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  • 11 minuti fa
“La terapia del dolore in Italia è sempre in evoluzione, ma non siamo ancora abbastanza capillari”. Così Silvia Natoli, responsabile medicina del dolore e cure palliative Siaarti, all’80esimo convegno della Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva in svolgimento a Milano dal 22 al 24 ottobre. Nel convegno Siaarti 2026 vengono anche illustrati i nuovi percorsi formativi basati su casi clinici, con particolare attenzione alla gestione dei pazienti con dipendenza da oppioidi.

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Trascrizione
00:04Il dolore è trasversale in tutte le discipline, sia nella sala operatoria, nel posto operatorio, al pronto soccorso, in terapia
00:20intensiva e poi infine nell'ambito del dolore cronico.
00:23Quest'anno in particolare abbiamo anche pensato di sviluppare dei percorsi, dei casi clinici che arrivano alla nostra osservazione e
00:32che si sviluppano in tutto il percorso.
00:35Per esempio c'è un caso clinico molto interessante della frattura di collo femore, quindi una persona anziana che arriva
00:42in pronto soccorso con il femore rotto, che ovviamente ha molto dolore.
00:45Come viene gestito in pronto soccorso, come viene gestito poi durante l'intervento nel posto operatorio, poi ovviamente a questo
00:54paziente facciamo fare una serie di complicanze per cui alla fine arriveremo anche al discorso delle cure palliative e della
01:02sedazione palliativa.
01:03Un altro percorso molto interessante, questo saremmo stati in particolare noi della terapia del dolore e delle cure palliative a
01:10svilupparlo, è il percorso del paziente tossicodipendente che ha un'urgenza, un politrauma della strada.
01:18Quindi la problematica della tossicodipendenza è molto cara a Siarti per vari motivi. Uno perché abbiamo visto con la segreteria
01:31Siarti che la parola chiave che più frequentemente porta al sito Siarti da Google search è fentanyl.
01:39E' ovvio che il fentanyl di cui si parlava non è il fentanyl che utilizziamo noi in sala operatoria o
01:45noi nel trattamento del dolore cronico, ma è un fentanyl prodotto illegalmente che non ha nessuna delle caratteristiche e delle
01:54sicurezze che noi utilizziamo.
01:56Però questa cosa in realtà ci ha fatto pensare che in effetti la tossicodipendenza è interessante per la popolazione ma
02:04anche per Siarti può diventare un problema, per gli anestesisti e gli animatori può diventare un problema.
02:10Perché? Perché il malato tossicodipendente è abituato all'utilizzo degli oppiacei.
02:17Ora in Italia il fentanyl per fortuna ancora non è diventato una delle sostanze più letali ma abbiamo ancora l
02:23'eroina ma soprattutto abbiamo anche pazienti in trattamento cronico con metadone o buprenorfina per trattare gli esiti della tossicodipendenza.
02:31Quindi sono in terapia di mantenimento. È ovvio che un paziente tollerante, a io piace, avrà una serie di problematiche
02:39nella gestione del dolore ma nella gestione dell'emergenza.
02:42Quindi noi dovremo tenere conto di queste problematiche sia in pronto soccorso, sia in sala operatoria, sia in terapia intensiva.
02:51La terapia del dolore in Italia è sempre in evoluzione ma non arriva mai al punto dove dovrebbe arrivare.
02:58Diciamo che c'è sempre un problema di percorsi e di presa in carico perché ancora arrivare al terapista del
03:06dolore è difficile.
03:09Un po' per cultura medica, un po' perché i centri di terapia del dolore non riescono a esprimere tutte le
03:15loro potenzialità perché non ci sono le normative adatte
03:19affinché poi si possano erogare delle prestazioni di terapia del dolore in maniera efficace in tutti i centri, cioè non
03:29siamo ancora abbastanza capillari.
03:31È stato riconosciuto il codice di disciplina, adesso entriamo con i nuovi codici di codifica in modo da rendere più
03:37visibile quello che facciamo
03:38e piano piano si spera di riuscire a organizzare meglio la rete, probabilmente riverendo anche quello che è stato fatto
03:45finora
03:46che le cosiddette reti di terapia del dolore non sono funzionali purtroppo in quasi tutte le regioni italiane
03:53quindi ci sono ancora delle disparità di trattamento.
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