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  • 8 ore fa
“La tecnologia è per una persona non vedente importante quanto l’aria che si respira: senza di essa si rimarrebbe chiusi in una stanza. A me ha dato la possibilità di continuare a essere presidente di un’associazione e di comunicare con l’esterno. Oggi posso perfino godermi un film grazie all’audiodescrizione, un’altra meraviglia dell’innovazione”. A evidenziarlo è Paula Morandi, presidente di International Mito Patients (Imp), a margine della presentazione ospitata dal Festival del Cinema di Roma per il docufilm “Vite in campo” progetto ideato da Donatella Romani e Roberto Amato con la partecipazione di Roberto Farnesi e Tathiana Garbin, realizzato attraverso il contributo non condizionante di Chiesi Italia.

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Trascrizione
00:04La tecnologia è importante per una persona che non vede quanto l'aria che respiriamo,
00:10perché senza la tecnologia non si può vivere, perché vorrebbe dire chiudersi in una stanza
00:16e non fare assolutamente nulla. Io ho perso la vista più di 30 anni fa, 34 anni fa,
00:24e i primi passi con la tecnologia li ho fatti con l'email, con un computer che parlava,
00:31uno dei primi computer con la sintesi vocale, che mi hanno dato la possibilità di continuare ad essere
00:36la presidente di un'associazione culturale che non faceva nulla per la vista,
00:41ma che faceva qualcosa per gli altri. Senza la possibilità di comunicare con l'esterno non avrei mai potuto farlo.
00:48Oggi ho la possibilità di vedere il film grazie all'audiodescrizione, un'altra meraviglia della tecnologia.

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