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  • 8 mesi fa

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Trascrizione
00:00Come è ampiamente previsto dai mercati finanziari, la BCE ha deciso di tagliare ulteriormente i tassi di interesse,
00:10confortata anche da un'inflazione che si è portata al di sotto del target dal 2%.
00:15Ma cosa accadrà adesso sui mercati finanziari? Cercheremo di capirlo insieme, facendo un focus sia sull'azionario che sull'obbligazionario.
00:24Rimanete con noi.
00:30Ben ritrovati a questa nuova puntata di Stay Live.
00:48Oggi cercheremo insieme di chiarire quali sono le prospettive di politica monetaria per l'Europa,
00:55ma anche dando uno sguardo agli Stati Uniti e quali possibili impatti per i mercati finanziari.
01:01E lo faremo in compagnia del nostro ospite, quindi vado subito a salutare Gianluca Ungheri,
01:06Head of Portfolio Management Italy di Vontobel. Ben ritrovato a financialounge.com.
01:11Grazie e buongiorno a tutti.
01:13Ecco Gianluca, dicevamo, la BCE ha deciso di tagliare di 25 punti base i tassi di interesse di riferimento.
01:22Pensi che i mercati stiano agendo in maniera troppo ottimistica nei confronti della politica monetaria?
01:29Quali sono le prospettive?
01:30E poi se si rischia anche una divergenza con quella che invece è la direzione della Fed?
01:36Sì, è l'ottavo taglio in un anno dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea.
01:41Abbiamo raggiunto il 2%, un taglio dei tassi che fa riferimento a un'inflazione che ha sorpreso al ribasso
01:48ed effettivamente anche le stime della Banca Centrale sono di revisione al ribasso dell'inflazione per il 2026,
01:55dall'1,9 all'1,6.
01:56Quindi un taglio importante dell'inflazione, anche se questa poi, nelle previsioni sempre della Banca Centrale Europea,
02:02ritorna intorno al 2%.
02:04È chiaro che una politica monetaria espansiva da parte della Banca Centrale Europea
02:09aiuta anche gli asset finanziari e gli asset finanziari rischiosi.
02:13La differenza con la Banca Centrale Americana è significativa,
02:18perché parliamo di due punte e mezzo di differenza sui tassi.
02:21A livello storico non siamo, diciamo, ai nuovi massimi di differenza di tasso.
02:28È chiaro che le tariffe sono un elemento discriminante.
02:30Sono inflazionistiche per gli Stati Uniti, meno o deflazionistiche per l'Europa
02:35o creano più problemi al lato di crescita che rispetto all'inflazione.
02:39Ecco, a proposito di mercati azionari, abbiamo visto l'azionariato europeo sovraperformare
02:45quello americano nei primi mesi del 2025, anche in virtù dell'incertezza che gravita
02:50intorno alla politica commerciale di Donald Trump.
02:53Possiamo dire che si tratta di un cambiamento strutturale
02:56o comunque connesso alla debolezza del dollaro che abbiamo visto negli ultimi mesi?
03:00Allora, chiaramente parlare di cambiamento strutturale è un po' presto.
03:04Sicuramente abbiamo visto l'Europa sottoperformare negli ultimi anni
03:08in modo significativo gli Stati Uniti.
03:102023-2024, ma in generale negli ultimi vent'anni abbiamo parlato di una supremazia,
03:15abbiamo coniato anche un termine US exceptionalism, eccezionalismo americano.
03:20Se ci ricordiamo, l'America è stata guidata in termini di performance dell'S&P
03:24dalle sette magnifiche che in Europa non esistono, quindi la tecnologia e l'artificial intelligence.
03:29Cosa è cambiato nel 2025?
03:32Un po' è stato messo in dubbio il concetto di supremazia delle società tecnologiche
03:38con la comparsa di DeepSeek, questa società cinese che ha creato questo dubbio
03:44sul fatto che solo le grandi multinazionali americane che potessero spendere miliardi di dollari
03:50in ricerca potevano avere questa supremazia tecnologica.
03:53Il secondo elemento è sicuramente, siamo arrivati a un livello di concentrazione
03:57per cui se si compra un ETF, un fondo azionario globale, più del 70% è azionario americano
04:06e soprattutto, dicevamo, la parte di tecnologia.
04:10Quindi c'è da una parte un elemento di diversificazione, se viene nemmeno questa considerazione
04:15di eccezionalismo americano, c'è il fatto di diversificare fuori dall'America.
04:21Il secondo elemento è che quello che abbiamo visto in virtù proprio del Liberation Day,
04:25la reazione anche della Germania e dell'Europa, quello di mettere sul campo fondi significativi
04:32per finanziare la crescita.
04:33Quindi abbiamo visto una ripresa dei tassi di crescita, quantomeno attesi, dell'economia europea
04:40rispetto invece a una revisione a ribasso della crescita americana.
04:45Questo ha aiutato questo 20%.
04:47Ora, per parlare di elemento strutturale abbiamo bisogno di vedere la realizzazione
04:51di questi investimenti in termini di crescita del PIL europeo e crescita degli utili delle società europee.
05:00Ecco, a proposito invece del mercato obbligazionale, nonostante appunto quest'ultima decisione
05:05della BCE di un nuovo taglio, lo abbiamo visto però parecchio sotto pressione.
05:11Quali sono le vostre prospettive e soprattutto quali i settori più interessanti nel mercato
05:16obbligazionario ai quali guardare?
05:19Allora, sicuramente l'obbligazionario sta soffrendo, soprattutto negli Stati Uniti,
05:24sul lato inflazione, la paura del ritorno dell'inflazione, anche il Presidente della
05:29Banca Centrale americana ha detto che deve aspettare l'impatto eventuale delle tariffe
05:34sull'inflazione e per questo non sta tagliando i tassi e di conseguenza soprattutto la parte
05:38lunga delle curve obbligazionale e governativo fa fatica per formare.
05:44Chiaro c'è un minimo di correlazione a livello globale per cui effettivamente anche la curva
05:49europea, anche se meno preoccupata in termini di inflazione, non sta performando così bene.
05:53Quindi l'elemento dell'inflazione, soprattutto americana, rimane il motivo principale per
05:58cui l'obbligazionario non sta funzionando.
06:00Per questo è meglio stare ancora sulla pancia, come si suolta definire, della curva intorno
06:06ai 4-5 anni.
06:08Continuiamo a preferire i prodotti a spread a livello corporate, a yield, anche se chiaramente
06:15stiamo continuamente valutando le informazioni che vengono dall'economia perché è un eventuale
06:20rallentamento improvviso dovuto ai tassi che ancora non abbiamo, perché questo dobbiamo
06:25effettivamente dire, potrebbe creare un allargamento degli spread. Quindi per il momento ancora preferiamo
06:32la parte a spread rispetto alla parte durata finanziaria.
06:35Quindi possiamo sintetizzare il rischio sotto controllo, ma si rimane molto dipendenti dalla
06:42politica commerciale, soprattutto dalla politica monetaria. Grazie per questa sintesi a Gianluca
06:47Ungari e a Dov Portfolio Management Italy di Vontobel. Grazie.
06:52Grazie a voi.
06:52Grazie a tutti voi di averci seguiti. Come sempre appuntamento al prossimo Stay Live
06:57su financiallounge.com
06:59Grazie a tutti.
07:22Grazie a tutti.
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