformato nella logica autoironica di questi tre protagonisti.
05:12La grande arma è l'autoironia, e l'ironia è l'autoironia, che spesso manca nei film, tra virgolette, perfetti.
05:18E invece una qualità imprescindibile dell'animazione, qual è?
05:24E qual è invece la cosa più difficile da fare in un film animato?
05:29Nell'animazione una qualità imprescindibile è la capacità di coinvolgere il pubblico.
05:36Vedere dei disegni sullo schermo ci permette di raccontare dei messaggi importanti,
05:43coinvolgendo il pubblico, cosa che più difficilmente avviene in un film dal vero,
05:47in cui tutto è contestualizzato.
05:49L'animazione decontestualizza, in quanto mostra dei disegni inventati,
05:53dei personaggi inventati, e non facilmente paragonabili a dei veri personaggi,
05:58come possiamo incontrare nella vita.
06:00Questo aiuta molto il pubblico a ricontestualizzare questi personaggi,
06:05astratti in qualche modo, con i personaggi che popolano la sua vita.
06:09Quindi ogni bambino, ogni adulto, vedendo un film d'animazione,
06:13sostituirà i personaggi sullo schermo dei personaggi che appartengono al suo vissuto.
06:19Questo è molto facile nel cinema d'animazione, questa identificazione.
06:23Una cosa molto difficile da ottenere col cinema d'animazione è la profondità del messaggio,
06:28la capacità di far emozionare il pubblico davanti a un film,
06:34che in fondo è un insieme di disegnetti che si muovono.
06:37Allora, l'animazione italiana, lei che ci lavora da 30 anni,
06:4335,
06:44da 35,
06:45a che punto è?
06:47Cos'ha da imparare e cos'ha invece da regalare?
06:53L'animazione italiana ha da regalare una straordinaria creatività che hanno gli autori italiani,
07:03una capacità anche di arrangiarsi, che ci viene invidiata dal resto del mondo, anche nel nostro settore.
07:11Se io vedo lavorare gli americani con la loro logica e la loro struttura,
07:17facendo un esempio banale, se si rompe un qualche cosa,
07:22noi italiani troviamo il modo di ripararlo alla bene meglio per continuare.
07:27Un americano si ferma e aspetta che arrivi il meccanico.
07:29Ecco, intanto per dare un esempio molto banale, ma questo succede nelle produzioni,
07:34io lo vedo, anche nelle produzioni mie, in cui lavoro anche con coproduttori stranieri,
07:40soprattutto con maestranze straniere,
07:43vedo che spesso trovo delle soluzioni dove altri non riescono più a trovarle.
07:49Questa è una capacità che ci viene molto invidiata all'estero.
07:52L'animazione italiana deve imparare ad internazionalizzarsi,
07:57deve imparare a mantenere la radice italiana forte e a portarla in Europa.
08:02Noi siamo autori europei, oltre che italiani,
08:06e dobbiamo imparare a raccontare le nostre storie all'estero.
08:09Diciamo che l'animazione lo sta imparando molto prima rispetto al cinema italiano,
08:14dove solo pochi autori vengono poi acquistati e trasmessi e proiettati nei cinema fuori dall'Italia.
08:24Ecco, in questo l'animazione è più avanti,
08:26ma siamo comunque indietro rispetto all'animazione di altri paesi.
08:31Cosa? Indietro anche a livello tecnico?
08:35Siamo indietro? No, non è una questione tecnica.
08:37E' proprio il tipo, la costruzione della storia, il tipo di racconto e come lo viene messo in scena.
08:46Ecco, non ci siamo ancora adeguati completamente, anche da un punto di vista tecnico,
08:53a certi standard europei di coproduzione che prevedono comunque di saper lavorare in gruppo,
09:00di saper lavorare anche con gruppi di 100-150 persone.
09:06Il mistero delle note rapite, il 16 novembre, nei cinema.
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