00:00E' divenuta strutturale, dopo la pandemia, la porzione di lavoro che si svolge da remoto,
00:09il smart working. A questo corrisponde una struttura di categorie salariali che vede
00:17nei cosiddetti piani alti dell'occupazione lavoro prestigioso, appagante, ben remunerato
00:24e nei cosiddetti piani bassi forme di precarietà non desiderate, subite talvolta oltre il limite
00:33dello struttamento. Non ci sono ricette facili per un mondo del lavoro che ovviamente è condizionato
00:41da mercati sempre più interdipendenti. Sappiamo che è stato il lavoro il motore della crescita
00:49economica e sociale dell'Italia. La piena occupazione è un orizzonte che, oltre a dignità, riguarda
00:57la libertà. Un'occupazione che, come recita l'articolo 36 della Costituzione, deve assicurare
01:05a ogni lavoratore una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro. E'
01:13in ogni caso sufficiente da assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
01:22Questo è quanto prescrive la nostra Costituzione. La dinamica salariale negativa dell'ultimo
01:30decennio vede ora segnali di inversione di marcia. Ben sappiamo come i salari siano stati
01:38lo strumento principe del nostro Paese per ridurre le diseguaglianze, per un godimento
01:44equo dei frutti offerti dalla innovazione, dal progresso. E' una questione che non può
01:51essere lusa, perché riguarda in particolare il futuro dei nostri giovani, troppi dei quali
01:58sono spinti all'emigrazione. Questa strada, spesso sofferta, viene prescelta talvolta per
02:07difficoltà di trovare lavoro e sovente a causa del basso livello retributivo di primo ingresso
02:15nel mondo del lavoro.
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