00:00Saluto chiaramente tutte le colleghe e i colleghi deputati. Ringrazio tutte le autorità e gli
00:12ospiti.
00:13La criminalità minorile è una realtà allarmante. Nel nostro Paese il numero di minori che commettono
00:29reati anche violenti è in costante aumento. Questo incontro offre dunque l'opportunità
00:38di riflettere sulle ragioni che spingono tanti adolescenti sulla cosiddetta cattiva strada.
00:45Le cause sono molteplici. Oltre a quelle di ordine sociale, culturale ed economico, purtroppo
00:53oggi si osserva anche una preoccupante indifferenza e apatia alla base dei minori che delinquono.
01:02Questo contesto è caratterizzato anche da modelli di riferimento virali e inadatti.
01:09Modelli che vengono emulati in modo spregiudicato e che contribuiscono ad affievolire la percezione
01:17della gravità delle proprie azioni. Un ulteriore fattore è il desiderio di essere accettati
01:24e di affermare la propria identità nel gruppo, dove la logica del branco incoraggia il compimento
01:30di atti illecisi. In un simile scenario il tema dell'educazione assume un ruolo centrale.
01:37È in ambito familiare e scolastico che vanno affrontati i sintomi di quei comportamenti
01:44antisociali che possono sfociare in azioni penalmente rilevanti.
01:49Il racconto della giornalista Gaia Monbelli, che saluto e ringrazio per il prezioso lavoro
01:58sfolto, mette in luce questi aspetti. La sua è una narrazione senza filtri che richiama
02:04l'attenzione sulle diverse storie di giovani detenuti per dar voce a un disagio profondo
02:09e di tipo esistenziale. Alcuni di loro sono cresciuti in situazioni molto difficili, altri
02:15provengono da contesti socio-culturali medio-alti. Tutti si trovano in carcere per riflettere
02:23sul disvalore della propria condotta e delle sue conseguenze. Ma la detenzione non deve
02:29trasformarsi in un punto di non ritondo. Troppo spesso, infatti, chi esce dagli istituti penitenziari
02:37è destinato all'emarginazione e all'isolamento da parte della società. Si alza così un
02:43muro invisibile tra presente e futuro. La sanzione penale finisce per convertirsi in
02:50una condanna definitiva alla rassegnazione. E' dunque necessario favorire il reinserimento
02:57sociale per non lasciare nessuno indietro. In questo modo è possibile risollevare i
03:04nostri ragazzi dal barato della criminalità. E' inoltre fondamentale intervenire in modo
03:09preventivo, cercando di intercettare in tempo i segnali di allarme. Istituzioni, politiche,
03:17famiglie e anche ovviamente le scuole, anzi forse soprattutto le scuole, devono condividere
03:23lo stesso obiettivo, intensificando gli sforzi per agginare la delinquenza giovanile e garantire
03:29il recupero dei soggetti coinvolti. Auspico quindi che da questa giornata possano emergere
03:37spunti e indicazioni utili per vincere queste importanti sfide. Solo offrendo ai nostri
03:43giovani maggiori opportunità di scegliere la buona strada, quella della consapevolezza,
03:50della dignità e della speranza, potremo aiutarli a costruire un futuro migliore.
03:55Grazie a tutti e buona giornata.
03:59Sottotitoli e revisione a cura di QTSS
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