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  • 15 ore fa
Roma, 14 gen. (askanews) - SGUARDI, la rubrica di approfondimento di Askanews, racconta la lunga lotta delle iraniane e degli iraniani attraverso una intervista a Parisa Nazari, mediatrice interculturale e attivista di Donna Vita Libertà. In questo colloquio, realizzato a inizio dicembre, Nazari parla del ruolo della cultura nella lotta delle iraniane, del regista Jafar Panahi e dell'attrice esule Sadat Baghbani (due delle molte personalità per cui ha fatto da interprete in Italia)."Io mi sento tanto iraniana contro italiana perché ho vissuto in Iran fino all'età di 18 anni" spiega Nazari. "La cultura è lo strumento più forte, a mio avviso, per lottare contro un regime oscurantista perché parliamo di una dittatura religiosa, fondamentalmente oscurantista e liberticida che vuole chiudere le donne in casa. E misogina; perciò in questi 47 anni quasi che passano dal 1979, le donne hanno cercato di acquisire consapevolezza attraverso l'istruzione". "Donna vita, libertà e una visione che appartiene al popolo curdo. In realtà gli iraniani l'hanno preso un po' in prestito. Nasce il giorno dei funerali di Mahsa Amini, sempre da parte di donne curde che per la prima volta in Iran gridano questo slogan togliendo il velo. Ma in realtà è una visione, è una visione, è un cambio di paradigma culturale e sociale che in Iran non ha pari. Mettere la donna al centro di una lotta per la democrazia che è in corso dagli inizi di 900 con la rivoluzione costituzionalista iraniana, ma oggi per la prima volta la donna è al centro di questa lotta. L'uguaglianza di genere è una richiesta di donne e molti uomini".In Iran, paese giovanissimo, anche gli uomini cominciano a lottare accanto alle donne "e spesso rinunciano ai privilegi loro dati dalle leggi" dice Nazari. Nonostante tutto, "le donne hanno conquistato spazi importanti nella società iraniana ed è per questo che sono accettate come portatrici di cambiamento".Una lezione per tutti: "Oggi gli iraniani sono consapevoli del fatto che in un paese dove non c'è uguaglianza di genere non ci può essere una democrazia. E questa è una lezione importante anche per noi".SGUARDi è una rubrica di approfondimento ideata da Alessandra Quattrocchi, a cura di Askanews.

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Trascrizione
00:00Io non posso immaginare, non ho mai potuto immaginare gli Stati Uniti come salvatore di
00:18nessun paese, tantomeno in questo momento, che c'è una lotta delle donne, anche degli uomini,
00:24per la libertà e la democrazia in Iran, che può essere soltanto danneggiata dall'intervento di stati
00:34stranieri, soprattutto capeggiati da un personaggio come Trump. Anche l'attacco israeliano e anche
00:44americano all'Iran ha semplicemente portato la lotta in uno stato di attacco da parte della
00:57Repubblica Islamica. Oggi in Iran chiunque alzi una voce di dissenso può essere accusato di spionaggio
01:06per lo Stato di Israele e questa accusa è punibile con la pena di morte.
01:15Io sono arrivata in Italia e studiavo l'architettura, poi ho cambiato facoltà, ho studiato farmacia e di
01:39professione faccio farmacista, ma in questi anni ho fatto sempre da interprete agli iraniani che
01:47venivano dall'Iran, che fuggivano spesso dalla Repubblica Islamica e anche per persone nell'ambito
01:55della cultura, del cinema in molto particolare. Io mi sento tanto iraniana quanto italiana perché ho vissuto
02:04in Iran fino all'età di 18 anni e poi mi sono trasferita prima in Turchia poi in Italia. Poi ho cercato
02:15comunque di non perdere il mio contatto con l'Iran, infatti ci andavo tutti gli anni fino a tre anni fa e
02:22piano piano in maniera autodidatta sono diventata una mediatrice interculturale. Mi definisco mediatrice
02:28interculturale perché sento di essere un ponte tra le due culture, non una semplice interprete.
02:35La cultura è lo strumento più forte a mio avviso per lottare contro un regime oscurantista perché
02:45parliamo di una dittatura religiosa fondamentalmente oscurantista che è liberticida e in modo particolare
02:54vuole chiudere le donne in casa, è misogina. Perciò in questi 47 anni quasi, che passano dal 1979, le donne
03:06hanno cercato di acquisire consapevolezza attraverso l'istruzione e così quando siamo arrivati a quel
03:13momento in cui la misogina mini è stata uccisa e milioni di persone sono scesi in piazza, il mondo ha
03:21finalmente sentito la voce delle donne iraniane, ma quel movimento Donna Vita Libertà non è nato col giorno.
03:28La lotta delle donne iraniane, che è basata sulla cultura e sulla consapevolezza, è in corso da molti anni.
03:36Donna Vita Libertà è una visione che appartiene al popolo kurdo, in realtà gli iraniani l'hanno preso un po' in prestito.
03:51nasce il giorno dei funerali di Masajina Amini, sempre da parte di donne kurde che per la prima volta in Iran gridano questo slogan togliendo il velo.
04:04ma in realtà è una visione, è una visione e un cambio di paradigma culturale e sociale che in Iran non ha pari mettere la donna al centro di una lotta per la democrazia
04:19che è in corso dagli inizi di novecento con la rivoluzione costituzionalista iraniana.
04:25Ma oggi per la prima volta la donna è al centro di questa lotta e l'uguleanza di genere è una richiesta di donne e molti uomini.
04:40Di sicuro quella è che la Repubblica Islamica, a differenza dei Taliban, non ha mai potuto toccare stato il diritto all'istruzione e a lavorare.
04:50Ci sono alcuni lavori che le donne iraniane non possono fare, per esempio non possono fare giudici o presidente della Repubblica,
04:59ma teoricamente possono anche arrivare a fare parlamentari, ci sono molte parlamentari iraniane che però purtroppo devono essere ideologizzate esattamente con i dettami della Guida Suprema
05:14che ha diritto di vieto su tutto, anche sul Parlamento. Però il fatto è che le donne hanno conquistato spazi importanti nella società iraniana
05:26nonostante spesso le leggi sono contro di loro e questo è che le fa veramente, per questo è che sono accettate come portatrici di cambiamento.
05:44Mi rimane il fatto che comunque la cultura patriarcale c'è in Iran anche nella società, come del resto sappiamo che esiste anche nei paesi democratici
05:57che da molti anni hanno fatto il passaggio alla democrazia, ma in Iran c'è una parte degli uomini, soprattutto giovani uomini,
06:07che hanno in realtà sono molto più avanti rispetto a quella che è la legislazione vigente, che gli dà molti privilegi.
06:14Questi uomini spesso rinunciano ai loro privilegi dati dalla legge, per esempio un uomo può impedire a sua moglie di uscire di casa, di lavorare, di studiare.
06:27Ovviamente una donna non può chiedere il divorzio, perché è diritto dell'uomo divorziare o avere più mogli.
06:37Di fronte a tutti questi privilegi che la legge misogina dell'Iran dà agli uomini, sono sempre più uomini che ci rinunciano.
06:46Attraverso dei contratti che si possono firmare prima dell'atto del matrimonio, loro danno tutti questi diritti alle donne.
06:55Questo significa che la società civile è molto più avanti rispetto a chi legifera.
07:00E questa è la contraddizione. Invece negli altri paesi, che sono democratici, le leggi spesso sono per la parità di genere, ma la società è spesso un passo indietro.
07:13Sadaf Barboni è una ragazza, un'attrice, che durante il movimento Donna Vita Libertà, dopo l'uccisione di Massa Gina Amini,
07:32come tantissimi altri giovani donne e uomini, è scesa in piazza per manifestare in maniera pacifica.
07:40Ed è stata colpita da più di 150 pallini di piombo.
07:48Quasi morta è stata salvata da degli amici che non hanno avuto nemmeno il coraggio di portarla in ospedale,
07:57perché andare in ospedale significava essere arrestata.
08:00Dopo tanti mesi è riuscita a raggiungere l'Italia con un visto per motivi di studio e poi ha chiesto protezione internazionale.
08:14Attualmente sta cercando di imparare la lingua, sta comunque recitando in persiano,
08:24portando in scena la storia della propria vita, della sua lotta, della sua infanzia.
08:30Però l'iter medico per tirare alcuni di questi pallini di piombo è molto lungo e molto complicato.
08:42Io ho tradotto in italiano un semplice incidente, l'ultimo film di Jafar Panahi,
08:54che, come dice lui, è un'idea che gli è venuta in mente in quei sette mesi che lui era inchiuso in carcere di Yavin.
09:06Ascoltando le storie dei detenuti, anche quelli che erano rinchiusi lì da molti anni,
09:14perciò i personaggi del film raccontano quello che è stato in questi 40 anni la situazione delle carceri,
09:24le torture subite dai detenuti.
09:27Ed è il messaggio che, a mio avviso, è fondamentale perché pone una domanda.
09:38Vogliamo continuare con questa violenza che genera violenza?
09:44Cioè un'altra rivoluzione con spargimento di sangue, con la vendetta come nostro obiettivo principale?
09:54Oppure vogliamo spezzare questo circolo vizioso?
10:01Questo è il momento di porci questo quesito, perché sappiamo tutti che questo regime liberticida
10:10ha i giorni contati, ha durato fin troppo, perciò dobbiamo essere preparati per il dopo.
10:16Ed è questa la domanda che ci pone Jafar Panahi.
10:24Come si dice, 15 minuti prima di cadere il dittatore pensa che non può cadere mai.
10:31Quello che è successo negli ultimi anni, la repressione brutale, non solo nei confronti delle donne,
10:39ma anche degli uomini, è stato talmente devastante che anche chi sosteneva il regime l'ha capito.
10:50E poi c'è il cambio generazionale.
10:54Ormai anche le generazioni più giovani, poi l'Iran è un paese giovane,
11:00che hanno i padri che hanno fatto, hanno portato avanti gli ideali di rivoluzione islamica,
11:10non ci credono più a quei valori.
11:11Penso che ogni volta che una donna viene discriminata,
11:22in realtà dobbiamo sentirci tutte discriminate e offese,
11:27perché è una lotta universale la lotta per i diritti delle donne.
11:32E le iraniane, secondo me, hanno qualcosa da insegnarci,
11:36sia perché hanno, nel 1979, loro, avendo partecipato a una rivoluzione
11:44che doveva portare a una democrazia, a una repubblica,
11:47invece si sono viste portare via i diritti, molti diritti,
11:53sia perché, secondo me, il fatto che loro non si danno per vinte,
12:01oggi gli iraniani sono consapevoli del fatto che in un paese
12:07dove non c'è uguaglianza di genere non ci può essere una democrazia
12:11e questa è una lezione importante anche per noi.
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