Il 15 maggio 1992 segna il giorno in cui Zia Egle chiuse la sua lunga vita terrena, lasciando un'eredità di amore e opere buone. Le sue mani, piene di fiori come cantato ai suoi funerali, sbocciarono in innumerevoli atti di carità che continuano a ispirare. Telepace rende omaggio a Zia Egle, riconoscendo il suo ruolo fondamentale nella fondazione e nello sviluppo dell'emittente. Ogni anniversario, il 15 maggio, è un momento di profonda gratitudine e commossa memoria per colei che ha acceso la scintilla iniziale.
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00:30Amici in ascolto, abbiamo avuto modo di raccontare altre volte qualche episodio di Zia Egle.
00:46Quella donna minuta, piccola, anziana, sveglia, diremo noi furba, ma della furbizia di Dio.
01:00Che il Signore ci ha fatto conoscere agli albori del nostro cammino.
01:07Ho raccontato che dopo circa un mese dall'inizio delle trasmissioni con Radio Pace,
01:19lei una sera, cercando il Rosario della Radio Vaticana in latino, si era imbattuta, ecco la providenza di Dio,
01:28nella recita del Rosario in italiano, che noi trasmettavamo.
01:34Guarda un po', le nostre trasmissioni all'inizio erano solo di due ore, dalle 19.30 alle 21.30.
01:43Lì in mezzo, alle 20.30, c'era anche il Rosario della Radio Vaticana, ma noi, senza saperlo, avevamo il nostro Rosario in lingua italiana.
01:54E lei, turbata, scossa, meravigliata, che quella sera il Rosario fosse in lingua italiana, volle attendere alla fine per sentire da dove veniva.
02:09E si accorse col nipote, Don Vittorio Codifava, che viveva con lei, che veniva dal Colle della Pace, veniva da Cerna.
02:21Bene, abbiamo detto, e non voglio neanche ripetere, ma, ripetita Juvent, le cose ripetute giovano,
02:28che da quel mese di gennaio fino al maggio 1992, lei per Telepace è stata un lume acceso.
02:47Ma non soltanto per quanto riguardava il denaro.
02:50Ho detto che aveva un'intelligenza che era fuori dell'ordinario, aveva una finezza che era tutta sua.
03:06Sembra incredibile, ma riusciva a dare suggerimenti anche per le trasmissioni,
03:15a correggere quello che secondo lei non era in sintonia.
03:19Il Signore l'aveva dotata poi di una particolare sensibilità.
03:28Vorrei solo ricordare che per lei non c'era notte, non c'era giorno.
03:37Mi ricordo che uno dei suoi ultimi anni, io alla sera mi trovavo, durante l'estate,
03:45con gli animatori, dopo che i ragazzi erano a dormire, per preparare la giornata del giorno dopo.
03:54Ebbene una sera, sono le undici, undici e mezzo, lei telefona e mi chiede, potrebbe venire?
04:07Ma dico domani?
04:08No, dice questa sera.
04:11Ma dico sono le undici e mezzo.
04:13Se parto di qui, sarò lì alle una, una in quarto, non importa.
04:21Quello che conta è che lei non venga da solo.
04:26Lei deve venire con un animatore o con un tecnico.
04:30Mi ricordo che qualche volta da Zia Egele venne anche Fabrizio, di cui io ho già parlato,
04:42che non avrei voluto a Telepace, che poi è risultato il migliore di tutta la compagnia.
04:50Ebbene, scusi, dico Zia Egele, ma perché vuole che venga questa sera?
04:59Curioso.
05:01No, ma scusi, ha qualcosa?
05:06Mi dica, lei è curioso.
05:10Comunque, se viene questa sera, bene, domani non venga.
05:14Adesso dico, la mia curiosità, lei l'ha accesa ancora di più.
05:22E mi dice, se viene sono settanta.
05:31Settanta mila lire, settanta milioni.
05:36Non c'è il ripetitore di Zevio che ha bisogno?
05:40Io li ho pronti, ho un assegno, però vorrei che quel ripetitore fosse dedicato al mio povero marito morto.
05:53Figuratevi.
05:55Se non parto, allora cari animatori, qua bisogna partire, allora loro vanno a riposo e noi partiamo.
06:06Non vi dico quando sono arrivato, non vi dico perché quando si andava da Zia Egele non era detto che si andasse dentro a prendere e a partire poi, ripartire.
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