00:00Lei diceva che quando accompagnano i primi sintomi in realtà la malattia è già presente nel nostro cervello da diversi anni, quindi sono fattibili degli esami per capire anche 15 anni di anticipo, la possibilità di sviluppare poi i primi sintomi?
00:15Allora questa è ovvio che è la domanda delle domande, ad oggi non riteniamo che si debba ricercare la positività a quelli che si chiamano biomarcatori per la malattia d'Alzheimer in assenza di sintomi clinici, va da sé che il sintomo clinico debba invece essere riconosciuto precocemente e lì allora bisogna accedere ad un percorso diagnostico che sia il più precoce possibile,
00:40però ad oggi non è ancora pensabile proporre campagne di screening a tappeto per vedere se tutti svilupparanno.
00:49Questi esami vanno contestualizzati nel contesto clinico del paziente e sicuramente prescritti in ambito specialistico.
00:58Certo, non esiste una cura, lo dicevamo all'inizio, ma sul fronte delle terapie si sta lavorando tanto tra immunoterapici, tra monoclonali, quali sono insomma le novità in materia?
01:10Allora, fino a pochi mesi fa in realtà la risposta sarebbe stata non ci sono farmaci se non farmaci sintomatici che cercano di controllare le manifestazioni cliniche della malattia.
01:21Come lei suggerisce, ad oggi invece sono stati approvati anche in Europa due farmaci che sono degli anticorpi monoclonali diretti contro una delle due proteine di cui parlavamo prima.
01:30Sono ovviamente farmaci che non curano la malattia, che non sono utilizzabili in tutti i pazienti con malattia d'Alzheimer, ma se utilizzati nella fase iniziale di malattia,
01:42quella dei famosi campanelli d'allarme di cui parlavamo prima, hanno dimostrato un'efficacia nel ridurre del 30% la velocità di progressione di malattia.
01:51Quindi fanno sì che i soggetti nelle fasi iniziali possano mantenere la loro autonomia nelle attività della vita quotidiana il più a lungo possibile.
01:58Ne parleremo diffusamente in una delle prossime puntate, ma è vero che c'entra qualcosa anche il microbiota intestinale?
02:06E in che senso c'entra?
02:07Allora, il microbiota c'entra con la malattia d'Alzheimer, è una misura in cui influisce sulla infiammazione e sui processi infiammatori.
02:16E in tutte le malattie neurodegenerative, inclusa la malattia d'Alzheimer, l'infiammazione ha sicuramente un ruolo.
02:23Non sono ancora stati pubblicati evidenze che portino a una variazione delle abitudini alimentari dei pazienti in pratica clinica,
02:35ma ci aspettiamo che questo possa succedere a breve.
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