00:03Allora, sappiamo che Monolith è un progetto crossmediale, c'è una graphic novel, c'è il film che adesso esce
00:10il 12 agosto,
00:12ma io voglio sapere come è stato il processo di creazione della macchina, perché nella storia del cinema ci sono
00:17macchine con grandi personalità,
00:19la Ecto 1 dei Ghostbusters, la macchina di Ritorno al Futuro e la vostra, così a occhio e croce, mi
00:25sembra che abbia molta personalità.
00:26Quindi com'è nata la macchina, che è uno dei grandi protagonisti del film?
00:30Beh, dal punto... Allora, io ti dico durante la lavorazione della graphic novel, nel momento in cui abbiamo cominciato a
00:36immaginarla,
00:37a dare indicazioni al disegnatore, ci eravamo dati una regola, ossia che la Monolith doveva dare l'impressione di essere
00:46facilissima da usare,
00:47di primo acchitto, tutto molto elementare, tutto molto user friendly, come si usa dire, e però avere anche il potere,
00:57nel momento in cui rimani fuori di lei, hai bisogno di interagirci, di essere completamente impenetrabile e inaccessibile,
01:05un po' come tutte le paure che hanno quelli che usano i PC rispetto a quelli che usano invece i
01:11Mac,
01:11che insomma li ritengono facili da un certo punto di vista, inaccessibili da altri.
01:15Ecco, questa era la prima grande idea.
01:19E poi sapevamo che doveva comunque incutere timore, un po' come incutano timore certi SUV,
01:27ma l'ultima cosa, l'ultima sensazione che doveva dare era di completa fermezza e inaccessibilità.
01:34Nel momento in cui la Monolith si spegne è veramente un monolite con cui è impossibile interagire.
01:39Quando poi insieme a Lorenzo Ceccotti, il designer della macchina, nonché il disegnatore del fumetto,
01:44siamo effettivamente andati da un grande costruttore di veicoli cinematografici,
01:54lo stesso per capirci che ha fatto la macchina di Robocop o la moto di Terminator 2,
02:00e abbiamo portato i nostri disegni, ci siamo sentiti dire, beh ragazzi, questo è impossibile.
02:06E allora da lì abbiamo cominciato a ripensare, grazie all'incredibile talento di Lorenzo,
02:14come potevamo effettivamente ottenere lo stesso risultato che tutti ci eravamo prefissati fin dalla scrittura.
02:24A quel punto abbiamo individuato un'auto già esistente, non diffusa in Italia, ma in America sì,
02:32perché è molto usata dalla polizia americana, e abbiamo trovato un esemplare usato,
02:37l'abbiamo completamente smontato e ci abbiamo rimontato sopra delle protesi, una vera sorta di armatura
02:46che rispondesse al design che ci avevamo prefissati.
02:50Ovviamente la monolit reale era tutt'altro che indistruttibile, quindi era un oggetto delicatissimo,
02:55ne avevamo una sola, e quindi girare e dare l'idea che questa macchina non potesse essere scalfita in nessun
03:03modo,
03:04quando ovviamente invece l'abbiamo ampiamente rovinata durante le riprese, è stata un'ulteriore sfida.
03:11Per fortuna i carrozieri americani sono bravissimi e velocissimi.
03:14Allora, voi vi conoscete da tantissimo tempo, vorrei sapere com'è lavorare con qualcuno
03:19che conosci fin da quando sognavi di fare questo mestiere e poi finalmente siete riusciti a farlo insieme.
03:26E poi siete entrambi padri, vorrei sapere quanto la paura di diventare genitori è entrata nel film.
03:33No, allora, lavorare insieme è stato abbastanza divertente, devo dire.
03:38Diciamo che la fatica era iniziare a lavorare, visto che passavamo la prima metà delle nostre riunioni
03:42solo a sentire musica e a raccontarci gli ultimi gossip di tutte le amicizie che abbiamo in comune.
03:49Quindi, no, lavorare insieme è stato molto bello perché comunque Ivan è un super professionista,
03:55ha una sensibilità rara, secondo me adattissima per raccontare tutte le complesse sfumature,
04:02alcune anche solo accennate che ci sono dentro Monolith, soprattutto in relazione a quello che chiedi tu nella domanda,
04:09cioè al rapporto con la maternità, con l'accettare il figlio che è arrivato
04:13e soprattutto con quella che è la paura di tutti i neogenitori, cioè dimenticarsi il tuo figlio dentro la macchina.
04:18Purtroppo sentiamo spesso notizie del genere in televisione e noi ci siamo chiesti che cosa succede
04:24se questa macchina che nasce per essere lo strumento perfetto per proteggere il nostro figlio
04:30in realtà poi diventa la gabbia da cui è impossibile tirarlo fuori.
04:34Il gioco è stato lavorare su un personaggio, Sandra, appunto, che inizialmente sembra la madre perfetta,
04:42super premurosa, molto attenta, molto puntuale e precisa e invece poi va incontro a una lotta estenuante
04:50contro i suoi demoni interiori per capire se è veramente pronta e in grado di rigenerare il suo figlio,
04:57cioè farlo uscire da quella macchina.
04:59Sì, non saprei dirlo meglio ma posso aggiungere che effettivamente mentre scrivevamo,
05:04eravamo appena diventati padri di bambini più o meno dell'età del personaggio di questa storia
05:11e quindi sapevamo esattamente, potevamo testare giorno per giorno di che cosa fosse capace o meno
05:18un bambino di due anni e mezzo.
05:22Era fondamentale quell'età perché ovviamente non doveva essere in grado di liberarsi da solo
05:27ma allo stesso tempo doveva essere in grado di cacciarsi nei guai da solo.
05:32Adesso senza raccontare troppo però il rapporto che i bambini fin dalla tenerissima età oggi
05:39cominciano ad avere con tablet, telefoni, cellulari, potrà creare delle conseguenze
05:50di cui nessuno di noi ha modo di sapere e veramente prefigurare.
05:55Quindi quello che succederà a questi bambini che nascono con dei supporti digitali touchscreen in mano
06:02è tutto da capire e la facilità con cui noi lasciamo loro di giocare con questi oggetti
06:10spesso anche solo per azzettirli è un'azione più pericolosa di quello che possono fare.
06:17Mi permetto di aggiungere solo che le nostre due compagne Martina e Emiliana
06:21appunto avendo entrambi i bimbi piccoli durante la realizzazione del film
06:25erano i nostri tester primari perché tutto quello che scrivamo lo sottoponeremo a loro
06:30e nel momento in cui loro non riuscivano più ad andare avanti nella lettura
06:34per l'ansia che gli davamo vuol dire che la sceneggiatura andava bene.
06:37Che bastardi!
06:39Grazie mille!
06:40Grazie a te!
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