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https://www.pupia.tv - Roma - Drops of Dance - Inaugurazione mostra - Interviene Mulè
Alle ore 15, presso la Sala del Cenacolo di Vicolo Valdina è stata inaugurata la mostra fotografica "Drops of Dance", di Roberto Ricci. Intervento del vicepresidente della Camera, Giorgio Mulè. La mostra viene esposta dal 12 al 23 maggio presso la Sala del Cenacolo, la Sala della Sacrestia e il Chiostro del Complesso di Vicolo Valdina. (13.05.25)
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Trascrizione
00:00Buonasera a tutti, benvenuti in questa, che non è una dependanza, è un luogo meraviglioso
00:08che la Camera dei Deputati ha saputo rinnovare e soprattutto custodire e che oggi, come dire,
00:16da oggi ospita qualcosa che merita di essere incastonato in questa opera d'arte.
00:22Saluto, ringrazio innanzitutto Roberto Ricci, il nostro fotografo che ha realizzato quello
00:28di cui parleremo tra poco, per Drops of Dance. Saluto Paolo Maier, Giuseppe Martini, saluto
00:35Ambeta, tutti voi che siete intervenuti. Quella di oggi non è semplicemente una mostra, peraltro
00:46organizzata e allestita in un modo particolare, perché non è statica, è una mostra che dovrebbe
00:52fondarsi sulla staticità e invece avendo uno spirito intimamente di moto continuo nella
00:59capacità poi di fermare l'attimo, come diremo di qui a poco, è la storia di una vita, è
01:05la storia di una vita e dell'amore di una vita. Sono sostanzialmente le nozze d'oro che
01:10Roberto Ricci festeggia con la fotografia. Adesso, se è vero che, come dice un proverbio
01:19Sufi, Dio ti rispetta quando lavori ma ti ama quando danzi, è vero anche che poi non
01:26è così semplice. La danza è passione innanzitutto, è sacrificio, è un sacrificio che non permette
01:34di avere delle pause di riflessione, è un sacrificio continuo. Dovremmo considerare, come diceva
01:40l'idea che quando si perde un giorno senza ballare abbiamo perso un momento straordinario
01:51della nostra vita, chi danza lo sa. Roberto Ricci per 50 anni appunto si è innamorato della
01:58fotografia, dagli ultimi sei anni questo ultimo scorcio ha realizzato l'opera che costituisce
02:07la centralità della mostra, quello che è nella mostra, però è qualcosa che parte da lontano,
02:13da molto lontano, da una barcaccia nella fila di destra del teatro Reggio di Parma, dove insieme
02:20ad altri protagonisti innamorati come lui dell'arte e della musica, seguito e ha seguito per 20 anni,
02:29mi sa, per 25. 25 anni nozze d'argento e nozze d'oro. Tutto quello che succedeva sul palco.
02:36Ora, le 137 opere che compongono Drop of Dance sono delle gocce che ognuna delle quali è un'opera
02:47d'arte. Sono più di 100 artisti, peraltro, hanno aderito all'invito di Roberto Ricci di manifestare
02:55e raccontare quello che provavano, hanno provato nel momento in cui sono stati fermati nel tempo
03:01in quella foto. Non starò qui a dilungarmi sulla tecnica, però c'è una precondizione
03:08per realizzare quei capolavori che sono quelle fotografie. La precondizione è una profonda,
03:14infinita cultura di ciò a cui si assiste. C'è una preparazione. Non si va a fare fotografie,
03:22questo tipo di fotografie, se non si conosce perfettamente ciò che accade. È come il direttore
03:27d'orchestra che, sapete, non legge lo spartito che ha davanti, dando contemporaneamente l'ordine
03:33all'orchestra, ma è solitamente due o tre battute più avanti rispetto a quello che succede.
03:39Roberto Ricci doveva sapere esattamente cosa succedeva con un plié, con un ballon, con quello
03:45che accadeva nel palco, prima che succedesse, facendosi trovare pronto nel momento in cui
03:50poi fermava l'immagine e sostanzialmente fermava il tempo. Non è che ha fatto 137 fotografie.
03:58Quelle 137 fotografie sono il risultato di una scrematura di migliaia e migliaia di scatti.
04:05Per ognuna di quelle fotografie ci sono decine, se non centinaia, di scatti che sono stati
04:11scartati. In un momento in cui la fotografia non era digitale, in cui la fotografia si basava
04:16sui rullini, quindi c'era come dire una preparazione anche totalmente diversa, ad esempio per le
04:22luci, per la capacità di mettere a fuoco. Per questo le fotografie e le immagini, che
04:29non sono solo fotografie, adesso ridurle a fotografie che di per sé è un'arte straordinaria
04:33sarebbe riduttivo. Sono opere d'arte perché colgono il momento e lo consegnano all'infinito,
04:41che è esattamente poi quello che un artista sogna di fare, consegnarsi all'infinito per
04:46ciò che realizza. C'è poco altro da dire. Il catalogo contiene le testimonianze, adesso
04:53le sentiremo, di Palomaia, di Giuseppe Martini, ma anche altre testimonianze che raccontano
04:58l'intimità e la profondità di tutto ciò che è stato realizzato. L'arte italiana, lasciatemi
05:05dire, non quella del Teatro Reggio di Parma, deve moltissimo a Roberto Dirci perché si è
05:12fatto lui stesso portatore e testimone di ciò che per decenni è accaduto su quel palco.
05:20E le immagini che noi vediamo, la leggiadria, l'impegno, ciò che io vi invito a guardare
05:25in quelle foto, al di là del movimento fisico e di ciò che esprime, è provare a pensare
05:31quello che ogni singolo artista sta pensando nel momento in cui viene immortalato, che è
05:37il grande salto quantico che riesce a fare la fotografia, facendoci immaginare e grazie
05:43alla potenza della capacità di Roberto Dirci farci entrare in quell'anima che poi costituisce
05:49l'essenza di un'arte e quindi della fotografia. La Camera dei Deputati è davvero orgogliosa
05:55di poter ospitare questa mostra che, vi ripeto, ha un percorso non rituale che è ancora una
06:03volta è una sfida vinta rispetto all'impegno che è stato fatto. Grazie Roberto Dirci per
06:08quello che hai fatto, per quello che ci hai regalato, per la memoria che ci ha saputo
06:12consegnare ed essendo noi esseri umani che fondono sulla memoria la loro certezza e percezione
06:20del presente, questo lavoro ci ha arricchito e arricchirà chiunque avrà la sensibilità
06:25per potersi accostare con il rispetto che si deve a questo straordinario lavoro.
06:29Grazie e complimenti.
06:33Buongiorno a tutti, è davvero un grande onore quello di poter rendere grazie del talento
06:51di Roberto Ricci che ci regala uno scorcio su vent'anni di emozioni, quello a cui si faceva
07:01riferimento prima, cioè quel grande salto quantico rispetto all'immagine che in questi
07:09vent'anni ha conosciuto anche la abilità e la capacità di sapersi rinnovare, prima di tutto
07:17dal punto di vista tecnologico e poi rimanendo fedele alla sfida principale del talento che
07:28deve avere un fotografo di scena. Un fotografo di scena deve essere in grado di raccontare
07:36l'emozione dello spettacolo dal vivo, l'unicità dello spettacolo dal vivo, perché è pur vero
07:44che in alcune situazioni Roberto segue anche la stagione d'opera e quindi ha occasione
07:52per esempio di seguire per tempo tutto il percorso produttivo di quello che viene poi presentato
07:59e che debuta sul palcoscenico del Teatro Regio. In realtà ha avuto una difficoltà doppia, tripla
08:06per la danza, perché spesso le grandi compagnie internazionali che hanno in questi vent'anni
08:13reso vivo il teatro e il mondo della danza sono arrivate direttamente in occasione dello
08:21spettacolo. Quindi Roberto si è trovato di fronte ad una preparazione teorica rispetto
08:28allo spettacolo che andava in scena perché molte volte erano delle prime assolute e il suo
08:34occhio è stato capace, noi ne abbiamo una testimonianza molto viva, anche io sono rimasto molto
08:42colpito dal fatto che questo allestimento rende la dinamicità della danza, di cogliere
08:51quelle emozioni che non solo ciascuno degli autori ma ciascuno degli interpreti ha provato
08:58sulla scena in quel momento lì. Quindi il mio è oggi soltanto un grazie a Roberto che
09:07con questo progetto ha contribuito a condividere la bellezza di un'arte effimera che è in grado
09:19di parlare ai cuori di tutti e che arriva in modo molto diretto. Per cui l'invito è quello
09:27a passare parola e a far sì che la condivisione che noi abbiamo l'opportunità di vivere oggi
09:34si allarghi sempre più attraverso queste fotografie e il volume preziosissimo che le raccoglie.
09:41Grazie Roberto, grazie a tutti.
09:53Allora, io nel catalogo ho parlato del ricci uomo anche perché sono uno di quelli che condividono
10:01il suddetto palco di barcaccia con lui durante gli spettacoli, quindi il divertimento, tutto
10:10quello che può passare durante l'esperienza di una prima d'opera. E quindi parlare del
10:15ricci uomo significa per me parlare anche di quello che si sovrappone nel suo fare fotografia
10:21del suo carattere. E parlare del ricci uomo anche significa iniziare, in qualche modo non
10:27sapevo come iniziare, poi io ringrazio il vicepresidente che ha citato sia il proverbio
10:31sufi che inizia e quindi mi permette di citare un santo molto alla moda da una settimana
10:35questa parte con un po' più di leggerezza che è Sant'Agostino. Tra l'altro io ho saputo
10:40che c'è stato un boom, non so se lo sapete, mi hanno detto che in libreria c'è stato
10:43un boom nel fine settimana di vendita delle confessioni di Sant'Agostino da quando è
10:47stato letto. Quindi ecco, queste che sono cose che succedono. Sant'Agostino sosteneva
10:52che l'essere, cioè ciò che permette alle cose di esistere, ha come fondamento l'ordine,
10:59l'ordine, ciò che comporta l'ordine è la precisione. Ecco, la precisione per me è una delle
11:04grandi virtù del ricci fotografo, lo potete vedere in queste immagini. Ma la precisione
11:11che lo vedete nella scelta dei colori, nella scelta del gesto, nella scelta del momento
11:16come è già stato sottolineato, un momento che è frutto, come è già stato sottolineato,
11:20di un lungo studio perché Roberto non è che sia improvvisato fotografo di danza, oggi
11:26mi alzo la mattina e faccio il fotografo di danza, c'è una preparazione, c'è uno studio,
11:30c'è uno studio del fare danza, c'è uno studio del gesto che gli ha permesso di
11:36entrare in profonda intimità con il mondo della danza. Ecco, questa precisione non è
11:42però una precisione razionale, fredda, è questo che mi piace sottolineare. È una precisione
11:50che ha a che fare molto col suo carattere. Roberto è una persona molto riflessiva, non è
11:57una persona impulsiva, è una persona che tende a conciliare, è una persona che è
12:02molto indulgente verso l'altro, è molto comprensiva verso l'altro, l'altra persona.
12:08Io per esempio sono uno molto più impulsivo, cioè io quando vedo che la gente va in massa
12:13a fine settimana a comprare le confessioni di San D'Agostino, io mi arrabbio, mi dico
12:17ma è possibile che tutti facciate la stessa cosa? Ecco, invece no, lui sarebbe in grado
12:21di comprendere questa cosa, ma veramente, davvero, lui è molto più riflessivo. Ecco, io credo
12:26che questa capacità di comprendere, di immedesimarsi con l'altra persona, con l'altro, è una
12:31delle virtù che si riflettono in queste immagini, perché questa precisione, questa
12:35attenzione, questo nitore dell'immagine è anche una volontà, diciamo una pazienza,
12:42un'attenzione, una pazienza nell'aspettare, nel cogliere quel momento, quel momento
12:48unico e inafferrabile che viene ritratto nell'immagine, ed è una precisione che è
12:58immedesimarsi nell'altro, immedesimarsi nel gesto, immedesimarsi nel quello che il danzatore
13:05sta facendo, in quello che sta per succedere, in quello che è l'intimità del danzatore.
13:14Ecco, mi sembra che qui, guardiamo le foto di Roberto, non c'è Roberto che dice
13:19sì, col pretesto di fotografare i danzatori, in realtà sto parlando di me, no.
13:24Roberto sta veramente cercando di immedesimarsi il più possibile in quell'attimo fugace
13:31che è intimo, che è il momento espressivo del gesto dell'arte.
13:36Ecco, questo è quello che trovo più confacente al carattere di Roberto in queste immagini
13:45e che credo che sia anche responsabile di un'altra delle virtù di queste immagini,
13:52cioè quelle di avere grande vita.
13:56Cioè io credo che in una mostra di questo genere, per esempio in quell'allestimento,
14:00in quell'allestimento lì, se un'immagine non ha vita, non funziona, non funzionerebbe quello.
14:09E sembrerebbe poco come quegli ologrammi, non so, nei programmi calcistici quando c'è,
14:12so, parlano dell'allenatore, ti mettono l'ologramma dell'allenatore con le statistiche,
14:16una roba fredda.
14:18Invece in questo caso, in questo caso si vede che c'è una tale immedesimazione,
14:22la precisione, la volontà della pazienza,
14:25che ti fa entrare completamente nella vita del danzatore e dell'immagine.
14:30E questo credo che sia la grande virtù che fa coincidere l'immagine e il lavoro
14:35e le immagini e le fotografie di Roberto con il suo carattere.
14:40E nulla avrebbe avuto meglio la possibilità di esprimere tutto questo che non la danza,
14:46dove ogni gesto, ogni gesto è precisissimo,
14:51perché un plié, un batman, un rond de jambe,
14:58deve essere preciso, sempre preciso, ma ogni volta è diverso dall'altro.
15:04E queste immagini sono precisissime, ma ciascuna è diversa dall'altra,
15:08perché ciascuna ha una vita propria.
15:11Perché mi riesce più facile ballare che parlare, soprattutto in questo contesto.
15:27Intanto vi ringrazio, ti ringrazio per averci ospitato, me e Alessandro.
15:33Mi ricordo la prima volta che ci hai mandato le foto,
15:36ed erano diverse da quelle che di solito scattano altri fotografi.
15:40Anche la prospettiva da dove avevi preso erano diverse.
15:44Di solito stanno sempre davanti per prendere al meglio tutto il palco, insomma.
15:53E niente, che dire, quando c'è un occhio verso la danza io sono non felice di più,
16:00perché il mondo della danza in Italia vive sempre un po' di...
16:04un po' di... è sottomessa rispetto all'altra arte, se posso dire così.
16:09Un pochettino, però c'è uno scalino sotto.
16:13E questo lo sentiamo un pochino noi ballerini, soprattutto quelli che fanno i liberi professionisti,
16:19che andiamo in giro.
16:19Quindi il fatto che c'è la fotografia, c'è la danza, sono felicissima,
16:25perché vuol dire che c'è sempre speranza di fare sempre al meglio,
16:29di dare sempre un occhio in più a quest'arte,
16:32che non voglio dire è difficile, perché è difficile,
16:37però è tanto bella quanto è difficile.
16:39Quindi chiunque si affaccia alla danza lo fa con un'enorme umanità,
16:46enorme generosità, è tutto quello che è se stesso.
16:50Intanto onorata anche di stare in mezzo agli artisti che hai scelto,
16:54perché non so se voi li conoscete tutti, però sono tutti internazionali,
16:59e quelli italiani sono ancora più internazionali di quelli internazionali.
17:04Quindi vuol dire che l'Italia vive di buona salute quest'arte,
17:08ecco, questo volevo dire, e ce ne stanno altri in giro,
17:11quindi io spero che Roberto non è che chiuda qua questo,
17:14continuerà a farlo.
17:17E niente, che cosa vi posso dire?
17:20Catturare un momento di un'arte come la danza che si muove è difficile,
17:26e quando noi ci vediamo è ancora più difficile accettarsi,
17:29perché bisogna riconoscersi in quello scatto.
17:32Quindi, come ha detto anche prima,
17:38in mezzo a cento migliaia ne scegli uno o due,
17:42e noi ballerini ne scartiamo anche quello uno o due,
17:45perché a volte c'è qualcosa che non va a livello estetico.
17:49Niente, solo questo.
17:51Speriamo che questo andrà avanti.
17:54Ti ho parlato per Napoli,
17:55quindi io vivo a Napoli e ti aspetto volentieri,
17:58perché devono vedere anche la tua arte.
18:02Quindi un invito a Napoli anche.
18:06Grazie mille a tutti.
18:07E adesso tocca a me dover parlare da fotografo.
18:20Intanto dico che è una grande emozione e un onore
18:22darvi il benvenuto alla presentazione.
18:25Questo progetto ha un backstage molto particolare.
18:29Nasce infatti come idea editoriale,
18:31così si concretizzerà al termine del suo percorso.
18:34Tant'è vero che oggi abbiamo in visione la copia numero zero
18:38di una prima tiratura limitata e numerata.
18:42Ma prima di arrivare nelle librerie,
18:45Drops of Dance vivrà attraverso una serie di incontri,
18:48di eventi multimediali.
18:50Una mostra fotografica, questa, tecnologica e itinerante.
18:56E oggi, grazie all'ospitalità del presidente Giorgio Moulet,
19:00abbiamo il privilegio di iniziare questa serie di incontri
19:03in questa meravigliosa cornice che è il Chiostro di Vicolo Valdina,
19:07nel centro di Roma e nel centro dell'Italia.
19:11Cosa è davvero Drops of Dance?
19:13È il frutto di un viaggio lungo 30 anni nella fotografia di danza.
19:18Un percorso di passione, studio, ricerca fotografica
19:21e soprattutto di incontri.
19:24Incontri con artisti straordinari
19:26che hanno reso ogni scatto unico e irripetibile.
19:29Tra questi ringrazio particolarmente
19:31Ambetta Toromani e Alessandro Macario
19:33che oggi sono venuti qui con me.
19:42Fotografare la danza, come hanno già detto
19:45chi ha parlato prima di me,
19:48è una sfida affascinante.
19:50Significa cogliere l'attimo tra luce e movimento,
19:55intuire l'istante in cui il corpo raggiunge la massima espressione.
19:59Questi due elementi si incontrano,
20:01in quel momento si sente lo scatto
20:03entrare in sintonia con il palcoscenico.
20:06Da queste esperienze, da questa consapevolezza
20:08è nato Drops of Dance.
20:10Un progetto che oltre a raccogliere immagini ed emozioni
20:14custodisce anche i pensieri dei grandi interpreti della danza.
20:18Si pensieri, infatti ho chiesto, e li vedrete ogni tanto scorrere nelle immagini,
20:24ad ognuno di loro di scrivere una riflessione personale.
20:28Vi ho voluto che lo facessero nella loro lingua madre,
20:31perché se la danza è un linguaggio universale,
20:35le parole custodiscono le radici,
20:37la storia e l'identità di chi le pronuncia.
20:40Ed è stato un viaggio coinvolgente ricevere le loro voci.
20:43Hanno parlato della loro vita,
20:46dei ricordi di infanzia e delle emozioni vissute in scena.
20:49Ho avuto la sorpresa di ricevere quattro riflessioni
20:52ricevute da, scritte da Maurice Bejar,
20:56ricevute dal Bejar Ballet.
20:58Tre poesie inedite, firmate dalla danzatrice,
21:01e coreografa e poetessa Caroline Carson.
21:05Queste parole e questi doni
21:06sono stati per me la conferma
21:08di essere sulla strada giusta
21:10nella creazione del Trops of Tense.
21:13Desidero ringraziare,
21:15esprimo un sentito ringraziamento
21:17al Presidente Giorgio Mulè,
21:19alla Dottoressa Simone Monteverde,
21:20che adesso non vedo ma so che è con noi,
21:23al Vice-Segretario Generale
21:25della Camera dei Deputati,
21:27Dottoressa Consuelo Amato,
21:28per la sensibilità e l'attenzione dimostrate
21:31nel riconoscere il valore del progetto.
21:34Ringrazio la Dottoressa Valeria Gigliello
21:36e la Dottoressa Anita Ceccarelli
21:38della Segreteria del Chiostro di Vicolo Valdina
21:42per la disponibilità e il prezioso supporto.
21:46Un ringraziamento speciale a Carlo Traglio,
21:48che oggi non è riuscito a venire con noi,
21:49che ha colto subito il valore editoriale
21:52di Drops of Dance,
21:53e ad Antonio Cipollone,
21:54mente vulcanica e cuore pulsante dell'iniziativa.
21:57Un ringraziamento profondo a tutte le persone
22:00che hanno contribuito alla realizzazione del libro,
22:03Valentina Bonelli, Paolo Maier,
22:06Giuseppe Martini, Dario De Micheli
22:08e Leonardo Cassinelli.
22:11Grazie al team di Pixelite,
22:12sono i tecnici che hanno creato
22:15tutti questi montaggi digitali,
22:18Luigi Bertogalli, Enrico e Giuseppe Corvino.
22:21Grazie ad Alessio Vlad,
22:26direttore artistico del Teatro Reggio,
22:27che oggi mi ha fatto molto piacere
22:29incontrarlo qui a Parma,
22:30a Roma, perché ci vediamo sempre a Parma in teatro,
22:33a Roma è la prima volta che riusciamo a vederci.
22:36Un grazie speciale alla mia famiglia,
22:39Fili, Francesca, Federica, Antonio e Raul,
22:43un pensiero affettuoso a Sofia,
22:45e un enorme grazie a tutti voi
22:48per essere qui oggi
22:49a condividere con me l'inizio di questo viaggio.
22:52Grazie.
22:53Applausi
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