- 7 mesi fa
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00:05In primo piano il conflitto in Medio Oriente è esploso a marzo con l'operazione Epic Fury che è stata
00:11lanciata da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio.
00:15L'accelerazione drammatica dell'attacco all'Iran è entrata in quella che le forze israeliane definiscono la fase successiva dell
00:22'offensiva.
00:22Tra ondate di missili e bombardamenti a catena dopo l'uccisione del leader supremo iraniano Kamenei, la rappresaglia iraniana ha
00:30trasformato il Medio Oriente in un vero e proprio teatro di guerra colpendo molteplici obiettivi nei paesi del Golfo.
00:37Una situazione esplosiva. Quanto siamo lontani dalla stabilizzazione? È un privilegio poterne discutere con il professor Carlo Pelanda, vicepresidente strategist
00:46di Quadrivio Group.
00:48Grazie per essere con noi e bentornato professore.
00:51Grazie a lei
00:52Le chiedo subito direttamente sull'escalation nel Golfo perché sta mettendo alla prova mercati di diplomazie e sicurezza energetica globale.
01:02Quindi professor Pelanda, il rischio di guerra regionale su vasta scala era già nei piani di Trump e dell'intelligence
01:09quando il 28 febbraio hanno attaccato l'Iran?
01:14Certamente gli scenari che sono stati valutanti dal Pentagono e dalla Casa Bianca prevedevano questo, però lo ritenevano contenibile anche
01:28sulla base di una priorità.
01:32La priorità per il Pentagono era quella di riuscire ad avere l'informazione giusta su dove colpire la leadership iraniana
01:42che poi è stata colpita.
01:43Quindi quando l'attacco è partito non è che fosse tutto pronto, era una situazione di attesa, cioè nel build
01:54up, nella preparazione dell'attacco che non era stata ancora terminata, è stata data priorità l'informazione su dove poter
02:03colpire la leadership.
02:04Quindi diciamo era un'opzione prevista questa degli attacchi in tutta l'area regionale, ma non era considerata una priorità
02:23appunto perché uccidere la leadership era invece la priorità.
02:30Torno sulla sua valutazione dove ha spiegato professore che questa guerra ha limiti di estendibilità, ma effetti anche molto reali
02:40sul rischio finanziario.
02:42Partiamo proprio da qui allora. Adesso che situazione si è venuta a creare?
02:48Allora sul piano della estendibilità del conflitto nel senso, no, il resto sullo scenario che è stato fatto anche dal
02:59mio gruppo di ricerca euroamericano, cioè Cina e Russia non vogliono ingaggiarsi.
03:05Quindi per noi estendibilità significa non coinvolgere una reazione attiva da parte di Cina e Russia e questa non c
03:16'è.
03:16C'è un po' la Russia che fornisce intelligence all'Iran, però in maniera limitata perché è interessata anche a
03:25fare uno scambio nel caso dell'Ucraina.
03:28Quindi nel momento in cui non c'è un ingaggio di questi due grandi attori, per noi questo resta una
03:37guerra regionale.
03:38Secondo punto, le capacità offensive e regnane sono molto limitate, cioè nel senso tirano qualche drone e qualche missile.
03:49Però l'effetto di tipo finanziario è molto pericoloso perché c'è una correlazione tra capacità di resistenza dell'Iran
04:01con destabilizzazioni di tipo economico e finanziario nel resto del mondo.
04:09Questo sì, però sul piano cinetico la guerra resta regionale, ovviamente con Cina e Russia che ritengono più interessante vedere
04:21in quali guai si stiano mettendo gli Stati Uniti.
04:25Questo rischio di destabilizzazione delle piazze finanziarie del mondo di cui parla è legato al petrolio, all'energia?
04:34Sì, è legato all'energia nel senso che può produrre effetti sia di inflazione sia destabilizzanti in generale, per l
04:45'economia in generale appunto, perché è una fonte di tipo sistemico di destabilizzazione.
04:51Ma non è tanto per la scarsità. A riguardo del petrolio, bisogna differenziare petrolio e gas.
04:57A riguardo del petrolio ci sono anche tante opzioni e sicuramente è stato detto in più trasmissioni che il petrolio
05:10iraniano va più verso il Pacifico.
05:15Quindi questo non è un problema. Un po' di più per il gas e un po' di più per l
05:20'Italia, però nei nostri scenari noi valutiamo l'effetto moltiplicatore speculativo.
05:28E questo può far tremare l'economia e il sistema finanziario.
05:38Noi su questo non abbiamo un caso peggiore di tipo catastrofico, ma non abbiamo neanche un caso migliore, cioè di
05:49veloce riassorbimento di tutta la destabilizzazione, cioè la ristabilizzazione,
05:54se il conflitto non ha un termine abbastanza presto. Noi calcoliamo due o tre settimane per evitare anche gli effetti
06:07speculativi o di tipo distorsivo.
06:10E questo è il nostro calcolo al momento e lo stiamo controllando continuamente man mano che lo scenario evolve nella
06:21realtà.
06:21Ecco, il cuore della sua analisi è proprio la durata del blocco dello stretto di Ormuz, che è totalmente paralizzato.
06:31Quindi lei mi ha spiegato che la soglia critica per i mercati è due o tre settimane.
06:36Ma cosa succede se si supera questa soglia?
06:43Abbiamo più instabilità finanziaria nel resto del mondo, quindi non prevediamo un'instabilità di tipo catastrofico, però neanche un momento
06:56tranquillo.
06:57E quindi tenga conto che poi il mondo delle democrazie, chiamiamolo così, è molto vulnerabile a questo tipo di instabilità.
07:12Ecco, quindi noi centriamo le nostre analisi su questo punto.
07:18Naturalmente i prezzi fanno la differenza, quindi abbiamo visto il petrolio è già andato oltre gli 80 dollari.
07:24Ha continuato a salire, ne avevamo parlato solo due settimane fa e si pensava a una punta a 100.
07:33Quindi adesso, come avete rivisto le aspettative anche sulla base di quelle che sono le consultazioni tra task, tra team
07:45tank, siamo più verso i 100 o più verso i 200?
07:53Quello che fa il mio team tank, anche dialogando con altri, soprattutto statunitensi in questo momento, è che un picco
08:02su 100 e anche oltre per qualche giorno, appunto con un limite io metterei tre settimane, è poi riassorbibile.
08:13Se invece resta alta, anche sotto i 100, ma alta e con molte incertezze su quando si riduce il prezzo
08:21del petrolio, beh questo man mano che passa il tempo può avere effetti destabilizzanti.
08:27Tra l'altro stiamo dando un'occhiata anche ai futures sul petrolio e vediamo che sono abbastanza pesanti, ma nella
08:37seconda metà dell'anno, come se ci fosse una parte del mercato,
08:41che è scommessa su una crisi prolungata. Noi non facciamo questa scommessa, riteniamo in ogni caso più breve, però più
08:51o meno quelli che ho detto sono i termini di un riassorbimento di un conflitto regionale
08:58che cambierà molto gli equilibri di quella regione e quindi con effetti globali, però al momento noi siamo su uno
09:07scenario chiamato di contenibilità.
09:10Se i tempi si allungano, evidentemente la contenibilità diventa minore sul piano probabilistico.
09:18Naturalmente preoccupa molto anche l'impennata del prezzo del gas europeo quotato ad Amsterdam, quindi è tornato sopra i 50
09:26euro megawattora.
09:27Ricordiamo che quando ci fu l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia si arrivò a un picco di 250
09:34nel agosto,
09:37anche sull'onda degli approvvigionamenti che naturalmente sono un driver importante.
09:43Ma oggi la situazione ritiene che sia totalmente diversa da quella del 2022, cioè nel caso dell'Iran, della guerra
09:52nel Golfo?
09:56Beh, è molto diversa poi, però in sostanza sul piano del gas, quel gas che arriva dal Qatar non è
10:13una grande percentuale del gas
10:15che è di rilievo, in questo caso per l'Italia ma anche per il resto dei paesi importatori, perché ci
10:22sono tante altre fonti.
10:25Certo, quindi la diversificazione è il fattore chiave.
10:28Professore, ma intanto la Cina, si dice, sta usando la sua influenza politica per creare una sorta di bolla di
10:35sicurezza
10:36per le proprie forniture energetiche. Come vede questo tentativo di mediazione forzata cinese per proteggere le sue ruote marittime?
10:46Proteggerà anche le nostre?
10:51Noi non vediamo una mediazione, vediamo un fortissimo attivismo cinese per mettersi al riparo del caso peggiore
11:00e tra l'altro lo stiamo vedendo già da un paio di mesi, perché l'attacco qui in corso è
11:06stato previsto,
11:07non la data precisa, ma tutte le fonti anche di intelligence, quelle che filtrano nei think tank civili,
11:16dicevano ragazzi, entro la primavera lì succede quello che sta succedendo
11:24e quindi è sicuro che la Cina si è già messa un po' al riparo.
11:28Tra l'altro c'è un piccolo dettaglio che però è importante, tenga conto che i Pazdaran usano,
11:39i ragiani usano navi bandiere battente diverse, anche degli Emirati, per rifornimenti di relativamente piccole quantità
11:53di petrolio, ma che tutti insieme fanno un bel rifornimento alle raffinerie cinesi.
12:00Queste navi non hanno bandiera iraniana e sono giustite direttamente dai Pazdaran e tra l'altro
12:10proprio dal figlio del leader supremo che è stato ucciso.
12:20Questo è un dettaglio che inizialmente era messo a margine un po' dell'analisi che facciamo noi,
12:26che è macro, però sta diventando piuttosto importante perché è una delle fonti principali
12:32di rifornimento finanziario dei Pazdaran.
12:35Quindi penso che nonostante la struttura molto forte delle milizie dentro l'Iran,
12:45questa potrebbe essere qualcosa da osservare per vedere un possibile scenario poi di negoziato.
12:54scambio la mia vita, non ti rompo le scatole, però tu non attaccare oltre misure.
13:01Potrebbe essere.
13:03Comunque è in questi giorni che i miei collaboratori stanno analizzando tutto lo scenario di tregua.
13:12Certo, professore, in parte ha risposto ad alcune domande che volevo farle, ma a monte di tutte
13:18c'è una scarsa visibilità al momento sulla durata del conflitto e questo è il punto
13:23chiave, come sappiamo, per l'impatto sui mercati finanziari.
13:27Non ci sono segnali di de-escalation, ma come potrebbe evolvere quindi rapidamente la situazione
13:33rispetto agli obiettivi di Stati Uniti e di Israele?
13:38Allora, va premesso che l'obiettivo degli Stati Uniti, combinato con quello di Israele,
13:44è quello di amputare l'Iran di tutte le sue estremità capaci di creare conflitti nelle
13:54regioni e non solo. Su questo quindi è certo che l'Iran uscirà da questa fase bellica
14:05amputato, non potrà fare danni all'esterno. Mentre gli Stati Uniti e Israele probabilmente
14:16hanno obiettivi oppure enfasi diverse sul regime change, sul cambiamento di regime. Allora,
14:24alla sua domanda rispondo. L'elemento negoziale è appunto il cambiamento di regime che al momento
14:32appare improbabile, perché potrebbe avvenire solo con la presa, c'è un atteggiamento delle
14:39forze armate istituzionali dell'Iran contro le milizie. Ecco, però non è un momento,
14:47cioè pensando a un soldato istituzionale israeliano che si mette a combattere in questo
14:55momento, non lo vedo uno scenario possibile. Quindi, per sintetizzare, allora, alla fine
15:03l'Iran non avrà capacità offensive esterne, già non le ha adesso, perché è qualche
15:08mistero, qualche cosa, ma qualche drone. Ricordiamoci che il blocco dell'assetto di Ormuz
15:18non è stato formalizzato. Ecco, chiusa parentesi. Mentre è molto aperto lo scenario di regime
15:28change, perché gli Stati Uniti non hanno voglia assolutamente di ingaggiarsi con truppe
15:32a terra. E senza truppe a terra è difficile, diciamo, ottenere dei risultati interni di
15:39cambiamento. E infatti gli Stati Uniti stanno comunicando anche abbastanza apertamente.
15:45cioè, cari iraniani, tiratemi fuori un leader con il quale si possa parlare e io faccio
15:51un'operazione di tipo Venezuela e vi concedo la sopravvivenza e tutta una serie di venti.
15:57Ma? Qual è il ma? Ma Israele non vuole. Israele persegue, cioè per Israele è una questione
16:05esistenziale, cioè il cambiamento di regime contando sul fatto che il regime ha un consenso
16:12popolare estremamente basso. Qualcuno stima massimo 20%, altri 25% e altri ancora di meno.
16:19Però ha una capacità di controllo del territorio enorme.
16:24Certo, professore, mi scusi se sintetizzo, ma è chiaro che la situazione, da come anche
16:30lei la percepisce, è molto complessa per centrare l'obiettivo di Trump. L'operazione
16:37militare americana in corso contro l'Iran è l'atto di politica estera più aggressiva
16:42e ad alto rischio della presidenza Trump. Che via d'uscita vede quindi per Washington?
16:51Diciamo, la condizione di vittoria per Washington è quella di eliminare la capacità iraniana
16:58di produrre effetti sulla regione. Ha ottenuto anche che i paesi del golfo, arabi sunniti, abbiano
17:09dichiarato di passare dalla difesa passiva a quella attiva contro l'Iran. Per gli Stati
17:17Uniti probabilmente questa è la condizione di vittoria, isolando la capacità dell'Iran
17:25americana verso l'esterno. Per Israele, secondo noi, poi magari stiamo tutti facendo
17:31delle stime, no, Israele invece vuole il cambiamento di regime, vuole, perché c'è
17:37un effetto, è una strategia esistenziale su cui tra l'altro tutta Israele, destra,
17:44sinistra, eccetera, è compatta. Ecco, casomai ci sono dei problemi, secondo me avvengono
17:51tra la divergenza degli obiettivi strategici tra Israele e l'Iran, cioè tra Seconda
17:56Gerusalemme e Prima Gerusalemme, che non per altri motivi. Ma questo richiede degli aggiornamenti
18:05che in questo momento è una situazione un po' fluida. Però entro due settimane penso
18:11che lo capiremo.
18:13Assolutamente, poi dovremmo capire che cosa può fare concretamente l'Europa, l'Occidente
18:17e come entreranno in gioco in questa drammatica situazione bellica, se si prenderanno decisioni
18:25in tal senso, ma appunto stiamo a vedere. Grazie professor Carlo Pelanda per essere stato
18:31con noi, davvero molte grazie per le sue analisi. A presto, buon lavoro.
18:35Grazie a lei.
18:36Ci fermiamo qualche istante, riprendiamo dagli scenari, dalle sale operative e dalla War
18:41Room.