00:00Un multilateralismo inclusivo che riequilibri i sistemi alimentari globali riconoscendo il
00:04ruolo cruciale degli agricoltori. L'impegno arriva dal G7 delle associazioni agricole che
00:09per la prima volta ha riunito a Siracusa le principali organizzazioni all'interno del G7
00:13dell'agricoltura. Un momento di rilievo in cui l'Africa ha ricoperto un ruolo chiave per il
00:18futuro non solo agricolo del pianeta. L'abbiamo parlato con Luigi Scordamagli,
00:22amministratore delegato di Filiera Italia. Per la prima volta abbiamo messo intorno
00:26allo stesso tavolo le organizzazioni agricole dei sette paesi appunto del G7 coordinate da
00:35Coldiretti, insieme però anche a quello che sarà il protagonista futuro della sfida globale
00:45mondiale della food security e cioè l'Africa. Nella dichiarazione congiunta dei presidenti
00:51delle organizzazioni agricole del G7, sostenuta anche dall'Organizzazione
00:55mondiale degli agricoltori, emerge un cambiamento nell'approccio alla gestione dei sistemi alimentari
00:59globali. Un approccio che dice no ad un mondo distinto in blocchi geografici, all'opposto
01:07un altro modello che però da cui abbiamo preso insieme le distanze è quello di una globalizzazione
01:12selvaggia e invece insieme abbiamo proposto la visione condivisa di un multilateralismo inclusivo.
01:22Il documento ha alcune specifiche richieste che partono proprio dalla centralità del ruolo
01:26degli agricoltori. Sono una valorizzazione di un commercio internazionale che riconosce anche il
01:32valore fondamentale della rete degli agricoltori dei vari paesi, l'importanza che questi vengano
01:39remunerati, che rimangano legati capillarmente a un territorio che viene così valorizzato e
01:48mantenuto. Agricoltori anche molto diversi tra loro, piccoli, medi, grandi, molto grandi, ma
01:55che ha nei family farmers, nel presidio familiare ovviamente il suo punto di forza. Il tema caldo
02:02affrontato al tavolo dalle associazioni degli agricoltori è quello del cambiamento climatico
02:06che colpisce inevitabilmente l'agricoltura e le condizioni di vita dei contadini. In questa
02:11dichiarazione congiunta, in questo documento condiviso, sottolineiamo come siano proprio gli
02:16agricoltori i primi alleati al contrasto del cambiamento climatico, attraverso una politica
02:24sempre più importante che deve essere riconosciuta e valorizzata anche economicamente, di stoccaggio,
02:29di conservazione, di sequestro e stoccaggio del carbonio nel suolo. Strumenti come il precision
02:37farming, i sistemi di irrigazione smart, l'intelligenza artificiale, in cui l'Italia ha
02:41maturato una solida esperienza, dovranno essere implementati su larga scala anche in paesi come
02:46l'Africa. Un modello che a differenze di altre aree del mondo che vogliono colonizzare l'Africa,
02:51è un modello non speculativo, è un modello che condivide conoscenza e formazione con questa rete
02:59di agricoltori locali. E nelle stesse ore in cui l'agricoltore è al centro dell'interesse dei
03:04governi, con il G7 di Ortigia, e si riconosce il ruolo dell'Africa nei sistemi non solo agroalimentari
03:09globali, la famiglia reale del Marocco ha comprato attraverso un fondo la piemontese
03:14Nutcao, azienda produttrice di creme dalle nocciola, con 320 milioni di euro di fatturato.
03:19Io credo che siano positive tutte le azioni di integrazione anche a livello internazionale che
03:30si basino sulla condivisione di standard. Ci sono determinati prodotti, il cacao è un esempio per
03:37il quale dipendiamo dall'estero, l'importante è sempre che in queste operazioni ci sia poi da
03:46parte di chi produce una condivisione di standard, di standard di qualità, di standard di sicurezza,
03:52di standard di lavoro etico e quello che stiamo facendo anche nelle nostre iniziative congiunte
03:59nei paesi del Nord Africa piuttosto che in altre aree del mondo.
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