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  • 5 mesi fa
Parma, 10 nov. (askanews) - "Ricordatevi che il lavoro più vicino a quello del fisico è lo sbirro. Il fisico è curioso per natura. Lo sbirro è curioso per necessità. La maggior soddisfazione dello scienziato, dell'uomo di scienza è utilizzare al meglio gli strumenti tecnico scientifici che ci sono dati. Ma la soddisfazione dello sbirro è avere il nome": lo dice il tenente colonnello Matteo Donghi, da inizio 2025 comandante del RIS di Parma, il più famoso dei reparti di investigazione scientifica dei carabinieri. In questa intervista, Donghi racconta come lui, fisico di formazione, sia stato folgorato sulla via di Damasco dalla bellezze delle indagini forensi. E ancora, il caso del serial killer Bilancia e come ha rivoluzionato le investigazioni scientifiche; il futuro delle indagini forensi e cosa possiamo aspettarci dall'intelligenza artificiale, un tour nei laboratori del RIS, l'equilibrio fra la scienza e la necessità di portare elementi comprovabili in tribunale; e la sua esperienza "illuminante" nel 2024 alla Corte Penale Internazionale dell'Aia.Questa intervista di SGUARDI a cura di Alessandra Quattrocchi è in integrale sul sito www.Askanews.it.

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Trascrizione
00:00Ricordatevi che il lavoro più vicino a quello del fisico è lo sbirro, il fisico è curioso
00:17per natura, lo sbirro è curioso per necessità e i due insieme fanno un buon investigatore
00:24scientifico e la maggior soddisfazione dello scienziato, dell'uomo di scienza, è quella
00:30di utilizzare al meglio gli strumenti tecnico-scientifici che si sono dati, ma la soddisfazione dello sbirro
00:36è avere il nome.
00:43Tutto avrei pensato nella mia vita quando stavo all'università che fare l'ufficio dei
00:47carabinieri, io sono un fisico di formazione, quindi ho lavorato in fisica alla Stata di
00:52di Milano e sono uno di quei ragazzi che ancora era soggetto al servizio di leva.
00:58Da carabinieri ausiliari, quindi da militari di leva, sono stato, con la laurea già conseguita,
01:04sono stato preso dall'arma dei carabinieri e mandato all'allora su 800 carabinieri di
01:10investigazioni scientifiche di Parma, la vecchia denominazione, nel 1997.
01:15E qui sì, c'è stata la folgorazione sulla via di Damasco, perché fu un anno, il 98
01:22soprattutto, di grossi risultati investigativi, essenzialmente legati, ma non solo al caso
01:30Bilancia, per chi lo ricorda è il serial killer di Genova e della Liguria.
01:36Il caso Bilancia probabilmente è stato un momento di svolta non solo dell'esperienza
01:43del rischio di Parma, ma di tutto il forense italiano, perché per la prima volta si è avuto
01:50a che fare con un serial killer che è stato individuato e condannato per, se ricordo bene,
01:5817 omicidi, sulla scorta certo di un'attività investigativa tradizionale notevole, ma fu l'investigazione
02:05scientifica a fronte di una lunga lista di persone sospettate a identificare esattamente
02:11il responsabile. Io avevo vinto contestualmente il dottorato di ricerca a scienze dei materiali,
02:18perché io vedevo me stesso come probabilmente impiegato all'università, è uscito in concorso
02:23per questa posizione, quindi per la posizione di un fisico nel ruolo tecnico dell'Arma dei
02:28Carabinieri, un concorso nazionale, c'erano due posti, ho detto no ma non lo vinciamo mai,
02:32invece ho avuto la fortuna, speriamo la bravura di averlo vinto e sono qui, sono stregato dal
02:46ruolo delle investigazioni scientifiche che sono le scienze forensi, un ambito bellissimo
02:52della scienza.
02:59Quando si passa da una macchia di sangue, un mozzicone di sigaretta, un'impronta sulla scena
03:05a un nome, particolarmente coinvolgente per me fu l'omicidio di Marco Pitoni. Marco Pitoni
03:14era un nostro tenente dell'Arma dei Carabinieri ucciso a Pagani in pronuncio di Salerno, la competenza
03:19dell'Aristi Roma, io stavo a Aristi Roma, andavamo subito sulla scena perché venne trovata la
03:25macchina utilizzata dai rapinatori, insomma dagli assassini. Rilevamo delle impronte che
03:32mandammo al reparto in tempo reale. Ricordo questo passaggio per cui spengo la luce e dopo 5 minuti mi bussano
03:42alla porta il collega che stava dormendo nella stanza fianco dicendo
03:49la bancata ci ha dato un nome, abbiamo un nome, abbiamo un nome e da lì si risolse il caso.
03:54Grossa soddisfazione.
04:03Le novità forti che ci sono nel settore delle investigazioni scientifiche sono ad oggi novità
04:09strumentali, ma è una normale evoluzione che non abbandona mai un percorso già tracciato.
04:16Questo è fondamentale per mantenere quella scientificità tale da presentare una prova a un tribunale.
04:26Un vanto che noi abbiamo, questo lo dico con un po' di immodestia, è quello che noi come Italia,
04:34come Paese Italia, come Arma dei Carabinieri, come supporto scientifico dell'Arma dei Carabinieri,
04:40non abbiamo nulla che invidiare, almeno a livello europeo. Faccio conto che noi siamo parte di un network
04:46europeo di istituti di scienze forensi, che si chiama ENSI. Uno degli obiettivi dell'ENSI,
04:53questo network europeo, è svolgere degli esercizi collaborativi, quindi dei test al buio
05:00e ad oggi fortunatamente ci collochiamo nella prima fascia di qualità per quanto riguarda
05:06i risultati forniti in tutte le discipline. Sicuramente la sfida dell'intelligenza artificiale
05:13è la sfida attuale, però ancora effetti, benefici concreti dell'utilizzo di algoritmi o approcci
05:27di intelligenza artificiale a fini forensi non ne ho ancora visti. Ci sono algoritmi e software
05:36che danno degli esiti, ad esempio sono algoritmi di invecchiamento delle persone, quindi io do una foto
05:46all'intelligenza artificiale di un soggetto di 20 anni e l'algoritmo lo invecchia a 60 anni, a 40 anni.
05:56Non ho però la possibilità di utilizzare questo algoritmo se non è chiaro come funziona, se non è certificato
06:07per come funziona. Vi faccio un esempio banale, se faremo un passaggio nei laboratori analitici
06:16vi accorgerete che ogni laboratorio è chiuso, con delle pressioni controllate, ma tutti hanno delle grosse
06:24finestre di ispezione. Questo perché? Perché comunque le difese o comunque le parti processuali interessate
06:31debbano sempre poter vedere, se presenti e autorizzate, che cosa avviene all'interno del laboratorio analitico.
06:39Sulla trasparenza di tanti algoritmi di intelligenza artificiale, anche i più sofisticati, su questo c'è ancora
06:45molto da lavorare.
06:52La cosa che io dico sempre più caratteristica è che noi siamo diventati famosi come reparto
06:58investigazioni scientifiche come gli uomini in insulta bianca che fanno rilevi sulla scena del crimine,
07:04ma a fronte di decine di casi per anno in cui un reparto come il mio esce sulla scena del crimine,
07:12ci sono migliaia di casi in cui invece vengono gestiti in laboratorio con reperti,
07:18repertate appunto dall'arma territoriale, quindi dai colleghi sul territorio ed inviati per le analisi
07:24qui da noi.
07:26Gli omicidi possono essere un centinaio, poco più di un centinaio l'anno,
07:30quindi un numero molto minore, ma gli altri casi non sono tutti dei tentati furti.
07:37Io sono al comando solo da qualche mese, quindi non ho contezza se siano in aumento
07:43i casi di violenza sessuale, sicuramente sono un numero che mi ha colpito.
07:47Può essere dovuto o a un incremento effettivo dei casi di violenza sessuale,
07:53o l'altra possibilità è che ci sia più sensibilità da parte delle vittime a denunciare.
07:59Se così fosse sarei contento, perché sicuramente sono reati che richiedono giustizia,
08:07sono reati abbietti e sono reati per cui le medisciazioni scientifiche funzionano molto bene.
08:11Io sono andato alla Corte Penale Internazionale, è stata la prima esperienza di personale italiano
08:24distaccato alla Corte.
08:25Quello che si avverte stando in Corte Penale Internazionale è certamente il peso dell'attività che viene svolta,
08:33la difficoltà di ottenere i mandati di arresto e di non poterli eseguire.
08:40Ricordo a tutti che abbiamo mandati di arresto pendenti per il Presidente Putin,
08:45per il Presidente Netanyahu, che difficilmente andranno mai ad essere eseguiti.
08:50Io fortunatamente ho seguito nei vari casi di mia competenza di scappo d'accusa
08:58nei confronti del Presidente Du Tuerte delle Filippine, che invece è stato arrestato e consegnato
09:04alla Corte Penale Internazionale qualche mese fa.
09:06Nessun'altra realtà internazionale si può pensare di arrivare a questo tipo di obiettivi.
09:15E poi ricordiamo una cosa, la Corte Penale Internazionale dell'AIA è la Corte che giudica i soggetti singoli,
09:22mentre la Corte, come si è sempre all'AIA, la Corte dell'ONU, processa gli stati.
09:28Allora processare uno stato è qualcosa di impalpabile.
09:34Arrestare un responsabile di un genocidio è qualcosa che invece è chiaro a tutti cosa voglio dire.
09:42C'è grossa discussione in questo momento su quelle che sono le definizioni tecniche di genocidio,
09:49se un'attività possa dirsi genocidio oppure no, che farà brividire, nel senso stiamo parlando di reati gravissimi.
09:58In realtà il protocollo di Roma è molto esplicito su quelli che sono i limiti e le competenze della Corte
10:05e anche molto esplicito su quelle che sono le definizioni di cosa sono i crimini di guerra,
10:11i crimini contro l'umanità, il reato di genocidio.
10:15Poi è chiaro che sarà in carico al procuratore della Corte Penale Internazionale
10:21capire se i comportamenti svolti dalla persona imputata rientrano all'interno dei quattro reati perseguiti della Corte
10:30e se del caso quali.
10:37Io sento molto l'esigenza di giustizia come una motivazione,
10:43nel senso che è una cosa che ricordo anche al mio personale,
10:46ricordiamoci sempre che c'è una vittima che chiede giustizia.
10:50La giustizia non è vendetta però, non è vogliamo un colpevole a tutti i costi.
10:56A me ha dato negli anni molta soddisfazione anche aver provato che l'indagato non è quello giusto.
11:05Dà una soddisfazione anche questa.
11:07Perché ripeto, giustizia non è vendetta, non è avere un nome da poter buttare nella gogna e dire
11:18abbiamo trovato l'assassino, se poi non è l'assassino vero.
11:22Grazie per la visione!
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