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  • 1 anno fa
La famiglia Santangelo, composta da Domenico Santangelo, sua moglie Gemma Cenname e la figlia di lui Angela Santangelo, è stata uccisa nella propria abitazione a Fuorigrotta la notte tra giovedì 30 e venerdì 31 ottobre 1975. Non fu risparmiato neppure il loro cane, soffocato con una coperta. Le indagini, più volte riaperte, sono state di volta in volta nuovamente archiviate...
Trascrizione
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00:30Musica
01:00Quella che stiamo per raccontare è una storia di puro e semplice orrore.
01:18Un mistero naturalmente, e anche un mistero della camera chiusa, un giallo, ma tremendo e spaventoso.
01:25C'è sangue in questa storia, tanto sangue, e una violenza cieca che sembra non abbia nulla di umano.
01:29Anche se si svolge in un ambiente calmo e tranquillo.
01:34Un silenzioso appartamento in un palazzo medio-borghese a Napoli.
01:39Per quello che è accaduto, per la gente, per l'atmosfera, una storia come questa potrebbe essere stata scritta da Beppe Ferrandino, nel suo Pericle il Nero.
01:47E invece è accaduta davvero, ed è quanto di più spaventoso si possa immaginare.
01:52È accaduto a Napoli, in via Caravaggio numero 78.
01:57È il 29 ottobre 1975.
01:59Sono nove giorni che quell'appartamento di via Caravaggio è silenzioso.
02:21Nove giorni che il telefono squilla a vuoto, al quarto piano di quel palazzo medio-borghese stile anni 60.
02:27Di solito non è così.
02:29In quell'appartamento ci abitano tre persone.
02:32Domenico Sant'Angelo, detto Mimmo, sua moglie Gemma e la loro figlia, Angela.
02:36E c'è anche un cane, un piccolo cane di nome Dick.
02:39I Sant'Angelo entrano ed escono.
02:42Partecipano alla vita di quel condominio.
02:43Vanno a trovare i parenti.
02:45Angela esce col fidanzato.
02:46E invece no.
02:47Da nove giorni, silenzio.
02:49Silenzio totale in quell'appartamento.
02:50Il primo a preoccuparsi seriamente è il nipote di Gemma, Mario Zarrelli.
02:59Sabato 8 novembre, verso le 8 di sera, Mario va alla polizia, va alla squadra mobile, a denunciare quello strano e lunghissimo silenzio.
03:07La polizia va in via Caravaggio assieme a lui e lì trovano la porta dell'appartamento chiusa.
03:13Così bisogna chiamare i vigili del fuoco, che passino da un terrazzo, forzino una porta e entrino nell'appartamento.
03:20Le luci, tutte le luci sono spente, come se fosse saltata la corrente elettrica o qualcuno avesse staccato il contatore.
03:27Forse la famiglia Sant'Angelo è partita, ha chiuso le porte, ha staccato la luce e se n'è andata.
03:35E invece no, perché appena i vigili del fuoco e la polizia riattaccano la corrente, notano tutti che è successo qualcosa, e qualcosa di brutto.
03:43A terra c'è sangue, molto sangue.
03:45Due strisce, una più sottile e ondulata, che attraversa per il lungo il corridoio principale e dallo studio finisce dietro la porta del bar.
03:52L'altra, molto più larga e comparta, come una spessa pennellata di un metro di larghezza, che parte dalla cucina e sparisce, anche lei dietro la porta del bagno.
04:06Cosa c'è dentro quel bagno? Cosa è successo in quell'appartamento silenzioso?
04:11Mario, il nipote dei Sant'Angelo, la polizia e i vigili del fuoco, se ne rendono conto appena aprono quella porta socchiusa, e la scena che vedono è una scena che non potranno mai dimenticare.
04:22Dentro la vasca da bagno, immersi nel sangue, ci sono i corpi di Gemma e di Mimmo, e anche del loro cane Dick, massacrati tutti e tre.
04:37La ragazza, Angela, è nella camera da letto dei genitori, sul letto matrimoniale, avvolta in una coperta e in un lenzuolo, massacrata anche lei.
04:45Una strage. Una strage che già dal giorno dopo i giornali chiamano la strage di Via Caravaggio.
04:55Però è strana quella strage. In quell'appartamento ci sono tante tracce, inconsuete e contraddittorie, che diventano subito misteri.
05:05Quelle due strisce di sangue, quella sottile e quella più grossa, sono state prodotte dal trascinamento dei corpi di Gemma e Mimmo nel bagno.
05:12Ma perché sono così diverse? E poi ci sono altre macchie in quell'appartamento, tante e strane.
05:20Nel salotto, per esempio, c'è una grande macchia sul pavimento, tra la parete e la scrivania.
05:25E poi c'è un'altra macchia sull'interruttore, la macchia di una mano guantata.
05:30E poi, sempre nel salotto, c'è un cuscino, completamente intreso di sangue.
05:34Nella cucina, sul pavimento, vicino al tavolo, c'è un'altra grande macchia.
05:38E un'altra macchia viene ritrovata nella camera da letto dei genitori, dove si trova Angela.
05:44Probabilmente sono state prodotte dai corpi delle tre vittime e, infatti, il sangue è il loro.
05:49Però c'è un'altra macchia, molto strana, che si trova sul davanzale di una finestra del soggiorno.
05:55Qualcuno si è attaccato a quel davanzale e lo ha fatto con le mani insanguinate. Perché?
06:01Per tutto il resto dell'appartamento, invece, regna il più perfetto ordine.
06:07In cucina, il tavolo è apparecchiato con una frittata di maccheroni già pronta, divisa in due.
06:13Panini al salame, una scatolita di tonno, divisa in due, e apparecchiato per la cena di due persone, Mimmo e Gemma.
06:19Perché Angela è in camera, in pigiama, a scrivere una lettera al fidanzato.
06:25Non cena, perché non si sente bene, come testimonierà il dottore che l'aveva visitata quella mattina.
06:31Una scena tranquilla, un giorno qualunque nella vita di una famiglia.
06:34Niente che possa far pensare ad una strage.
06:36La strage, invece, c'è stata.
06:55La strage, invece, c'è stata.
07:25La strage, invece, c'è stata.
07:55La strage, invece, c'è stata.
08:25Mimmo Sant'Angelo è stato colpito alla fronte con un oggetto molto pesante, che poi ha continuato a colpirlo, fracassandogli la testa.
08:37Dopo, quando era ancora vivo, qualcuno gli ha tagliato la gola.
08:40La stessa cosa, anche per Gemma, qualcuno l'ha colpita alla testa e poi gli ha tagliato la gola.
08:47Stesso trattamento anche per Angela, che però è stata pugnalata quando era già morta.
08:52La furia dell'assassino non ha risparmiato neanche Dick, il cagnolino da compagnia di piccola taglia,
08:58che è stato ritrovato nella vasca da bagno sotto il corpo dei due padroni.
09:02Chi è stato?
09:03Chi può aver fatto un massacro come questo?
09:05E perché?
09:33C'è una testimonianza.
09:43Ci sono alcune tracce e ci sono alcuni indizi.
09:47Le tracce e gli indizi.
09:49Le uniche impronte che non appartengono alla famiglia Sant'Angelo
09:52si trovano su una bottiglia di whisky che viene trovata nel salotto.
09:55Sono impronte poco leggibili, però, e non apparterranno a nessuna delle persone che verranno sospettate in seguito.
10:02Però ci sono delle impronte più importanti.
10:05Sono stampate nel sangue e sono impronte di scarpa, di tacco e una anche completa.
10:10Sono impronte di una scarpa numero 42.
10:13E poi ci sono alcuni mozziconi di sigaretta, senza filtro, trovati nel salone
10:18e uno trovato sotto quella finestra dal damanzale insanguinato.
10:22Ci sono anche un paio di guanti, di gomma, che si trovano nel bagno.
10:29La testimonianza.
10:31La polizia nota subito l'assenza dal parcheggio condominiale della fulvia Maranto del signor Mimmo.
10:37Quella macchina verrà ritrovata dieci giorni dopo, il 10 novembre,
10:41notata da una pattuglia della polizia vicino a Marciapiede in via Nuova Marina.
10:46La macchina è chiusa, ha la batteria scarica e non ha nessuna traccia di sangue.
10:52Quella macchina, però, qualcuno giura di averla vista la notte del delitto.
11:06Ne parliamo con Alessandro Riva e Lorenzo Viganò, che sono venuti in via Caravaggio con noi.
11:10Ecco Carlo, qui ci troviamo a poco più di un chilometro dalla casa di via Caravaggio,
11:16dove si è consumato il triplice delitto.
11:19E proprio qui, in queste curve dove adesso arriviamo, in una curva in particolare,
11:23si è verificato un fatto che ha rivestito una grande importanza nelle indagini.
11:27Ecco, cos'è successo qui?
11:28Beh, è successo che quella notte, la notte tra il 30 e il 31 ottobre del 75,
11:33un uomo forse ha visto l'assassino in fuga.
11:35Noi abbiamo parlato con quest'uomo che ci ha raccontato che quella notte, verso le 2,
11:41stava tornando a casa, proprio facendo questa strada che stiamo facendo noi adesso,
11:44con la sua 500, e più o meno a questa altezza si è visto sbucare davanti una macchina
11:50che veniva nel senso opposto, da quella parte.
11:52Era una macchina sportiva, rosso, colore rosso amaranto,
11:57che sembrava guidata da un pazzo, da un ubriaco.
11:59Tant'è vero che lui ha detto, questo deve essere ubriaco,
12:02probabilmente è andato a sbronzarsi in uno dei bar qua intorno, questo l'ha pensato.
12:06Ha dovuto addirittura salire con una ruota sul marciapiede per non farsi venire addosso da questa macchina.
12:12E si è anche voltato per guardare il numero di targa,
12:15ma è riuscito a vedere un numero, poi se l'ha anche dimenticato.
12:18Ecco, chi c'era in quella macchina?
12:20In quella macchina c'era un uomo, un uomo abbastanza grosso, con una gran testa,
12:23soprattutto lui si ricorda solo questo, perché l'ha visto solo per un attimo.
12:27Forse questo uomo era l'assassino.
12:29Chi c'era a bordo di quella fulvia rossa?
12:32Per la squadra mobile e il sostituto procuratore Italo Ormanni, che coordina le indagini,
12:36quell'uomo ha un nome e un volto.
12:39Si chiama Domenico Zarrelli ed è il nipote di Gemma, la donna uccisa.
12:43Domenico è un ragazzone alto, grosso, con una gran testa di capelli.
12:46E' uno studente un po' scapestrato, chiama la bella vita, le macchine sportive e le belle donne.
12:52Spende molto, spende 100.000 lire di allora, e siamo negli anni 70,
12:56soltanto per l'affitto di un appartamento nel quale vive con una bellissima ragazza giamaicana.
13:02Secondo la procura è pieno di debiti ed è sempre a caccia di soldi.
13:07Ma basta questo a farne il mostro di Via Caravaggio?
13:10Come entra Domenico nelle indagini?
13:11Lorenzo Viganò è andato a chiederlo proprio a lui, a Domenico Zarrelli, che oggi è avvocato
13:17presso il Foro di Napoli.
13:18Avvocato Zarrelli, lei per diversi anni è stato considerato dai giornali, dalla polizia,
13:24il mostro di Via Caravaggio.
13:26Come si ritrovò coinvolto in quell'omicidio?
13:28Io ho avuto notizia di questo crimine leggendo i giornali, perché malgrado una delle vittime
13:36fosse mia zia, io a quell'epoca avevo una vita particolare, non stavo in famiglia,
13:41stavo per i fatti miei, era di domenica, leggendo il giornale, ore di pranzo, lessi questo
13:47fatto, immediatamente mi precipitai a casa, unicamente per le reazioni di mia madre, che
13:52sapevo essere molto attaccata alla sorella, era l'unica che si frequentava con la sorella,
13:56e ne vengi a conoscenza.
13:58Poi dopo di ciò, fummo chiamati in questura, come tutti i parenti, per l'entrata delle
14:02dichiarazioni, e io mi accorsi che qualcosa non andava, per la semplice ragione che mi
14:06fece rispettare 4-5 ore in una stanza, in cui c'erano tre belli specchi.
14:14Sti specchi non mi garbano, sto fatto che io sto qui, neanche mi garba, e poi vengi a
14:20sapere, infatti, che mi avevano fatto vedere da un loro pseudo testimone che avrebbe
14:26incrociato l'auto che era appartenuto al padrone di casa, la sera del delitto, e mi
14:32fecero vedere da questo signore, che da quel momento rimase forse influenzato, può darsi
14:36che la persona che ha incrociato velocemente poteva essere Zarrelli, che poi è stata una
14:40cosa smontata, soltanto in secondo grado, cioè nel primo processo, innanzi alla corso
14:46d'appello, perché si è stato fatto proprio un esperimento in via Caravaggio, in cui si
14:50calcolava che nella fulvia, che è una macchina che c'è il sedile piuttosto alto, io andavo
14:56ad urtare con la testa sotto il cielo ed essendoci il riguardo del vetro si cominciava a vedere
15:00la mia persona soltanto dal naso e dal menti in giù.
15:04Dopo di ciò, presero anche le impronte digitali, perché io avevo, diciamo, la mano che mi ero
15:14fatto male cadendo, spingendo l'auto in panne, e pensando loro che potevano essere i puntini
15:19che si notavano, il morso del cane, perché c'era anche un cane, mi ferirono a fare una
15:25perizia e i tre professori incaricati, il professor Giancani era il capo, diciamo, di
15:32queste equip, disse che le ferite collimavano con la, diciamo, versione da me fornita, cioè
15:39con la caduta su un particolare tipo di vetrini e bricciolini che si trovano nelle
15:46intercapedrine dei cubetti di porfido, e quindi io pensavo che fosse finito.
15:50Come mai, secondo lei, diventò il sospettato numero uno?
15:54Loro ipotizzavano, dato il trasporto dei cadavere, altre cose che soltanto una persona
15:59di forza notevole, e siccome nella famiglia l'unico che era di forza notevole, e anche
16:05per un'altra cosa, loro dicevano, alt'ipotesi assurda, nella sentenza di assoluzione l'ha ben
16:13precisato, che poiché io facevo una vita disperdiosa e quindi avevo bisogno di denaro
16:17e quindi potevo aver avuto bisogno di denaro, mi ero legato da mia zia, gli avevo chiesto
16:21un prestito, mia zia non mi aveva voluto fare il prestito, io mi ero arrabbiato e in un
16:25momento di raptus avevo colpito il marito, mentre mia zia stava in cucina.
16:28Figuriamoci un po' dove c'era l'assurdo, perché se mai, se fosse stato, come dicevano
16:32loro, la prima ad essere colpita, la persona con cui avrei dovuto discutere era mia zia,
16:36non certamente il marito che non conoscevo.
16:38La procura di Napoli, invece, è convinta. Contro Domenico Zarrelli c'è il suo bisogno
16:43di soldi, c'è la sua corporatura, la sua forza fisica, il suo carattere, anche quelle
16:48ferite che ha sulle mani e la testimonianza di quell'uomo che dice di averlo visto a
16:53bordo di quella fulvia amaranto. Sono indizi che vacillano, però. Le ferite sulle mani,
16:59dice Domenico, se le è procurate spingendo la macchina in panne e poi cadendo sull'asfalto.
17:03Il suo bisogno di soldi, i suoi debiti, le richieste di soldi alla zia non sono provate.
17:09E poi ha un alibi. Quella sera era al cinema, al Cinema Gadir, a vedere amici miei. Tutte
17:15le maschere del cinema lo riconoscono, tranne una che dice di averlo visto, sì, ma il giorno
17:19dopo. Poi c'è un altro piccolo mistero che complica le cose.
17:23Una telefonata anonima segnala che la sera dell'8 novembre, prima di andare in questura,
17:30Mario Zarrelli era andato assieme alla moglie allo studio da ostetrica della zia, da dove
17:35era stato visto uscire con una piccola cassa. Ad una signora, che si affaccia alla finestra
17:40per chiedere cosa stia succedendo, dicono di non preoccuparsi, che sono andati a prendere
17:45delle carte. Perché essendo che la zia non risponde al telefono da una settimana, nell'eventualità
17:49che possa esserle successo qualcosa di brutto, ci sono alcuni affari di famiglia che preferirebbero
17:54non saltassero fuori. La procura, invece, è sempre più convinta e il 26 marzo arresta
18:01Domenico per la strage di via Caravaggio. C'è solo un particolare che non torna, quell'impronta
18:06numero 42. Domenico, lo abbiamo detto, è un ragazzo alto e grosso e porta il 46 e per
18:15quanto le perizie si sforzino, non riescono a farcelo stare quel suo piede nel 42.
18:19A questo punto c'è un colpo di scena. C'è un testimone, un vigilo urbano, che ricorda
18:26di aver visto una luce in quell'appartamento al quarto piano di via Caravaggio. Dice di
18:31averla vista il 31 ottobre, la sera dopo la strage, verso le 3 e mezzo di mattina. Quella
18:36luce, afferma la procura, l'ha accesa una persona che è entrata in quell'appartamento
18:40per depistare le indagini. Una persona che voleva imprimere nel sangue quell'impronta
18:45numero 42. Quella persona, dice la procura di Napoli, è il mostro di via Caravaggio e
18:51Domenico Zarrelli. Il 30 maggio viene rinviato a giudizio. Il 9 maggio 1978 viene condannato
18:58all'ergastolo per l'omicidio degli zii e della cugina. Caso chiuso.
19:02Cosa provò quando venne condannato all'ergastolo?
19:09Quando venne condannato all'ergastolo non provai granché sul momento per la semplice
19:13ragione che mi ero convinto già che non avrei mai avuto un detto di assoluzione.
19:19Allora dissi solo questo, mi ha detto mio fratello uscendo, io te l'avevo detto, tanto
19:23ci vediamo in appello. Ero convinto che in appello non avrebbe mai potuto leggere una
19:28simile condanna. E questa è stata la mia forza.
19:30E non ci fu mai un momento in cui pensò che non ci avrebbe fatto?
19:32Non ho mai perso la fiducia, mai. Ne ho mai perso la mia tranquillità interiore, perché
19:39ovviamente essere privato della libertà già è duro, però molte volte esiste una
19:46carcerazione dell'anima che è ancora peggio. Io invece da questo punto di vista non si sono
19:51mai sentito né carcerato né privo della libertà.
19:54Durante il processo e anche in quelli che seguono, Domenico sarà difeso dal fratello
19:58Mario, che oltre ad essere quella persona che è entrata per prima nell'appartamento
20:02di via Caravaggio, è anche un avvocato penalista. Mario difende il fratello con fogo e con passione
20:08e riesce a farlo assolvere. Gli indizi infatti non reggono. La testimonianza di quell'uomo
20:14che dice di aver visto Domenico a bordo della fulvia Amaranto, per esempio, non è certa.
20:19Tra l'altro, Domenico dentro una fulvia ci sta appena e se guida con il busto eretto il
20:24suo volto è visibile solo per metà. E poi, la possibilità di stampare dell'impronte
20:29nel sangue già coagulato il giorno dopo, anche quella non è certa. L'alibi regge, il
20:35movente non convince.
20:39Il 6 marzo 1981, Domenico viene assolto per insufficienza di prove. Nel luglio del 1983
20:46viene assolto con formula piena. Il 18 marzo 1985 la Cassazione conferma il verdetto. Domenico
20:55non è il mostro di via Caravaggio.
21:16La sentenza lascia aperti tutti i misteri. È possibile per un uomo solo ucciderne tre
21:41in quel modo? E poi, come si spiegano quelle macchie di sangue, quelle due strisciate così
21:46diverse e quelle macchie sul davanzale della finestra? Come hanno fatto i corpi di Mimmo
21:51e di Gemma a finire nella vasca da bagno e quello di Angela in camera da letto? Chi ha
21:56compiuto quella strage in quell'appartamento silenzioso?
21:58Ci furono delle piste, secondo lei, che vennero trascurate nelle indagini?
22:11Secondo me non si sono raccolti tutti quegli elementi indizianti che avrebbero potuto portare
22:18tramite la conoscenza vera della vita delle persone, in particolare della vita anche del
22:24marito di mia zia, perché si è voluto indagare avendo avuto soltanto sulla vita di mia zia
22:29e sui familiari di mia zia. È vero che non si sa quasi nulla di quella che era la vita
22:34del Sant'Angelo, del marito, né si è indagato tanto che hanno trovato dei campioncini toni
22:39di cui lui era rappresentante e non hanno neanche saputo qual era la ditta per cui lui faceva
22:45questo lavoro. Quindi è segno che non si è proprio indagato. Malgrado ciò ci sono state
22:49altre piste seguite all'inizio. Una pista che io ritengo assurda, come la mia, che sarebbe
22:55la pista di un medico, non faccio il nome, che frequentava la famiglia, che si disse
23:01che era stata l'amante della ragazza, che gli aveva trovato lui, il fidanzato a questa
23:06ragazza, proprio per coprirsi, che magari l'avrebbe messa incinta, abborta, e che quindi
23:10in un momento di ira, in un momento in cui il padre della ragazza avrebbe fatto indagare,
23:15cioè un'ipotesi di delitto dello stesso tipo di quello che poi mi si può affrontare.
23:21Perché io penso che è assurdo, è impossibile che il delitto possa essere stato fatto in
23:25quel modo là, per motivi tecnici, per motivi pratici, facilmente ipotizzabili, ritengo
23:30che anche questa pista non andava.
23:32Domenico Zarrelli ha ragione. Neppure noi sappiamo abbastanza su questo caso. Dobbiamo
23:37esaminare le altre piste e per farlo dobbiamo sapere tutto su questo strano, misterioso e orribile
23:43delitto. La città in cui si svolge intanto, Napoli.
24:13Dove nasce un delitto orrendo come questo? Dove affonda le sue radici un massacro così
24:34spaventoso. Sottoterra forse, non certo in superficie, non in una città bella come
24:47questa. Certi crimini devono essere come certe piante cattive, che affondano le loro radici
24:52nel profondo, dove non arriva la luce del giorno, come certi pensieri che nascono nella parte
24:57più nera del cuore. Sottoterra, al buio, nel silenzio, o forse no. Forse anche sottoterra
25:23una città può essere bella e suggestiva come sopra. Può essere come una grande cantina
25:27che non nasconde incubi e demoni, ma conserva pensieri, memorie e ricordi.
25:53E allora dove nasce un delitto come questo? Forse nasce là dove le città si dimenticano
25:58di loro stesse, dove smettono di pensarsi e così smettono di esistere, si lasciano arrugginire,
26:04finché non nascono, come le erbacce, anche i cattivi pensieri.
26:07Ma forse no, non basta neppure questo. Certe città, le città come questa, restano belle
26:24anche quando sono abbandonate, anche quando sono al buio, anche quando ad illuminarle
26:28c'è soltanto un riflesso sul mare, di notte. E allora dove nasce un delitto come questo?
26:33nasce nel cuore della gente, soltanto lì. Le città, le città come questa, non c'entrano.
26:50Cosa mi sapete dire sulla casa del delitto?
26:52Noi siamo entrati, siamo entrati in alcuni appartamenti, abbiamo visto alcuni appartamenti
26:59come erano vecchi ai tempi, cioè sono rimasti uguali, altri invece sono stati spezzettati
27:03perché gli appartamenti sono tutti abbastanza grandi in origine, sono sui 180 metri quadri
27:08come era quello del delitto.
27:10Sì, tra l'altro la cosa è quelli che se lo ricordano e se lo ricordano proprio come
27:16un vero e proprio trauma, come uno shock, sono persone che sono rimaste veramente traumatizzate,
27:21che si ricordano la cosa dei corpi, eccetera. Per quello che riguarda la famiglia, era una
27:27famiglia riservata, quindi non si sa, non si riesce a sapere, insomma, la vita la facevano
27:33in maniera abbastanza contenuta, insomma. Anche la stessa figlia, la stessa Angela che aveva
27:4119 anni all'epoca, era un po' diversa dalle persone della sua età, era maturata prima.
27:47Perché gli era morta la mamma, aveva iniziato a lavorare, per cui anche alcune persone che
27:52avevano, alcune ragazze di quel tempo che avevano più o meno l'età di Angela, con cui
27:56abbiamo parlato, ci hanno detto che magari andavano alla sua festa di compleanno, ma poi
27:59non avevano un vero rapporto con lei, proprio per questa...
28:02E non dimentichiamoci anche un altro fatto, che lei lavorava, al contrario di altre sue amiche,
28:07per cui tutto faceva credere che lei fosse più matura, già più cresciuta delle altre.
28:14È lì, in quell'anonimo condominio stile anni Sessanta, che vive la famiglia Sant'Angelo.
28:20Lui, Mimmo, è un ex capitano di lungo corso e un ex amministratore dei villaggi Lauro.
28:26Dopo essersi ritirato dalla marina, si è messo a fare rappresentante per una dita di olio
28:30e di detersivi, di cui però la procura non riesce a trovare il nome.
28:34C'è una sentenza del tribunale sulla vita passata di Mimmo, che la definisce 50 anni di vita oscura.
28:40Mimmo si è sposato, poi ha divorziato e si è risposato con Gemma, Gemma Cennamo, che fa l'ostetrica.
28:47Dalla prima moglie, Mimmo ha avuto una figlia, Angela, che al momento dell'omicidio ha 19 anni.
28:54Angela lavora a Lina, come la madre, che è morta.
28:58Su Angela, forse sappiamo qualche cosa di più rispetto alla sua misteriosa e un po' strana famiglia.
29:04Forse possiamo immaginare qualcosa di più.
29:07È fidanzata, Angela.
29:09Sta per sposarsi e sta per farlo con un ragazzo di nome Nicola.
29:16Quando viene uccisa, Angela è in camera dei genitori, in pigiama, perché non si sente bene
29:21e ha appena scritto una lettera al fidanzato sul suo diario.
29:25Chiudo perché si sono fatte le 22.30 e mi auguro di poter dormire.
29:29Riprenderò domani.
29:30Ecco chi era Angela, una ragazza innamorata che aspettava il giorno dopo per riprendere a scrivere al fidanzato.
29:42Qualche ora dopo, invece, sarà massacrata.
29:45Da chi?
29:47Qualche testimone racconta di uno strano clima di tensione che c'era in quella casa.
29:52Gemma, per esempio, era inquieta, era attesa e perplessa nei confronti del marito,
29:56dei suoi guadagni non meglio identificati,
29:58delle persone che frequentava e che riceveva a casa e che non le piacevano.
30:03Assieme ad un amico, era andata in banca a prendere una cassetta di sicurezza,
30:07in cui aveva messo i gioielli e in cui avrebbe voluto mettere anche l'argenteria e la biancheria di valore.
30:15Gemma, poi, aveva confidato a qualcuno che aveva paura di finire male.
30:20Non era la sola ad essere preoccupata.
30:22Sembra che lo fosse anche Angela.
30:24Dobbiamo condivarlo con la testimonianza di un dipendente dell'INAM dove lavorava la figlia,
30:31di questo ragazzo, un certo dottor Madonna,
30:33che dice che avendo vista la sua ragazza preoccupata,
30:35gli aveva domandato perché era preoccupata,
30:37dice ma che è colpa del tuo fidanzato?
30:39Dice no, quello è un povero scemo, un bravo ragazzo.
30:41È colpa dei tuoi familiari.
30:43E chi li vede mai?
30:44Dice, allora perché stai così preoccupato?
30:46Tu fra poco magari ti sposi, c'è un ingegnere, c'è un ingegnere, vedete, io morito a scannata.
30:52Questo è il ragazzo.
30:53Questo è il ragazzo, sì.
30:54Allora, siccome questo si era qualificato ingegnere, aveva frequentato la famiglia,
30:57aveva affittato questo casolare in campagna che si trova nello svincolo di capo dell'autostrada di Capua.
31:02Poiché il mio zio non aveva avuto più notizie,
31:04erano andate lei e il marito ad aprire,
31:07avevano trovato solo delle brandine e degli strumenti,
31:10diciamo, vetro, alambicchi, altre e compagnie a me.
31:14Si erano rivolte a mio fratello Mario, perciò sappiamo questo fatto.
31:18Il marito ha detto, senti, fai la migliore cosa,
31:20cambia il catenaccio, ripiglia il possesso,
31:22butto tutto in campagna, questa roba che ne trovate, non ti preoccupare.
31:25Dopo le anche 4-5 giorni telefonò mia zia,
31:28dice Mario, no, non ti preoccupare, tutto bene, se l'hai vista a mimì,
31:31se la sta vedendo a mimì, sarebbe il marito.
31:32Che sarebbe nel momento?
31:33Niente, di più probabile che si sia venuti a conoscenza di srediti
31:36che non si poteva conoscere,
31:38siccome lui non è che stava molto bene,
31:40perché tant'è vera, aveva bisogno di ricorrere alla figlia per dei prestiti,
31:44perché è uscito nel diario della figlia
31:4610.000 a papà, 20.000 a papà ed altre,
31:49ecco, ma è bello.
31:51Hanno creduto di poter, di aver preso il terno all'otto,
31:53di poter far soldi, senza sapere che quella è una cosa un po' pericolosa.
31:59Hanno chiesto qualcosa e gliele sono andate a portare.
32:02Invece di danaro hanno ricevuto morte.
32:04Chi è il mostro di Via Caravaggio?
32:06Come può una persona sola ucciderne tre in quel modo?
32:10Cosa è successo veramente in quell'appartamento al quarto piano?
32:13E come si spiegano tutti quei misteri?
32:15Quelle due strisce di sangue, così diverse,
32:18quei corpi nel bagno,
32:19quella ragazza sul letto
32:20e anche quelle macchie sul davanzale della finestra?
32:24Andiamo alla scientifica di Bologna
32:26e andiamo a chiedere al commissario Silio Bozzi
32:28qualche spiegazione su tutto quell'orrore.
32:36Carlo, per me questo è uno dei miscidi più mostruosi che abbia mai visto.
32:48Certo, questo è un vero e proprio massacro.
32:50Ti chiedo subito una cosa,
32:52quanti erano a fare un massacro di questo genere?
32:55La prima cosa alla quale ho pensato è stata questa,
32:57quindi più persone che aggredivano
32:59e quindi erano in grado di sorprendere le vittime
33:01che erano situate in posti abbastanza distanti all'interno dell'appartamento.
33:06Però poi, guardando con attenzione,
33:08il modus operandi
33:09e l'unicità dei mezzi d'aggressione, d'attacco,
33:15ecco, mi sono persuaso che uno solo è stato l'aggressore.
33:17Uno solo.
33:18Uno solo.
33:19Che ha agito in questo appartamento, come vedi,
33:22è molto grande,
33:23con una struttura, una distribuzione di vani quasi labirintica.
33:27Analizziamo bene questo appartamento.
33:29Un appartamento grande,
33:31questo è il luogo in cui è stato ucciso il padre.
33:34Sì.
33:35Ecco.
33:36Padre, madre, figlia.
33:39Ripetiamo proprio ossessivamente.
33:41Incredibile.
33:42Guarda come sono distanti.
33:44Il luogo in cui è stato ucciso il padre
33:46e il luogo in cui è stata uccisa la madre.
33:49Per la figlia no.
33:50Sono più vicino.
33:50Guarda.
33:52A fare entrare l'assassino è stato il padre.
33:55Perché dici questo?
33:56Perché il padre?
33:56Lo dico per una ragione molto semplice.
33:58Perché esaminando l'abbigliamento delle vittime,
34:00la madre era intenuta prettamente da casalinga,
34:04con la borsa d'acqua, dell'acqua calda e in cucina.
34:09La figlia era in pigiama addirittura.
34:10La figlia era in pigiama e stava nella camera da letto matrimoniale.
34:13Forse non avrebbe neanche sentito, ecco, chi bussava.
34:16Quindi l'unico che poteva aprire era il padre.
34:18Il padre apre all'assassino.
34:20A un certo punto bevono, quindi ritornano nello studio.
34:24E in questo punto dello studio, in questa zona angusta,
34:27quindi tra questa bacheca, la poltrona, quindi la scrivania,
34:33c'è stata la prima aggressione, improvvisa.
34:36Improvvisa.
34:37Aggressione avviene in un modo brutale, direi quasi arcaico.
34:40Cioè afferrando e probabilmente scegliendo un oggetto
34:42e colpendo e sorprendendo il padre alla testa.
34:47Certo.
34:48Il padre che cade quasi subito.
34:51Immediatamente, a mio avviso, attacca e prende il cagnetto e lo sopprime.
34:56Il cane viene eliminato subito assieme al suo padrone.
34:59Penso proprio di sì.
35:00Penso proprio di sì.
35:01L'assassino ha ancora nelle mani,
35:04quindi brandisce l'oggetto con cui ha tramortito il padre.
35:09Quindi esce, supera l'ingresso, supera quest'altra porta e infila il corridoio.
35:17A questo punto l'appartamento è perfettamente silenzioso.
35:21Qua c'è la madre in cucina, nella camera da letto matrimoniale la figlia, malata.
35:27L'assassino va immediatamente, silenziosamente, in cerca delle prossime vittime
35:32perché non può lasciare testimoni.
35:34Ormai è cominciato il massacro e deve finirlo.
35:36Corridoio, corridoio, che ha una struttura a gomito.
35:44A mio avviso si reca in cucina.
35:47La seconda vittima è la madre, che viene colpita allo stesso modo,
35:51sorpresa nella zona centrale della cucina, qua vicino al tavolo.
35:54Sorpresa da questi colpi, violentissimi al capo.
35:57E la madre rimane qui, accasciata, quindi stesa in cucina.
36:02Terza vittima, la figlia.
36:05Perché la figlia?
36:06Perché la figlia?
36:08Dico la figlia perché se è vero che la figlia non ha potuto sentire niente della prima aggressione,
36:12cioè quella avvenuta ai danni del padre, deve certamente aver sentito qualche cosa,
36:16il tonfo, la caduta del corpo della madre avuta in cucina.
36:22Può aver sentito qualche cosa?
36:24Sì.
36:24Ah sì, certamente ha sentito qualche cosa.
36:27Quindi è facile pensare che si sia alzata, si sia diretta verso la porta,
36:31abbia aperto la porta e si sia trovato di fronte all'assassino.
36:35Infatti è lì che viene colpita, vicino alla porta.
36:37Viene colpita.
36:37Ecco, un altro particolare a mio avviso significativo è questo,
36:41che pur provenendo dalla cucina, l'assassino non ha ancora il coltello.
36:46Non ha ancora il coltello.
36:49E deduco questo da una cosa molto semplice, che se non l'avrebbe usato.
36:53Certo, invece continua ad usare il corpo contundente.
36:55L'esce continua a usare quell'oggetto misterioso e fracassa la testa della povera ragazza,
37:01che infatti è caduta in questo punto, infatti quasi allarga la pozza di sangue.
37:06Certo.
37:07Dopo cosa è successo?
37:10Ecco, a questo punto tutte e tre le vittime sono tramortite.
37:14Tramortite e nell'appartamento ripiomba il silenzio, silenzio assoluto.
37:20A questo punto l'assassino cosa fa?
37:21Questa sarà una costante delle sue azioni.
37:23Ritorna sempre da dove ha cominciato.
37:26Certo, quindi ricominciato dal padre.
37:28No, prima di ricominciare dal padre si rega in cucina, quindi va in cucina per cercare il coltello,
37:35perché segue sempre un metodo agghiacciante, lucido, determinato, folle.
37:41Quindi va in cucina e da questo momento sì che ricomincia da dove ha cominciato.
37:47Quindi ha il coltello nelle mani, probabilmente ha posato l'altro oggetto che è servito per compiere la prima fase dell'aggressione,
37:54e ha il coltello.
37:55Col coltello ricomincia da dove ha cominciato.
37:58Quindi corridoio, ingresso, di nuovo nello studio.
38:01E qui taglia la gola al padre, usando una precauzione, quindi coprendosi, quindi per proteggersi dallo schizzo di sangue,
38:09quindi coprendosi con un cuscino che ha trovato su questa poltrona, su una di queste due poltrone.
38:14Taglia la gola al padre.
38:16A questo punto maniacalmente, ossessivamente, ritorna indietro.
38:20Quindi ingresso, corridoio, corridoio, cucina, taglia la gola alla madre, ripercorre il corridoio, va dove giace il corpo della ragazza,
38:30quindi taglia la gola alla ragazza.
38:34A questo punto tutte e tre le vittime sono morte.
38:39Cosa fa?
38:40Quindi ritorna a quest'ordine, a questo metodo mostruoso.
38:44Ripercorre il corridoio, ingresso, di nuovo nello studio, per l'ennesima volta nello studio.
38:51Ritorna, comincia l'azione di trascinamento dei cadaveri.
38:56In questo modo.
38:57Li trascina, ingresso, corridoio, eccetera.
39:01Vediamo un po' che caratteristiche ha questo trascinamento.
39:05Cioè quale stria di sangue provoca questo trascinamento.
39:09Abbiamo riprodotto con grande fedeltà le conseguenze di questo trascinamento.
39:17Ecco, è una scia di sangue, quindi una stria ematica abbastanza modesta per quanto riguarda il sangue versato.
39:25Qua c'è del gocciolamento, segno che qualcosa, come una parte del corpo era soprelevato.
39:30Ecco, quindi era trascinato.
39:31Io penso che ad essere trascinate fossero le gambe.
39:35Penso così perché nella sua iperrazionalità l'assassino ha dovuto necessariamente tenere la parte sanguinolenta,
39:43quindi sanguinante, da cui fuoriusciva il sangue, più lontano possibile.
39:46Certo.
39:46In questo modo.
39:47Quindi trascina con grande lentezza probabilmente procedendo all'indietro.
39:51Ecco, in questo modo.
39:54Però a metà del corridoio c'è un intoppo, succede qualche cosa.
39:57Andiamo a vedere.
39:58Ecco, anche in questo caso abbiamo riprodotto con assoluta fedeltà la morfologia di questa striscia.
40:08Ecco, a metà del corridoio succede qualcosa, gli scappa la presa probabilmente.
40:12Insomma c'è una sosta, oppure accade qualcosa per cui l'assassino deve sostare.
40:17Ecco, lui sosta naturalmente anche il corpo della vittima.
40:20E qua vediamo questo allargarsi di questa macchia.
40:23Ecco.
40:23Riassesta la presa e ricomincia questo tragico trascinamento.
40:30E il trascinamento continua fino al bagno.
40:34Quindi dove poi il corpo, i resti del cagnolino e il corpo del padre vengono depositati nella vasca da bagno, come sappiamo.
40:45Vediamo cosa fa dopo.
40:47Ecco, ritorniamo allo schema.
40:48Iniziale.
40:52Ecco, questo è lo schema che riproduce le tracce dei trascinamenti.
40:57Ecco, abbiamo visto il corridoio, pausa, sosta.
41:00Sì.
41:00Ora deve trascinare anche l'altro corpo, senza vita.
41:06Quello della madre.
41:07Ecco, ritorna in cucina, ritorna in cucina e qua accade qualcosa di molto strano, qualcosa di enigmatico, che è difficile spiegare in maniera istintiva.
41:20Sì.
41:20Ecco.
41:21Quindi trascina il corpo della madre e però non abbiamo una scia simile a quella provocata dal trascinamento del corpo del marito.
41:30Cioè abbiamo una situazione stranissima, enigmatica.
41:33Cioè abbiamo due corpi che presentano le stesse lesioni, negli stessi punti.
41:37Però il trascinamento di un corpo, quello del padre segnatamente, provoca una scia sottile, incerta, come una pausa abbiamo visto.
41:44Quello della madre provoca una scia larga, più di un metro, compatta, uniforme, che scivola e descrive questa curva, ecco, e si spegne, quindi finisce ai piedi della vasca da bagno.
41:56Come è possibile?
41:57Esatto.
41:58Perché quella scia è più larga di quell'altra?
42:00Per una ragione molto semplice, ti ricordo di quelle difficoltà, la caduta del corpo, quella ripresa, quella sosta, ecco.
42:06L'assassino ha avuto queste difficoltà e ha voluto ovviare, sfruttando tutto quello che ha trovato all'interno dell'appartamento.
42:14Ha fatto una cosa molto semplice, iperrazionale, anche in questo caso ritorna allo stesso carattere, iperrazionalità.
42:20Quindi prende il corpo della donna e lo sistema sopra un plaid.
42:24Un plaid che ha trovato in cucina, come abbiamo visto, la borsa calda, dell'acqua calda, sta a testimoniarlo.
42:31La donna aveva freddo, c'era freddo, eravamo in novembre, quindi aveva un plaid.
42:36Lui lo vede, lo sfrutta, lo utilizza, lo stende e vi pone sopra il corpo per trascinarlo.
42:43Certo, e quindi il plaid provoca quella striscia, il plaid che è completamente imbibito di sangue, quindi intriso di sangue, prova questa scia larga, uniforme, e così trasportandolo.
42:53L'assassino non deve neanche correre il rischio di pestare la scia.
42:57Ecco, dopo cosa succede?
42:59Dopo succede che l'assassino continua a rispettare il suo ordine, il suo metodo.
43:06Sì.
43:09Trascina il corpo della ragazza, lo mette sul letto e poi lo avvolge tra lenzuola coperte in modo da creare questo terribile spettacolo.
43:18Certo. Ecco, porta i corpi della madre e del padre nel bagno. Perché?
43:23Ecco, questo è l'enigma più grosso, guarda. Io un'idea ce l'avrei, perché qual è il motivo che può spingere questo assassino che ha fatto un macello all'interno di questo appartamento?
43:36A perdere ancora tempo, a rischiare di travolgere oggetti, di farsi sentire, dalla gente che sta sopra, di lato, sotto, a stare ancora lì, intriso, bagnato di sangue, quindi, col rischio di calpestare sangue, quindi, e farsi...
43:50E farsi... e lasciare delle impronte per lui fatali.
43:56L'unica cosa che io penso, può aver inteso fare, quindi mettendo questi due corpi all'interno della vasca dal bagno, è stata quella di piazzarli là per depezarli, cioè farli a pezzi.
44:10Farli sparire e portarli via.
44:11Farli sparire. Riproponendo lo stesso metodo, quindi, chiaramente non c'entravano più di due persone, più, abbiamo detto, i poveri chiesti del cagnetto all'interno della vasca dal bagno, quindi lui si era preparato, quello è il luogo ideale per compiere questa mostruosa attività di depezamento.
44:28Farli a pezzi, metterli in valigie, in borsa, e quindi lavorare tutta la notte, ripulire tutto, però, però, però, qualche cosa l'ha interrotto, qualcuno o qualche cosa l'ha interrotto, l'ha bloccato, l'ha inibito.
44:45E questo è dimostrato da un'altra fotografia.
44:51Eccola qua.
44:56Cos'è questo?
44:57Ecco, questo è il davanzale della finestra del soggiorno.
45:01Queste sono le impronte provocate dalle dita insanguinate dell'assassino.
45:07Penso un po', si affaccia, cioè qualcosa lo disturba, oppure ha l'impellenza di comunicare qualcos'altro a un'altra persona, probabilmente un complice, oppure vuole vedere quello che sta succedendo, quello che ha causato rumore, un richiamo, qualche cosa che l'ha disturbato, e si affaccia sporgendosi molto.
45:22Se no, non avrebbe avuto questa esigenza di afferrare tutto il davanzale.
45:28E poi richiude la finestra.
45:33E questo mi sembra possa essere la prova di un'interruzione, di qualcosa che ha disturbato, che ha distolto l'assassino dalla sua azione.
45:43L'assassino, quella persona che ha appena ucciso con fredda e lucida ferocia, compiendo per tre volte gli stessi gesti, è affacciata a quella finestra, coperto di sangue.
45:53Nessuno lo vede, come in un film del terrore.
46:04Forse ha sentito un rumore.
46:07Quella finestra si apre su un parcheggio, e forse ha sentito alcune persone che tornano a casa, oppure c'è un'auto della polizia.
46:14O forse no, è più facile, sta aspettando un complice, qualcuno che ha chiamato col telefono.
46:20Una persona che deve arrivare per risolvere i problemi.
46:23Una persona che è più lucida e fredda e meno feroce di lui, e ritiene che non ci sia bisogno di terminare quel lavoro, fare a pezzi Mimmo, Gemma e Angela e portarli via.
46:32Basta soltanto cancellare le tracce, le più compromettenti.
46:35E lo fanno.
46:36Però qualcuna la dimenticano.
46:38Le impronte delle scarpe, le cicche di sigarette, per esempio.
46:41Dopo, basta andarsene, con l'auto di Mimmo.
46:45Oppure no, quell'auto, in via Nuova Marina, ce l'ha portata a Mimmo, quel giorno, e là l'ha lasciata.
46:52Il testimone che ha visto la fulvia, forse si è sbagliato, ne ha visto un'altra.
46:56Quindi, all'assassino, basta scendere, assieme al complice, montare sulla macchina di quest'uomo, e sparire.
47:02E da quel momento, diventa un uomo ombra.
47:11In quell'appartamento di via Caravaggio torna il silenzio, ma è un silenzio nero, carico di orrore per una strage non punita.
47:29Una strage, iniziata in una sera tranquilla, mentre una famiglia attende di andare a cena,
47:35e una ragazza, in pigiama, sul letto, scrive al suo fidanzato.
47:41A presto.
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