- 3 mesi fa
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TVTrascrizione
00:00buona serata e ben ritrovati con tele tutto racconta torniamo con maniera finita e con
00:21andrea lombardi benvenuti con tutti voi per un'ora circa per presentare tante tematiche
00:26tanti argomenti si parla anche di psicologia giusto daniela come ogni lunedì assolutamente sì e poi
00:32avremo con noi dei ragazzi per perché c'è uno spettacolo previsto sabato 25 ottobre alle 20
00:38e 30 al teatro parrucchiale delle fornaci ovvero trattami bene ne parleremo con l'autore del libro
00:44che poi ha dato spunto allo spettacolo stesso e anche con degli attori poi avremo gli amici della
00:49file sport ssd è un'associazione nata nel 2013 e parleremo della loro partecipazione al mondiale
00:55di rugby mixed ability avvenuta nel mese di giugno per poi continuare per poi continuare con la
01:01dottoressa maddalena garzoni con lei affronteremo l'argomento dell'affettività l'avete sentito in
01:07questi giorni ahimè è stato tolto dai banchi di scuola soprattutto per quanto riguarda i ragazzi
01:12più piccoli non faremo una polemica politica ma affronteremo questo argomento e capiremo quanto
01:17secondo gli psicologi fosse importante parlarne fin da piccoli e poi parleremo e continueremo con la
01:24pagina dedicata alla salute avremo la coordinatrice dell'unità delle cure palliative dell'ospedale
01:30richiedei parleremo anche qui con un'altra psicologa bene daniela noi ci ritroviamo dopo con te con i
01:38tuoi ospiti mentre entriamo subito sul sito giornali di brescia punto it per vedere quanto
01:43riportato in apertura si parla dell'influenza oltre 11.000 vaccini nelle farmacie bresciane in
01:49una settimana il picco martedì 14 ottobre quando sono state superate le 2000 dosi a bovezzo il
01:56secondo miglior vaccinatore di di tutta la regione lombardia torniamo noi torniamo in studio con
02:04alessandro luca autore del libro trattami bene buonasera con alessandro ci sono anche amin simba
02:12buonasera amin simone buonasera e gaia buonasera gaia e dicevamo uno spettacolo che torna e ritroviamo
02:22la prima di quest'anno al teatro parrucchiale fornaci è un evento organizzato dall'oratorio san
02:26rocco fornaci dal consiglio di quartiere fornaci con la cooperativa sociale butterfly ci racconti
02:32tutto sì allora è un percorso che è iniziato l'anno scorso nel 2024 con la pubblicazione del libro
02:41omonimo trattami bene compagnia della stampa con prefazione di omar pedrini un libro che desiderava
02:48affrontare il tema della violenza sulla donna considerando gli aspetti psicologici quindi non
02:55tanto la violenza fisica di cui ahimè purtroppo se ne parla troppo troppo spesso ma della violenza
03:02psicologica quindi tutti quegli atteggiamenti parole e relazioni poco sane di cui purtroppo spesso non viene
03:10messo l'accento e non si vede e non si vede quindi nasce il libro e poi in contemporanea
03:17debuttiamo a teatro con dieci date lo scorso lo scorso anno con alcuni ragazzi tra cui Simone e altri
03:26ragazzi del liceo arnaldo quindi un progetto anche scolastico all'interno delle scuole superiori e poi
03:33decidiamo quest'anno di tornare in scena tenendo il nostro Simone ma alzando anche il livello di
03:39età dei ragazzi in scena perché secondo noi era importante poter parlare ai giovani più giovani ma
03:48anche quelli in età dai 20 25 anni perché purtroppo è un tema molto attuale molto presente anche nelle
03:56loro generazioni certo e quindi se entrato anche tu nella squadra si esatto e mi è stato proposto
04:05verso giugno maggio e l'ho presa subito al volo perché comunque come giovane attore prendere ogni
04:13occasione è importante ma soprattutto per la tematica che è super importante per i giorni nostri e come ha
04:19detto alessandro per i ragazzi della mia età perché è un tema che secondo me non viene abbastanza
04:24sensibilizzato a scuola non ne viene discusso abbastanza e anche noi tra di noi tra le nostre
04:30serate tra giovani non se ne parla troppo e anche quando ci sono quei comportamenti di cui parliamo
04:36nello spettacolo che magari dovremmo avere più preoccupazione vengono passati più in sordine più
04:43lasciati un po al caso mentre in realtà bisognerebbe agire per cercare comunque la violenza esisterÃ
04:53sempre purtroppo nel mondo ma magari si può arginare tu gaia giusto se l'unica ragazza presente qui
05:02nello spettacolo poi in realtà nello spettacolo ci sarà anche un'altra ragazza irma che purtroppo
05:07non è potuta essere questa sera e in realtà anch'io sono venuta a conoscenza di questo progetto forse un
05:12pochino prima di amine e colto anch'io subito l'occasione che mi si è presentata e soprattutto
05:20perché ascoltando alessandro che raccontava le tematiche il libro ho pensato fosse davvero
05:25importante sensibilizzare su queste violenze che come ha detto prima non si possono mostrare sulla
05:32pelle e che al giorno d'oggi purtroppo anche tra i ragazzi giovani sono sempre più presenti col mondo
05:38dei social col mondo dei telefoni dove sempre più facile controllare una persona quindi come siete
05:45venuti a conoscenza di questo progetto allora io in realtà grazie all'università è arrivato un messaggio
05:52sul gruppo dell'università tramite una ragazza che penso abbia fatto solo da tramite e quindi dopo
06:03ho incontrato alessandro che ci ha spiegato il progetto e pian piano abbiamo trovato anche gli altri
06:08ragazzi tu invece simone sei stato mi sembra di aver capito uno dei primi a calcare il palco con
06:16questo progetto sì sì assolutamente questo questa messa in scena di questo spettacolo in realtà è un
06:22rifacimento sempre di trattami bene che abbiamo portato l'anno scorso in cui c'ero appunto io e dei
06:28miei compagni di classe la nostra professoressa di teatro è venuta da noi ci ha chiesto che dovevamo
06:36fare che se volevamo fare questo spettacolo con questo scrittore riguardo appunto la violenza sulle
06:44donne io ho accettato perché è un argomento che ritrovo che penso sia molto importante e poi perché mi
06:50piace molto fare teatro e anche mettermi in gioco con con queste nuove esperienze ho conosciuto
06:58Alessandro abbiamo fatto le dieci repliche che mi sono piaciute tantissimo e poi quest'anno a giugno
07:04lui mi ha richiamato per rimettere mano ecco su questo spettacolo e non ho non potevo rifiutare
07:12ovviamente ho detto sì assolutamente ho conosciuto Amino conosciuto Gaia Irma ed è una bellissima
07:19esperienza anche questa perché sono degli ottimi compagni di spettacolo e quindi alla prima vedremo
07:25un po' come va ma io confido assolutamente sui miei compagni è una terapia nella terapia perché
07:31il teatro è terapia fa bene insomma ormai è consolidata questa questa idea però questa tematica
07:38chiaramente ti mette a nudo e a confronto con qualcosa di importante e reale no? Quindi hai dovuto
07:46un po' anche violentarti per riuscire a capire fino in fondo il tutto? Beh sì è stata un'attività molto
07:57diciamo coinvolta a livello emotivo anche perché è un tema molto attuale che ne discutiamo molto a
08:05scuola eh che ci è molto vicino eh eh fortunatamente io sono cresciuto in una famiglia che mi ha insegnato
08:13sempre il rispetto eh delle persone il rispetto della donna eh e quindi io eh che accolgo ehm la
08:24causa di Alessandro di Alessandro eh è stato un progetto che mi ha molto preso perché è una tematica
08:32che ritengo anche a me come ragazzo eh come studente molto vicina di e che bisogna parlarne
08:40a riguardo. Alessandro trattami bene come è nato questo libro? Ma allora come buona parte dei libri
08:48che che ho scritto anche quando parlavo di di antimafia o di di sociale in generale eh nasce dalla
08:55necessità eh prima di tutto personale mia di di mettermi in gioco in discussione quando
09:01ho deciso di affrontare questa questa tematica non poteva che nascere guardando me stesso cioè
09:08quindi capire ehm che cosa anch'io avessi sbagliato nella nella vita nei rapporti con eh con con con le
09:16persone e la cosa più dura e più difficile è stata quella di ammettere che eh anch'io ho commesso
09:23degli errori quindi eh quando si parla di violenza sulla donna l'errore che viene fatto spesso è quello di
09:30di pensare a dei mostri eh che ehm che fanno fanno violenza fisica sulle donne e basta invece
09:39purtroppo il problema è che è la comunità che accetta e tollera eh determinate situazioni e quando
09:47ti rendi conto di essere parte di questa comunità eh io ho una delle poche cose che che so fare quella
09:53di scrivere ho pensato che eh potesse essere d'aiuto a me ma anche a chi come me eh ha affrontato
10:01queste questi questi problemi li vive e li vive quotidianamente il fatto di che sia un uomo che
10:08abbia voluto affrontare questo tema il fatto di aver avuto anche Omar Pedrini che è un amico che ha
10:13deciso di mettere di fare la prefazione quindi anche lui come uomo di dedicarsi a questo problema
10:18e il fatto che poi ci fossero anche dei ragazzi maschi in scena questa per noi era una cosa fondamentale
10:24perché se no se fossimo soltanto se fossero state soltanto donne a parlare di violenza sulla donna
10:29secondo me il messaggio sarebbe stato un po' più un po' più debole così speriamo diciamo di poter parlare
10:35alle loro generazioni ma di parlare anche a tanti a tanti uomini che non si rendono conto magari
10:40di commettere piccoli o grandi errori. Allora chiedo alla regia per cortesia di rimostrare in grafica
10:48in monitor la locandina perché c'è un QR code che potete inquadrare con il vostro cellulare
10:55io vedo link registrazione quindi può essere comodo per voi che state seguendo Teletutto racconta
11:02inquadrare con il vostro cellulare con la fotocamera il QR code. Se mi permetti scusa volevo ricordare
11:08oltre a Irma che è assente oggi anche Natasha Medaglia che con me condivide palco e regia
11:14in questo spettacolo e dire semplicemente che è il frutto anche di un percorso perché poi alla fine
11:22nasce un libro poi nascono delle collaborazioni e il fatto di avere organizzato questo evento
11:28con il consiglio di quartiere di Fornaci con l'oratorio di Fornaci ma soprattutto anche con la cooperativa
11:35Butterfly è fondamentale perché se si fa comunità anche in questo senso si ha una maggiore resa.
11:42Ricordiamo sabato 25 ottobre 20 e 30 teatro parrucchiale Fornaci. Trattami bene. Grazie ancora.
11:48Grazie a voi.
11:49Noi ci fermiamo per un attimo. A tra poco.
11:52Torniamo in diretta e presentiamo dei ragazzi che fanno parte di un team, Gnari Rugby Team.
12:10Lo facciamo con colui che è l'allenatore e giocatore, Mariano Giuliano Ripetto, giusto?
12:17Giustissimo. Ciao a tutti.
12:19Ciao, buonasera a te. Accanto a te c'è invece Fabio.
12:25No, Francesco.
12:26Francesco, perdonami. Francesco, ciao Francesco. Con tutto il suo entusiasmo giustamente.
12:31Giusto.
12:32Perché non capita tutti i giorni di andare in televisione nel campo con il rugby, sì, però qui insomma non è mai capitato.
12:38E poi ancora abbiamo Fabio invece alla mia destra. Buonasera che sei giocatore di terza linea capitano.
12:44Sì, esatto, bravo. Sì, sì.
12:47E Daniel invece è giocatore pilone. Ciao a tutti.
12:50Ciao Daniel. Allora, torno su Mariano perché tu conosci questa storia fin dalle origini.
12:56Sì.
12:56Quindi tu hai portato la prima squadra bresciana di rugby mixed ability.
13:01Sì, grazie alla nostra associazione, la Phil Sport, che facciamo già tante attività con la disabilità .
13:08Siamo la prima squadra rugby mixed ability bresciana e la prima lombarda.
13:14Una bellissima satisfazione.
13:18Tutto questo lo debiamo anche a loro, perché senza loro non ci sarebbe questa squadra.
13:23Noi dobbiamo parlare fin dalle origini, dal principio. Cosa vuol dire una squadra mixed ability?
13:29Sì, il mixed ability è rugby. È una squadra di rugby composta con giocatori con disabilità e senza disabilità .
13:39I giocatori con disabilità possono avere una disabilità fisica, cognitiva o anche sensitiva.
13:45Noi in squadra abbiamo 18 ragazzi con disabilità e dopo ci sono i ragazzi senza disabilità che fanno la funzione di facilitatori,
13:54quelli che riescono a far giocare i ragazzi, dove contiamo con una marea di persone che vengono e ci danno una mano,
14:01non solo della nostra associazione, ma anche di altri club bresciani.
14:05Abbiamo dei All Rugby Robato, del Brixia, del Centurione, del Calvisano.
14:10Sono quindi ex giocatori come me che hanno voglia di ritornare al rugby e vengono a darci una mano
14:17e veramente si fa una giornata stupenda.
14:19A te com'è nata la voglia, la scintilla di iniziare questo percorso?
14:27Io ero giocatore del rugby, diciamo professionista, sono venuto in Italia a giocare al rugby.
14:31Ho giocato a Brescia, a Calvisano, a Rovigo, ho girato un pochino dappertutto.
14:36Finita la mia carriera, 40 anni, ho detto basta, non voglio sapere più niente del rugby.
14:40Perché mi mancava il giocare, quindi se non ci sono, meglio che così passa più veloce.
14:47E dopo dieci anni è venuto un ragazzo speciale che è qui di fronte a me, Fabio,
14:54e mi ha detto io voglio giocare al rugby.
14:56Io l'ho guardato a Fabio e ho detto Fabio, ma guarda che il rugby è un sport di contatto,
15:00è quello che differenzia di altri sport.
15:03Ma no, no, no, io voglio giocare lo stesso al rugby.
15:05Ho detto va bene, cerchiamo qualcosa per farti giocare.
15:08Io all'inizio pensavo di trovare qualcosa, il rugby flag, qualcosa dove il contatto fisico sia molto limitante.
15:15E dopo ho visto questa realtà e ci siamo appassionati.
15:19Mi sono appassionato, mi sono riveduto io quando era piccolo, che giocava con il pallone del rugby.
15:26E vedere la gioia che loro trasmettono e essere in parte a loro,
15:30veramente mi ha fatto rivivere questo nuovo periodo del rugby.
15:33Perché Fabio tu avevi proprio questo desiderio di giocare al rugby?
15:38Io avevo questo desiderio di giocare al rugby perché volevo mettermi in gioco.
15:42Sendo disabile, il rugby oltre ad altri sport mi dava qualcosa in più.
15:49Vedevo non so la mischia, la passione, la forza che hanno, il terzo tempo.
15:53E ho detto io, Fabio provaci, cosa ti costa provare?
15:56Mettermi in gioco.
15:58Da lì con Mariano, Repetto e un altro Gabriel, mi faccio, Mariano, fammi giocare.
16:06Mariano, non mi interessa, voglio provare, voglio mettermi in gioco.
16:11Voglio essere libero di fare uno sport che mi piace, che mi dà passione, che mi invoglio.
16:16Voglio essere orgoglioso dello sport che voglio fare.
16:18E da lì, piano piano, allenandomi, mettendomi in gioco, la mia motivazione che ho avuto, nel 2021, fin il 2021, abbiamo creato la nostra prima squadra, il Bresciano Di Agbi Miserability.
16:33E vedendo la mia grossa motivazione che avevo, mi hanno fatto capitano.
16:36Capitano è una grossa motivazione, è un grosso impegno che devo dare alla squadra.
16:41E da lì tutto è iniziato, piano piano, sempre allenandosi, mettendosi in gioco, è partito tutto.
16:48E come, in un modo o nell'altro, come sei riuscito a trasmettere questo amore poi anche a tutti gli altri ragazzi?
16:55Giocando oppure vi hai invogliati, cioè nel senso per tutti gli altri della squadra, è stato semplice entrare?
17:02Secondo me, io ho invogliati, hanno visto me giocare, hanno visto che un ragazzo disabile comunque si è messo in gioco, non è stato fermo, diciamo, a casa sul divano, si è messo in gioco.
17:11Io entro in un campo e gioco con le mie difficoltà , perché ci sono delle difficoltà tutte le volte.
17:17Prima di giocare dobbiamo fare le fasciature, Mariano, Fabio entra dicendo prima per fare le fasciature.
17:26Io ho delle protesi apposta sotto, che mi aiutano a giocare.
17:31Quindi Mariano deve avere il tempo per farmi le fasciature, questo qua, ringrazio il mio mister Mariano che ci mette passione e tempo nei miei confronti tutte le volte.
17:42Di questo ne sono pienamente orgoglioso di quello che sto facendo.
17:46E da lì tutto è partito, nel senso, gli altri giocatori avranno visto in me qualcosa in più che ho e hanno voluto giocare anche loro con me a rugby.
17:54Sono orgoglioso di avere questa squadra qua, sono orgogliosissimo e sono straflico di essere qua.
18:00Grazie per il vostro invito in questa serata.
18:03Sento anche Daniel che ti è accanto. Daniel, tu da quanto giochi a rugby?
18:08A rugby, io ho fatto l'erbe, veloce, ho fatto il metà .
18:19Ah, spero. Quindi un furetto.
18:22Che è il suo furetto, è il rugby, ho fatto le cose.
18:30E il metà il ceratore è Mariano.
18:34Eh, Mariano torna sempre.
18:37E sempre, sempre il mister Mariano, fare il pionio e fare tutte le quattro.
18:50Certo. Senti Mariano, l'amore che avevi per il rugby ti ha dato sicuramente tanto, ma pensavi fino a questo punto?
18:58Eh, no. No, per quello dico che il che si avvicina al mixability trova l'energia dell'oro che uno si conmove veramente.
19:08Perché loro danno tantissimo. Tan solo con stare con loro, vivere il giorno a giorno, cercare di farle imparare delle cose nuove.
19:16Dopo loro si avvicinano con un abbraccio, con un bacio.
19:19Sempre ti fanno vedere, sempre ti danno quell'energia che ti porta avanti e ti dà la motivazione per cercare di più, no?
19:28Non fermarti lì, cerchiamo più roba.
19:30Ma voi avete partecipato al campionato al mondiale di rugby mixed ability avvenuto a giugno.
19:37Come sono andate le cose?
19:38Eh, capitano, come sono andate?
19:40Molto bene, siamo arrivati sesti su ventiquattro squadre, su trentidue squadre, scusate.
19:49Dove si è giocato?
19:50Dove si è giocato?
19:51Si è giocato a Pamplona in Spagna.
19:54Ah, però?
19:55Dal 20 giugno al 27 giugno di quest'anno.
20:02Tempo caldissimo, però tanta passione, tanti giocatori, tante realtà , tanti giocatori da altre nazionalitÃ
20:09che ti volevano conoscere, coinvolgere, è questo bello.
20:12Certo.
20:13Poi giocare in un mondiale è qualcosa di veramente eccezionale.
20:17Eramo una squadra mixta, no?
20:19Eramo una squadra mixta con il Padova.
20:22Si chiamava Italian Clan Eps, Club Est.
20:26Quindi la metà della squadra era di Brescia e l'altra metà di Padova.
20:30Si è formato una sinergia tra le due squadre fantastiche.
20:33E' per quello che adesso questi weekend vi invitiamo a tutti, se volete venire, il sabato 25 al campo Centurione del rugby in Villa Carcina
20:43che ci ritroviamo le due squadre, faremo un allenamento, una partita insieme e giustamente lo più bello è il terzo tempo insieme.
20:49A che ora più o meno?
20:50Noi lo faremo alle 14.30, ci troviamo, iniziamo l'allenamento 15.30 e finiamo alle 18 più o meno.
20:57C'è Francesco che è agitatissimo. Vuoi dirmi qualcosa?
21:05O semplicemente trasmettere tutto il tuo entusiasmo col sorriso?
21:10Francesco è una qualità che si allena tanto, perché tanto Francesco come Fabio dentro della nostra associazione fanno un'altra attività .
21:17Guarda Francesco che ti inquadra, guarda la telecamera lì.
21:20Che è l'attività di Sporability. Quindi loro allenano due volte Fabio, due volte Francesco per migliorare le condizioni per giocare meglio.
21:31E Dani è un calciatore anche. Noi abbiamo il calcio Mixability e Dani fa anche il calcio.
21:35Sono più bravi di me, perché sono una bravi di tutto.
21:40E se lo faccio io nel calcio e arrivo, non so che vuole a te.
21:43E la particolarità che tiene Francesco è che si sta allenando tantissimo per migliorare la velocità .
21:49O no Francesco?
21:50Francesco vuole diventare più veloce per fare più mete.
21:53Noi abbiamo un ottocodice che vuol dire che deve migliorare la velocità .
22:02Ecco, dopo loro due, tanto Francesco come Dani, in il terzo tempo sono grandissimi bailarini.
22:08Bailarini. Loro bailano tanto. Dani è centroamericano, la musica tutta latina è fortissima.
22:15È un intreccio tra rugby, ballo, calcio e tutto questo.
22:20Mariano, c'è una pagina social che possiamo seguire, possiamo cliccare per aumentare la visibilità ?
22:28Sì, noi abbiamo un canale di YouTube che è la Fieldsport.
22:32Oltre che dove ci sono video, partita, un po' del rugby e tutte le altre attività che facciamo.
22:37E noi abbiamo anche un sito Facebook, abbiamo sul social e Instagram.
22:44E abbiamo il nostro...
22:46In Fieldsport?
22:48Sempre Fieldsport, sì.
22:49Anche in Instagram.
22:50Sì, la società è Fieldsport SSD, che se mi hai un secondo vorrei ringraziare.
22:56Grazie a...
22:58Quando uno arriva a un punto dove è tutto gioia, tutta felicità ,
23:01lo più importante è ringraziare a chi lo fanno possibile.
23:03Vorrei ringraziare a tutti i nostri giocatori, ai genitori dei nostri giocatori che li portano,
23:09che faticano insieme a loro.
23:11Vorrei ringraziare a tutta l'altra squadra che gioca con noi, agli abitri che ci sostengono.
23:17Vorrei ringraziare alla nostra società , alla Fieldsport, che ci dà tutta la possibilità per crescere.
23:23E principalmente anche a tutti gli sponsor che, giustamente, c'è bisogno economicamente di portare avanti
23:30tutta questa attività e loro ci hanno il sostegno economico.
23:35Io credo che il mondo sportivo, quello vero e genuino, ringrazio voi.
23:41Perché dopo le notizie di cronaca che stiamo vivendo in questi giorni,
23:44dove ci sono purtroppo dei morti legati alle tifoserie e quant'altro,
23:51hai riportato lo sport così come deve essere, inclusione, amore e passione.
23:56Quindi grazie per questo messaggio che oggi qui a Teletutto racconta abbiamo lanciato
24:01proprio per merito vostro.
24:03Grazie davvero, ragazzi.
24:04Grazie a voi.
24:07Noi ci fermiamo per un attimo e torniamo tra poco con Daniela, c'è la pubblicità .
24:14Grazie a tutti.
24:44Sono entrati in causa anche personaggi famosi che hanno detto la loro in merito all'abolizione
24:52diciamo così all'interno della scuola, soprattutto dai banchi, io dico sempre dei bambini più piccolini,
24:59il tema è il discorso sull'affettività .
25:01Probabilmente ha fatto paura, invece questo argomento dovrebbe entrare proprio anche nelle scuole
25:09perché non sempre, insomma, solo la famiglia basta per far capire alcune tematiche molto importanti,
25:18anche perché di pari passo va la cronaca e vediamo che forse c'è tanta ignoranza
25:23proprio legata alla sessualità , all'amore, ai comportamenti e quant'altro.
25:29Dottoressa.
25:31Allora, sì, è proprio di questi giorni questa notizia, quindi sappiamo che l'educazione
25:36sesso affettiva non verrà erogata, diciamo, nelle scuole dell'infanzia, nelle scuole primarie
25:43e verrà richiesto un consenso per le scuole di secondo grado, scuole medie.
25:50Che cosa vuol dire questo?
25:51Per quello che credo fortemente, credo che un'educazione affettiva e alla sessualità ,
25:58se fatta con persone, con professionisti, possa davvero servire e sia necessaria al fine
26:04di prevenire tutti quelli che sono dei comportamenti legati poi all'aggressività e alla violenza.
26:09Credo proprio che possa essere un argine, un contenitore per riuscire a trasformare
26:14quelli che sono degli aspetti di prevenzione verso bullismo, verso la violenza di genere,
26:19verso l'utilizzo non adeguato dei social media e verso lo sviluppo di quelle che sono
26:25delle competenze sane da un punto di vista relazionale, emotivo, fin dall'età dei bambini.
26:31Questo tipo di educazione deve essere pensata adeguata ovviamente in base all'età ,
26:36ma va fornita perché altrimenti si lascia un avacazio, cioè si lascia un vuoto.
26:41E quando c'è un vuoto noi sappiamo che i nostri adolescenti non è che quel vuoto lì
26:45non si interrogano, non cerchino comunque di colmarlo a modo loro,
26:48ma si trovano delle risposte, molto spesso sappiamo dove, all'interno di internet, a modo loro
26:54e credo invece che come adulti abbiamo delle responsabilità importanti molto diverse
26:59per riuscire a sostenerli anche da questo punto di vista.
27:02Assolutamente d'accordo, tra l'altro lei parlava di adolescenti, però insomma
27:08credo che sia anche giusto, fin dall'asilo c'è la prima scoperta, no?
27:13Il corpo femminile, il corpo maschile e quindi i bimbi hanno delle curiositÃ
27:19e man mano che crescono hanno anche delle domande.
27:22Non dovremmo essere quel tipo di società a cui quelle domande non dovrebbero essere fatte,
27:28quindi il genitore che si vergogna a rispondere non dovrebbe più succedere,
27:37dovremmo metterci un attimino dalla loro parte.
27:40Non so, questa è una domanda che io le sto facendo, io ricordo quando ero piccolina
27:45magari ho fatto delle domande un po' scomode e mio papà mi diceva
27:48ma no, ma no, è una favola, cioè non aveva il coraggio di affrontare certi tipi di argomenti
27:53e quindi insomma io chiedevo magari ai genitori di altre bimbe, no?
27:58Ma questo è un esempio proprio per far capire.
28:01Oggi invece i nostri ragazzi hanno internet, come diceva lei.
28:05Quanto è pericoloso cercare da solo alcune informazioni?
28:09Allora, riprendo quello che ha detto prima Daniela perché è corretto,
28:14il bambino, lo sviluppo psicoaffettivo e sessuale parte da quando siamo bambini,
28:20non inizia con l'esplosione della pubertà come abbiamo in mente,
28:23quindi anche il bambino ha e si fa delle domande incontrando attraverso il gioco,
28:30il linguaggio dell'età del bambino anche proprio le richieste e la diversità ,
28:35incontra la diversità nel corpo dell'altro, nelle modalità di relazione con l'altro.
28:41E quindi è importante fin da quando loro sono piccoli, con le parole corrette che loro possono comprendere e capire,
28:47dare delle risposte alle domande che vengono fornite.
28:50Perché la sessualità è una parte integrante e fondante dell'essere umano.
28:55della sessualità , come diceva prima, ci sono molti aspetti di tabù ancora,
29:01o comunque non come una volta, però ci sono ancora,
29:04ma fanno parte gli affetti, le emozioni, le relazioni,
29:07non c'è qualcosa di cui non si può o non si deve parlare,
29:11perché se no si arriva appunto al punto per cui se io non posso chiedere
29:15e devo comunque sapere, vado ad informarmi e lì posso crearmi anche delle situazioni pericolose,
29:22soprattutto quando sono magari un preadolescente o un bambino,
29:26perché sappiamo che molti bambini hanno a disposizione comunque dei dispositivi,
29:30possono accedere a internet e possono cercare delle immagini o delle informazioni
29:34che possono sconvolgere o creare delle falsissime informazioni
29:39o mettere anche in situazioni di pericolo.
29:40Assolutamente, a che età dovremmo iniziare a parlare con i nostri figli in maniera esplicita?
29:49Dobbiamo aspettare che ci venga posta una domanda?
29:53Oppure dovremmo noi iniziare a parlarne?
29:56Ci sono anche tanti libri che aiutano, creati proprio e scritti per i bambini più piccoli,
30:03dei 9-10 anni?
30:05Allora, sicuramente i libri o degli ausili che possano aiutare,
30:09questi sono certamente un buon mediatore.
30:12L'idea di aspettare che facciano loro una domanda è e può essere una buona ricetta,
30:17nel senso che così non anticipiamo dei vuoti che magari il bambino non si è nemmeno chiesto
30:21e quindi quando loro fanno una domanda essere pronti e preparati per poter dare una risposta.
30:28Tendenzialmente diciamo che l'età della pubertà sappiamo che si è abbassata,
30:31quindi verso la fine delle scuole elementari arrivano magari delle domande un pochino più croccanti e consistenti nei contenuti
30:40e allora lì sì è importante che anche noi adulti prima ci facciamo un po' di formazione
30:45e iniziamo a pensare poi a cosa rispondere.
30:48Quindi quella potrebbe essere un pochino l'età ,
30:50ma soprattutto perché sappiamo che c'è una fortissima mutazione nel corpo
30:55e quindi il corpo cambia, a questa cosa non si può restare indifferenti,
30:59cioè i caratteri secondari compaiono, sappiamo anche dall'età precoci,
31:05verso la fine della quinta elementare, a volte anche terza o quarta,
31:09e quindi chiedersi e aiutare a capire perché sta cambiando quel corpo
31:13aiuta a preparare anche a quello che sarà poi dopo un compito evolutivo fondamentale
31:17che è quello della mentalizzazione di un corpo che cambia
31:19e non ritrovarsi con questa bomba nell'adolescenza di un corpo totalmente non più pubere,
31:24non più di un bambino, con cui si può maneggiare, con cui ci si può parlare.
31:30Oggi sembra che tutto corra in maniera molto più veloce.
31:33Lei diceva che bisogna già iniziare dalla fine della quinta elementare,
31:37inizio delle medie, scuola primaria,
31:41e vediamo già i nostri ragazzi in prima superiore grandi, molto grandi,
31:48sono cambiate anche certe dinamiche, escono molto più di quello che facevamo noi
31:52e hanno questo tempo che sembra veramente correre all'impazzata con la loro crescita.
32:01In quel caso l'adolescente che invece si chiude, quindi con la mamma, il papà ,
32:06non ha più voglia di parlare perché prende i suoi simili come esempio.
32:12Il ruolo dei genitori quale deve essere?
32:15Faccio la domanda? Non faccio la domanda? Sto a guardare? Mi fiderò?
32:19Allora, una buona considerazione è sempre quella comunque di pensare che dall'altra parte
32:27c'è una persona e bisogna avere in mente che cosa quest'altra persona potrebbe preferire.
32:35Vuole che gli chieda questa cosa, cioè provare a leggere il contesto anche dell'adolescente
32:39perché non tutti sono uguali.
32:41Ci sono degli adolescenti che parlano tranquillamente,
32:45qualcuno che dà qualche informazione e qualcuno che invece si chiude.
32:49Quando c'è una chiusura totale e soprattutto rispetto a un aspetto anche di difficoltà nel corpo
32:56è importante che il genitore provi a interrogarsi ed eventualmente provi a proporre anche un aiuto
33:01di tipo professionale qualora veda che c'è un disagio.
33:05La scuola può essere un buon mediatore se pensiamo all'aspetto dell'educazione affettiva e sessuale
33:11perché lì non c'è nessuno, di solito l'educazione, io ricordo la facevo quando lavoravo in consultorio
33:17e viene fatta all'interno di un'equip, quindi non c'è solo lo psicologo, il pedagogista
33:21ma c'è anche l'ostetrica, il ginecologo, la ginecologa
33:25e quindi viene proprio preso in carico tutto il tema
33:28e i ragazzi hanno proprio la possibilità di porre delle domande senza nessun tipo di vergogna,
33:35senza nessun tipo di inibizione
33:37perché poi non sarà la stessa persona che lo valuterà , in una verifica di matematica magari
33:42e quindi lì si possono aprire, magari non sono i più timidi che fanno la domanda
33:46ma la pensano, c'è qualcuno che invece la fa
33:50e quindi quel contesto in particolare, piuttosto che quello del singolo
33:53può aprire anche a domande e risposte che magari in altro luogo
33:57non ci sarebbe l'opportunità di poter portare.
34:00Niente da dire, insomma, ma abbiamo gli esperti che parlano, dovrebbero essere loro
34:08credo a decidere anche un po' del futuro dei nostri figli
34:12ma avevo detto che non avremmo polemizzato
34:15ma è impossibile non farlo perché veramente da genitore, professionista da tutto
34:21e io credo insomma anche molte altre persone pensano allo stesso modo
34:26era fondamentale dare questo aiuto, no?
34:29Proprio perché poi pensiamo che ci sono anche dei ragazzi magari soli
34:32che non hanno alle spalle delle famiglie
34:34e quindi avere il supporto di un professionista avrebbe aiutato
34:41Assolutamente sì, credo che questo fosse doveroso
34:45lo dico da mamma e lo dico da psicologa che lavora con i ragazzi
34:51questo è qualcosa che noi dobbiamo fare per loro
34:54dobbiamo fare per loro e come adulti competenti
34:57che tengono il punto e danno dei riferimenti
34:59e sanno offrire ai ragazzi dei modelli educativi che tengono
35:05questo credo che sia proprio importante
35:07Assolutamente
35:08crede che ci possa essere uno spiraglio
35:12gliel'avranno già chiesto
35:13o comunque ci possa essere un vento di cambiamento
35:17in tal senso
35:18Per quanto riguarda la sfera psicologica
35:22so che numerosi ordini hanno fatto
35:24ordini professionali
35:25hanno fatto richiesta di poter interloquire
35:28per poter trovare un accordo
35:30una mediazione, un confronto
35:31quantomeno rispetto a questa cosa
35:33mi auguro di cuore che ci possa essere davvero un'apertura
35:36e che ci si renda conto di quanto sia utile
35:39in termini preventivi
35:40rispetto a tutto quello che ci sta succedendo
35:43attuare dei programmi specifici
35:45e strutturati in questa direzione
35:47Io ho un minutino
35:48ma vorrei che spiegasse quella parola
35:50che lei ha utilizzato
35:52l'aggressivitÃ
35:53l'aggressività è direttamente proporzionale
35:56a quello che è stato tolto
35:59perché in alcuni casi
36:02la non conoscenza porta poi
36:04Sì perché nell'educazione sessoaffettiva
36:08noi incontriamo quelli che sono tutti gli aspetti
36:11e la gamma delle emozioni
36:12aiutiamo i ragazzi a pensarli
36:15a metterli in parola
36:16anche a riconoscere quelli che sono dei comportamenti
36:18che magari qualcuno non sa
36:20e non riconosce come aggressivi o violenti
36:23e quel bullismo
36:24la violenza di genere
36:25la molestia
36:26a volte emergono anche dei segreti
36:29che nessuno saprebbe dove portare
36:31e quindi in questo senso
36:33l'educazione diventa un contenitore
36:36rispetto a quella che è l'aggressivitÃ
36:37perché se non c'è un luogo
36:39dove può esserla pensata
36:40l'aggressività viene agita
36:42e quindi lì può diventare
36:44almeno si prova ad offrire
36:46quello che è un contenitore
36:47per le emozioni
36:48provare a nominarle
36:49e provare davvero a pensare
36:51con i ragazzi
36:53con i bambini
36:53quelli che sono dei comportamenti
36:55a cui magari qualcuno
36:56per cultura
36:57per esperienza
36:58perché li vive
36:59quindi è familiare
37:00non è una colpa
37:01ma li normalizza
37:02normalizza comportamenti violenti
37:05grazie mille
37:05speriamo insomma
37:06che la voce
37:07dei vari ordini professionali
37:09vinca
37:10su questa decisione
37:12grazie mille dunque
37:14alla dottoressa
37:14Maddalena Garzoni
37:15che ritroveremo sicuramente
37:17nelle prossime settimane
37:18ricordo psicologa
37:19e psicoterapeuta
37:20alla prossima
37:21grazie buonasera
37:22noi ci fermiamo
37:22per continuare a parlare
37:23di salute
37:24a tra pochissimo
37:25eccoci continuiamo
37:37a parlare di salute
37:38e parliamo anche
37:39di psicologia
37:40lo facciamo
37:41con la dottoressa
37:42Jennifer Pianto
37:44coordinatrice
37:44dell'unità di cure palliative
37:46per la fondazione
37:48Richie Dei
37:49buonasera
37:49buonasera
37:50e un ben ritrovata
37:52anche alla dottoressa
37:53Claudia Cerutti
37:54psicologa dell'unitÃ
37:55di cure palliative
37:56e sempre
37:57della fondazione
37:57Richie Dei
37:58buonasera
37:59allora dico un ben ritrovato
38:01ma è la prima volta
38:02che siete qua
38:02fondazione Richie Dei
38:03invece no
38:04perché ogni tanto
38:05impariamo a conoscere
38:05le varie unità operative
38:07e quella delle cure palliative
38:08è un argomento
38:09che affrontiamo spesso
38:10qui a Teletutto racconta
38:11secondo me
38:12c'è bisogno di
38:13parlarne
38:15perché
38:15tramite la conoscenza
38:17come dicevamo prima
38:18riusciamo insomma
38:20ad entrare
38:21anche ad essere
38:23più empatici
38:24riguardo
38:25certi argomenti
38:26inizierei da lei
38:27visto che è la coordinatrice
38:28quando si parla
38:30di cura
38:31in piano sanitario
38:32dovrebbe essere
38:33scontato
38:34che il paziente
38:36abbia il supporto
38:38non solo medico
38:38ma anche psicologico
38:40quindi
38:41perché
38:41bisogna parlarne
38:43in particolare
38:44per quanto riguarda
38:45le cure palliative
38:46allora per rispondere
38:48a questa domanda
38:49partirei proprio
38:50dalla base
38:52il termine palliativo
38:53nasce dal latino
38:55e ricorda
38:57l'etimologia
38:57il termine mantello
38:59che mi aiuta
39:01un po'
39:01a rispondere
39:02a questa domanda
39:02mantello
39:04nel senso
39:05di accudire
39:06nascondere
39:09riparare
39:10in un momento
39:10di estrema fragilitÃ
39:11il paziente
39:12e chi lo circonda
39:13quindi può essere
39:14la famiglia
39:15l'amicizia
39:16qualsiasi persona
39:17faccia parte
39:17del suo entourage
39:18questo mantello
39:20viene cucito
39:21grazie a diversi fili
39:24che mi piace
39:25vederli come
39:25le diverse componenti
39:26che fanno parte
39:27dell'assistenza
39:28al fine vita
39:29questi fili
39:31sono
39:31certamente
39:32una gestione
39:33del sintomo
39:34quindi una gestione
39:34clinica
39:35del corpo
39:36ma oltre a questo
39:38c'è tanto altro
39:40in cure palliative
39:41bisogna prendere in carico
39:42la sfera sociale
39:43del paziente
39:44la sfera religiosa
39:46la sfera ambientale
39:48quindi le preferenze
39:49anche ambientali
39:50del paziente
39:51e poi c'è tutta
39:52una parte
39:53corposa
39:54di sfera emotiva
39:55e psicologica
39:56che è necessario
39:58prendere in carico
39:59affinché
40:00anche il resto
40:00dell'assistenza
40:01prenda la strada giusta
40:02per arrivare ad avere
40:04il nostro obiettivo
40:05è ovviamente
40:06che il percorso
40:07sia sereno
40:09per il paziente
40:09e per chi lo circonda
40:11la medicina occidentale
40:13ha ormai chiaro
40:14il fatto che
40:15l'aspetto psicologico
40:17influisca molto
40:18sull'aspetto
40:19anche medico
40:20e quindi
40:20più fisico
40:22però purtroppo
40:23ad oggi
40:23ancora
40:24non è
40:25forte
40:26la presenza
40:27dello psicologo
40:28in alcuni aspetti
40:29mi viene da pensare
40:30interventi
40:32molto pesanti
40:33o anche diagnosi
40:34difficili
40:34in cui
40:35effettivamente
40:36ad oggi
40:37non esiste
40:38un percorso psicologico
40:39grazie al cielo
40:40noi siamo fortunati
40:41in cure palliative
40:42questo è già previsto
40:43è già previsto
40:43anche dalla normativa
40:44e ci permette
40:45proprio di avere
40:46un tempo di cura
40:47più lento
40:48e quindi
40:49di poter dare
40:50l'importanza
40:53che ha
40:54anche l'aspetto
40:55appunto
40:55psicologico
40:57ed emotivo
40:57e questo
40:59richiede a volte
41:00di rimettere in gioco
41:01un'organizzazione
41:02che deve essere
41:03più flessibile
41:03perché ovviamente
41:04questi aspetti
41:06sono poco organizzabili
41:08un paziente
41:08può avere bisogno
41:09di essere ascoltato
41:10in un momento
41:11in cui magari
41:11l'infermiere
41:13aveva previsto
41:14di fare altro
41:14quindi bisogna avere
41:15molta flessibilitÃ
41:16per poter
41:18accompagnare
41:19anche questo aspetto
41:20che si intreccia
41:21perfettamente
41:22con
41:22quello medico
41:24diciamo
41:24più strettamente
41:25chiamiamolo
41:26corporeo
41:27più tangibile
41:28da quel punto di vista
41:28assolutamente
41:29quindi c'è
41:30diciamo
41:31il supporto psicologico
41:33per
41:33pazienti
41:35per le famiglie
41:36come si muovono
41:37le altre figure
41:38professionali
41:38perché comunque
41:39è un momento
41:41molto delicato
41:42assolutamente
41:44sì
41:44questo aspetto
41:45mi viene da dire
41:46forse più complesso
41:47da gestire
41:48per i professionisti
41:50e mi viene da dire
41:52anche il più bello
41:53nel senso che
41:54ovviamente
41:54poter accompagnare
41:55in un momento
41:56così delicato
41:57i pazienti
41:58e chi poi
41:59resterÃ
42:00e quindi subisce
42:01il lutto
42:01e poter
42:02vedere la serenitÃ
42:03serenitÃ
42:05e fine vita
42:05sembrano due parole
42:06difficili da far convivere
42:07ma è possibile
42:08tutte le figure
42:10sono interessate
42:11esistono momenti
42:13di briefing
42:14che noi facciamo
42:14quotidianamente
42:15sia per i pazienti
42:16gestiti sul territorio
42:17che per quelli
42:18gestiti in reparto
42:19in cui
42:20vengono a galla
42:21anche dei dettagli
42:22che sono poi
42:23necessari
42:24alla psicologa
42:25per aiutarci
42:26a dare delle chiavi
42:27di lettura
42:27che ci permettono
42:28poi di gestire meglio
42:29anche tutto il resto
42:30non posso non nominare
42:33la figura professionale
42:35dell'infermiere
42:35sono un'infermiera
42:36e il codice
42:38deontologico
42:39recentissimo
42:40che sottolinea
42:41come il tempo
42:42di cura
42:43sia tempo
42:44di relazione
42:45e come l'infermiere
42:46debba
42:48relazionarsi
42:50col paziente
42:51in una relazione
42:52di empatia
42:53l'empatia
42:53la sottolinea
42:54come un elemento
42:55fondamentale
42:55e qui più che mai
42:56quindi nel nostro ambito
42:58è davvero necessario
43:00in più mi viene da dire
43:01qui poi sarà più
43:02Claudia
43:03a spiegarlo
43:04che a volte la psicologa
43:05ancora
43:06subisce un retaggio
43:07culturale
43:08per cui il paziente
43:09non è detto
43:10che si senta subito pronto
43:11ad aprirsi
43:11con lei
43:13ma magari si apre
43:14più facilmente
43:15con la persona
43:16che l'assiste
43:16poi 24 ore su 24
43:187 giorni su 7
43:19e quindi quei momenti
43:21sono momenti
43:21da accogliere
43:22da secondare
43:23e l'equipe
43:24deve essere pronta
43:25e lo è
43:26assolutamente
43:27dottoressa Cerutti
43:28è vero che c'è anche
43:30chi magari
43:31non crede
43:31nella psicologia
43:32oppure ha paura
43:34ad affidarsi
43:35anche in un momento
43:36così
43:37allora la domanda
43:38che potrebbe essere banale
43:39ma secondo me
43:40non lo è
43:40perché è importante
43:41avere lo psicologo
43:43in un hospice
43:43ci sono tanti motivi
43:46dal mio punto di vista
43:47nel senso che
43:48il lavoro in equipe
43:49multidisciplinare
43:50permette a me
43:51di vedere
43:52i punti di vista
43:53degli altri
43:54delle altre figure
43:55e di base
43:58nel mio ruolo
43:59c'è la parte
44:00di affrontare
44:03le paure
44:03soprattutto con la persona
44:04malata
44:05di affrontare le paure
44:06la perdita
44:07di senso
44:08a volte
44:09di senso
44:10di inutilitÃ
44:10di dire sono qui
44:12ma sono in attesa
44:14e il mio ruolo
44:16in questo caso
44:17è proprio quello
44:18di dare voce
44:19a queste paure
44:20riuscire a rielaborarle
44:21riuscire a
44:22dargli un contesto
44:24in cui possano
44:24esprimerle
44:25in qualche modo
44:26a volte per tutelare
44:28i nostri familiari
44:28non le esprimiamo
44:30così facilmente
44:31quindi di contro
44:34c'è la parte
44:34del vissuto
44:35dei familiari
44:36quindi di tutte le famiglie
44:37che si stanno preparando
44:38a una perdita
44:39in qualche modo
44:40anche se a livello
44:41razionale
44:42sono consapevoli
44:43altre volte
44:45invece
44:45a livello emotivo
44:46lo siamo meno
44:47e questo ci permette
44:49un po'
44:49di gestire
44:51il tutto
44:52e come diceva
44:53Jennifer prima
44:54la parte dell'equip
44:56nel senso che
44:56se non si aprono
44:57con me
44:57comunque dietro
44:58lavoriamo tutti insieme
45:00questo è il pezzo
45:02che permette
45:02di dare una cura
45:03che è continuativa
45:04che cosa significa
45:05concretamente
45:06aiutare
45:08il caregiver
45:08cioè chi
45:09poi accompagna
45:10fino all'ultimo
45:11il parente
45:13allora
45:14significa tante cose
45:15in primis
45:16quello
45:16dell'informazione
45:18quindi riuscire
45:19a comunicare
45:20quali sono i passaggi
45:21che stiamo vivendo
45:22in questo momento
45:23che cosa
45:25ci serve
45:26quindi fare una comunicazione
45:28rispetto alla consapevolezza
45:30alla preparazione
45:31e anche qui
45:33facilitare l'espressione
45:34di emozioni
45:34perché cambiano i ruoli
45:35con una persona malata
45:36a casa
45:38o in hospice
45:39cambiano totalmente
45:40i nostri ruoli
45:41e quindi il caregiver
45:42ha un peso importante
45:44a livello emotivo
45:45e il caregiver
45:48spesso a casa
45:49si sente solo
45:49si sente impreparato
45:51voi come fate
45:53ad arrivare
45:53anche lì?
45:54allora
45:55grazie poi
45:55all'unità di cure palliative
45:57domiciliare
45:57quindi l'UCP DOM
45:58arriviamo sul territorio
46:01e anche in questo caso
46:03abbiamo un'equipe
46:03quindi aiuta tanto
46:05le tante figure professionali
46:07aiutano tanto
46:08a supportare
46:10tutto questo
46:11in particolare
46:12facciamo
46:12io
46:13diciamo
46:14sicuramente uno spazio
46:16di ascolto
46:16ma non solo
46:17perché poi abbiamo
46:18tutta la parte
46:19delle strategie
46:20la psicoeducazione
46:22come si suol dire
46:24in psicologia
46:25quindi
46:25tutta la parte di
46:26aiutati
46:28perché
46:29se manca il caregiver
46:31il malato
46:32ha dei grossi problemi
46:33soprattutto a casa
46:34perché a casa
46:35hanno un carico
46:36maggiore
46:37perché hanno anche
46:38un lato assistenziale
46:39importante
46:40da dover gestire
46:41e quindi di conseguenza
46:43hanno bisogno
46:43di maggiore supporto
46:45e tutta l'informazione
46:47che tutte le nostre figure
46:48professionali
46:49possono fornire
46:50in qualche modo
46:50Prima parlavamo
46:51di quella paura
46:53dello psicologo
46:54della non credenza
46:55nell'aiuto
46:56la paura può essere
46:59collegata anche
47:01al fatto che
47:01comunque
47:02vediamo la fine
47:03quindi
47:04non vogliamo
47:05accettarla
47:06è possibile?
47:08Non tanto
47:09forse quello
47:10di rivolgersi
47:11alla figura
47:11dello psicologo
47:12per questo
47:13è più che altro
47:14un fattore
47:15di tanto retaggio
47:15culturale
47:16che c'è ancora
47:17oggi
47:17quindi
47:19se sono matto
47:21cioè se sono
47:21dei problemi
47:22psicologici
47:23devo andare
47:24dallo psicologo
47:25non posso
47:25non sono matto
47:26e quindi
47:26oppure c'è
47:27la parte del
47:28se vado
47:29allo psicologo
47:30allora da solo
47:30non ce la faccio
47:31invece la realtÃ
47:32è avere
47:33una chiave
47:34di lettura diversa
47:35e riuscire
47:36a fare un percorso
47:36che magari da solo
47:37non riusciresti
47:39a fare
47:39in questo senso
47:40assolutamente
47:41io non ho
47:42tanto tempo
47:43però vorrei
47:44concludere
47:44con un messaggio
47:46voi siete
47:47delle figure
47:48e rappresentate
47:49altri professionisti
47:50per quanto riguarda
47:51l'aiuto
47:52delle cure
47:53palliative
47:54cosa si sente
47:55di dire
47:56a casa
47:56per far capire
47:57proprio il vostro
47:58lavoro
47:58allora
48:01quello che mi viene
48:03da dire
48:03è
48:04che
48:05in questo ambito
48:08quindi nell'ambito
48:08delle cure
48:09palliative
48:10come ho detto
48:11prima
48:11bisogna un pochino
48:12uscire dagli schemi
48:13e avere una maggiore
48:14flessibilitÃ
48:15una maggiore
48:16capacitÃ
48:17di gestire
48:19queste relazioni
48:20e questi aspetti
48:21molto difficili
48:22perché
48:22quando siamo a contatto
48:23con persone che soffrono
48:25e lo siamo tutti i giorni
48:26e tutti i giorni
48:27parliamo di
48:28fine vita
48:29di morte
48:29inevitabilmente
48:31ne siamo toccati
48:32quindi bisogna
48:34riuscire a trovare
48:34un equilibrio
48:35tra quell'empatia
48:36che dobbiamo avere
48:37ma anche la cura
48:39di noi stessi
48:39quindi di riuscire
48:40a essere un professionista
48:41sereno
48:41in modo da poter garantire
48:43una serenitÃ
48:44del percorso
48:45che poi
48:46andranno a svolgere
48:47perché
48:47assistendo persone
48:49in questo periodo
48:50andiamo a influenzare
48:51gli ultimi attimi
48:53di vita di una persona
48:54ma anche il ricordo
48:55che chi resta avrÃ
48:56di quei momenti
48:56e quindi
48:57è un ricordo
48:58che io definirei
48:59indelebile
49:00e quindi
49:01abbiamo un ruolo
49:02molto importante
49:04io sono felice
49:05anche insomma
49:05che se ne parli
49:06sempre più spesso
49:07di cure palliative
49:08che anche
49:09sui tavoli
49:10quelli diciamo
49:11che contano
49:11della politica
49:12siete entrate
49:14a gamba tesa
49:15per fortuna
49:15direi era ora
49:16perché per quanto riguarda
49:18sia la parte pediatrica
49:19quella adulta
49:20è fondamentale
49:21avere delle figure
49:22professionali
49:23come loro
49:24perché
49:24l'accompagnamento
49:26è veramente
49:27molto importante
49:28da soli
49:29è difficile farcela
49:31grazie mille dunque
49:32alla dottoressa
49:33Jennifer Pianto
49:34e alla dottoressa
49:35Claudia Cerutti
49:36ricordo di Fondazione
49:38Richiedei
49:39grazie
49:39buon lavoro
49:40grazie
49:40buonasera
49:41siamo in chiusura dunque
49:52sì
49:52anticipiamo un po'
49:53i temi di domani
49:54ritroveremo
49:55gli amici di Anaci
49:56e ritroveremo
49:57sempre i consigli
49:58per il cinema
49:59e domani
50:00parleremo
50:01di tumore al seno
50:02prevenzione
50:03ma anche del Pilates
50:04bene
50:04tutto questo
50:05alle 18
50:05buona continuazione
50:07da Daniela Finita
50:07e da Andrea Lombardi
50:08arrivederci a tutti
50:09a tutti
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