00:00Oggi a Venezia tra i tanti film di concorso è passato quello di Valerito Zellì, è la prima regista delle cinque in concorso, che si chiama Piedevre ed è tratto da un libro omonimo in cui si parla di un fotografo che a un certo punto decide di voler fare solo lo scrittore,
00:23quindi vende le sue macchine fotografiche e inizia a scrivere con poco successo, per cui alla fine pur di continuare in questa sua voglia di creatività accetta di fare qualsiasi lavoro, fa il tutto fare e qui entra in una macchina perversa che è forse la bellezza del film,
00:49perché racconta di questo nuovo capitalismo che nasce in questi siti che offrono lavoro in cui tu sei in gara con tutti, qualcuno ti propone di fare qualcosa, tu dai un prezzo, stai in concorrenza con gli altri
01:10e poi gli utenti, quelli che ti danno lavoro ti giudilano come un ristorante, un hotel, ti mettono delle stelle eccetera e quindi è il capitalismo più perverso che c'è ed è totalmente nuovo.
01:26Ma Piedevre è anche un film sulla creatività, cioè sulla voglia di fare arte, a prescindere da tutto, contro tutto e tutti, rischiando in prima persona.
01:42In questo caso la donzellì dice nelle sue note
01:46è il ritratto di un uomo che si lascia alle spalle una vitaggiata per dedicarsi alla scrittura, scivolando infine nella precarietà.
01:57Questa scelta radicale e profondamente personale mi ha molto toccata.
02:03Volevo rimanere fedele all'onestà del suo percorso, alla sua semplicità e disciplina.
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