00:00Che cosa del romanzo originale ti ha parlato?
00:05Mi verrebbe da dire tutto, nel senso che quando si sceglie un libro
00:09ci devono essere delle motivazioni forti per poi decidere di portarlo sullo schermo.
00:14A volte non ti sono tutte chiare, soprattutto all'inizio,
00:18però è l'istinto a guidarti, capisci perché lo hai fatto solo alla fine del percorso.
00:25Spesso questo viaggio è anche un viaggio dentro se stessi,
00:30anche quando il libro, come nel caso di Alberi Erranti,
00:33sembra lontano in modo siderale dal tuo vissuto.
00:38Io ho scoperto questo libro mentre facevo a Sandira
00:43e già dalla lettura ho capito come volevo fare un film,
00:49anzi è stata così prepotente il desiderio di farlo
00:52che mi sembrava di mancare di rispetto al film che stavo facendo,
00:55tanto che l'ho accantonato e mi sono proposto di riprenderlo in seguito.
01:02Poi col tempo ho capito che in realtà Alberi Erranti era un po' il contralitare di Sandira.
01:09In Sandira, non so se tu l'hai visto, c'è la storia di un amore forse malato,
01:13certamente non convenzionale e quasi sul furo, mi viene da dire.
01:20E invece in Alberi Erranti c'è quasi il racconto di un amore puro,
01:27come lo raccontavano quasi i primi poeti provenzali,
01:31dove è un amore che nasce da uno sguardo a cui non crediamo più,
01:37nel senso che siamo così immersi nella velocità, nella comunicazione,
01:45che non abbiamo neanche più tempo di guardarci intorno.
01:48Per cui il valore che possiamo dare a un colpo di fulmine si è un po' smarrito.
01:54E io vorrei che invece, soprattutto i più giovani che sono immersi in questo processo,
02:01tornassero a riscoprirlo.
02:03Prima facevo un esempio con un tuo collega.
02:05Oggi noi andiamo a mangiare e non pensiamo più alla bontà della pietanza che ci viene servita,
02:11ma la prima nostra preoccupazione è quella di fotografare il piatto
02:14e nel frattempo si raffredda il cibo, per cui perdiamo anche tutto il valore che c'è in quella creazione,
02:22perché la nostra unica preoccupazione non è l'esperienza del mangiare,
02:26ma quella del comunicare ad altri queste esperienze.
02:28Allo stesso mi sembra che avvenga forse anche nei sentimenti, forse in generale.
02:34Allora vorrei che questo film venisse scoperto dai più giovani anche per questa ragione.
02:40Lo so che è una cosa illusoria, forse persino un po' nel if,
02:43però credo che così come ha un grande potere catartico e lo scambio di uno sguardo,
02:54se questo viene scoperto anche da chi non ha mai avuto questa esperienza,
03:00credo che il film ha fatto al meglio il suo lavoro.
03:06Questo mi viene da dire.
03:08Tu prima hai citato a Sandira, che io ho amato tantissimo, come ho amato alberi irranti,
03:13ed è interessante il parallelo perché per quanto raccontino delle storie che sono agli antipodi,
03:19in effetti, sono entrambi molto legati comunque al ciclo naturale, alla natura,
03:26che è poi anche il senso, secondo me, del titolo.
03:29Questi alberi irranti, che cosa sono?
03:33Sono una metafora della condizione umana in un certo senso?
03:37Esattamente, siamo noi.
03:39Siamo noi, che come fuscelli veniamo sbattuti dal vento in una condizione di perenni,
03:46costanti e fluttuanti apolidi, che abbiamo smarrito probabilmente il rapporto con le nostre radici.
03:57e questo, in un certo senso, rende tutto quanto il nostro vissuto più difficile.
04:06Però non vorrei, come dire, avventurarmi in proclami o in chiavi di lettura del film
04:17perché rischieremo poi di togliere il mistero al film
04:21e alla possibilità che il film, in chi lo vede,
04:26ha tutte le letture che può certamente evocare.
04:31Però, sì, ecco, se dovessimo ridurre questa lettura a uno schema,
04:36come un messaggio che mettiamo dentro una bottiglia e liberiamo in mare,
04:39sì, il berriarante siamo noi.
04:41Dal punto di vista estetico, il film ha dei momenti quasi onirici,
04:46però è anche molto guidato dalla storia.
04:48È un film che racconta una storia molto forte e molto avvincente in molti momenti.
04:54È stato faticoso mantenere un equilibrio tra quest'occhio così poetico
04:59e il fatto, la necessità di raccontare una storia che fosse ancorata poi a dei fatti che accadono.
05:05Sì, non è stato semplice perché, da un punto di vista del dramaturgico,
05:08avevamo tre storie, che erano le storie di tre famiglie che si intrecciavano.
05:12Non è stato semplice perché già da subito tutta questa materia
05:16mi diceva che non poteva essere gestita in una durata convenzionale
05:25e in questo senso, non dico che ho perso la sfida,
05:29ma ho provato anche a raccoglierla dentro una durata classica di un film
05:35e non è stato possibile, se non rischiando di ferire quasi mortalmente il film,
05:42per cui alla fine l'ho accettata così com'era e così com'era stata concepita.
05:48E poi l'altra, come tu giustamente evidenziavi, l'altra grande sfida
05:54è stata quella di tenere insieme questa materia.
05:58Cioè, da un lato nel film c'è una dimensione quasi realistica
06:03che ti obbliga a una certa messa in scena
06:07e poi ci sono queste viratte verso una dimensione fantastica
06:13che da lettore puoi accettare facilmente, ma da spettatore
06:19devi essere in qualche modo convinto.
06:22E questo credo che è stata in un certo senso la sfida più grande,
06:29quella che probabilmente mi ha fatto tremare e ancora mi fa tremare.
06:34Però non so se l'ho vinta.
06:36Insomma, diciamo che il giudizio del pubblico si gioca proprio su questa linea.
06:42Grazie, grazie mille.
06:43Grazie a te.