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  • 11 mesi fa
Roma, 16 ott. (askanews) - "La Lega cerca di portare avanti i bisogni del Paese reale. Ad esempio le agevolazioni alle aziende che investono, di cui si parla nella legge di Bilancio, sono una sorta di superbonus ma meglio di quello sulle case che alla fine dell'operazione costerà 210 miliardi allo Stato, di cui 40 peseranno direttamente sui cittadini. Aiutare le imprese in questo modo genera invece valore aggiunto. Il contributo dalle banche? Non vuol dire colpirle. Negli scorsi anni ci sono stati dei guadagni non prevedibili che hanno creato un gettito di 6,2 mld per gli istituti di credito. In quella fase si scelse di consolidare il sistema bancario, ma ora chi ha di più deve dare di più. Sarà un'azione consensuale, arrivando a una contribuzione volontaria attorno a 1,6 mld. Il resto della cifra degli extra-profitti sarà distribuito agli azionisti ma anche da questo si ricaverà indirettamente un contributo, per una cifra complessiva di quasi 4 mld. Gli investimenti delle imprese fanno bene anche ai bilanci degli enti locali che di conseguenza hanno meno richieste di prestazioni sociali, ma bisogna essere più lungimiranti sulle infrastrutture, che semplificano la vita alle imprese. Perché a volte si ottengono fondi ma non si hanno collegamenti. Noi siamo per la riperimetrazione della Zes. La disciplina comunitaria si riferisce alle zone, sbagliato dunque voler far coincidere le Zes con le regioni. Così facendo le aree più capaci prendono la maggior parte dei fondi".Lo ha detto Nicola Ottaviani (Lega), segretario commissione bilancio Camera, a Largo Chigi, format di Urania Tv.

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00:00Allora, dato che con l'ABI e con tutto quello che è il sistema bancario, si sta parlando, si sta ragionando, allora poi andiamo su quelli che sono i conti in senso stretto, anche perché questo comparto riguarda non soltanto il profilo bancario, ma probabilmente anche quello assicurativo.
00:14L'ipotesi, assai concreta, è quella di arrivare a questa contribuzione volontaria attorno a un miliardo e sei, ossia attorno al 26-27% di quel famoso plafon dei sei miliardi e due di cui parlavamo prima.
00:30Per quanto riguarda l'altra parte, quindi l'altro 75% di quei sei miliardi e due, in realtà che cosa avviene? Sempre grazie a quello che è un meccanismo assolutamente legittimo e legale, quelle risorse possono essere distribuite agli azionisti.
00:46Gli azionisti avranno una tassazione che è quella del 26%, ergo ne viene fuori un altro miliardo e due. In totale abbiamo attorno ai 2 miliardi e 8-3 miliardi che è esattamente la copertura che si auspica che possa venire da quel settore.
01:00In totale le proiezioni parlano di 4 miliardi, 4 miliardi e mezzo, quindi è chiaro che su una base di contrattazione, su una base consensuale, c'è la partecipazione da parte di chi in questo momento ha una maggiore capacità di resilienza, per non dirla reddituale, a contribuire a quelli che sono i bisogni delle imprese, ma soprattutto delle nostre famiglie.
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