00:00L'acqua, l'abisso, la luce, un percorso che scende nelle profondità e poi risale ed evoca
00:24tutta la poesia dell'ignoto, tutta la forma dell'arte, quando si cala dentro il mondo
00:28e ne restituisce una lettura che si pone a un livello di realtà diverso e diventa esperienza.
00:34Il Museo Tangeli di Basilea ospita in coincidenza con la settimana di Art Basel
00:38la mostra Midnight Zone dell'artista franco-svizzero Julian Charrière,
00:42capace di poetare il visitatore in una dimensione di profondo contatto con l'elemento acquatico
00:47nel quale i confini si dissolvono e nasce una dimensione che possiamo solo chiamare poetica
00:51nella sua perenne sospensione.
00:58Fotografie, oggetti, sculture, installazioni e soprattutto video che si fissano nella memoria
01:06proprio perché partono da luoghi remoti, nello spazio certo, ma anche dentro di noi.
01:10Il ragionamento è scientifico, ma quello che si genera sono immagini della memoria,
01:14sono sogni nel senso più concreto della parola, sono vestigia dalla nostra immaginazione culturale
01:19e qui nel perdere la forma specifica di quello che vediamo per scivolare nella dimensione dell'archetipo
01:24o dell'idea. La mostra vince la sua partita, tanto emotiva quanto di senso e di discorso artistico
01:29e quelle visioni sottomarine si rivelano forme del sublime alla fine.
01:33È chiaro che nel grande discorso di Charrière orienta anche il tema della crisi climatica,
01:37ben simboleggiata sia dagli iceberg della parte bianca della mostra, sia dalle fotografie
01:42di lento sprofondamento nel buio, ma le opere dell'artista non sono le da scalire,
01:46bensì dispositivi che attivano l'esperienza dei problemi e delle contraddizioni
01:49che dobbiamo affrontare nella nostra condizione di uomini di questo pianeta oggi.
01:54L'oceano, ci sembra dire Midnight Zone, non è l'opposto della Terra, ma è la sua precondizione
01:59e in questa prospettiva noi da sempre siamo sospesi tra i suoi flutti.
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