00:00L'autorità garante della concorrenza del mercato ha chiuso l'istruttoria nei confronti di 16 tra le principali fonterie di Ghisa italiane e l'associazione di categoria Assofond, accertando un'intesa restrittiva della concorrenza attuata almeno dal 5 febbraio 2004 fino al 30 giugno 2024.
00:17Per questo, si legge in una nota, l'antitrust a fronte di sanzioni massime applicabili di circa 600 milioni di euro, stante la gravità della condotta, ha errorato sanzioni per complessivi 70 milioni, tenuto conto della significativa crisi del settore interessato.
00:32Tra le società interessate figurano anche la fonderia Guido Glisenti di Villa Carcina e la sua controllata Lead Time in provincia di Macerata, Pilenga Baldassare Foundry di Lallio, nella Bergamasca, e la sua controllante EF Group di Torbole Casaglia, fonderia Mora Gavardo e la sua controllante Camozzi Group di Brescia, nonché fonderia Riotti di Adro.
00:54L'autorità ha accertato che il coordinamento tra le parti ha riguardato le politiche commerciali, con l'obiettivo di sostenere le richieste di aumento di prezzi, rafforzando il potere contrattuale nei confronti della domanda e di preservare una certa marginalità , soprattutto nei momenti in cui la congiuntura economica è stata negativa.
01:11Tale fine, spiega l'antitrust, è stato perseguito con scambi di informazioni sensibili ed elaborando congiuntamente meccanismi di indicizzazione dei prezzi, gli indicatori Assofond, che hanno consentito alle fonderie di aggiornare in maniera coordinata una parte sempre più ampia del prezzo dei getti di Ghisa, compreso il margine di vendita.
01:30Immediata la replica di Assofond, l'associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane, che ritiene che la ricostruzione sia del tutto errata, chiarendo che gli indicatori, la cui pubblicazione peraltro stata sospesa in via cautelativa a partire dal 1 luglio 2024, altro non erano che strumenti statistici di monitoraggio dei costi, basati su dati pubblici delle Camere di Commercio e non certo su accordi segreti.
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