00:00Avevo 12 anni, vivevo nel cuore della Genova Bene, avevo appena iniziato la seconda media.
00:16Avevo 12 anni quando sono stata violentata fisicamente e psicologicamente tra le mura
00:21di casa mia, ripetutamente, per mesi e mesi, da un uomo di cui mi fidavo, da un uomo che
00:26nessuno avrebbe pensato potesse essere un mostro. Un dirigente genovese, il vostro bravo
00:31ragazzo. Lui mi diceva di stare zitta e che dovevo essere il nostro segreto. Dovevo giurargli
00:36di non raccontare niente a nessuno mentre sottostavo le sue torture. Il dominio dell'uomo,
00:41del padre, la mia mente e il mio corpo è sotto la sua autorità, l'emblema del patriarcato.
00:46Ma altro io non potevo fare, perché nessuno mi ha mai detto che potevo parlare. Nessuno
00:51mi ha mai chiesto perché ero diventata introversa all'improvviso, eppure non sono mai stata
00:55una bambina silenziosa. Ma la società intorno corre. Dove corre non si capisce. Certo è
01:00che non si ferma a guardare chi bene non sta. Perché questa società non ha tempo e non
01:05ha spazio per curarsi delle persone. Avanza, costruisce dighe e strade. Avanza verso il
01:10progresso e nuove promesse. Avanza dimenticandosi di proteggere e curare il bene prezioso della vita.
01:16Così le persone diventano sempre meno importanti, abbandonate, lasciate sole nell'affrontare
01:21il proprio dolore. Dalla parte del carnefice, dall'altro alla sua vittima.
Commenti