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  • 3 mesi fa
In occasione di Open Roads – New Italian Cinema, la rassegna organizzata dal Film at Lincoln Center di New York e da Cinecittà, ecco l'incontro con Piero Messina per il suo ultimo film, Another End.
Trascrizione
00:00L'ambientazione ha l'ecolo più divertente, però che racconta bene come ho cospito questo mondo.
00:07Io inizialmente davo ai miei collaboratori delle referenze, perché tutti mi chiedevano
00:16che la fantascienza è collocata, come immagino. Io prima mi davo dei riferimenti,
00:22cercavo di parole, dare indicazioni che aiutassero gli altri a seguirmi.
00:28Però mi sono reso conto che ogni volta gli dicevo qualsiasi cosa, mi accorgiava all'assistante
00:35che stavo tradendo profondamente quello che volevo fare.
00:39Dicevo una cosa, però poi a un certo punto mi sono arreso, ho detto a tutti, fermiamoci.
00:45Io non so in che modo è collocato, ma so esattamente, istintivamente, quello che può esistere
00:52e quello che non può esistere.
00:55E quindi abbiamo lavorato in maniera empirica, abbiamo iniziato a selezionare,
01:00cioè mi sottoponevano, io stesso mi sottoponevo, oggetti, landscape, fotografie di città.
01:08E io in maniera istruttiva mi dicevo, ok, questo sì, questa serie non può starci, questo è troppo futuro.
01:16Perché vorrevo creare un mondo astratto, sospeso, fiabesco e violente.
01:23E mi sono reso conto poi alla fine di questo processo molto lungo e molto empirico,
01:29che è quello che stavo facendo, come poi anche in altri lavori,
01:32in parte era quello di creare un luogo che non fosse coerente con un pensiero,
01:36con un'indicazione, con un tentativo di fare qualcosa,
01:39ma fosse un pensiero coerente con il sentimento della scuola e dei personaggi.
01:43Cioè quello che risuonava rispetto a quello che io sentivo di questa storia, di questo mondo,
01:49entrava nel film.
01:50E la cosa divertente è che più andavamo avanti, più in Dio decidevo oggetti, paesaggi,
01:56quindi più chiaramente la scelta si restringeva e il mondo iniziava a nascerlo.
02:00Le ultime decisioni non si pagherano più a fare perché il mondo esisteva.
02:03E tutti noi lo conoscevamo.
02:05La mia scenota che sapeva benissimo, aderendo che il mondo è,
02:08senza più bisogno di darci nessun punto.
02:11E questo è una morte più attente.
02:13Ma io, inizio tutto, vorrei che l'americano, tutto pubblico in generale,
02:18con gli assetti, la dimensione romantica.
02:22Prima delle questioni filosofiche, delle domande che ti impone,
02:26che io sopposto di poi il pubblico, vorrei che innanzitutto tornasse negli altri,
02:34ecco, il grande viaggio romantico che tutti noi abbiamo fatto nel nostro film
02:40e quella che io chiamo la sensazione di fin'estate.
02:43Io vorrei che il pubblico tornasse a casa su questa nostalgia,
02:47da fine estate, in cui sei un po' triste e poi è finito,
02:51ma nel questo momento però non fai altro che ritornare,
02:55di assaporare i tuoi volti.
02:57Come non mi stiamo avanti?
02:59Questa è la prima cosa che vorrei che il pubblico portasse con sé.
03:01Poi le questioni che il film pone, che io mi sono posto,
03:05che hanno a che fare con l'identità, cosa vuol dire?
03:09Amare, bisogno di legarsi.
03:11Ci leghiamo alle parole, ci leghiamo ai bordi, ci leghiamo a quello che pensiamo di sedere negli altri.
03:18C'è anche una dimensione corporea, sensuale, che è determinante nei legami.
03:23Io penso che, rispetto alla domanda che hai fatto,
03:27penso che sempre di più noi stiamo sovrastimando tutto ciò che ha a che fare con una condizione astratta delle pochi,
03:37cioè che ha a che fare con le parole, che ha a che fare con l'insieme, che ha a che fare con i ricordi,
03:41sempre più, e sottostimiamo moltissimo quello che ha a che fare con il corpo.
03:47Quando parlo di corpo, parlo di lo stare insieme,
03:50cioè essere noi due insieme in questo momento,
03:53non il corpo, il palco, il canone, estetico,
03:56cioè qualcosa di compresenza.
03:59Io mi sono accorto, sono per me la parte di questa dimensione,
04:05di quanto la guarigione, molti più sono diventato padre,
04:08perché mi sono innamorato perdutamente di due esseri con cui non parlavo,
04:13perché non ci capivamo, non avevamo niente da condividere da un punto di vista subito mentale,
04:19ma che, nonostante questo, mi trovo come lettone, sdraiato,
04:22questi due bambini, perdutamente innamorati di loro,
04:25e tutta quella condizione passava dal profumo,
04:28passava da quello che, segretamente, nel tempo, i nostri conti stavano dando.
04:34E questo non ha solo a che fare con l'apporto padre-figlio,
04:37anche a che fare con l'apporto d'amore,
04:39e questo film parla di questo, parla di quanto questa dimensione lavora nel nostro stare insieme,
04:45e poi, se chiedi a me, penso che questa sia la dimensione più profonda,
04:49e anche, se vuoi, traduzionalmente più spirituale di quello che voglio vivere.
04:54E' una spesa che già avevo fatto con il mio primo film,
04:56perché ho avuto io la fortuna di esordire già con Giulia Cinosce,
05:02e quindi ho fatto un po' una sorta di esordio traumatico che mi ha portato a lavorare in un certo modo,
05:09e quindi, in realtà, secondo me,
05:11mentre i primi giorni del mio primo film avevo,
05:15scrivevo questa sovradimensione,
05:21che poi, per fortuna, dopo pochi giorni già...
05:23In questo caso l'ho vissuta in maniera molto serena e molto bella.
05:29Devo dire che poi si è creato tra Jael, Renate, Bernice e me,
05:33con tutta una squadra creativa,
05:35è stata una persona fantastica,
05:37un lavoro emotivamente, umanamente bellissimo,
05:41siamo rimasti tutti molto amici,
05:43e quindi,
05:45è stato un...
05:47qualcosa che...
05:49finivamo le riprese, stavamo insieme la sera,
05:51però siccome quello di cui parla il film è qualcosa che...
05:55le discutevamo anche...
05:57anche parla delle nostre spite,
05:59delle nostre esperienze,
06:01e quindi è stata una sorta di
06:03laboratorio intrusivo
06:05che andava la mattina
06:07a essere deglinnato, se vuoi,
06:09su un lavoro più creativo,
06:11e poi, ovvero, la sera si continuava
06:13a parlare della stessa cosa,
06:15però, parlandone davanti una birra,
06:17raccontandoci le nostre esperienze,
06:19che non avevano...
06:21e che questa cosa secondo me è servita anche molto,
06:23perché poi,
06:25molte idee sono nate
06:27durante le riprese
06:29e non durante le riprese,
06:31durante il periodo di shooting,
06:33quando arrivavamo...
06:35e spesso ci dicevamo...
06:37ci chiedevamo...
06:39ma cosa andiamo...
06:41quando andiamo...
06:43le persone qui stanno intorno...
06:45ma anche in maniera leggera,
06:47senza... non ogni volta ponendoci una domanda
06:49un po' filosofica anche...
06:51un lavoro molto...
06:53con il mio cuore,
06:55con un'esperienza di vita,
06:57in realtà,
06:59appunto, se voglio dare,
07:00che voglio dare,
07:01anche con Berlisa,
07:02che si composta...
07:03in breve...
07:05non...
07:07non...
07:09non...
07:11non...
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