Un nuovo spazio, una nuova visione, un pezzo di città che cambia. Il nuovo Zucchetti Village - che abbiamo visitato tra i tanti ospiti - è un vero e proprio ecosistema di lavoro e innovazione, che prosegue sul percorso del fondatore e anima dell'azienda, Domenico “Mino” Zucchetti, al quale si è voluto rendere omaggio con l'intitolazione della piazza antistante, che ora porta il suo nome. Una figura che ha lasciato un segno profondo non solo nell’impresa nazionale, ma nel territorio lodigiano.
Il taglio del nastro - con le varie autorità tra cui il sindaco Andrea Furegato - ha invece sancito l’apertura ufficiale del nuovo complesso: un progetto pensato per mettere al centro il benessere di chi lo vive ogni giorno.
25mila metri quadrati di superficie, 1.500 postazioni di lavoro in sharing, una struttura in legno lamellare, grandi superfici vetrate, una serra bioclimatica e un cantiere durato 29 mesi, che ha coinvolto ogni giorno decine e decine di maestranze.
Abbiamo visitato i nuovi spazi, pensati per un modo di lavorare contemporaneo, flessibile e condiviso: uffici luminosi, scrivanie prenotabili, ambienti dedicati alla concentrazione e alla collaborazione, una Library Room, un Game Hub, aree di relax e spazi progettati per favorire equilibrio, sostenibilità e qualità della vita sul lavoro.
Un luogo aperto, innovativo, dove architettura, tecnologia e attenzione alla persona si incontrano. Un investimento che guarda al futuro e che racconta, ancora una volta, il legame profondo tra Zucchetti e la città di Lodi.
L’inaugurazione si è infine conclusa con un momento particolarmente significativo: l’assegnazione delle borse di studio ai figli dei dipendenti Zucchetti.