00:04Una nuova frontiera nella cura dell'Alzheimer è già realtà in Europa, ma in Italia resta
00:09ancora un nodo da sciogliere, la rimborsabilità. In molti paesi europei sono infatti già disponibili
00:16nuovi anticorpi monoclonali che permettono di rallentare la progressione della malattia
00:20nelle fasi iniziali, intervenendo direttamente sui meccanismi alla base del declino cognitivo.
00:26Farmaci che proprio per questo hanno incassato il via libera dell'Agenzia Europea per i Medicinali.
00:32Nel nostro paese, però, la decisione finale spetta all'Agenzia Italiana del Farmaco.
00:38Parliamo di due farmaci di anticorpi monoclonali, le Canemab e Donanimab, che di fatto costituiscono
00:44le prime due terapie che in uno studio clinico hanno mostrato di rallentare il decorso clinico
00:51della malattia di Alzheimer. Per cui avere a disposizione questi trattamenti vorrebbe dire
00:57per un clinico avere per la prima volta la possibilità di offrire una terapia che può
01:03modificare il decorso della malattia di Alzheimer e tutto questo ovviamente avrebbe effetti positivi
01:10non solo per la persona malata di malattia di Alzheimer, ma anche per tutto il suo contesto
01:14familiare e le persone care che gli stanno vicino. Quindi indubbiamente avere a disposizione
01:20queste terapie rappresenterebbe per la prima volta avere nelle mani uno strumento che può
01:26modificare il decorso, che vuol dire che la malattia non si arresterà, la malattia non
01:32migliorerà, però di fatto progredirà più lentamente di come sarebbe andata senza la possibilità
01:38di usare queste terapie. Un ruolo chiave è giocato anche dalla diagnosi. La medicina
01:44nucleare diventa determinante per individuare precocemente i pazienti più adatti a questo
01:50tipo di terapie e ridurre al minimo il rischio di effetti collaterali. L'accesso alle terapie
01:55è fondamentale per i pazienti, per le loro famiglie. La medicina nucleare qui gioca un ruolo
02:00di aiuto. Lo ha giocato ai tempi dei trial clinici perché è uno dei motivi che ha consentito
02:07di sviluppare le terapie, perché la PET con tracciante per amiloide mette in evidenza
02:12proprio il target contro cui queste terapie vanno ad agire. Oggi è importante trattare
02:19questi pazienti, farlo in una fase precoce. La medicina nucleare, sempre con la PET con
02:24tracciante per amiloide, fornisce l'informazione in una fase precoce quando il paziente sta
02:30dimostrando i primi sintomi, è stato confermato da una valutazione neuropsicologica clinica accurata.
02:36E inoltre ha un ruolo fondamentale, almeno in uno di questi farmaci, nell'identificare
02:41il paziente che biologicamente ha risposto e può interrompere la terapia. Se interrompono
02:46la terapia precocemente i pazienti, grazie all'informazione che arriva dalla PET, possono
02:51ovviamente uscire dal controllo di risonanza per la sicurezza e anche per le famiglie.
02:56Chiaramente l'impegno di gestione di questo momento di terapia diventa più breve, perché
03:01chiaramente bisogna pensare ai pazienti, ma sempre anche ai caregiver.
03:05Dopo le indiscrezioni su un possibile parere negativo da parte dell'AIFA, si è aperto
03:11un confronto con esperti e associazioni dei pazienti su una decisione destinata ad avere
03:16un impatto non solo clinico, ma anche sociale ed economico.
03:19Si tratterebbe di una grande chance terapeutica, di una grande possibilità di poter finalmente
03:26fare qualcosa per modificare questa malattia, ma allo stesso tempo anche un grosso sforzo
03:32per cercare di selezionare bene le persone che possono rispondere meglio e con il minor
03:37rischio di effetti collaterali.
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