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  • 2 giorni fa
Luca Sessa ha intervistato per Dissapore il critico gastronomico del Corriere della Sera, Valerio Visintin per parlare con lui del suo personaggio mascherato e dei rischi che comporta la sua professione.
Trascrizione
00:12No, io non credo che mi odino, anzi penso che ce l'abbiano con me soltanto alcuni miei colleghi
00:19perché offro un punto di vista che non rassomiglia a loro, ma in generale non penso che ci siano
00:26così tante persone che mi detestano, spero.
00:33Sì, lui ha fatto una scelta diversa, ma probabilmente è tutto diverso, anche il contesto è imparagonabile.
00:39Io lo faccio perché ancora riesco a nascondere il mio volto e così posso andare nei ristoranti
00:44a viso aperto senza essere riconosciuto e posso fare il mio mestiere al meglio, almeno secondo i miei dettami.
00:55Non è una scelta di marketing studiata a tavolino, è un effetto collaterale però abbastanza prevedibile.
01:06Non sento questa esigenza perché la responsabilità me la prendo in toto, firmo col mio nome e cognome,
01:12sono un giornalista che scrive sulla carta o sul web, se fossi un giornalista televisivo
01:20allora sì, ci sarebbe forse l'esigenza di mostrare il mio volto, ma così, adesso io ogni tanto mi offro
01:27anche agli sguardi del pubblico,
01:29ma il mio lavoro si svolge dietro una scrivania nel mio studio e quindi conta quello che scrivo.
01:39L'oggetto primario sarebbe la ristorazione, ma le guide invece svolgono una funzione,
01:44ormai parlo delle guide, quella dell'Espresso e la Michelin soprattutto,
01:50svolgono ormai una funzione che non è più quella originaria, non guidano il lettore ad andare a visitare un ristorante
01:56invece che un altro,
01:57solo degli strumenti quasi politici, distribuiscono le stelle, i cappelli, fanno piangere quello chef, infuriare quell'altro, esultare,
02:07è una specie di etiatrino al quale io mi sottraggo e l'unico modo è raccontarla ogni volta ai lettori,
02:14perché potrebbero dimenticarsi che non è vero niente di quello che hanno visto.
02:22Sono pienamente d'accordo con Raspelli quando dice che è tutta una marchetta,
02:26che in generale la critica gastronomica si limita all'obare tutti,
02:31anche se ci sono ovviamente delle eccezioni, però in generale è proprio come dice lui.
02:36L'unica cosa sulla quale non sono d'accordo è che è eccezionzata di Raspelli,
02:41la critica gastronomica non è mai esistita, non ha mai esercitato questo suo dovere,
02:47che sarebbe anche quello di esprimere delle critiche negative, se ci sono i motivi.
02:52Quindi non è mai cambiato niente, adesso se l'ho aumentato il volume delle chiacchiere.
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