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  • 8 mesi fa
Torino, 13 gen. (askanews) - Il titolo della mostra, "Electric Dreams" può farci pensare ai mondi di Philip Dick oppure alla musica del secondo Bob Dylan e sono suggestioni buone, che in qualche modo dialogano con il progetto espositivo dedicato agli sperimentatori dell'arte elettronica, coloro che in qualche modo ci hanno fornito le prime chiavi di una possibile interpretazione per il mondo che abitiamo oggi, in simbiosi totale con la tecnologia. La mostra, organizzata dalla Tate Modern di Londra è ora arrivata in una nuova versione alle OGR di Torino, con la co-curatela di Samuele Piazza."È una mostra molto ambiziosa - ha detto Piazza ad askanews - perché sono cinque decenni di ricerca condensati in altrettante sale, quindi si passa dal primo dopoguerra, dagli anni 50 fino ai primi anni 90, da un momento di forte espansione tecnologica a uno in cui alcune tecnologie come i personal computer arrivavano nelle case di tutti e quindi la mostra è un po' una sorta di antologia, ovviamente che non pretende di avere alcuna completezza, ma documenta alcuni passaggi fondamentali in cui gli artisti si interfaccano con tecnologie emergenti, da una parte cambiando la loro pratica in risposta a tecnologie che arrivavano, a materiali nuovi, a possibilità inedite, ma dall'altra anche guidando questo processo di innovazione". Il sottotitolo dell'esposizione è molto importante: "Art & Technology Before the Internet", e ci porta in spazi che ci appaiono come il passato, ma in realtà contengono le radici del presente e del futuro, e soprattutto hanno già in sé tutte le domande, oltre che un profondo senso di scoperta di nuove forme di linguaggi, sulla relazione tra noi e la tecnologia."Pensare a come gli artisti possano in realtà incidere su come la tecnologia e sull'etica della tecnologia al di fuori di quella che è il complesso industriale e militare per cui spesso vengono creati è fondamentale - ha aggiunto Samuele Piazza - e in un tempo di intelligenza artificiali, di quantum computing, di tecnologie nuove è interessante pensare a nuovi modelli ripartendo da quelli che sono questa sorta di recente archeologia ma vedere quello che ha funzionato, quello che non ha funzionato, quali sono stati i modelli virtuosi, quali sono state le frizioni, e capire come queste cose possono essere applicate in un contesto che è ovviamente molto mutato".In questo passaggio, nell'appropriazione fatta dagli artisti di prerogative che erano fino ad allora rimaste sono nella sfera del potere, c'è in gesto più forte, l'operazione culturale che prova a gettare una nuova luce e una nuova prospettiva su una storia che stiamo vivendo mentre viene scritta.

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00:00Il titolo della mostra Electric Dreams può farci pensare ai mondi di Philip Dick oppure alla musica del secondo Bob Dylan
00:06e sono suggestioni buone che in qualche modo dialogano con il progetto espositivo dedicato agli sperimentatori dell'arte elettronica
00:12coloro che in qualche modo ci hanno fornito le prime chiavi di una possibile interpretazione per il mondo che abitiamo oggi
00:18in simbiosi totale con la tecnologia.
00:21La mostra, organizzata alla Tate Modern di Londra, è ora arrivata in una nuova versione alle OGR di Torino
00:26con la co-curatela di Samuele Piazza.
00:28È una mostra molto ambiziosa perché sono cinque decenni di ricerca condensati in altrettante sale
00:35quindi si passa dal primo dopoguerra, dagli anni 50 fino ai primi anni 90
00:40quindi da un momento di forte espansione tecnologica ad uno in cui alcune tecnologie come i personal computer arrivavano nelle case di tutti
00:48e quindi la mostra è un po' una sorta di antologia ovviamente che non pretende di avere alcuna completezza
00:54ma di alcuni passaggi fondamentali in cui gli artisti si interfacciano con tecnologie emergenti
01:00da una parte cambiando la loro pratica in risposta a tecnologie che arrivavano, a materiali nuovi, a possibilità inedite
01:07ma dall'altra anche guidando questo processo di innovazione.
01:09Il sottotitolo dell'esposizione è molto importante, Art and Technology Before the Internet
01:15e ci porta in spazi che ci appaiono come il passato ma in realtà contengono le radici del presente e del futuro
01:20e soprattutto hanno già in sé tutte le domande, oltre che un profondo senso di scoperta di nuove forme di linguaggi
01:26sulla relazione tra noi e la tecnologia.
01:28Pensare a come gli artisti possano in realtà incidere su come la tecnologia e l'etica della tecnologia
01:34al di fuori di quella che è il complesso industriale e militare per cui spesso vengono creati
01:39è fondamentale e in un tempo di intelligenze artificiali, di quantum computing, di tecnologie nuove
01:46è interessante pensare a nuovi modelli ripartendo da quelli che sono questa sorta di recente archeologia
01:52ma vedere quello che ha funzionato, quello che non ha funzionato, quali sono stati i modelli virtuosi
01:58quali sono state le frizioni e capire come queste cose possono essere applicate in un contesto che è ovviamente molto mutato.
02:04In questo passaggio, nell'appropriazione fatta dagli artisti di prerogative che erano fino ad allora rimaste solo nella sfera del potere
02:10c'è il gesto più forte, l'operazione culturale che prova a gettare una nuova luce e una nuova prospettiva
02:15su una storia che stiamo vivendo mentre viene scritta.
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