00:01Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:30Non solo Roma, come sapete, si ferma nel weekend, quindi non abbiamo avuto modo di trattare una giornata che negli
00:38anni è diventata sempre più simbolica, la giornata internazionale della donna, la giornata internazionale per i diritti della donna.
00:46E allora, senza risultare troppo pesanti, voglio iniziare questa puntata di non solo Roma, questa diretta, insieme a voi con
00:54una riflessione.
00:55Chiaramente sono assolutamente ben accetti anche i commenti che potete fare scrivendoci al numero che vedete in sovraimpressione per comunicare
01:05con noi, per raccontarci anche il vostro punto di vista.
01:08Allora, giornata internazionale dei diritti della donna, c'è da dire che le donne, le donne moderne, almeno sono diventate
01:15sempre più consapevoli.
01:16Hanno capito una cosa molto importante, che l'8 marzo certamente fa piacere ricevere un fiore, certamente fa piacere ricevere
01:25una mimosa, un cioccolatino, un augurio, un pensiero.
01:28Però le donne di oggi hanno capito che questi regali, questi pensieri possono purtroppo non bastare più.
01:36Perché? Perché i tempi cambiano e perché è necessario rivoluzionare, passatemi il termine, tra mille virgolette, un po' tutta la
01:44società.
01:45E allora, proprio su questa base oggi è in corso uno sciopero generale di 24 ore che coinvolge davvero tantissimi
01:53settori,
01:53dalla sanità alla scuola, ai servizi, al turismo, insomma, si passa un po' ovunque, tranne per i trasporti.
02:00Ed è uno sciopero generale indetto dai principali sindacati che nasce proprio per protestare contro quei diritti che ancora oggi,
02:07nel 2026, noi donne non abbiamo.
02:11Vi dico soltanto qualche numero, come sempre.
02:14L'Italia è uno dei paesi, dei primi paesi al mondo in cui è più evidente il cosiddetto gender pay
02:20gap.
02:21Che cosa significa? Significa che un uomo e una donna a parità di qualifica e a parità di competenze ricevono
02:28uno stipendio, un salario nettamente diverso.
02:32Ovviamente gli uomini prendono di più.
02:34E poi c'è un altro numero, purtroppo, insomma, anche più allarmante.
02:38Sono circa 60.000 le donne ogni anno che, una volta diventate madri, devono fare una scelta.
02:44Continuiamo a lavorare o siamo madri?
02:47Vorremmo essere entrambe, ma il più delle volte non possiamo.
02:50Questo perché? Perché non ci sono servizi adeguati che ci permettano di conciliare la vita privata con il lavoro.
02:57Le babysitter, insomma, costano tantissimo e non tutte possono permetterselo.
03:02E poi c'è anche il tema della cura, no?
03:05La cura degli anziani, ad esempio delle persone fragili, è quasi sempre relegata alle donne.
03:10E allora, praticamente ogni giornata diventa di fatto una giungla nella quale sopravvivere,
03:16una giungla nella quale districarsi per cercare di raggiungere ogni impegno, no?
03:21Cercare di fare tutto.
03:22E ovviamente tantissime donne non riescono, facendo di fatto una scelta.
03:27Quindi a quel punto 60.000 donne devono decidere di dire per sempre addio alla propria carriera.
03:33E allora voi direte, beh, vabbè, magari vi potete fermare per qualche anno, no?
03:37E lo dico con un sorriso amaro.
03:40Non si può fare questo discorso perché magari una donna decide di dedicare la sua esistenza ai figli
03:45come magari è normale anche che sia, ma a 50, 40, 50 anni chiaramente è un pochino più difficile, no?
03:52A ritrovare un posto di lavoro.
03:55Comunque qui rischiamo di allargarci davvero tantissimo.
03:58No, parliamo di questo sciopero di oggi, di questa mobilitazione che sta davvero coinvolgendo tantissime sigle
04:04e tantissimi settori.
04:06E ne parliamo con la segretaria di CGL Roma e Lazio, Diana Agostinello,
04:10che saluto e ringrazio per essere in nostra compagnia.
04:13Benvenuta.
04:15Buongiorno, grazie dell'invito.
04:17Grazie a lei, Diana.
04:18Allora, uno sciopero che sta coinvolgendo davvero tanti settori, quello di oggi, tranne i trasporti.
04:24Insomma, è stato dichiarato che non ci sarà nessuno stop per quanto riguarda la viabilità.
04:30È corretto dire che, insomma, è uno sciopero, una mobilitazione che nasce soprattutto per le donne?
04:37In realtà è uno sciopero che nasce soprattutto ad opera delle donne,
04:43nel senso che le riguarda in prima persona, perché non dimentichiamoci che è uno sciopero generale
04:50che nasce lontano da noi, in particolare in Latinoamérica,
04:56e poi si è diffuso in maniera globale, fino ad arrivare anche in Italia.
05:02Ed è uno sciopero in realtà generale, perché è uno sciopero dell'azione, ma anche della riproduzione,
05:11dell'assistenza, quindi che vuole, attraverso questo strumento,
05:16che comunque è sempre difficile decidere di scioperare,
05:22perché ricordiamoci che le lavoratrici e i lavoratori che decidono di scioperare
05:26decidono anche di rinunciare al loro salario in quel giorno.
05:34E le mali motivazioni è proprio quella di voler fare vedere come ancora troppe mansioni
05:41sia nel privato che nell'attività produttiva, quindi sia nell'attività produttiva che riproduttiva,
05:48sono sulle spalle delle donne.
05:51Perché non ci si rende conto, Diana?
05:53Io ho letto una frase che arriva proprio dai sindacati e che mi ha colpito molto.
05:58I sindacati scrivono che se si fermano le donne si ferma il mondo.
06:01Perché secondo lei questa cosa ancora non è stata recepita un po' dalle istituzioni
06:06o comunque dall'industria, dalla produzione, insomma, di chi elargisce i salari?
06:12Letteralmente se ci fermiamo si ferma tutto?
06:16Si ferma tutto soprattutto perché non abbiamo un welfare che veramente si occupa delle persone a tutto tondo.
06:23Quindi c'è una buona fetta di welfare che è sulle spalle delle donne.
06:28Nel momento in cui sono madri, ma anche quando sono nella loro lunga vita di figlie,
06:36quindi diciamo che il peso della cura in generale è ancora molto sulle spalle delle donne.
06:42Come cambiare tutto ciò?
06:45Insomma, è una domanda penso da un milione di dollari perché ci si interroga su questo punto ormai da anni.
06:50È come se sempre per un insistere da parte dei pregiudizi,
06:57la cura deve essere, come ha detto giustamente lei, relegata soltanto alle donne.
07:00Ma come lo cambiamo questo sistema, questa ruota che continua a girare in questo modo?
07:06In realtà abbiamo non solo delle proposte, ma soprattutto ci sono anche delle ricette
07:13che in altri paesi hanno funzionato, a partire da fare delle azioni politiche
07:19e quindi sono i governi che devono decidere di adottare determinati strumenti
07:28per invenire questa tendenza, il che significa aumentare i dati per i padri
07:36che devono in qualche modo avere anche la possibilità di esprimere la loro genitorialità
07:43con una maggior consapevolezza e da altri momenti hanno incontro alle donici.
07:52Voglio dire, facendo degli esempi, non costringendole a dover ricorrere ad un part-time involontario,
08:00a dover, come ricordava lei perfettamente, ritrovarsi entro tre anni di vita del proprio figlio o figlia
08:08a dover decidere se interrompere la loro attività lavorativa e quindi avere una minor progressione di carriera,
08:17a quel punto avere comunque essere impiegata in settori produttivi a basso reddito,
08:25proprio perché non esiste un sistema di servizi non per le donne, ma in generale per le persone,
08:34per le famiglie e quindi per la società.
08:37Quindi diciamo che di certe ce ne sono, manca la volontà politica.
08:40E forse anche questo è un po' il punto, si continua a fare differenza tra uomo e donna,
08:46quando invece si ignora il fatto che si sta parlando semplicemente di persone.
08:51Questi sono gli aspetti decisamente più importanti, forse più gravi, Diana,
08:54ma per quanto riguarda invece il gender pay gap, è abbastanza grave il fatto che l'Italia sia uno dei
09:00primi paesi al mondo
09:02per questa differenza di tipo salariale, è abbastanza grave, a parità di competenze e di qualifiche,
09:09gli uomini prendono di più rispetto alle donne.
09:14Diciamo che siamo penultimi in classifica o comunque terzultimi a livello europeo,
09:22e già questo è sintomatico.
09:25Persiste nel nostro paese una differenza retributiva che sfiora al 30% e in alcuni settori anche oltre.
09:33Tra l'altro la cosa alla quale spesso uno non si immagina è che innanzitutto questo gender pay gap
09:41c'è anche nel settore pubblico, perché uno immagina che in Italia ovviamente gli stipendi sono normati
09:52da contratti collettivi nazionali che non prevedono differenza a secondo del genere,
09:58ma il gender pay gap si produce nel corso della carriera perché è determinato da altri fattori,
10:05è determinato se il premio di produttività è legato alla presenza,
10:11se il fatto di fare in part time non è scelta, ma frutto dei condizionamenti di cui parlavo prima,
10:23fa sì che nell'arco di una carriera non c'è una stessa progressione di carriera.
10:29Siccome sono più le donne che adottano il part time per le questioni di cui sopra,
10:34sono coloro che avranno inferiori possibilità di progressione di carriera
10:40e qui evidentemente saranno anche delle pensionate più povere.
10:44Poi c'è anche un'altra ragione, che non è che è stesso lavoro valore,
10:50perché c'è anche tutto nel settore per esempio degli appalti, dei subappalti,
10:57ci sono delle attività lavorative che sono femminilizzate e sono a basso reddito,
11:02perché le donne vengono impiegate di meno, hanno dei part time, meno sopra loro,
11:09meno retribuito e più povero.
11:12Sono tante le condizioni che ci vedono in questa classifica, quasi ultimi della classifica.
11:20E questo fa abbastanza discutere e se non altro vorremmo che creasse una riflessione un po' più approfondita
11:29e poi ovviamente un'azione.
11:31Diana, io la ringrazio di cuore, devo chiudere per mandare la pubblicità,
11:34ma abbiamo capito davvero nell'estrema chiarezza i motivi che hanno spinto a questa mobilitazione di oggi.
11:41Grazie davvero.
11:44Grazie a voi.