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  • 4 mesi fa
VENEZIA (ITALPRESS) - "Nasce da un mio amico carissimo, Pietro Marcello. Mi dice: vorrei fare un film a Napoli, ma non ho più la pazienza. Lo dovresti fare tu. E così mi ha aperto una porta". Da quell'invito informale prende forma Sotto le nuvole, il nuovo film di Gianfranco Rosi, presentato oggi in concorso in una delle giornate più fitte della Mostra. Il regista ha scelto di accettare la sfida di Napoli, città già raccontata infinite volte, affrontandola però da due prospettive radicali. La prima è quella della stratificazione temporale: "Ciò che mi ha colpito è questo mondo sospeso, dove il passato e il presente si parlano costantemente attraverso i millenni. Raccontare Napoli significava raccontare questa linea invisibile che attraversa il tempo". La seconda è quella della sottrazione dai cliché, fisici e ideologici: "Ho voluto eliminare ciò che di Napoli viene spesso semplificato, i suoi stereotipi più abusati. Non volevo un film che cadesse nei luoghi comuni, ma un'opera che restituisse la città nella sua verità più stratificata e complessa". Per farlo, Rosi ha investito soprattutto tempo: tre anni trascorsi nei paesi vesuviani, "senza conoscere nessuno, lasciando che le storie arrivassero da sole, senza scriverle o cercarle". Un lento lavoro di immersione che ha generato un film nato dalla sottrazione, dal contatto diretto e dalla pazienza. Con Sotto le nuvole, Gianfranco Rosi misura Napoli come un territorio di confini invisibili: tra passato e presente, tra visioni sedimentate e immagini nuove, lontane da ogni cartolina.

xr7/trl/mca3 (Video di Federica Polidoro)
(ITALPRESS)

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00:00il film nasce dal mio amico carissimo pietro marcello dice io vorrei fare un film a napoli
00:13a pompei però non ho più nella pazienza dove dovresti fare tu e come mi ha aperto come una
00:20porta dice forse sì perché non ho un film a napoli poi sono un po di oltre a napoli e mi
00:27ho iniziato a pensare perché non fare un film a napoli è veramente una sfida un luogo così
00:32raccontato eccetera potrebbe essere un nuovo sguardo e da lì nasce quasi quindi per caso il
00:41film da napoli una delle cose di cui mi è sempre colpito proprio questo senso qui nel suo mondo
00:50stratificato in questa costa questo questa linea questo confine quasi invisibile tra il passato e
00:58il presente la stratificazione il mondo che si racconta costantemente che dialoga in maniera
01:04costante attraverso i millenni e questa quindi era una grossa sfida raccontare napoli attraverso
01:11questo senso di stratificazione di questa sospensione del mondo quindi raccontarla
01:15anche attraverso la sottrazione attraverso la trasformazione e da lì nasce questa sfida di
01:21una volta che individuato dove girare quindi un individuato questa zona di Napoli che sotto il
01:26vesuvio da parte dei paesi vesuviani cercare di togliere noi cliché di Napoli tutto quello che
01:33ci è stato raccontato spesso attraverso dei cliché purtroppo voglio fare un film dove non emergano
01:40questi stereotipi su Napoli quindi questa è stata una grossa sfida e devo dire che non è stato
01:46difficile farlo comunque tutto quello che mi è che mi è arrivato per tutte le storie mi sono arrivate
01:51e non le ho cercate non le ho scritte non conoscevo nessuno quindi è stato un percorso lento attraverso
01:59gli anni passare lì tre anni è stato fondamentale il più grosso investimento è stato quello del tempo
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