Paolo Strippoli e Francesco Russo, co-regista e protagonista di A Classic Horror Story, sono i vincitori di Meno di Trenta edizione 2022, rispettivamente con un premio speciale e con il riconoscimento al miglior attore protagonista nella categoria cinema. In occasione della premiazione nell'ambito del Festival di Spello, ecco cosa hanno raccontato della loro esperienza sul set del film Netflix.
00:00Il film ha un'origine lontana, perché questo film parte con Roberto De Feo nel 2013, se non erro.
00:20Roberto aveva un'idea che è molto vicina al film che abbiamo girato, che poi ha scritto con Lucio Besana e David Bellini.
00:32È arrivato a Netflix nel 2018, Roberto doveva essere un film diretto solo da Roberto De Feo, solo che quando Netflix ha manifestato il suo interesse per questo film, doveva già girare The Nest, la sua opera prima.
00:52Roberto è un amico, ma non solo lui distribuiva i miei cortometraggi, in qualche modo ha fatto la follia di dirmi, ma ti va di dirigerlo tu a Classico Horror Story?
01:05E io gli ho detto, cavolo, è una storia interessante, mi piace, ho la possibilità anche di riscriverlo, sì, sì, tranquillo.
01:13Ti presento a Colorado e quindi mi sono messo a riscrivere a Classico Horror Story per riportarlo a Netflix, perché Netflix voleva delle modifiche.
01:25È successo che quando l'ho riscritto con Lucio Besana e un nuovo sceneggiatore che era entrato e si chiama Milo Tissone, Netflix ha dato il green light al film ed è nata l'idea di girare insieme a Classico Horror Story.
01:39Per breve, perché io vengo direttamente nel 2020, era giugno, maggio, era appena finito il lockdown del 2020, ero a casa, sul divano, non lavoravo, perché si stava a ripartire tutti, i sette erano stati chiusi,
01:53mi arriva questa richiesta di self-tape di questo film che si chiama Classico Horror Story, non avevo visto The Nest,
02:03non ho mai visto un horror in vita via, però era il protagonista, erano tante pose, quindi pure un po' di soldi economicamente, eccetera,
02:10quindi mi piaceva farlo bene questo self-tape, e ho fatto questo self-tape, e faccio il self-tape, mi chiamano, ci cascano,
02:20e vado in Colorado, eccetera, a fare il provino con loro, dove mi sono spacciato, pur di prendere il ruolo, mi sono spacciato per uno amante
02:32degli horror, volevo coglierli sentimentalmente, io ho visto un film in vita mia di Fulci, che non si servizia un paperino,
02:41che manco è un horror in realtà, e da lì sono partito dicendo, no, a me piace, io sono, a me piacciono tantissimo gli horror,
02:47per me Fulci è il migliore, perché era lui che avevo visto, è il migliore di tutti, è un grande, eccetera,
02:52ed era stato un provino dove mi ero trovato molto bene, perché mi ero trovato molto libero soprattutto,
03:00dalla grande creatività e atmosfera che c'era con lui e Roberto, in quella sala, dove io mi lasciavano improvvisare,
03:11inventare, creare insieme il personaggio durante quel provino, e poi quel personaggio, quindi da lì è partita quella creazione,
03:21che è la creazione di un regista che vuole fare gli horror, come loro, e quindi un po' in qualche movimento, qualcosa, eccetera,
03:30ho guardato un po' Paolo e Roberto per rimetterli un po' nel personaggio.
03:34Prima di girare il film, il mese di luglio, il film ha benziato l'agosto, tutto il mese di luglio,
03:39io ho visto tre film horror al giorno, io ho visto tantissimi film horror in quel mese di luglio,
03:43perché dovevo avere delle immagini sanguinolente davanti agli occhi, e poi dovevo sapere di cosa sta parlando,
03:48è un film citazionistico, se io sono il regista io dovevo sapere di cosa sto parlando, di cosa sto facendo,
03:53e quindi un po' ho studiato, ho fatto i compiti.
03:56È stato divertente perché speravamo di divertire anche il pubblico,
04:05speravamo che il pubblico si divertisse nel riconoscere questi cliché,
04:09soprattutto a un certo punto vederli ribaltati, in qualche modo vedere che la fiducia,
04:16perché il pubblico ha bisogno di fiducia, insomma uno non può aspettarsi di vedere un horror che cade,
04:23oggi nel 2022, nei soliti cliché, di cui è stato in qualche modo, di cui era pieno, è pieno,
04:32è stato pieno negli ultimi 40 anni, oggi siamo in un'epoca in cui uno si aspetta che finalmente si sovverta qualcosa,
04:42ok? E invece no.
04:44Però poi sì.
04:45E quindi speravamo che di divertire il pubblico con questo grande gioco, con questa macchina,
04:52che premiava la fiducia dello spettatore negli ultimi 30-40 minuti.
04:59Ed era interessante perché era divertente per noi, perché mentre scrivevamo avevamo un personaggio
05:07che conduceva questi cliché, ed era lui. Con lui durante il set ci siamo divertiti a seminare sempre qualche indizio,
05:17qualche piccola crepa dentro questi comportamenti, in modo tale da tirare il pubblico verso la parte finale
05:24e farli in qualche modo arrivare preparati al cambio, al twist, al colpo di scena.
05:32È stato molto bello, sia come esperienza di scrittura che come lavoro attoriale e di direzione di film.
05:40A me piacevano tantissimo le parti dove il personaggio doveva raccontare, raccontare la leggenda,
05:46raccontare una barzelletta col fuoco, perché mi ricordava un po' certi momenti dell'infanzia,
05:52quando si raccontano le cose, questi episodi ce l'avevo molto chiaro, quella parte lì.
05:56E ovviamente mi sfogavo, proprio io personalmente, da attore, che comunque lavoro un po' nel sistema dello spettacolo,
06:04mi sfogavo nella metacinematografia, questa rabbia di questo personaggio che c'è in Italia,
06:10nessuno vuole avere paura, tutti entrati le cifre, e questa cosa lì, qui mi piaceva tantissimo,
06:18questo parlare direttamente allo spettatore, attraverso la macchina presa,
06:21perché la macchina presa è spesso voglieristica, cioè prende noi in una situazione di intimità
06:27e noi ce la dimentichiamo, ma invece sfondare questa quarta parete è una cosa molto rara,
06:35perché è difficile che capite questo sfondamento della quarta parete,
06:40che io sì parlo col personaggio, ma in realtà quelle cose le sto dicendo allo spettatore,
06:44e questa cosa qui è fantastica, perché a quel punto non è solo il personaggio,
06:48è l'accessione, attore e personaggio, che è tutto insieme.
06:59Per me è assolutamente un segnale per dire da qui si parte e si va avanti,
07:06si deve suonare, si deve fare meglio, è un premio anche perché il film l'abbia già nel 2020,
07:11siamo nel 2022, è un film anche, è un momento anche per riflettere sul proprio lavoro,
07:16su quello personalmente, su quello che si è fatto, su quello che si è sbagliato anche,
07:20però questo film, questa scena, è un momento anche per riflettere,
07:24e quindi migliorarsi in futuro, per me i premi che avvengono dopo tanto tempo del lavoro che si è fatto,
07:31sono anche un momento per riflettere il lavoro, perché appena tu finisci il lavoro,
07:34magari se prego, oppure appena esce un film,
07:36non hai l'occhio freddo per poter riflettere sul proprio lavoro,
07:42invece i premi in questo caso servono molto per riflettere e quindi migliorarsi.
07:49È un premio che fa tanto piacere, ma non c'è il rischio di dire stiamo andando bene,
07:55ma non è come artisti per carità, è bello ricevere le soddisfazioni,
08:01come umanità, è un momento storico difficile, è un momento storico anche scuro,
08:08ok? Siamo davanti a un grande muro nero e che ci sia un premio che in qualche modo
08:16coltivi il cinema giovane e i giovani nel cinema è qualcosa di molto bello,
08:23è qualcosa che è quasi da premiare il premio, più che noi.
08:33E quindi io, noi siamo profondamente grati di essere qui oggi a ricevere il meno di 30
08:41e insomma ci avete fatto felici, speriamo bene nel futuro.
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