00:00Dal 13 al 28 luglio nel Monastero degli Olivetani di Lecce si è risposta in anteprima italiana la
00:06mostra Shari Sokhteh, quando il mito diventa storia, che racconta il sito patrimonio unesco,
00:11famoso come Pompei d'Oriente, nel Sistan Van Baluchistan, Iran sudorientale. Un percorso
00:17tra mito e storia che ripercorre 1500 anni, con 141 foto, pannelli esplicativi e una ricostruzione
00:24delle ultime evidenze scientifiche, raccontando le tappe degli studi internazionali condotte
00:29sul sito archeologico. Grazie soprattutto alle ricerche di Enrico Ascalone e Mansur Sajjadi,
00:35si è scoperto infatti che fu abitata da un popolo cosmopolita e pacifista, fu un esempio di civiltà
00:41aperta all'intercambio culturale in uno dei siti più significativi dell'intera età del bronzo.
00:47Enrico Ascalone. È un sito particolarmente importante non soltanto perché è inserito
00:53nella lista UNESCO, ma anche perché le recenti scoperte svolte dagli archeologi italiani
00:59e iraniani in una missione congiunta che iniziò nel 2016, hanno permesso di conoscere una
01:05società non gerarchizzata, così come quelle dell'Egitto e della Mesopotamia, ma anche
01:09un centro matrilineare e un centro all'interno del quale apparentemente rapporti pacifici
01:16e lineari da punto di vista gerarchico si dovettero sviluppare durante la cosiddetta
01:22età del bronzo iraniano. Un centro che dal 3500 al 2000 a.C. seppe sviluppare non solo i commerci,
01:29ma fu importante anche come centro letterato. La scoperta di una tavoletta nel 2021 è esplicativo
01:35di come il centro sviluppasse, si organizzasse all'interno di una contabilità amministrativa e
01:40quindi anche attraverso evidenze testuali decisive per comprendere naturalmente il ruolo
01:46e le complessità del centro durante il periodo proturbano, parliamo già della fine del quarto
01:50millennio a.C.
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