Duecento persone provenienti da tutto il mondo si sono ritrovate oggi nel pranzo di Natale a Santa Maria in Trastevere a Roma per il tradizionale appuntamento di Sant’Egidio. Pachistani, Palestinesi, italiani, cattolici e mussulmani tutti intorno ad una tavola per un appuntamento che si rinnova tutti gli anni dal 1982. «Sant'Egidio fa mettere tutti i popoli a tavola Diceva Floriberto Anacciui, un giovane della comunità di Sant'Egidio, che è stato ucciso in Congo perché resisteva alla corruzione - spiega Andrea Riccardi, fondatore di Sant’Egidio - In questo pranzo di Natale c'è un messaggio di pace». «Io credo - aggiunge, Marco Impagliazzo, presidente di Sant’Egidio - che noi i soldi li abbiamo in Italia anche col sostegno europeo. Il problema è che i criteri di distribuzione sono sbagliati. Penso per esempio all'assegno di inclusione. L'assegno di inclusione è stato previsto solo per le famiglie, e non è previsto per i singoli. Ma qui, per esempio, a questo pranzo di Natale abbiamo persone dai trenta ai cinquanta, sessant’anni che sono soli».
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