Vai al lettorePassa al contenuto principale
  • 1 giorno fa
Sono arrivati di mattina presto a passo Fedaia, lasciandosi alle spalle le nebbie a valle. Lì a 2100 metri di altitudine, accanto al lago che ha lo stesso nome del passo hanno appoggiato le loro attrezzature. La muta stagna, per resistere più a lungo nell’acqua a 4 gradi, la sega elettrica per tagliare il ghiaccio e aprirsi un varco per immergersi. L’obiettivo era provare gli strumenti tecnologici (in questo caso l'Arva) e farlo, come dicono loro, «in tempo di pace» per averne il controllo totale quando serviranno in momenti di emergenza. A salvare vite, insomma. «Penso che sia il sistema giusto e forse anche l’unico - spiega Giuseppe Frison, capo reparto sommozzatore, di stanza a Vicenza, alla guida del gruppo veneto - nelle emergenze bisogna essere presenti, non perdere mai la calma, non lasciarsi distrarre. E per farlo è necessario conoscere gli strumenti profondamente, ma soprattutto averli provati spesso».

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:08Grazie a tutti
00:42Grazie a tutti
01:16Grazie a tutti
01:43Grazie a tutti
Commenti

Consigliato