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  • 7 mesi fa
Tgs Sette, edizione dell'1 giugno 2025

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Novità
Trascrizione
00:00Musica
00:00Buona domenica, bentrovati, questo è TGS7, il nostro rotocalco settimanale.
00:21Mafia e antimafia, analisi del presente, ce ne occupiamo oggi con un ospite in studio
00:27e con due voci interessanti da farvi ascoltare.
00:31Qui accanto a me, Leonardo Agueci, ex procuratore aggiunto di Palermo, bentrovato nei nostri studi.
00:38Grazie per l'imitato e buonasera a tutti.
00:41E allora, ci sarà molto utile un'analisi con la sua voce, la sua voce di esperto,
00:46la sua voce di chi è stato sul campo per tanti anni, il famoso palazzaccio,
00:51lei lo ha frequentato davvero tanto a lungo, a Palermo.
00:55Voglio cominciare perché gli strasci che si sono mantenuti nel corso delle giornate passate
01:00da quanto accaduto in occasione delle commemorazioni del 23 maggio.
01:06Mi interessa un suo parere da magistrato perché chi ha ricordato Giovanni Falcone,
01:10Francesca Morvillo e i ragazzi della scorta è anche gente come lei che li ha conosciuti personalmente.
01:17Che cosa non l'ha convinta di quanto accaduto?
01:19Non mi è piaciuta affatto quest'anno la commemorazione del 23 maggio.
01:25Ci sono state delle polemiche di troppo, ci sono state delle situazioni che assolutamente devono essere evitate,
01:33come quella inqualificabile del silenzio suonato dieci minuti prima,
01:39sul fatto che non si è permesso ai ragazzi di partecipare attivamente al momento cruciale della manifestazione.
01:46Tutto questo perché si dice che c'erano tanti modi diversi di concepire l'antimafia.
01:52Il che è vero ed è perfettamente naturale.
01:56Ci sono chi si studia, si occupa e cerca di portare avanti una condotta dei valori antimafia.
02:06Non è necessario che la pensi sempre in tutto e per tutto allo stesso modo.
02:10Anzi il bello dell'antimafia, come cultura antimafia, è proprio questa che può riunire,
02:17che può in qualche modo rendere omogenei delle esperienze, dei valori, delle storie personali, politiche e sociali diverse.
02:27Il punto d'incontro quale può essere?
02:33Il punto d'incontro è il valore della legalità.
02:36Il fatto di praticare la legalità, non si può non essere d'accordo su tutto.
02:43E l'altra cosa è che non può essere esercizio di legalità senza un confronto con le istituzioni.
02:51È vero, si dice, ma le istituzioni non sempre sono rappresentate dalle persone migliori o quant'altro.
02:56Ma anche questo è un discorso che zoppica, perché chiaramente gli uomini delle istituzioni
03:02devono essere giudicati per quello che fanno, quindi se sono più o meno coerenti con certi valori.
03:08Quindi se posso un po' semplificare, lei la pensa un po' come la professoressa Falcone.
03:14Non si può fare a meno di ragionare con le più alte istituzioni quando si ricorda una figura come quella di Giovanni Falcone.
03:20Certamente, ricordiamoci, Falcone e Borsellino erano uomini delle istituzioni.
03:25Falcone, ricordiamoci, quanto è stato criticato perché andò a lavorare con il, tra virgolette, nemico Martelli.
03:33E lui tende a dire, è il mio ministro e se io voglio raggiungere i risultati con lui mi devo comunque interlopire.
03:40Ed è un discorso scomodo che all'epoca non fu molto capito.
03:44Io per primo, ricordo, rimasi perplesso quando l'ho sentito, però è un discorso corretto e vale ancora oggi.
03:51Certo, non si può affidare una cambiale in bianco agli uomini delle istituzioni, ma però con quelli non puoi nello stesso tempo dire
03:59tu non mi piace e quindi con te non voglio discutere anche se in quel momento hai un ruolo, rappresenti lo Stato.
04:07Tanto più che dottor Agueci non c'era neanche un uomo delle istituzioni, a parte Pietro Grasso che è un po' al di sopra di ogni sospetto
04:14essendo stato tra l'altro magistrato da un canto e ha anche alta carica dello Stato.
04:19E poi comunque specialmente da parte di chi appunto stava sul palco, quelle cadute, quelle polemiche successive
04:26a prendersela per esempio con Leoluco Orlando per vicende ormai antichissime, sepolte nel tempo
04:33su cui ci sono stati infiniti chiarimenti, è stato qualcosa che ha fatto proprio male, secondo me, al movimento antimafia
04:39che invece deve, pur ripeto, nelle differenze anche molto forti che inevitabilmente sussistono,
04:48deve trovare comunque un suo punto di riferimento.
04:50E si riferisce alla divaricazione fra la famiglia Falcone e parte della famiglia Borsellino.
04:55Ma non solo, ma anche fra la cosetta antimafia istituzionale e i ragazzi dei cortei che dicevano fuori
05:00la mafia dello Stato. Va benissimo dirlo, però nello stesso tempo intanto per poter fare antimafia
05:07intanto riconoscere questo Stato, questo Stato perché rappresenta l'istituzione.
05:15Io posso ricordare, dare il mio contributo personale. Io per un certo periodo ho lavorato al Ministero della Giustizia
05:23e il Ministero della Giustizia sicuramente non era una persona che esprimeva dei valori,
05:31era espressione di una politica in cui mi riconoscevo, però io in quel momento dovevo servire l'istituzione.
05:37E l'ho fatta in modo assolutamente indipendente, però senza nessun arretramento rispetto a questo.
05:44Quando mi fu chiamato a leggere la relazione inaugurale del Ministro all'ineguazione dell'anno giudiziero,
05:53io l'ho detto, questa è la relazione del Ministro che rappresenta l'istituzione di cui non faccio parte.
05:57Vi dico subito, io non sono d'accordo personalmente, però va letta e va riconosciuta per il valore che ha.
06:03E anche questo, il riferimento allo Stato, è un messaggio importantissimo dei nostri eroi che non dobbiamo dimenticare.
06:11Vi faccio ascoltare quanto ci ha detto il professore Salvatore Lupo, lo storico più esperto di Cosa Nostra,
06:18a proposito dell'antimafia e proprio a proposito di quello che dice lei sulla questione dello slogan
06:26via la mafia dallo Stato. Ecco l'intervista, la commentiamo al rientro.
06:31Quanto è accaduto il 23 maggio con l'anticipo con cui è stato proferito il silenzio in Viano Tarbatolo
06:38e ciò che ne è seguito, cosa ne pensa?
06:41L'antimafia rischia di essere un movimento residuale. L'antimafia però è una cosa complessa,
06:53è un movimento o è un insieme di movimenti che rischiano di essere molto settorializzati,
06:59come la situazione che è venuta fuori da questo episodio. L'antimafia è anche una serie di apparati,
07:06l'antimafia è una legislazione, l'antimafia è una forma eventis, l'antimafia è un orientamento
07:13dell'opinione pubblica che non necessariamente deve essere militante, non deve essere un'organizzazione
07:19pubblica che per forza fa parte di organizzazioni, di associazioni e scende in piazza. A mio parere
07:29è evidente che la scomparsa della mafia dalle prime pagine dei giornali derivate dalle sue
07:38nefandezze maggiori, più evidenti, indebolisce un meccanismo contrappositivo, quindi così come
07:47sembra esserci almeno dalle prime pagine dei giornali meno mafia militante, così ci sarà
07:54meno antimafia militante perché è un meccanismo di azione e reazione.
08:00Vede l'antimafia concentrata in poche mani?
08:02Certamente, c'è un movimentismo che sta nel… c'è un associazionismo che è ristretto,
08:10quello che vediamo nelle… però ci saranno tanti altri modi e ci sono tanti altri modi
08:16di stare sulla scena politica. È una scena politica, anche dal punto di vista istituzionale
08:29è una scena politica. Non dimentichiamo il fatto che buona parte delle notizie che vengono
08:37dal fronte giudiziario, parlano di un passato anche remoto. Le inchieste o presunte inchieste
08:47o voci di inchieste, come molte parti delle inchieste di Caltanissetti, parlano di un passato
08:56remoto, non parlano del presente.
08:58A proposito di depistaggi e del ruolo della presunta pista nera, lo storico Salvatore Lupo
09:06cosa pensa?
09:07Lo storico non fa il magistrato, quindi quando venissero fuori delle piste sicure io non potrei
09:19che prenderne atto. E che mi pare sia un gioco di distruttura, che questo in buona parte
09:26finora è stato un gioco di distrazione di massa, cioè un gioco che cancella comunque
09:34e come se dalla nostra attenzione i misfatti di cosa nostra nella fase corleonese, diciamo
09:45così, usiamo questo termine che è molto semplificante. Il continuo riferimento alle fantomatiche colpe
09:52di un fantomatico stato che non si sa mai che cos'è. Quindi agli occhi dello storico
09:59c'è il rischio di questa ossessione per il passato, fa correre il rischio di una cancellazione
10:06del passato, in cui certe responsabilità invece sono ben chiare.
10:13Il ricorso ad apparati deviati però è abbastanza concreto?
10:18Gli apparati deviati esistono nel senso che Cosa Nostra è stata in grado di guadagnarsi
10:26molte collaborazioni che poi sono state di tipo diverso, complicità, disinteresse, pigrizie,
10:35di vario genere. Quindi non c'è mafia senza una qualche connessione con l'establishment
10:44diciamo economico, amministrativo, di sicurezza. Però da qui il risultato è che la mafia è
10:57lo Stato e che le vere colpe della mafia non sono di linea ma sono dello Stato, di qualche
11:02fantomatico Stato. Questo è un risultato sproporzionale. E rischia di cancellare invece
11:09quello che noi abbiamo capito, quello che ci è stato insegnato da chi è accaduto anche
11:14per questo, per la centralità del fenomeno di Cosa Nostra in una serie di vicende.
11:20Lei è d'accordo su questo?
11:25Io appunto non sono uno storico ma su gran parte delle affermazioni del professore Lupo
11:32mi trovo d'accordo. Quando parla di antimafia militante, l'antimafia militante è uno dei
11:40diversi modi di fare antimafia e di portare avanti una cultura antimafia. Perché per me
11:47l'antimafia è questo promuovere un sistema di valori in cui è ben chiaro qual è la strada
11:55che bisogna percorre per far crescere i valori di legalità nello Stato e che cosa c'è dall'altra
12:05parte. Antimafia per me significa avere chiaro un concetto, un concetto importante specialmente
12:12per noi, per chi ha vissuto in questa realtà. Con la mafia non si può essere neutrali, o
12:18si sta da una parte o si sta dall'altra. E quando si sta convintamente da questa parte
12:25già solo questo è fare antimafia. E poi tutto questo, come dicevo prima, si può coniugare
12:31in tanti modi. Un'altra affermazione su cui mi ritrovo, con quello che diceva il professore
12:36Lupo a proposito delle inchieste, della ricerca della verità, delle nuove piste, avviene questo.
12:49Intanto è verissimo. Noi abbiamo ormai delle verità acquisite sul piano giudiziario che ormai
12:55hanno superato tutti i livelli di verifica, quindi che le stragi le ha fatte la mafia.
13:02Che la mafia ha goduto di altre complicità, anche questo è un dato di fatto conosciuto,
13:07che peraltro era anche noto già ai tempi di Falcone. Poi è giusto indagare in questa direzione,
13:14ma finché non ci arriverà niente di concreto. L'autorità giudiziaria deve certamente portare
13:22avanti tutte le ipotesi concrete e comunque non può poi trarre conclusioni su dati di fatti
13:29molto precisi. Ed è questo, secondo me, il punto che non è sempre chiaro e non è sempre
13:36chiaro da come anche i mass media presentano determinate novità che vengono da alcune indagini
13:44che magari nascono dal fatto che una certa persona ha detto certe cose su cui si deve poi necessariamente
13:51andare avanti.
13:52Adesso ci arriviamo a questo. Ha visto come ho titolato questa puntata, mafia, antimafia,
13:57analisi sul presente. La voglio sollecitare anche sullo stato delle cose, dal suo punto
14:01di vista. Lei non ha lasciato da così tanto tempo il suo ruolo di procuratore aggiunto.
14:08Ha visto, ci sono state retate importanti, omicidi non ce ne sono da un bel pezzo, però
14:13insomma c'è stata una retata. Facendo gli scongiuri del caso. Esatto, facendo gli scongiuri,
14:16però diciamo l'ultima retata lo scorso inverno, 190 arresti, ci dice tanto. Che cosa ci dice?
14:22Ci dice che la mafia è presente, la mafia non uccide più, ma la mafia come sistema di controllo
14:28capillare e istituzionale strutturato del territorio esiste e si sviluppa in tutti gli ambiti in cui
14:37trova spazio. Sia nello svolge una sorta di funzione di welfare verso settori della popolazione
14:45che si trova in difficoltà maggiore. Consiglia al consenso sociale? Come può.
14:50Sia anche nei rapporti con le istituzioni. È giusto quando la mafia non è lo Stato, anzi
14:55non deve essere lo Stato, ma il rischio di infiltrazione. Nello Stato c'è e le indagini
15:01queste hanno dimostrato. Quindi su questo è necessario mantenere fermo il controllo.
15:06Vorrei farle vedere le immagini dell'ultima retata dei 181, vediamo se riusciamo ad avere
15:13queste immagini. Eccola qua. Questa è una retata importante, la definirei anche abbastanza
15:18storica. Perché ha attraversato un po' tutto il territorio, quindi c'è anche questa tendenza
15:24a riorganizzarsi, come ci ha detto la DIA nei giorni scorsi, cercano di stare in equilibrio
15:29anche un po' instabile, perché litigano nei mandamenti i mafiosi, no?
15:33Ma dire, non è mai venuto meno. Ha avuto momenti di maggiore o minore operatività proprio
15:38legato appunto alle vicende giudiziarie, ma questo rapporto con il territorio e con la
15:44popolazione che si riconosce in certe strutture, in certe gerarchie antiche, non è mai venuto
15:53meno. E devo dire la verità per quello che ho potuto vedere non solo a Palermo, ma anche
15:58in altre realtà della provincia di Palermo.
16:02Allora, ci fermiamo un attimo. Fra poco poi le farò ascoltare Enrico De Aglio a proposito
16:07di Giovanni Falcone e la solleciterò anche sulle recenti inchieste che hanno coinvolto
16:13anche i suoi colleghi. Non è una bella pagina da raccontare, però secondo me lei è un buon
16:19interlocutore per provare ad approfondire. Ci fermiamo un attimo.
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17:19Siamo di nuovo in studio, Leonardo Agueci qui accanto a me. Stiamo cercando di capire
17:24che cosa succede in questa fase a Cosa Nostra, guardando al presente ma senza dimenticare il passato.
17:31Per questo vi sottopongo un'intervista ad Enrico De Aglio, un giornalista di fama, autore
17:37di diversi libri, diversi volumi su Cosa Nostra. Nell'ultimo, in realtà dedicato agli anni
17:4470 in Italia, tutti e dieci gli anni 70 c'è sempre un passaggio che riguarda Cosa Nostra.
17:50Sin dal 1970 il sequestro di Mauro De Mauro, dottore Agueci, è l'inizio.
17:57Poi arriviamo a Peppino Impastato nel 78 che viene ritrovato morto nello stesso giorno
18:04in cui viene ritrovato anche Aldo Moro.
18:06All'inizio nessuno l'aveva preso per diritto di mafia.
18:09Esatto. Anni e anni anche lì di depistaggio, tanto per cambiare.
18:13Io però la sollecito su quanto ci rivela, tra parentesi confermando quanto già rivelato
18:21da Hilda Boccassini, cioè che Giovanni Falcone non era assolutamente nei palazzi romani
18:28a scrivere scartoffie. Era lì a portare avanti un progetto, voleva creare il Buscetta 2.
18:35Sentiamo Enrico De Aglio in questa intervista.
18:38All'indomani del 23 maggio, cosa pensa dei ultimi episodi accaduti in occasione delle commemorazioni?
18:45È già un tempo abbastanza lungo che le commemorazioni per Falcone e per Borsellino
18:52si risolvono in dei disastri, non so come chiamarli, ideologici, complottisti,
19:00cose terribili che succedono.
19:03Io purtroppo ho quest'ultima storia di anticipare il silenzio, di evitare le proteste,
19:10ma poi anche quello che sta succedendo adesso nella Commissione Artimati.
19:14Insomma lo considero un'ultima degenerazione.
19:17Io purtroppo devo essere schietto, cioè non ho un'altra considerazione su tutto il lungo periodo
19:25di quello che è stato l'antimafia, di quello che è diventato.
19:29Penso che la magistratura qui sia stata responsabile dei più grandi depistaggi che si siano visti,
19:35in particolare sul delitto Borsellino.
19:39Adesso salta fuori anche qualcosa in più sul ruolo di questo, la barbera, eccetera,
19:45sul ruolo anche del capo della polizia di Gennaro.
19:50Insomma, quindi non vediamo il dopoguerra nella sua forma migliore.
19:56Non so neanche perché questo sia successo,
20:00è forse una cosa che ci portiamo dietro fin dall'inizio.
20:03Sul piano delle indagini, in quest'ultimo lavoro che lei dedica
20:08alla ricostruzione degli ultimi decenni, fa un accenno a una svolta investigativa
20:15nelle mani di Giovanni Falcone.
20:18È così, questa cosa era praticamente sconosciuta ed è stata rivelata da Ilde Bocassini
20:24quando ha scritto il suo libro in cui rivendica l'amicizia fondamentale
20:29che lei ha avuto con Giovanni Falcone.
20:31racconta di un viaggio, quando lui era già il direttore degli affari penali,
20:38da Roma a Buenos Aires, insieme ai rossi carabinieri,
20:45per riuscire a convincere Gaetano Fidanzato e Canino Fidanzati
20:48che era lo svincolo fondamentale del traffico di eroina e di cocaina a Milano.
20:56Ora, questa cosa qui era piuttosto sconosciuta, anche perché si sembrava
21:03che Falcone a Roma avesse un ruolo burocratico, insomma, di coordinamento.
21:09Certamente invece era investigatore sul posto.
21:13Non funzionò, non funzionò perché Fidanzati, a differenza di quello che era successo
21:18con Bucetta, rifiutò l'estradizione e rifiutò di collaborare, in sostanza.
21:24Però la dice lunga su tutto quello che era noi, cosa stava seguendo Giovanni Falcone
21:32in quel tempo.
21:33Stava seguendo soprattutto la filiera finanziaria che legava Palermo, i palermitani,
21:40insomma, la cosa nostra siciliana, soprattutto con Milano.
21:45E allora, dottore Agueci, in buona sostanza ci dice questo De Aglio,
21:50Giovanni Falcone era superattivo.
21:52Io ovviamente non le posso chiedere riscontri su cose che hanno riguardato quella fase storica.
21:58Quello che le chiedo è, a proposito di Giovanni Falcone, questi scenari che vengono fuori
22:04di recente, a proposito della strage Falcone, della strage Borsellino, le possibili commissioni
22:11con ambienti della destra eversiva, complicità, cui facendo anche il professore Lupo.
22:18Ma lei in realtà, da magistrato, che idea si è fatta anche a proposito di nomi di suoi
22:24colleghi che vengono proferiti di recente?
22:27Parto all'inizio.
22:30Non è esatto quello che dice De Aglio, ovvero sia che si credeva che Falcone a Roma
22:36svolgesse solo un ruolo burocratico.
22:39Sapevamo tutti che lui svolgeva un ruolo operativo, da un altro punto di vista.
22:46E la sua presenza al Ministero, che peraltro in tanti, io compreso, non hanno bene inteso
22:53nessun significato fin dal momento, fosse comunque finalizzata a dare un impulso e una
22:59svolta reale, attiva, concreta, non soltanto nella creazione di nuove strutture, ma quello
23:05di creare le condizioni perché tante resistenze all'interno del mondo mafioso, che era stato
23:10comunque scosso dalla guerra di mafia, o quant'altro venissero in qualche modo superate da queste
23:17nuove strutture che si venivano a creare.
23:20E per questa era la logica conclusione di tutto questo, era poi l'attribuzione del ruolo
23:27di procuratore nazionale di antimafia proprio a Giovanni Falcone, cosa che fu questo oggetto
23:34di discussione, anche di forti critiche all'interno della magistratura, ma lui tenne a ribadirlo
23:39con forza. Io ho voluto tutto questo per fare fino in fondo quello che so fare.
23:44Ma le mimicizie che aveva furono tali da spingere alcuni vostri colleghi su sentieri
23:50diciamo di illegalità?
23:51Questo è un altro discorso, quello che è venuto fuori francamente è qualcosa che mi
23:57ha profonda tristezza, mi indigna fortemente perché i nomi che sono stati fatti sono nomi
24:03di colleghi che conosco bene, con cui ho lavorato fianco a fianco, con cui ho in alcuni casi rapporti
24:09di amicizia e li mantengo ancora, non credo che questo mi faccia vero. E sono non certo,
24:14ma molto di più che pur magari in presenza di divergenze inevitabili sul piano anche delle
24:21scelte strategiche oppure della valutazione di certe indagini, sono cose normali. Ma da
24:29questo a pensare che nomi come quelli che sono stati fatti possono essere addirittura ipotizzati
24:36nello confronto di un favoreggiamento verso cosa nostra è qualcosa che veramente, io credo
24:41che Giovanni Falcone che conosceva bene queste persone si è rivolta nella tomba.
24:46Una domanda un po' più cattiva, secondo lei ci furono degli insabbiamenti rispetto ad alcuni
24:51dossier che potevano essere possibili moventi delle stragi?
24:56Io non credo che, almeno per quello che riguarda l'esperienza palermitana per esempio, quello
25:02che si parla come il famoso dossier mafia appalti di cui ricordo anche all'epoca si discusa.
25:08Anche due a me che hanno chiesto?
25:09C'erano certamente, c'erano sicuramente delle valutazioni diverse, può darsi che alcune
25:15piste non sono state poi perseguite fino in fondo, certe volte si fanno anche delle scelte
25:21investigative per cui se vai da una parte necessariamente non puoi andare all'altra, ma che tutto
25:25questo sia stato fatto in modo complice, in modo consapevole da parte di chi era attivo
25:32nel campo dell'azione antimafia, questo mi sento assolutamente di escluderlo, diverso
25:39il discorso per i vertici dell'ufficio, per il vertice dell'ufficio perché lì si tratta
25:45di vicende che io non ho conosciuto direttamente, ma le cose che ho sentito sono cose che certamente
25:50creano delle perplessità.
25:52Cioè il fatto che allora il procuratore Gianmanco fosse l'avversario numero uno di questi magistrati.
25:58Quello che è stato detto delle ultime ore di vita di Paolo Borsellino effettivamente
26:03è qualcosa di estremamente...
26:05Ci fu una specie, come dire, di confronto vis-à-vis, uno scontro.
26:10Lì c'ero anche io.
26:11Falcone morto, ucciso.
26:13Proprio all'indomani della strage di Via D'Amelio c'è stata una riunione in procura
26:18con fortissime contestazioni nei confronti dell'allora procuratore della Repubblica che ritenne
26:24opportuno andarsene. Ma prima, certamente Paolo Borsellino e prima ancora Giovanni Falcone
26:30è storico che non aveva una buona considerazione nel procuratore dell'epoca anche per certi
26:37suoi stretti legami con personaggi politici di primo piano dell'epoca. Ma questa è cosa
26:41diversa.
26:42La corrente andrea un piano per intenderlo.
26:44Ma è qualcosa di diverso dall'attività, da chi stava dentro la procura, di chi operava
26:49e a maggior ragione dopo le stragi ha operato per accertare la verità. Il lavoro se ne è
26:56fatto tanto.
26:56Le ultime due cose che le voglio chiedere riguardano anche il sentimento antimafia. È
27:02chiaro che un sentimento autentico antimafia da parte di chi non milita in ambito associativo,
27:09in ambito familiare, chi semplicemente ha vissuto quell'esperienza da tanta gente che
27:14era in via Notar Bartolo. È chiaro che vedere questo scenario di sospetti, di veleni, il
27:21palazzaccio, il covo di vipere del Palazzo di Giustizia lascia ancora tanta amarezza.
27:29Lei che cosa può dire di questo da magistrato?
27:32Bisogna distinguere. Quello che è avvenuto allora, che si è visto, si è saputo dopo
27:40quanti erano gli ostacoli che effettivamente, ostacoli che derivano più che altro, ma prevalentemente
27:46da rivalità personali. Perché? Ma prima ancora di Falcone, anche Rocco Chinnici, ancora
27:52prima Cessa di Terranova, erano stati avversati.
27:55Sì, ma anche perché, diciamo la verità, il fenomeno mafioso per tanto tempo è stato
28:03sottovalutato, addirittura esaltato, anche in ambienti legati, anche giudiziari. Ricordiamoci
28:10il Presidente della Corte d'Appello che invitò Rocco Chinnici a fermare Falcone e Borsellino
28:17perché facevano, perché rovinavano l'economia locale. Quindi il superamento di questa mentalità
28:24è stata la vera eredità che ci lasciano sul piano morale. Per cui questo, quando l'antimafia
28:32oggi deve essere questo, chiara distinzione tra i valori e i disvalori e il primo disvalore
28:38è l'indifferenza.
28:39Ma fa bene l'antimafia a chiedere ancora verità? C'è qualcosa che manca?
28:43Certo, le cose che mancano ce ne sono, ovviamente, ma lì diventa un problema. Il problema non è
28:48tanto più di carattere giudiziario, ma di carattere storico. È chiaro che se c'è
28:53una persona che dice in modo anche verosimile, dà un elemento di novità in più, la magistratura
28:59deve indagare. Però il rischio che man mano che si passa il tempo possano crescere i depistaggi,
29:06l'intervento sulla scena di personaggi che cercano di spostare lo scenario, le ricostruzioni
29:13interessate verso verità alternativa, è un rischio che cresce. E quindi è in questo
29:18per cui chi informa di queste cose deve avere ben chiara questa differenza. Prima parlavamo
29:23per esempio dell'omicidio Mattarella, non so se posso parlare.
29:27Facciamo un cenno. Noi a proposito si parlava prima di pista nera. Io per la mia esperienza
29:30una vicenda su cui era chiaro un riferimento alla pista nera è stato sicuramente l'omicidio
29:38Mattarella, dove sono stati degli imputati appartenenti a quella, assolti, ma comunque con
29:46una serie di elementi di prova consistenti sull'esistenza di certi contatti. Non solo, ma poi
29:53vi sono state anche, le indagini sono proseguite da parte dell'autorità giudiziaria di Bologna
29:57che ha portato elementi molto maggiori. Ora lì qualcosa di concreto c'è stato e lì è
30:03chiaro poi vi sono dove la magistratura... Non ci può essere che vissi midem per varie
30:07volte o avanti. No, quello no, ma lì dove si è fermato necessariamente, perché le regole
30:12sono quelle, l'interesse o l'azione della magistratura, lì interviene lo storico.
30:17Però certo, quando si vengono fuori anche delle ipotesi nuove, si parla per esempio
30:23di Nino Madonia che era già stato sottoposto a inchiesta già tanti anni prima.
30:28Si è tenuto somigliante a parete che parlano.
30:29Si è tenuto somigliante, l'ho detto mille volte e poi mille volte si è ritenuta una forza
30:32che non... Voglio dire, è qualcosa che va sicuramente approfondito, ma dire che abbiamo
30:40trovato irresponsabili... Ne corre, insomma, prima di arrivare a queste cose.
30:44Anche sul fronte del delitto Mattarella è davvero ancora un grande vuoto.
30:48Io ho sostenuto e ho sostenuto la responsabilità di Valerio Fioravanti e ne sono ancora convinto,
30:57però ovviamente in fronte ai giudicati mi deve arrendere.
31:00La ringrazio molto di essere stato con noi, parlerei per ore con lei.
31:04Grazie a voi, grazie per la pazienza con cui mi hai e mi avete ascoltato.
31:08E allora, si ferma qui, TGS7, ci vediamo la prossima settimana, ancora buona domenica.
31:14Grazie.
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