00:00Una mossa sull'idea di ironia, intesa come socratica, arte di fare domande, ma anche
00:05come strategia estetica e critica, capace di alludere significati profondi senza esprimerli
00:10direttamente. Il Mambo, museo d'arte moderna di Bologna, ha inaugurato, nei giorni di artefera,
00:15l'esposizione collettiva Facile Ironia, l'ironia nell'arte italiana tra ventesimo e ventunesimo
00:20secolo, curata da Caterina Molteni e dal direttore del Mambo, Lorenzo Balbi.
00:25La mostra è una passeggiata negli ultimi decenni di arte italiana attraverso opere
00:30che sono accomunate dall'uso del filtro ironico, una strategia che molti artisti e artisti italiani
00:36hanno usato per esprimere la loro arte. Il progetto gioca su più livelli, sfrutta i colori
00:41e le immagini apparentemente facili, per aprire però ovviamente prospettive più complesse,
00:46spinose, metafisiche o politiche attraverso più di cento opere e di 70 artisti dagli anni 50 a
00:51oggi. Uno dei punti centrali è quello del linguaggio, che assume rilevanza particolare
00:56nella prospettiva dell'ironia, e passa attraverso le opere di Agnetti, Salvo o Giuseppe Chiari,
01:01ma anche attraverso le interpretazioni di De Dominicis, che accoglie il pubblico con la
01:04sua letterale Mozzarella in carrozza, così come quelle di Eva e Franco Mattes, con il loro notevole
01:10Copycat. E poi spazia l'orso di Paola Pivi, così come i dipinti di Alberto Savinio, alle istanze
01:16femministe e ai disegni scolastici di Aldo Mondino, ma anche alle strutture di Pino Pascali,
01:21e avere le proprie icone del Novecento, come la merda d'artista di Piero Manzoni,
01:25di cui in mostra è esposto anche un più raro fiato d'artista.
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