00:00Il Green Deal è nato nel 2019, quindi in un'era geologica fa, se andiamo a vedere c'è stato il Covid, c'è stata l'aggressione russa e l'Ucraina, la crisi energetica, l'inflazione il 7 ottobre, Trump, i Dazi, la Cina che è diventata ancora più dominante in tutta una serie di tecnologie e di materie prime.
00:24E quindi è evidente che ci dobbiamo interrogare se il Green Deal del 2019 è ancora il Green Deal che serve all'Unione Europea.
00:34Sicuramente su una cosa sono tutti d'accordo, tu non puoi fare una transizione di quel tipo che è una transizione di politica industriale senza metterci soldi.
00:42L'Europa ha messo molto poco, perché è vero che ha messo un terzo di tutte le risorse del bilancio europeo e il 50% dei prestiti della BEI, però se noi andiamo a vedere il bilancio europeo è l'1% del PIL dei 27.
00:57E non mi sembra che da questo punto di vista la Commissione Europea stia cambiando rotta.
01:01C'è un tema di investimento molto serio, la famosa carota che dovrebbe accompagnare il bastone, per bastone intendo il quadro normativo, Fit for 55, eccetera.
01:11Poi abbiamo fatto degli errori sull'auto perché non abbiamo le terre rare, non abbiamo il cobalto, non abbiamo la tecnologia, siamo indietro 10 anni sulle batterie con la Cina.
01:19Ministro, correggiamoli, ci mancherebbe.
01:21La readiness 2030 non è solo più armi, più cybersicurezza o più spazio, è anche più industria, una base industriale più solida.
01:30Così come il Green Deal, senza un'industria forte e innovativa, non si attua perché è l'industria che fa l'innovazione, l'industria che trova le risposte.
01:37Oggi non possiamo non mettere al centro del Green Deal la parola autonomia strategica.
01:42Sarebbe velleitario continuare ad attuare il Green Deal dipendendo da delle autocrazie sempre più pericolose e non mettendo i soldi che servono.
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