00:00Ciao Andrea, parto con te. Volevo chiederti, allora il film è un omaggio ai mentori imperfetti.
00:06Perché oggi, in un mondo ossessionato dalla performance, è più importante raccontare la lezione di un maestro sbagliato rispetto a quella di un vincente?
00:17Ma io non ci credo nei maestri, non credo che ci siano persone perfette.
00:23Credo che tutti noi abbiamo, come diceva Sorrentino, nella grande bellezza una vita devastata.
00:31Il personaggio di Raoul l'ho scritto perché mi ricordava un maestro che io ho avuto a 13 anni,
00:44che malgrado tutte le sue imperfezioni aveva un grande cuore,
00:48e ha avuto l'intuizione di dirmi la cosa giusta al momento giusto.
00:53e io lo ringrazierò per sempre perché in quel momento in qualche modo mi ha cambiato la vita.
01:01Cos'era questa cosa giusta?
01:02Beh, avevo vinto una partita con una pippa al terzo set, avevo un giocatore molto forte il giorno dopo,
01:09ero terrorizzato a incontrarlo, la sconfitta era sicura,
01:14e lui ridendo, ma distrattamente, mi ha detto non ti preoccupare, a noi ci vi è sempre da ride.
01:22Vinci, perdi, ci vi è sempre da ride.
01:25E quella cosa mi ha fatto andare su un campo in modo diverso, più leggero.
01:30Ho comunque perso, ma ho capito che giocavo anche meglio senza tutte le pressioni sulle spalle di mio padre,
01:39della famiglia, di tutti gli altri che si aspettavano una vittoria.
01:45Pierfrancesco, il tuo Raul è un maestro che insegna la libertà o un irresponsabile che allontana dalla vittoria?
01:53E secondo te nella vita quanto... dove sta il giusto equilibrio tra regole e istinto?
01:59Ah, madonna, che domanda!
02:02Penso innanzitutto che non sia una persona che creda di essere un maestro,
02:09e che probabilmente deve mettersi la maschera di quello che è in grado di farlo,
02:14ma non può esserlo, ha bisogno fondamentalmente, probabilmente anche di soldi,
02:22ma ha bisogno anche di trovare una collocazione, di cercare delle regole,
02:29perché è una persona che queste regole non riesce mai a averle,
02:31è una persona spaventata dalla vita quando la vita lo mette all'angolo,
02:35è una persona che scappa nel momento in cui probabilmente è anche vicino alla vittoria.
02:42E sicuramente incontra invece un ragazzo che sembra essere educato al contrario,
02:49che sembra essere estremamente rigoroso, che a sua volta però insegue il sogno di qualcun altro.
02:56Ecco, il film celebra pure l'arte di perdere.
02:59Il film celebra il fatto che, insomma, prima lo dicevamo, penso che sia una bella immagine,
03:05sul podio il numero uno sta da solo, il due e il tre in qualche modo si fanno compagnia,
03:11io penso che di fronte alla sconfitta eventuale comunque c'è sempre una pacca sulla spalla da potersi dare
03:19e alla fine il numero uno, quando torna nella sua camera d'albergo,
03:27con tutti che lo celebrano, chiude la porta e sente silenzio.
03:30Anche il numero due e il numero tre, però forse in quel corridoio sono stati più insieme
03:37di quanto non fosse stato il numero uno.
03:40Penso che comunque quello che celebra veramente questo film è l'unione dagli esseri umani,
03:44cioè incontrare qualcuno che è capace di aprirti delle porte diverse rispetto a ciò che tu avevi pensato potesse essere,
03:51è uno dei balsami più lenitivi che possa esistere, io ci credo profondamente in questo.
03:57Però insegnare a perdere è una lezione forse che stiamo un po' dimenticando.
04:01Ma sembra che non ci sia spazio che per i vincenti, questo porta a proposito di mascherarsi a immagini di noi
04:09che non possono non essere iperperformative, ma lo vediamo dagli stessi professionisti del tennis
04:14che lo stanno dicendo in questo momento, a quali stress sono sottoposti e sta venendo fuori
04:21in una maniera anche quotidiana, quanto questi stress allontanino dal piacere di giocare, per esempio.
04:29Vediamo tennisti professionisti che stanno dichiarando di avere dei grandi problemi,
04:33vediamo calciatori in depressione, vediamo quanto questo essere iperperformativi possa generare malessere
04:41e siamo circondati da un'idea di noi che debba essere sempre di un certo livello.
04:46Io penso che tutti quanti noi ci svegliamo la mattina gonfi di sonno con le nostre imperfezioni
04:53e che possiamo andare bene anche così, soprattutto se circondati dalle persone che ci amano
05:01e che ci accettano per ciò che siamo. In questo caso una persona piena di fallimenti
05:08dimostra che si può stare comunque al mondo e grazie all'incontro con quello che doveva essere
05:13il suo allievo probabilmente i ruoli si scambiano e si danno una mano a stare in questo mondo
05:19così come è possibile.
05:20Ecco Tiziano, per te volevo chiederti sul set Raul è il maestro di Felice, fuori dal set invece
05:26Pierfrancesco Favino che maestro è stato per te?
05:31È stato un maestro, come era nel film mi ha insegnato qualcosa e spero che anch'io un po' l'ho aiutato
05:44e come già ho detto nelle altre interviste mi servirà questa cosa anche nelle altre esperienze
05:54per avere anche pure più esperienza e anche pure come sapermi muovere su certe situazioni
06:00e pure su delle scene, quindi mi sento anche un po' avvantaggiato.
06:08Anche voi tifosi di Sinner?
06:10Sì, sì sì, però mi piacciono anche quelli che non arrivano per forza
06:15quelli che vanno col camper a dormire e incordano le racchette per potersi permettere di mettere la benzina.
06:23Grazie, grazie mille.
06:25Grazie.
06:26Grazie.
06:27Grazie.
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