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Trascrizione
00:23Buon lunedì e ben ritrovati con Daniela, ciao Daniela.
00:27Ciao Andrea, benvenuti a tutti e buon inizio settimana con un bel sole.
00:31Buon inizio mese.
00:32Adesso no, è buio perché ovviamente sono le 18.
00:34Siamo nel mese di novembre, tra l'altro c'è una luce meravigliosa in queste giornate.
00:39Io sono riuscito a godermi un po' del fogliaggio del Trentino in questo weekend.
00:43Ti abbiamo guardato con invidia.
00:44Ma poi sono tornato a Brescia e mi sono reso conto che anche qui in via 20 settembre abbiamo lo
00:50stesso fogliaggio.
00:51Quindi possiamo goderci questa meraviglia anche a casa nostra, i parchi e tutto il resto, la Campania, la Fragia Corta,
00:57la Bassa Bresciana.
00:58Come è romantico Andrea oggi.
00:59No, per forza di cose, con questa atmosfera come si fa a non esserlo, c'è una luce spettacolare.
01:05Allora Daniela, questa sera parliamo di emozioni.
01:09Quando le emozioni diventano tempesta.
01:11E avremo anche la testimonianza di due ragazzi, Vanessa e Alessandro.
01:15Ma ancora prima parleremo di tutto questo con Claudia Carzeri, consigliera regionale Lombardia.
01:20Buonasera Claudia.
01:21Buonasera Andrea, buonasera Daniela.
01:23Buonasera, ben trovata nel nostro nuovo salotto.
01:26Grazie, grazie.
01:26Abbiamo anche la presidente dell'associazione Paura delle Nuvole, Monica Parzani.
01:32Buonasera Monica.
01:33Buonasera.
01:34Allora, con chi iniziamo?
01:36Con tutte e due.
01:37Con tutte e due insieme, all'unisono.
01:38No, è una bella puntata questa.
01:41Noi, dall'inizio della stagione, ormai è passato un mese, è vero?
01:45Sì, ormai è passato poco più di un mese e abbiamo visto quanto sia importante dialogare dei giovani ma con
01:52i giovani.
01:53E quindi Andrea diceva appunto che ci saranno due ragazzi con noi e in questo, diciamo, salotto ci piace anche
02:00mettere e porre quella luce giusta
02:05proprio su ciò che fanno, sulle loro paure, sulle loro angosce, anche sui loro dubbi.
02:12Perché potrebbe sempre essere utile anche ai genitori che ci ascoltano da casa ma anche a loro, no Andrea?
02:17Ma perché poi le paure dei giovani sono le paure anche un po' degli adulti.
02:21Abbiamo scoperto, parlando con professionisti, raccontavano delle tempeste emotive che magari ritroviamo anche noi in forma diversa, però insomma si
02:31continuano poi nella crescita con il porsi delle domande, con accettare anche delle insicurezze.
02:39Partiamo da Claudia?
02:40Da Claudia, infatti quando parliamo di tempeste emotive, parliamo di un disagio che spesso gli adulti faticano in effetti a
02:47riconoscere.
02:48Quanto è importante quindi che le istituzioni imparino ad ascoltare questi ragazzi prima che il disagio diventi più difficile da
02:54gestire?
02:55Ma è sicuramente fondamentale. Oggi lo leggiamo sui quotidiani, lo vediamo, l'abbiamo visto anche nella recente tragedia che è
03:05successa nelle nostre piazze
03:07dove questi giovani minorenni anche si sono permessi di andare contro le istituzioni, di andare contro le forze dell'ordine,
03:17di andare contro insomma il sistema.
03:19Perché? Dobbiamo domandarcelo, dobbiamo capire e dobbiamo intervenire tempestivamente, sicuramente attraverso un lavoro che parte dal territorio.
03:29Io ricordo quando ero una ragazza che andavamo tutti all'oratorio, oggi purtroppo tanti giovani ti scappano dal controllo perché
03:40non vanno più nei luoghi simbolo della nostra adolescenza, della nostra infanzia.
03:45Questo è un grosso problema perché per controllare, per capire, per prevenire devi sapere dove si inserisce questo disagio.
03:52Quindi si demanda un po' alla scuola, purtroppo. E la scuola non è il luogo dove intervenire sul disagio.
03:59La scuola deve formare, deve informare e deve trasferire delle conoscenze ai giovani.
04:05Quindi il primo obiettivo che bisogna darsi è capire quali sono i luoghi dove i giovani stanno.
04:12E spesso i luoghi sono quelli della rete, quelli della casa, delle quattro mura, dell'isolamento sociale.
04:18Poi magari si scoppia con un'aggressività che era latente ma che non si vedeva.
04:25E quindi attraverso anche il lavoro dei comuni e dei servizi sociali, noi diamo diverse risorse alle comunità per raccogliere
04:34il disagio e trasformarlo poi in una risoluzione.
04:39Non è facile perché, come dicevo prima, quando io facevo l'assessore, facevo la catechista, li avevo tutti sotto controllo
04:47e li trasferivo subito ai servizi sociali, attraverso anche il lavoro del prete, attraverso il lavoro con le famiglie.
04:53Quindi oggi bisogna aiutare e sostenere le famiglie per andare a intercettare quanto prima il bisogno.
04:59Un bisogno che però noi dobbiamo stare attenti a far sì che non si trasferisca verso chi si comporta bene,
05:05verso chi non ha il disagio oggi.
05:06Perché ci sono anche tanti giovani che lavorano, studiano, lavorano e studiano insieme, lavorano anche a casa, aiutano i genitori,
05:15aprendono dei bei voti, si comportano bene.
05:17E se noi concentriamo tutte le nostre politiche solo sul disagio, poi trascuriamo chi si comporta bene, chi oggi vive
05:26tranquillamente la sua adolescenza.
05:30Ci sono anche le associazioni che sono fondamentali per il nostro territorio.
05:37Noi abbiamo a Rovato un'associazione che è Paura delle Nuvole.
05:41Allora ti chiedo Monica, perché nasce e che cosa vuole raccontare questa immagine delle nuvole che secondo noi è bellissima?
05:51Innanzitutto volevo collegarmi al discorso che ha fatto la dottoressa.
05:55Il disagio spesso è anche nascosto dietro le persone per bene, quelle che studiano, quelle che hanno ottimi voti e
06:02famiglie abbastanza tranquille.
06:07Ci sono aspetti invisibili, ci sono delle disabilità emotive invisibili che vale la pena di capire.
06:16Per questo mi piacerebbe fare una breve introduzione su che cosa si intende o cosa noi intendiamo per tempesta emotiva.
06:24L'associazione che è nata qualche anno fa, due anni e mezzo fa a Rovato, è nata per volontà di
06:31alcune famiglie, di alcuni professionisti che si sono visti affrontare tempeste emotive,
06:37ma di una certa gravità non erano le tempeste emotive tipiche dell'adolescenza, ma era qualcosa di più importante.
06:48Parliamo cioè di attivazione molto bassa, cioè di aggressività che scoppia con motivazioni molto leggere e parliamo di un eccesso
07:03di stimoli.
07:04Quando questi due si incontrano succede che avviene l'esplosione, quindi è come immaginarsi un'auto veloce in corsa con
07:12un sistema frenante non funzionante.
07:16L'esplosione è la conseguenza di questo incontro e è qualcosa che avviene nel cervello, è qualcosa di biologico e
07:26appunto per questo non sempre dipende dal disagio familiare o dall'ambiente, dal contesto.
07:32Succede perché il nostro cervello ha tre centraline, cercherò di farlo molto breve, una centralina che è la neocorteccia, che
07:41è razionale,
07:43poi abbiamo un sistema limbico con una amigdala che è il cuore delle emozioni e poi abbiamo un sistema rettiliano
07:51che agisce e attiva tutte le funzioni necessarie,
07:54la sopravvivenza come il respiro, le attività fisiologiche. Quando il sistema della neocorteccia non lavora bene, succede che il sistema
08:06limbico,
08:08metaforicamente potremmo chiamare la neocorteccia come il pilota. Quando il pilota non conduce, succede che il sistema limbico,
08:17l'amigdala esplode, cioè le emozioni si fanno molto forti e a questo punto reagisce il sistema rettiliano, o quasi
08:25finito.
08:26Cosa fa? Il cervello va in tilt, è completamente offline.
08:31Diciamo che c'è stato, scusi se la interrompo, il cartone inside out, che poi si vedeva proprio la torre
08:38di controllo, quello che lei sta spiegando.
08:40Quindi l'emozione, quando l'emozione scoppia e quando non c'è il passaggio che dovrebbe essere poi controllato, è
08:48il famoso controllo, giusto?
08:49Esattamente. Quando questo succede appunto il cervello è offline, scoppia questa esplosione o può essere anche un'implosione,
08:59perché può esserci una iperattivazione o anche una ipoattivazione, per cui per difesa il sistema nervoso blocca tutte le centraline
09:09e si va in letargia, piuttosto che troviamo il mutismo, mutismo selettivo, eccetera.
09:15Quindi quello che noi organizziamo come associazioni sono incontri per famiglie, ma anche docenti,
09:21perché siamo consapevoli che il mondo della scuola è importantissimo.
09:25In questi incontri noi spieghiamo con parole semplici dei concetti scientifici, lo fanno gli specialisti,
09:32a genitori e docenti cosa fare per supportare bambini e ragazze nei momenti in cui vi sono queste esplosioni.
09:39Perché durante la crisi, ad esempio, raccomandiamo di essere presenti, di essere alla calma, di essere come adulto,
09:47la regolazione del sistema nervoso del ragazzo.
09:49Al di fuori della crisi, cioè quando il cervello si riattiva, allora è il tempo di capire perché è avvenuta
09:56la crisi,
09:57qual è stato il fattore scatenante e quali sono le attività di prevenzione.
10:01Tengo a precisare che noi oggi parliamo di giovani, ma la disregolazione emotiva riguarda anche gli adulti
10:07e può anche essere temporanea perché ciascuno di noi vive dei periodi nella vita un po' più complicati.
10:13Quello che noi abbiamo voluto è creare un'associazione che fosse un po' diversa,
10:18cioè non organizziamo gruppi di mutuo aiuto che sono sicuramente utili perché con quelli ci si sente capiti
10:24e noi incontrando altre famiglie ci sentiamo meno soli, ci sentiamo capiti,
10:28ma inserendo anche delle figure con delle specializzazioni che possono fornire informazioni
10:34possiamo anche capire perché il figlio, l'alunno si comporta in quel modo,
10:40leggere i comportamenti e soprattutto capire quando non si tratta di capricci
10:45e quando si tratta di crisi non volute, perché intervenire con una repressione,
10:51con una punizione su un comportamento non voluto, non soltanto non aiuta il ragazzo,
10:57ma può anche scatenare l'effetto opposto.
11:00Però oggi si parla di disagio giovanile ma spesso si interviene anche quando ormai è troppo tardi,
11:09la situazione è già esplosa.
11:10Quanto manca ancora sul fronte proprio della prevenzione e nell'intercettare proprio questa problematica?
11:17Ma siamo in una situazione, diciamo come dicevo prima, un po' complessa, difficile da intercettare.
11:25Sicuramente la scuola svolge un grande compito, un compito però che non possiamo chiedere solo alla scuola.
11:34Infatti io nello scorso bilancio ho fatto una proposta che si sta inserendo nei nostri territori,
11:43ossia l'istituzione del coaching parentale, ossia una figura, perché voi lo fate magari come associazione,
11:50cercate di aiutare e sostenere le famiglie con un'associazione ma non in tutti i territori.
11:55Esistono purtroppo associazioni che si possono prendere cura di questa necessità.
12:02Quindi la regione attraverso una norma ha inserito questa figura che dovrà essere una figura di supporto per le famiglie,
12:11perché oggi la famiglia ha bisogno di essere aiutata, ha bisogno di capire il bisogno dei figli,
12:19di capire cosa si vive durante l'adolescenza, anche se l'abbiamo vissuto tutti,
12:23ma ogni adolescenza probabilmente è diversa.
12:25Oggi si sta attraversando un divario molto diverso tra quelli che sono gli adulti e quelli che sono i giovani,
12:35anche perché i genitori lavorano entrambi, i nonni lavorano ancora, quindi magari l'adolescente o il bambino è lasciato a
12:41una terza figura familiare
12:44che non è quella più intima del genitore o del nonno, pertanto la necessità di aiutare e sostenere le famiglie,
12:52anche perché oggi abbiamo tante famiglie che sono immigrate, sono arrivate in Italia magari anche da diversi anni,
12:59però non sanno ancora bene come qualcuno non sa neanche l'italiano.
13:03Quindi è ovvio che si ha poi all'interno della famiglia il bisogno, soprattutto nelle famiglie immigrate,
13:10di trovare un equilibrio tra quello che vive il figlio, perché i genitori arrivano da paesi con un'altra mentalità
13:18e oggi il figlio invece vede un mondo che è più aperto.
13:23Che tipo di figura, scusa Claudia, intendete?
13:27Cioè una figura che va ad aiutare, dicevi, le famiglie?
13:31Una figura formata, ovviamente, che attraverso il lavoro dei comuni, attraverso il lavoro delle scuole,
13:37aiutano e formano i genitori a fare questo lavoro, che è il lavoro più difficile del mondo.
13:43Una volta poi avevamo, cioè noi facciamo sempre questo paragone, i figli di oggi, i figli di una volta,
13:49i genitori di oggi, i genitori di una volta.
13:50Una volta ci si sposava presto, si faceva ai figli velocemente, magari si facevano 4-5 figli
13:56e venivano su respirando, perché i genitori, vabbè, la mamma era quasi sempre a casa,
14:02però era una vita molto, diciamo, di fatiche.
14:06Oggi non che manchino le fatiche, anzi, però il ruolo del genitore è anche una figura più vecchia,
14:13più anziana, perché i figli si fanno più tardi e quindi intercettare questo bisogno
14:20deve arrivare un po' anche dalle istituzioni e anche da noi.
14:24Quindi questa figura che abbiamo studiato deve essere qualificata,
14:29deve essere una figura che aiuta a sostendere la famiglia, la forma nel suo difficile ruolo e compito.
14:35È una figura importante e che ruolo possono avere invece le associazioni tipo, appunto, paura delle nuove?
14:40Beh, un'associazione così in tutti i territori sarebbe un grande risultato,
14:45un grande obiettivo che ci si potrebbe dare.
14:48Complimenti a voi, non so quante ce ne siano, perché non credo ce ne siano così tante,
14:55cioè non ce ne siano tante in ogni comune, probabilmente loro fanno,
14:58anzi sicuramente fanno un lavoro egregio e fondamentale,
15:03probabilmente vissuto anche sulla propria pelle, quindi questo dà un risultato maggiore, immagino.
15:11Se posso aggiungere una cosa, per i genitori è difficile, tu dicevi Monica, si intercetta fin da piccoli.
15:21Secondo me se ci sono dei genitori magari molto attenti, se sono bravi a cogliere certi campanelli d'allarme,
15:28non tutti siamo così.
15:29Ma anche preparati.
15:30E anche preparati, oggettivamente. C'è chi invece può scambiare un'emozione per un qualcosa che è normale a quell
15:41'età.
15:41Quante volte si sente, ma sì il bambino lascialo fare, è normale a 7 anni, a 10, a 12,
15:46poi ci si rende conto che quello che noi definiamo normale diventa in qualche modo un problema reale,
15:53per il bambino che diventa grande e per i genitori che non sanno come affrontare.
15:58Quindi secondo me un plauso a voi, ma soprattutto ti chiedo, ci vedono tante mamme, tanti papà oggi,
16:04ma anche tanti nonni, quali sono i campanelli d'allarme per cui dovremmo dire
16:09c'è la presenza di una disregolazione emotiva che ad oggi questa parola ancora è veramente poco utilizzata e conosciuta?
16:16È una parola molto.
16:18Mi blocco perché abbiamo la pubblicità tassativa e la risposta la diamo subito dopo.
16:23A tra poco.
16:37Eccoci di nuovo in diretta, parliamo di emozioni, tempeste emotive giovani.
16:43Chiedevo a Monica se puoi dare un consiglio ai genitori che ci stanno ascoltando a casa.
16:48Ci sono dei campanelli d'allarme per cui dovrebbero farci riflettere che probabilmente si parla di disregolazione emotiva.
16:57Diciamo che le emozioni le viviamo tutti.
17:01Normalmente ci sono delle giornate in cui le cose vanno male, siamo più arrabbiati del solito,
17:08però a fine giornata tutto passa, la situazione rientra.
17:10In alcune persone questo non avviene, cioè c'è una bassa soglia di attivazione per cui ci si rabbia veramente
17:19per poco.
17:20La rabbia è espressa in maniera molto più forte e dura per un tempo superiore.
17:26Lo si vede già da quando i bambini sono piccoli ed è lì che va concentrato lo sguardo,
17:32perché se lo facciamo sui bambini piccoli, li possiamo accompagnare in un percorso che dura più anni
17:38e si aiutano a sviluppare le capacità esecutive di controllo che mancano in alcune tipologie di funzionamento.
17:47Quindi per fare un esempio così concreto, un pianto che dura tanto e c'è un'esagerazione dietro un pianto
17:54per una banalità?
17:55Un bambino che piange il giorno prima perché il giorno dopo deve andare alla scuola materna.
17:59È già qualcosa di un po' straordinario perché si capita che tanti bambini davanti al cancello,
18:05il distacco della mamma, piangono.
18:07Ma se il bambino passa la giornata precedente a pensare che il giorno successivo ci sarà,
18:12oppure se pensiamo alla scuola...
18:14Io ero così, eh?
18:16Ma infatti ne abbiamo scoperto qualche puntata fa che qua c'è un problema forse di ADHD e DSA.
18:22Ah, con l'asilo era uno sciacro a tre anni.
18:26Un giorno prima, già io non vado all'asilo.
18:28Ecco, vedi?
18:29Non è facile.
18:31Non andavo da sola all'asilo.
18:32Ah, vedi, tu invece no.
18:34Ci sono quelli che non vogliono tornare a casa e quelli che proprio non vogliono andarci.
18:38Non è facile riconoscerlo, vederlo e riconoscerlo perché è un po' il tabù, il funzionamento della mente.
18:44C'è un bambino che ha un gesto perché è caduto sugli sci, tutti lo capiscono,
18:49ma un bambino che non si presenta a scuola un giorno, due giorni, tre giorni e a scuola non riesce
18:53ad andare,
18:54viene visto sempre un po' come mamma, perché la zarone, la famiglia dov'è, si incolpano i genitori.
19:00O magari va a scuola, ma com'è stato a scuola?
19:03È entrato a scuola ma ha nascosto tutta una serie di lotte che ha dovuto fare a livello emotivo per
19:09rimanerci.
19:10Una famiglia che si trova ad affrontare queste problematiche, insomma, è dura.
19:15Regione Lombardia cosa mette a disposizione?
19:19Tantissime misure, tantissime risorse, cercherò di spiegarvele nel tempo che ho a disposizione.
19:27Il primo progetto di cui voglio parlare è sicuramente quello dello psicologo delle cure primarie,
19:34una figura fondamentale che abbiamo inserito all'interno di tutte le case di comunità,
19:38cercando di garantire le risorse nei prossimi anni.
19:42È stata una scommessa e non è che tutte le regioni hanno questa figura all'interno delle case di comunità.
19:48La regione Lombardia è riuscita, lo sta portando avanti, lo porterà avanti nei prossimi anni,
19:54con uno stanziamento importante di risorse, perché pensate che solo per il 2026 abbiamo investito 12 milioni di euro.
20:01Io vi dico che sto girando le case di comunità e dove è inserito lo psicologo delle cure primarie,
20:08quindi questa figura che poi ha un collegamento diretto anche con la scuola, il comune, i servizi sociali,
20:14riusciamo a intercettare molto velocemente il bisogno, anche perché vanno sì gli adulti e i giovani,
20:20insomma può andare chiunque senza particolari appuntamenti o liste di attesa,
20:26e c'è massimo riservo, quindi massima privacy, ma devo dirvi che si intercetta subito il bisogno
20:36e queste figure, queste persone, queste figure che si occupano di queste persone
20:41riescono comunque a dare delle risposte in tempi veloci.
20:46Poi se la persona ha bisogno di un professionista più qualificato,
20:51allora sarà lo psicologo a mandare il paziente verso figure più idonee.
20:57Quindi io dico che questo è un grande risultato che dobbiamo mantenere nei prossimi anni.
21:02Poi abbiamo gli sportelli psicologici all'interno delle scuole che ci sono da tantissimi anni
21:07e noi andiamo a finanziare alcuni di questi sportelli con una dotazione finanziaria di quasi 4 milioni di euro.
21:14Anche qui, ricordo quando ero assessore ai servizi sociali nel mio paese,
21:19io l'avevo inserito anche negli asili, lo sportello psicologico che funziona sia per i ragazzi
21:25che per i genitori ed è fondamentale anche questo.
21:29Quindi anche con la scuola in ascolto siamo riusciti insomma ad andare a intercettare diverse risorse
21:34e diversi bisogni per aiutare e sostenere anche i comuni,
21:39perché non possiamo pensare che i comuni, che arrivi tutto addosso i comuni.
21:44Si parlava prima dei disturbi dell'apprendimento, oggi per quanto riguarda anche tutto il sistema di supporto
21:51ai ragazzi che hanno bisogno di questo, cioè sia regione ma ci sono anche i comuni,
21:57dipende da che scuola si va.
21:58In orte abbiamo per quest'anno, vediamo se il prossimo anno le politiche sociali dell'Unione Europea
22:03riescono a darci ancora questo finanziamento, il progetto App,
22:07che è un progetto che si organizza, che parte dall'ATS ma arriva sui nostri territori,
22:12con le associazioni terzo settore o con i comuni per sostenere il bisogno delle famiglie
22:20e soprattutto dei ragazzi.
22:22App nel senso di App o App su, cioè UPP?
22:25UPP.
22:26E' UPP, quindi è su, ci tiriamo su, va bene.
22:29E' asterisco e app, si chiama così, abbiamo una dotazione di 7 milioni di euro
22:34indicato per la fascia d'età dagli 11 ai 25 anni.
22:39Abbiamo i centri per la famiglia, anche qui abbiamo 6,5 milioni di euro per il 2025-2026,
22:48quindi anche qui risorse importanti per sostenere il lavoro delle famiglie.
22:55così come anche le neuropsichiatrie, anche la neuropsichiatria viene vista come un puntello fondamentale,
23:02sono state inserite figure nuove per implementare il lavoro perché c'erano diverse liste d'attesa
23:08e se noi andiamo a intercettare il bisogno e la malattia, qualora ci fosse una malattia
23:14o se ci fosse solo il bisogno, riusciamo a prenderlo in tempo e quindi far sì che non si acutizzi
23:20e che non diventi una cosa, un sistema cronico di portare avanti il disagio.
23:26Pertanto c'è una regione Lombardia, poi ce ne sono tanti altri,
23:30ma credo che oggi sia fondamentale non solo mettere delle risorse,
23:34ma anche mettere dei servizi di qualità e fare anche un lavoro con associazioni di questo tipo
23:39perché sono quelle che riescono a dare risposte insieme però sempre ai comuni che sono fondamentali.
23:45E poi scusami, è fondamentale tutto questo, quello che state facendo, però bisogna creare anche cultura
23:51perché i ragazzi devono sentirsi non solo liberi ma quasi in dovere ad andare allo sportello.
24:00Prima diceva Monica che un bambino che arriva con il gesso chiaramente si è fatto male al piede,
24:07un bambino invece che ha qualcosa dentro non lo vedi.
24:09Ecco, deve sentirsi libero ad andare allo sportello e parlarne e anche la sua presenza qui a TeleTutto
24:17porta a una certa cultura, siamo qui anche per parlare di questo.
24:21È importantissimo che usciate dagli uffici per raccontare quello che viene fatto
24:28a livello non solo burocratico ma anche effettivo.
24:31Hai detto bene anche perché spesso abbiamo delle opportunità,
24:35però ci abituiamo solo a lamentarci e invece secondo me sapere che ci sono delle opportunità
24:41sicuramente abbiamo un sacco di problemi e ci sarebbe ancora tanto da fare,
24:46però almeno sfruttare se è stata lungimirante l'asilo,
24:50Monica diceva già dall'asilo lo puoi percepire,
24:54avere una famiglia che magari ha un campanello d'allarme
24:56sa che c'è uno psicologo già a partire dall'età prescolare,
25:02secondo me è fondamentale.
25:04Monica, io sono curiosa di chiederti anche cosa succede quando un ragazzo chiede aiuto a voi?
25:09Cioè, cosa succede? Ci sono ragazzi che chiedono aiuto, no?
25:13Allora, no, diciamo che la nostra associazione supporta i genitori.
25:17Quindi il ragazzo non può chiedere aiuto?
25:18No, il ragazzo normalmente è già seguito da un professionista.
25:23Sono nelle neuropsichiatrie di Chiari, di Iseo.
25:26Quindi voi siete proprio ad hoc per i genitori?
25:29Sì, perché al di là dell'ora dell'incontro con la psicoterapia, la seduta,
25:35poi tutta la giornata, tutti i giorni della settimana,
25:38magari l'incontro avviene ogni due settimane,
25:40poi è a casa o è a scuola e quindi sono le mamme e i papà
25:45che hanno a che fare con i suoi problemi, le sue crisi.
25:48Sono gli insegnanti, i docenti a scuola che hanno paura,
25:51si spaventano quando vedono dei comportamenti che non conoscono
25:55e magari non hanno la formazione.
25:58Perché è vero che mettere degli specialisti è importantissimo,
26:01ma anche formare i docenti su quelle che sono le manifestazioni
26:05da non confondere con un comportamento strafottente.
26:09In realtà è un momento di difficoltà.
26:12Insomma, immagino, ci raccontano che è molto difficile.
26:16Tanti devono curarsi poi dell'insegnamento
26:19e non possono fare tutte e due le cose.
26:21Io ricordo, Monica, un racconto di una mamma in una scuola
26:25che era stata anche nostra ospite.
26:27Lei aveva un ragazzo di HD
26:29e non avevano capito subito la diagnosi
26:32e in classe veniva considerato il disturbatore.
26:36Ma c'è stato l'insegnante d'italiano, alle medie,
26:40che aveva percepito questo disagio
26:42e aveva spiegato alla classe
26:43che non era un ragazzo da eliminare o da mettere all'angolo,
26:49ma era una risorsa.
26:50Ed è stato grazie a questo grande professore
26:54che il ragazzo ha trovato il suo spazio in una classe
26:56e quindi veniva anche capito
26:58perché lui non aveva colpa di questo.
27:02E durante la pubblicità mi dicevi
27:04che spesso la disregolazione emotiva
27:06è soprattutto nei bimbi con DSA, con ADHD, qualche forma.
27:13Anche, ad esempio, la prosoditazione cognitiva,
27:19oppure, parlo anche per esperienza,
27:22oppure l'autismo, quello ad alta prestazione,
27:27per cui ad alta numerazione.
27:29Comunque hanno caratteristiche nascoste,
27:32sembrano ragazzi intelligenti, forti,
27:35e poi alla fine hanno tutta una serie di fatiche nascoste.
27:41Però ecco, la disregolazione è trasversale,
27:44quindi è stato difficile anche decidere
27:47di creare un'associazione,
27:48perché creare un'associazione quando ce ne sono già tante.
27:50Però questa così, noi sinceramente abbiamo cercato, non c'è.
27:53Io, per esempio, mi sono proposta
27:55per essere un riferimento per la provincia di Brescia
27:59per l'associazione che si occupa di famiglie, ADHD,
28:02ma non avendo un figlio, una figlia, con questa diagnosi,
28:06non mi è stato possibile aiutare, coordinare, far nulla.
28:10E quindi alla fine ci siamo detti,
28:12creiamo una realtà che va dal di là della diagnosi
28:16e che non si consensi tanto sul definire chi è qualcosa.
28:20Cioè la diagnosi non siamo noi, non è il ragazzo.
28:23Il ragazzo è come funziona.
28:25All'interno poi di diversi tipi di funzionamento divergente,
28:30ciascuno è diverso a suo modo,
28:32quindi ci concentriamo più sul funzionamento del singolo
28:34che non sui protocolli generali.
28:39E ricordo, ci concentriamo sul supportare le mamme,
28:42soprattutto, perché le mamme vanno in tilt.
28:45E i papà, ovviamente, però la mamma passa un po' più tempo con il ragazzo
28:49e le crisi, spesso e volentieri, esplodono con la mamma.
28:54Mi hai fatto venire in mente una bellissima esperienza
28:57che ho vissuto quando ero bambina all'elementare
28:59e secondo me dovremmo riportare questo metodo nelle nostre scuole.
29:06Io avevo, dalla prima elementare alla quinta elementare,
29:09un ragazzino che purtroppo non c'è più con la sindrome di Down,
29:12è mancato qualche anno fa.
29:13E a questo ragazzino che aveva sì l'insegnante di sostegno,
29:17ma lo teneva poche ore,
29:19eravamo noi ad occuparci di lui.
29:22Cioè noi ci prendevamo cura di Alessandro,
29:24lui poi era tremendo, scappava in continuazione,
29:28quindi dovevamo cercarlo.
29:30Lo portavamo in bagno, faceva i suoi bisogni.
29:32Cioè ci prendevamo cura di questo ragazzino.
29:34E per noi la disabilità...
29:36Non la vedevi neanche?
29:37Ma non c'era, era normale avere un nostro compagno di classe,
29:43guai chi ce lo toccava,
29:45poi lui era davvero molto vivace,
29:47andava in giro a fare il disturbatore seriale
29:49perché gli piaceva fare un po' di casino,
29:51e noi dovevamo richiamarlo all'ordine,
29:54farlo stendere al proprio banco e fargli fare le cose.
29:56Insomma, questo mi ha fatto venire in mente
29:59nel raccontare del professore d'italiano
30:02che ha inserito comunque i segnali del diverso
30:07in una classe che doveva trattarlo come un proprio pari.
30:12Assolutamente.
30:13Se dovesse invece indicare una priorità concreta
30:15delle istituzioni ad oggi,
30:17quale le verrebbe in mente?
30:19Guardi, lavorare dal basso.
30:21Io porto un altro mio esempio
30:23perché è un esempio, credo, molto virtuoso
30:26quando ho fatto l'assessore appunto i servizi sociali.
30:28Fortunatamente ero anche catechista
30:30e quindi questa cosa si combinava perfettamente.
30:34Però avevamo fatto un tavolo di lavoro,
30:38io, il prete, l'assistente sociale
30:44e il coordinatore della cooperativa
30:46che ci gestiva tutti i servizi per i ragazzini
30:49e avevamo monitorato tutta la situazione
30:53nel nostro paese, tutti i disagi,
30:55li prendevamo in carico
30:56e li portavamo attraverso i servizi sociali
30:59verso cercare di trovare una soluzione.
31:02Però entravamo anche nelle case delle famiglie.
31:05Io credo che questo lavoro
31:06che ho fatto e ho testato sulla mia pelle
31:11sia fondamentale
31:12e da replicare in tutti i comuni
31:15dove vi sia comunque la necessità
31:18di prendersi in carico
31:19delle persone una per una
31:22perché non possiamo fare progetti
31:24uguali per tutti.
31:26Non esistono progetti uguali per tutti.
31:28Ogni progetto deve essere visto,
31:30vagliato e preso in carico
31:32dal comune che è, a mio avviso,
31:35l'organo, l'istituzione
31:38che può prendersi in carico di queste persone
31:40e poi fare tutti i collegamenti
31:41anche sanitari
31:42perché poi a volte c'è la necessità
31:44di inserire la persona, il bambino, l'adolescente
31:49in una struttura sanitaria.
31:50Monica, siamo agli sgoccioli
31:52e poi faremo entrare i protagonisti
31:55che sono i due giovani questa sera.
31:58Vuoi dare un contatto a casa?
32:00Siete attivi sui social?
32:02Come possiamo conoscervi meglio
32:05e quindi partecipare a queste riunioni
32:06ogni due settimane?
32:08Siamo raggiungibili con l'indirizzo mail
32:11info-pauradelenuvole.com
32:14oppure abbiamo altri dettagli sul sito
32:16che è www.pauradelenuvole.com
32:20Ci sono numeri di telefono, indirizzo
32:23E quindi l'appello anche agli insegnanti
32:25magari uno di spontanea volontà
32:27di sua spontanea volontà può partecipare, giusto?
32:29Sì, sì, sono gruppi che organizziamo gratuitamente
32:32e da contenuti ricchi di valore, insomma.
32:35Bene, è stato un piacere conoscerti.
32:37Grazie mille.
32:38Vuoi aggiungere qualcosa Monica?
32:40Monica, lei, Claudia.
32:42Claudia?
32:43Voglio fare i complimenti a questa associazione
32:45e voglio lanciare un appello a tutte le famiglie
32:48che non si devono sentire sole
32:50perché le istituzioni, la regione Lombardia c'è
32:54la sanità si occupa anche di queste malattie
32:58quindi oggi più di ieri sono entrate nel nostro servizio sanitario
33:03in maniera importante, con delle risorse importanti
33:08però dobbiamo essere in grado anche di a volte dire no ai ragazzi
33:13perché il tema educativo è fondamentale
33:18e le famiglie devono tornare, tante lo fanno e sono bravissime
33:23perché se penso a una famiglia dove lavora marito, moglie, i nonni lavorano
33:28insomma non è così facile tenere a bada tutto e controllare tutto
33:32però il tema educativo deve passare assolutamente dalla famiglia.
33:36Grazie mille.
33:37Noi ci fermiamo?
33:38Certo ci fermiamo e tra poco ospiteremo invece due ragazzi
33:42che portano la loro testimonianza.
33:44Grazie mille entrambi di essere state qui.
33:59Una bella puntata, una bella puntata ricca di emozioni
34:03abbiamo dato anche dei dati, Andrea, utili alle famiglie a casa
34:08anche agli insegnanti
34:09ogni volta scopriamo tante belle realtà
34:12e anche tante storie
34:15e anche tante storie come quelle che stanno per arrivare da Alessandro e Vanessa
34:19benvenuti
34:20Buonasera
34:21Buonasera
34:22Ciao
34:22Allora prima di tutto dobbiamo ringraziarvi
34:24perché non è facile sedersi su queste poltrone
34:28non perché siano scomode perché sono comode
34:30sono comode
34:31però insomma metterci la faccia non è facile in alcune occasioni
34:35quindi vi ringraziamo perché voi siete un po' anche la testimonianza
34:39di tantissimi ragazzi
34:41che vivono quotidianamente delle paure
34:45vivono anche dei disagi
34:46abbiamo sentito proprio prima Monica
34:49Monica con la sua associazione Aiuto ai Genitori
34:53voi siete giovani
34:54e chi vuole iniziare?
34:58Vanessa, da vai a Andrea
34:59Volevo precisare che Alessandro ha 15 anni, giovanissimo
35:02sembri anche più grande
35:04però pensa quanto è bravo un ragazzo di 15 anni
35:07che dice vabbè io metto la mia testimonianza a disposizione
35:10perché così come me ci saranno tantissimi altri ragazzi
35:12e così anche Vanessa
35:13però Andrea
35:14leggermente più grande
35:15però anche tu sembri una 15enne
35:18in realtà è qualche anno in più
35:20però Andrea abbiamo visto che in questo salotto
35:22i giovani
35:24spaccano come si dice
35:25spaccano
35:26allora Vanessa
35:30ti faccio subito una domanda
35:34quando hai imparato a capire che avevi delle tempeste emotive
35:40e queste tempeste emotive
35:43in cosa si traducono per te?
35:46possono essere attacchi di panico
35:48paura
35:49che cosa?
35:50allora queste tempeste emotive per me
35:53sono più
35:54viste dal punto di vista del caos
35:58e di non riuscire a
36:01mettere in ordine i pensieri che ho in testa
36:04e che poi dopo si riversano appunto anche
36:07sulla vita quotidiana
36:09ciò che devo fare magari durante la giornata
36:11e questo diventa pesante
36:14dal momento in cui magari
36:15le altre persone non comprendono
36:17e ci sono questi scoppi di rabbia appunto
36:23perché c'è talmente tanto caos attorno
36:25che all'interno
36:26che l'unico modo è quello
36:30ma è una rabbia che rimane dentro
36:32o una rabbia che sfocia?
36:36sfocia
36:37e purtroppo le persone che sono più vicine a te
36:40sono quelle che
36:40ne pagano le conseguenze
36:42esatto
36:43che cosa ti fa arrabbiare?
36:45cioè c'è qualcosa in particolare
36:47oppure tu dici questo caos no?
36:49un caos in testa
36:50magari un momento stressante
36:53tu lavori giusto?
36:5422 anni?
36:55sì
36:55studi anche
36:56studio e lavoro
36:57studio e lavoro
36:57ecco quindi insomma
36:59sei sotto stress
37:00abbastanza
37:01probabilmente non riesci a
37:02come dicevi tu no?
37:04a suddividere un po'
37:06le varie emozioni
37:07esatto
37:10la cosa che mi fa di più arrabbiare è il non essere compresa
37:14perché magari è difficile anche trovare le parole per descrivere appunto come ci si sente
37:21e questo un po' mi accompagna un po' in tutte le giornate
37:27alcune persone magari mi chiedono
37:28spiegati meglio
37:29spiegateli più
37:29e bam mi chiudo
37:31piuttosto
37:31tu ti comprendi?
37:33eh a volte
37:34no
37:36c'è talmente appunto tanto caos
37:40che neanche io riesco a capire molto bene
37:42tanta vita
37:43in casa ti capiscono?
37:45ti senti compresa?
37:46ehm
37:48mia mamma sta iniziando a comprendermi
37:51ehm
37:51piano piano
37:52questa cosa qua
37:53la sta cercando di portare anche
37:55agli altri
37:56cioè
37:57a mio papà
37:58alle mie sorelle
37:59ehm
38:00perché appunto
38:00ehm
38:02è importante che anche loro lo sappiano
38:05e capiscono come gestire questa cosa
38:08assolutamente
38:09eh posso continuare con lei un attimino
38:11poi passiamo
38:12eh
38:12Alessandro
38:13e tu hai avuto il
38:15non il coraggio
38:16però tu ti sei sentita come diceva prima Andrea
38:17libera di chiedere aiuto poi a un certo punto
38:20sì
38:21perché c'è stato un momento
38:22che eh
38:24in cui
38:24hai capito
38:25adesso non ce la faccio più da sola
38:27eh
38:28sì
38:29eh
38:29un momento
38:31nella quale appunto
38:34non riuscivo più a trattenere dentro
38:36queste queste emozioni
38:38così
38:38e
38:39chiedere una mano
38:41già me lo consigliavano
38:42però ero un po' scettica
38:44diciamo
38:44eh
38:45volevo sempre
38:46voglio sempre cavarmela da sola
38:47in poche parole
38:48ehm
38:50e quindi ho pensato
38:52che fosse
38:52il momento
38:54pensa
38:54ascoltando Vanessa
38:56e anche la tua domanda
38:57pensa
38:57quanti ragazzi invece chiedono
38:59aiuto
39:00in modo sbagliato
39:01magari
39:02a chat
39:03ma non solo a chat
39:04ma anche
39:04no no perché
39:05è vero
39:06anche a sostanze
39:08a sostanze
39:09che mi hanno sguardato
39:10perché sentiamo molti ragazzi
39:12che chiedono aiuto
39:13all'intelligenza artificiale
39:15è il male minore
39:15tra tutti
39:16forse il male minore
39:17forse nel senso
39:18che io intendevo anche
39:19tantissime altre cose
39:20cioè nel senso
39:21tipo l'alcol
39:22tipo la droga
39:23insomma
39:24una
39:25una
39:25una
39:26una via
39:27parallela
39:27che però
39:28chiaramente
39:29non ti porta
39:30a nessuna soluzione
39:31tu
39:33Alessandro
39:34ci dicevi a telecamera spenta
39:36che avevi un sacco di fobie
39:37sì esatto
39:39diciamo che
39:39i miei problemi
39:42a livello
39:42a livello
39:44di gestire le emozioni
39:45sono iniziati
39:47molto
39:47molto più
39:48nella mia tenera età
39:49che adesso
39:50quindi
39:51anche il supporto psicologico
39:53poi
39:53non sono stato io
39:54a richiederlo
39:55ai miei genitori
39:56ma sono stati i miei genitori
39:57mi è stata mia madre
39:58a portarmi
39:58dalla psicologa
39:59la prima volta
40:00quindi
40:01non mi ricordo neanche
40:02molto bene
40:04le prime
40:04le prime volte
40:05in cui ho avuto
40:06queste paure
40:07tutte queste
40:09diciamo che
40:10io principalmente
40:10ho avuto
40:12dei problemi
40:12ho tuttora
40:13dei problemi
40:14di vari tipi
40:15ma principalmente
40:16che stanno
40:17nel gestire
40:18le emozioni
40:19e
40:20gestire
40:21lo stress
40:22psicologico
40:24che dopo
40:24va a sfociare
40:25un po' come Vanessa
40:27mi può portare
40:28ad avere delle crisi
40:29che possono essere
40:30di rabbia
40:31che possono essere
40:32il chiudersi
40:33magari
40:33il subire
40:34subire
40:35subire stress
40:35dopo esplodere
40:37in crisi
40:38soprattutto a casa
40:39quindi la tempesta emotiva
40:41la dice tutto
40:42è proprio una tempesta
40:43c'è il cielo azzurro
40:44poco alla volta
40:45in 4 e 4
40:46e poi c'è questa rabbia
40:47che arriva
40:47ma arriva così
40:49anche all'improvviso
40:50ci sono
40:50dei motivi
40:52scatenanti
40:54può sia arrivare
40:56in modo
40:57improvviso
40:58che non te lo aspetti
40:59e lì
41:00panico totale
41:01non sai come
41:02gestire la situazione
41:03o se no
41:05tipo
41:05dei piccoli
41:07campanelli
41:07d'allarme
41:08come per essere
41:09un po' più
41:10nei giorni
41:11evento sempre
41:12un po' più
41:12irrascibile
41:14possono essere
41:15Alessandro
41:16tanti piccoli
41:17momenti
41:18che tu lasci lì
41:19tanti piccoli
41:21magari atteggiamenti
41:22che ti hanno fatto arrabbiare
41:23e lasci lì
41:24e poi ad un certo punto
41:26per una banalità
41:27arriva la tempesta
41:28sì
41:29la maggior parte
41:30delle volte
41:30la situazione è questa
41:32quella che si presenta
41:33magari andando a scuola
41:34vedendo magari
41:35i miei compagni
41:36nei miei casi
41:37di qualche anni
41:38tanti anni fa
41:39magari un giorno
41:41si viene
41:42si viene presa in giro
41:43per qualcosa
41:44il giorno dopo
41:46magari
41:48mi accade qualcosa
41:49di brutto
41:50magari
41:52via per lavoro
41:53quindi non ho neanche più
41:54il supporto
41:55che ho di solito
41:56magari un giorno
41:57prendo un brutto voto
41:59tutto questo
41:59si va poi a sommare
42:01e magari
42:01stando a tavola
42:02con mia sorella
42:03che fa rumore
42:04mangiando
42:04poverina
42:05che è l'ultima
42:06che potrà
42:07caporespiratoria
42:08poverina
42:08diventa la goccia
42:09che fa traboccare il vaso
42:11e boom
42:11partono fuori
42:12tutto quello
42:13che ho accumulato
42:14durante la settimana
42:15durante il mese
42:15e da casa
42:17potrebbe sembrare
42:18vabbè
42:19quando ti arrabbi
42:20Andrea cosa fai
42:21magari sbotti
42:23eppure
42:23la disregolazione emotiva
42:25è un po' diversa
42:27giusto?
42:28cioè se doveste spiegare
42:29ad un ragazzo
42:30della vostra età
42:31che differenza c'è
42:33tra quello che provate voi
42:34e la rabbia
42:35quella normale
42:37è un problema
42:39di gestione
42:40o cos'altro?
42:42forse per il fatto
42:44che dura di più
42:45nel tempo
42:46dura di più
42:46dura di più
42:47nel tempo
42:49e si continuano
42:51a chiedere
42:51ma come mai
42:51sei ancora arrabbiata
42:52per una cosa così
42:53non è così
42:54cioè non mi passa
42:55subito
42:56devo trovare
42:57magari tipo
42:58dei modi
42:59per cercare
42:59di placare
43:00questa cosa
43:01e quindi
43:03forse anche
43:04tipo le soluzioni
43:05non so
43:05tipo l'isolamento
43:06queste cose qua
43:07in queste tempeste
43:09si dicono cose
43:10che già nel momento
43:11in cui le dici
43:12ti penti?
43:14quando le dici
43:15non te ne rendi
43:17subito conto
43:18te ne rendi conto
43:19dopo
43:19quando inizi
43:20magari
43:20tipo a rimorginare
43:21per come hai agito
43:24in modo
43:25un po' troppo
43:26impulsivo
43:26senza ragionare
43:27appunto
43:28noi dobbiamo andare
43:29in pubblicità
43:29sì
43:30andiamo in pubblicità
43:30purtroppo
43:31torniamo subito
43:32o non cambiate canale?
43:47torniamo in diretta
43:48con Vanessa
43:49e Alessandro
43:49che stanno raccontando
43:51un po'
43:52la storia
43:52di tantissimi ragazzi
43:53molto appartiene
43:55in effetti
43:55a una crescita
43:57l'adolescenza
43:58a quando si cresce
43:59addirittura
44:00Vanessa
44:00studia
44:01lavora
44:03quindi di conseguenza
44:04sei anche un po'
44:05carica
44:05con queste tematiche
44:08tu invece
44:08adesso Alessandro
44:09studi e basta
44:10sì sì
44:10io vedo scuola
44:11ecco
44:12tu impegni
44:12ti impegni nella scuola
44:14sì
44:15anche la scuola
44:17ti da
44:17ti crea
44:18questa ansia
44:19queste tempeste
44:21la scuola tantissimo
44:22ne ha creato
44:23me ne ha creato
44:23e ne è creato
44:24tuttora
44:24la scuola
44:25veramente
44:25la scuola
44:26intendiamo lo studio
44:27o anche i compagni?
44:29secondo me
44:30dipende dal soggetto
44:32nel mio caso
44:33molto più compagni
44:34dallo studio
44:35perché i compagni
44:36soprattutto anche loro
44:37essendo nell'età
44:38adolescenziale
44:39fanno fatica
44:39a vedere
44:40un loro compagno
44:41che magari
44:42non si presenta a scuola
44:43oppure ha reazioni
44:44particolari
44:45in classe
44:46viene subito
44:47colui che ha
44:48questi comportamenti
44:50un po' più diversi
44:51viene subito
44:51preso di mira
44:52subito preso in giro
44:53e quant'altro
44:54ti senti capito
44:55scusa
44:56ti senti capito
44:58quindi dai compagni
44:59non ti senti
45:00da quanto ho capito
45:01molto compreso
45:03sì sì
45:04no
45:05e dai professori?
45:06dai professori
45:07ancora meno
45:07secondo me
45:08la maggior parte
45:08dei professori
45:09perché anche loro
45:10diciamo che
45:11qualche professore bravo
45:13comunque l'ho trovato
45:14ma moltissimi
45:15poi sono stato fortunato
45:16ma moltissimi
45:17secondo me
45:18non hanno dei professori
45:20che sono tanto in grado
45:20di capire
45:21anche per quello
45:22che mi raccontano
45:23magari i miei amici
45:23perché conosco comunque qualcuno
45:25che ha comportamenti
45:28un po' simili ai miei
45:29e con i professori
45:31proprio no
45:31non ci sono
45:32e vi sentite compresi
45:34a vicenda?
45:35cioè se siete
45:35magari hai degli amici
45:37con cui ti senti più compreso
45:39perché hanno
45:39delle relazioni simile
45:40le tue?
45:41sì sì
45:42molto pochi
45:43forse uno o due
45:44però comunque
45:46ma c'è il rischio
45:47che tutto questo
45:47vi porti ad una chiusura?
45:49cioè piuttosto di
45:51interfacciarmi
45:52piuttosto di
45:52andare a tavola
45:54e subire
45:55me ne sto nella mia camera
45:57oppure mi chiudo
45:58c'è questo rischio?
45:59sì assolutamente
46:00anzi è quasi come
46:02se fosse tipo
46:02la prima opzione
46:03in certi casi
46:05poi dopo
46:06tra lavoro
46:08studio
46:09responsabilità
46:09ti portano a dire
46:10ce la puoi fare
46:12cioè
46:13prenditi forza
46:14e
46:14non avere paura
46:16diciamo
46:17questo ti fa un po' paura
46:18per un futuro
46:19cioè nel senso del tipo
46:20sarà così tutta la vita
46:21riuscirò a gestire
46:23eh sì
46:24me lo sto chiedendo
46:25anche ultimamente
46:26cioè
46:27perché
46:28sembra che tipo
46:29ogni anno ci sia anche
46:30più consapevolezza
46:31cioè più cresco
46:32più ho consapevolezza
46:34e più
46:34comunque sto cercando
46:36di costruire me stessa
46:37per cercare di capire
46:38appunto come
46:39come gestire
46:40beh
46:40stai già facendo
46:41un buon lavoro
46:41eh sì
46:42già
46:42perché Vanessa
46:43insomma
46:45ammettere di avere
46:46bisogno
46:47la consapevolezza
46:48l'hai ripetuto più volte
46:49di chiedere aiuto
46:49secondo me
46:50sei sulla strada
46:51non giusta
46:52eh
46:52più più che giusta
46:54ma poi a vent'anni
46:55ci sono persone
46:56di cinquant'anni
46:56che questa consapevolezza
46:57non ce l'hanno ancora
46:58quindi
46:59ciao
47:00Alessandro
47:01tu tendi a chiuderti
47:02eh
47:03quindi non so
47:03arriva il weekend
47:04oppure
47:05oppure no
47:06cioè la domanda
47:07che ha fatto Andrea
47:07Vanessa
47:08eh
47:08io la farei anche a te
47:10io inizialmente
47:11tendevo più a chiudermi
47:12poi pian piano
47:13che i miei genitori
47:14ma anche sul supporto psicologico
47:16hanno imparato a gestirmi
47:18mi hanno dato una grande mano
47:20e quindi
47:20ho
47:21ho imparato anch'io
47:22a
47:22a chiedere spesso
47:23aiuto a loro
47:24e
47:24e quindi
47:27a
47:27avere un loro appoggio
47:29noi abbiamo un bel video
47:30eh
47:31un video fatto da Vanessa
47:33se la regia lo vuole mostrare
47:35poi intanto possiamo anche parlare sopra
47:37ehm
47:38questo video
47:39eh
47:40che cosa rappresenta?
47:42eh
47:43va bene
47:43ha rappresentato
47:45un momento
47:47abbastanza pesante
47:48dove appunto
47:49non riuscivo a vedere
47:50oltre
47:51era diventato totalizzante
47:53questa
47:55questa situazione
47:56e di come può essere improvviso
47:58di come queste sensazioni
47:59come queste emozioni
48:01possono arrivare
48:01da un momento all'altro
48:02e
48:03poi
48:04mi è capitato anche molto spesso
48:06di magari mettere un muro
48:07quindi
48:08non mostrare alle altre persone
48:09come io mi sentissi
48:10e quindi
48:11nel video
48:12metto anche il fatto
48:13di che cosa c'è all'interno
48:15della mia testa
48:16e di cosa magari tipo mostro
48:17alle altre persone
48:18quindi quel nero
48:19identifica proprio il boom
48:21quando arrivi al limite
48:23esatto
48:24complimenti
48:25ma voi cosa chiedereste
48:26in quei momenti
48:27a chi vi sta vicino
48:29qual è la cosa migliore
48:30per
48:31per avvicinarvi a voi
48:32avvicinare
48:33ad un ragazzo
48:34che sta vivendo questo
48:37eh
48:40chiederei di essere
48:41ascoltata
48:42un po' di più
48:43nel senso che
48:45anche se sto
48:46magari facendo fatica
48:47a spiegare
48:48quello che sto passando
48:49di non
48:51mettermi ancora più
48:52sotto pressione
48:53ma darmi magari
48:54il tempo
48:54per riuscire
48:56a sbloccarmi
48:57del tutto
48:57non essere giudicata
48:59esatto
49:00Alessandro
49:01essere ascoltato
49:02fare tante domande
49:04cercare almeno
49:05di capire
49:06un minimo
49:07di quello che
49:07proviamo noi
49:08dobbiamo chiudere
49:10grazie
49:11grazie mille
49:12è stata una
49:12bellissima testimonianza
49:14grazie a Vanessa
49:15grazie a Alessandro
49:16ci hanno raccontato
49:17il mondo
49:17di tanti giovani
49:18in realtà
49:19non la loro storia
49:20quindi grazie davvero
49:21grazie
49:22noi ci troviamo domani
49:23parleremo anche
49:24della sera dei miracoli
49:25e torna anche
49:26il nostro amico
49:26Enrico Danesi
49:27e buona serata
49:29assolutamente
49:30buona serata a tutti
49:31arrivederci a domani
49:47grazie a tutti

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