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  • 1 giorno fa
Fausto Bertinotti e Gianfranco Fini sono arrivati insieme a Firenze, venerdì mattina, in visita all’Istituto Storico Toscano della Resistenza dell’Età Contemporanea, accolti dal presidente Vannino Chiti, dal direttore Matteo Mazzoni e dal personale che lavora all’archivio, che custodisce circa 200 fondi, e alla biblioteca, composta da oltre 60 mila volumi. Ai due ex presidenti della Camera sono state mostrate alcune testimonianze di questo ricco patrimonio. Tra queste i verbali del CLN toscano, una lettera di Mussolini del 1913 che - ancora socialista e direttore dell’Avanti- scrive a Salvemini, il celebre vassoio di Ventotene e poi ancora la prima edizione di Se questo è un uomo, la prima Navicella con i nomi di tutti i Costituenti, un volume con tutti i discorsi di Almirante e altro ancora. «Questa visita fatta in comune è la dimostrazione che la politica è studio, approfondimento, fatica e coraggio, insomma passione e competenza - ha detto Chiti - E questo è quello che, al di là delle differenze di idee e anche delle contrapposizioni, rende la politica degna di essere vissuta».

Per Bertinotti «oggi c’è invece una desertificazione della cultura politica e persino un’aggressione politico culturale ed economica al portato di questa storia, come si vede dall’onda nera che nasce proprio nel cuore delle tecnologie di nuovi poteri costituiti. Rifare la storia vuol dire alimentare una possibilità di resistere a questa onda, che muove sia sul terreno politico che sul terreno economico e tecnologico e quindi far vivere la possibilità di pensare a un mondo diverso anche quando la guerra incombe su di noi». Il richiamo alla necessità della conoscenza arriva anche da Fini: «Conoscere la storia è essenziale innanzitutto per comprendere le ragioni di ciò che nel passato è accaduto: in termini positivi e, in alcuni casi, anche in termini drammaticamente negativi. Parlo per il popolo italiano, ma lo si può dire per qualsiasi altro popolo. Credo che un ulteriore elemento importante consista nel fatto che la politica deve avere delle radici, non può essere soltanto la propaganda quotidiana».

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00:00Se portiamo avanti nelle scuole, anche nella società facciamo corsi per i delegati sindacali
00:06perché insomma c'è tanto bisogno, anche per i delegati sindacali, mi sono dimenticato
00:16anche con i sindacati, con la CISL, facciamo delle attività su questi temi anche con i sindacali
00:24e proprio su questo tema una delle prime due cose che abbiamo pensato di farvi vedere
00:29è questa lettera, questo è Mussolini, è il socialista Benicolo Mussolini che nel 13
00:43scrive al socialista indipendente che ha chiamato Salvenni e parla di una candidatura di Salvenni
00:50appunto nelle file del socialista da indipendente, siamo nel 13 quindi siamo molto vicini
00:56inizio della Grande Guerra che poi segnerà anche la divergenza tra loro due perché saranno
01:02entrambi interventisti, Salvenni lo sarà però su due strade diverse perché Mussolini sarà
01:09nazionalista mentre invece Salvenni lo sarà nelle file di questo gruppo interventismo democratico.

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