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00:24Nell'isola il Natale, Sa Paschigedda, è forse una delle festività più sentite,
00:29da vivere in famiglia e con grande rispetto delle tradizioni. Il nome Paschigedda, Pasqua
00:35piccola, si contrappone a quello di Pasca manna, la ricorrenza della ressurrezione,
00:41perché il Natale è considerato una piccola rinascita. In una cultura agropastorale come
00:47quella sarda, era il momento nel quale i pastori tornavano dalla transumanza per trascorrere
00:52qualche giorno con i propri cari, i contadini fermavano il duro lavoro e ci si raccoglieva
00:58in famiglia. La tradizione vuole che sia la cena della vigilia il momento più importante
01:04nel quale allestire una ricca tavola fatta di buono e prezioso cibo. La famiglia si riuniva
01:10intorno al fuoco, elemento centrale della casa durante le giornate del freddo inverno e sul
01:15camino erano sistemati gli spiedi per l'arrosto di maiale e agnello. Le donne intanto in Sa
01:22Muginedda, uno spazio ricavato nelle grandi case agricole dedicato alla preparazione dei cibi,
01:27concludevano la preparazione dei culurgiones, almeno nel centro nord dell'isola o dei ravioli
01:34in tutto il centro sud. Le tavole sarte non erano addobbato e arricchite da decori, persino
01:41l'albero di Natale è un'usanza che è stata introdotta solo nella seconda metà del secolo
01:45scorso, ma per abbellirle c'era il pane cerimoniale, soprattutto su coccoi, il pane di semola bianca
01:52che veniva forgiato a mo' di corona, stella o cuore. E se la base era la carne e la pasta
01:58ripiena, si abbondava anche di salumi, prosciutto, guanciale, lardo, che venivano affettati e serviti
02:04in gran quantità dopo aver trascorso un anno appesi nelle fredde cantine della casa. Tutto
02:10il pasto era poi accompagnato da abbondante vino rosso, cannonà o bovale o anche il vinello
02:15appena maturato nelle botti di casa. La cena di Natale doveva comprendere anche i dolci,
02:21quelli secchi, anche il panettone non era ancora entrato nella consuetudine delle famiglie
02:25sarde. Si portavano in tavola le paba sinas, gli immancabili amaretti e anche il pane sapa,
02:31preparato con il mosto cotto e decorato abbondantemente con la monpariglia. Oggi, nonostante sia passato
02:38tanto tempo, la tavola del Natale sardo è ancora così.
02:50C'è stato un tempo in cui il Natale era sinonimo esclusivamente di mura domestiche,
02:55di lunghe giornate passate ai fornelli e di tavole imbandite nel saluto di casa. Eppure
02:59da qualche anno la narrazione delle festività sta subendo una silenziosa e inesorabile trasformazione.
03:05Il detto Natale con i tuoi resta un imperativo categorico, ma il dove sta cambiando radicalmente.
03:11La tendenza attuale vede le famiglie italiane spostare la celebrazione fuori dalle mura
03:15domestiche. Non si cerca solo il buon cibo, ma un'esperienza che permetta di concentrarsi
03:20sull'unica cosa che conta davvero, la relazione con i propri cari, delegando a chef e professionisti
03:26l'onere e l'onore della cucina. È la ricerca di un lusso, inteso non come sfarzo,
03:32ma come tempo di qualità . In questo scenario di cambiamento si inseriscono progetti imprenditoriali
03:37che leggono il territorio con occhi nuovi. Un esempio lampante arriva dalla nostra isola,
03:42una regione che sta combattendo strenuamente lo stereotipo della destinazione solo estiva.
03:46A Olbia, proprio in questi giorni, sta andando in scena un esperimento interessante, il Christmas
03:51pop-up di Frades. I fratelli Padeo, noti per aver portato la cucina sarda non tradizionale
03:57a Milano e a Porto Cervo, hanno scelto di tornare all'origine, ma in inverno. La location
04:02scelta è Suentu Sardinia Country Club. Diventa così un teatro dove va in scena non solo la
04:08gastronomia, ma un nuovo modo di vivere la gallura nei mesi freddi.
04:12Abbiamo deciso di fare questo pop-up per portare Frades anche nel periodo natalizio in Sardegna,
04:20in Gallura, dalla forte richiesta dei nostri clienti, non solo locali, quindi non solo
04:26sardi, galluresi, ma anche di tanti nostri clienti che arrivano dal continente, quindi
04:32arrivano da Milano, da Roma o anche dall'estero, che vengono a fare le feste qua in Sardegna,
04:38quindi ci hanno chiesto tante volte, da tanti anni, ma perché non facevessimo qualcosa anche
04:45nel periodo natalizio e quindi quest'anno abbiamo deciso di fare questa avventura, questa
04:50prova, questo pop-up. Ci stiamo battagliando intanto per allungare la nostra stagione in
04:58Sardegna, quindi comunque noi apriamo da maggio a ottobre la nostra stagione estiva e sarebbe
05:05davvero bellissimo riuscire a avere un qualcosa di annuale anche qua, anche se comunque ancora
05:11non è molto facile, però bisogna ovviamente intanto iniziare e mettercela tutta.
05:28Nella tradizione sarda natalizia aveva un peso molto importante ovviamente anche il cibo,
05:35il cibo era sempre stato un elemento di unione tra le persone e quindi anche un qualcosa
05:42legato alla condivisione. In occasione del Natale le famiglie diciamo più ricche e benestanti
05:51avevano diciamo come obiettivo quello di poter in qualche maniera contribuire a rendere questa
06:00occasione piacevole anche per le famiglie meno abbienti, quindi era usanza fare una sorta di
06:06dono alle famiglie meno abbienti appunto in modo tale che potessero consumare un pasto dignitoso,
06:14quindi si uccideva il maiale e si consumava, era sempre l'uccisione del maiale, era sempre
06:21qualcosa legata ad un evento importante e quindi l'uccisione del maiale in questo senso era anche
06:27legata al fatto che una parte dell'animale venisse data in dono alle altre famiglie e uno dei dolci che
06:35si consumava maggiormente era chiamato sadunda ed era una sorta di pane dolce farcito con uvetta e frutta
06:46secca. Un altro dolce tradizionale era invece subachidodeu che era una sorta di pane allungato a evocare la
06:54forma del pastorale vescovile. In occasione di queste festività questi dolci venivano consumati
07:04appunto non soltanto dalla famiglia ma molto spesso venivano fatte quantità maggiori proprio per poterle
07:11condividere con il vicinato e si teneva acceso per tutte le feste anche un tronco che era chiamato
07:19su dunque gena che serviva doveva essere acceso in occasione appunto dell'inizio dell'avvento e si
07:27teneva acceso doveva durare fino all'epifania
07:43Natale e cinema e per una volta si spera anche di più le piattaforme digitali possono sedersi in
07:49panchina lasciando la titolarità alla e alle sale. Che a Natale sia allora e quest'anno il regalo più
07:55atteso si trova sotto il grande schermo da che col salone nei panni di un pellegrino improvvisato
08:01alla Venezia del Settecento di Antonio Vivaldi. Il cartellone di Natale 2025 Capodanno 2026 promette
08:09di accontentare tutti dai più piccoli agli amanti dei thriller. Le uscite di Avatar, Buen Cammino,
08:15Norimberga e anche altri titoli come Aldo Giovanni e Giacomo come AGG pensiamo che il pubblico possa
08:23correre durante le feste. E poi c'è la parte dedicata ai bambini. Per i bambini abbiamo
08:29Zootropolis 2 e anche quello stando molto bene e sicuramente anche durante le feste ci darÃ
08:34qualche soddisfazione. Insomma Natale e Capodanno anche al cinema. Si spera.
08:41Il re del botteghino è pronto a tornare il 25 dicembre, meglio il 24 notte, la vigilia. Ecco
08:48Zalone e il Buen Cammino diretto da Gennaro Nunziante, dimenticato il solito checo. Questa
08:53volta lo troviamo nei panni di un uomo ricchissimo e viziato che per ritrovare la figlia adolescente
08:58dovrà abbandonare ogni lusso e affrontare le fatiche del Cammino di Santiago. Una commedia
09:04che promette risate ma anche una riflessione sul distacco dai privilegi. Da Zalone ad Aldo
09:10Giovanni e Giacomo il passo è breve anche per loro tanta attesa. Il nuovo anno invece si aprirÃ
09:14col brivido. Il primo gennaio del 2026 arriva al cinema il thriller psicologico Una di famiglia
09:21The Housemaid e l'adrenalinico No Other Choice. Non c'è altra scelta. Insomma dall'animazione
09:28al dramma storico passando per l'immancabile commedia italiana. Il cinema si prepara a un
09:33pieno di emozioni per accogliere il 2026. Non ci resta che scegliere la poltrona migliore.
09:44Obama quanto ti hanno offerto? 150 milioni. Il bilancio cinematografico di matrice Sarta
09:50del 2025 è più che positivo. Sono state presentate pellicole di estrema importanza. La vita va
09:57così di Riccardo Milani, un'opera sulla difesa del territorio, un successo nazionale con i suoi
10:035,2 milioni di incasso che ne ha decretato il gradino più alto del podio nella classifica
10:09delle pellicole più viste. Il cinema in Sardegna attualmente sta molto molto bene perché
10:15abbiamo visto negli ultimi anni una crescita esponenziale nel numero di autori, autrici,
10:24documentaristi, documentariste maestranze, tante maestranze all'interno del comparto cinematografico
10:29in Sardegna e prova ne sono anche i titoli usciti in questi ultimi anni di registi e registe
10:37che si sono fatti valere anche a livello internazionale. Cito come esempio il documentario
10:44Nella colonia penale diretto da Gaetano Crivaro, Ferruccio Goia, Silvia Perra e Alberto Diana
10:49prodotto da Momotti che ha vinto un prestigioso premio al Festival di Locarno proprio quest'anno
10:55ad agosto 2025. Il film di Riccardo Milani è un altro titolo molto molto noto che ha portato
11:01la Sardegna a farsi conoscere quindi anche al pubblico nazionale e internazionale.
11:06Il cinema sardo non è più una nicchia né una curiosità ma è una realtà viva e dinamica.
11:12Un cinema fatto di voce autentica e capace di conquistare pubblica e critica e di portare
11:17nel mondo un'altra immagine dell'isola. Non un mito immobile ma laboratorio creativo
11:23in continuo movimento. Il cinema in Sardegna secondo me vive una bella stagione, c'è un tanto
11:28fermento, ci sono tanti giovani che stanno facendo delle belle opere e tanto altro. Ovviamente
11:36bisogna sempre lavorare, le istituzioni e tutti quanti devono lavorare sempre al meglio per
11:43fare in modo che ci siano anche dei sostegni, la vicinanza delle istituzioni credo che sia
11:48molto importante. Però, ripeto, vedo tantissimo fermento, giovani e giovani registre, insomma
11:56c'è tanto.
11:58Grazie a The Led, la famosa scrittrice. Tu sei un'aquila, grazie, e volerai alto.
12:24Dicembre in Sardegna non è solo la corsa ai regali, ma è soprattutto la voglia di ritrovarsi
12:28e di riscoprire certe tradizioni che ogni anno puntualmente si rinnovano. Un viaggio
12:32che oggi ci porta tra la Tregetta e il Medio Campidano, dove diversi centri hanno deciso
12:37di fare le cose in grande per accogliere famiglie e bambini.
12:41A Senorby c'è un posto speciale che ormai tutti conoscono come la casa di Natale, non
12:45è un'attrazione pubblica ma una vera abitazione privata che i proprietari, con una passione
12:49fuori dal comune, trasformano in un percorso scenografico incredibile. Appena si varca la soglia
12:54sempre di entrare in un'altra dimensione, un regalo che i padroni di casa fanno alla
12:58comunità , aprendo le porte a chiunque voglia vivere un momento di stupore.
13:03Abbiamo sempre pensato, ci è sempre piaciuto a mia moglie Filomena il Natale, soprattutto
13:09a lei, lei che mi ha ancora di più trasferito la sua passione del Natale. E quindi è iniziata
13:16una ventina di anni fa con l'allestimento, come succede sempre, l'allestimento dell'albero
13:21prima, poi oltre all'albero poi anno successivo qualche cosa in più, la recensione, queste
13:27cose. Il vicinato che ti chiedeva di fare il Natale, di allestire, è nato così, in modo
13:37casuale. A San Luri il centro storico ha accolto il gran villaggio di Babbo Natale, un'area
13:43pensata interamente per i più piccoli, tra percorsi luminosi e scenografie che sembrano
13:47uscite da un libro di fiame. I bambini hanno incontrato Babbo Natale in persona e consegnato
13:52le loro letterine. È un modo per far rivivere le piazze, per stare insieme e per respirare
13:57un clima di festa che coinvolge davvero tutti, dai nonni ai nipotini.
14:02Poco lontano, anche a Pavilionis, la magia non manca. Qui la casa di Babbo Natale punta
14:07tutto sulla semplicità e sulla condivisione. Non servono grandi effetti speciali, bastano
14:12dei racconti, un po' di animazione e la voglia di stare insieme per far sentire i più piccoli
14:16al centro di una favola. Tre paesi, tre modi diversi di festeggiare, ma con lo stesso
14:21spirito, perché alla fine la luce più bella del Natale resta sempre quella che le persone
14:26scelgono di accendere per gli altri.
14:35Nel cuore del Lugudoro e pieni del Monte Limbara sorge Berchidda, un borgo che durante le festivitÃ
14:41si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto. Conosciuto in tutta l'isola come il paese
14:46dei presepi, Berchidda custodisce un tesoro ancora più profondo, è la culla di Notte
14:52di Chelu, l'inno che, da quasi un secolo, scalla i cuori dei sardi durante la Notte Santa.
15:00Tutto ebbe inizio nel dicembre del 1927, in un'epoca in cui la liturgia ufficiale imponeva
15:06rigorosamente il latino. Il parroco di Berchidda, il poeta Pietro Casu, ebbe un'intuizione, far
15:13cantare la fede nella lingua del popolo, il Lugudorese. Insieme al sacerdote e musicista
15:18uzzirese Agostino Sanna, Casu compose Canzones de Nadale. Si trattava di nove brani, uno per
15:24ogni giorno della novena, pensati per accompagnare i fedeli, verso la grotta di Betremme. Tra queste
15:30spicca la celebre Notte di Chelu, nota anche come è nato su bambino.
15:35E' nato, e' nato, e' nato su bambino, venite, venite dopo all'ammirare, venite ad adorare, venite ad adorare e
15:55ad amare.
15:57Sebbene Notte di Chelu sia la più famosa, l'opera di Casu e Sanna comprende un intero
16:03repertorio che oggi fa parte del patrimonio identitario della Sardegna. Nel 1967, grazie
16:09alla trascrizione corale del gesuita Paolo Gamba, questi brani hanno trovato una nuova diffusione,
16:15diventando pilastri dei repertori dei cori polifonici isolani. Visitare Berchidda a dicembre
16:21significa immergersi in un'atmosfera magica. Il paese onora la sua vocazione natalizia attraverso
16:27l'iniziativa Notte di Chelu, una massima infestazione annuale che trasforma i rioni del centro storico
16:33in un percorso espositivo di presepi artigianali. Ogni quartiere realizza la propria nativitÃ
16:38utilizzando materiali naturali, poveri o legati alla tradizione contadina, creando un connubio
16:43perfetto tra arte sacra e artigianato locale. Cambinando tra i veicoli, non è raro sentire
16:49le notte delle canzoni di Pietro Casu risuonare, mentre il profumo del vino, Berchidda e la patta
16:54del Vermentino accoglie i visitatori.
17:11In Marmilla, tra Villanova Forro, Sidi e Villanova Franca, un convegno internazionale
17:16rinunito studiosi per approfondire l'età del bronzo nel Mediterraneo. Un'occasione che rafforza
17:21al ruolo del territorio come destinazione culturale.
17:24Quando si parla di offerta turistica in campo del turismo culturale si deve sempre parlare
17:28appunto di una proposta che abbia un fondamento di sostanza molto molto solido. Il fruitore
17:39di questo turismo culturale è in genere un visitatore che ha voglia, che ha sete di conoscenza.
17:47Le ricerche illustrano una Sardegna al centro delle antiche rotte commerciali, un patrimonio
17:53che oggi si traduce in percorsi archeologici e musei capaci di attrarre un turismo sempre
17:57più interessato alla storia nuragica.
17:59Io devo lamentare che noi stessi sardi conosciamo poco l'argomento nuragico o addirittura peggio
18:09spesso e volentieri si cade nella fantarcheologia. Cioè i nuragici conquistatori del Mediterraneo,
18:20gli sciardana, argomento sul quale c'è molto da discutere, non c'è niente di definitivo
18:29perché è un problema archeologico.
18:31La Marmilla si conferma un luogo ideale per scoprire la Sardegna preistorica attraverso
18:36visite guidate ed esperienze culturali.
18:39Questa grande opportunità ha un patrimonio monumentale e non soltanto monumentale in duraghi
18:48ma non soltanto, anche nei musei ci sono cose bellissime. Quindi per chi è curioso la
18:54Sardegna offre tanto.
18:56Il convegno diventa così non solo un momento di studio ma anche un volano per valorizzare
19:00il territorio, offrendo ai visitatori un viaggio della Sardegna di 3.000 anni fa.
19:12Quello che vedete alle mie spalle in realtà è una versione un po' ridotta di questo presepio
19:18perché quest'anno abbiamo la necessità di farlo più piccolo per via di un problema
19:25tecnico che si trova diciamo nelle volte della chiesa, allora per sicurezza non lo esponiamo
19:31tutto. Però il presepe è fatto in realtà da 36 moduli, ognuno dedicato a una parabola
19:39e vi sono quindi diversi personaggi.
19:48Per quanto riguarda diciamo le tecniche sono molto varie. Partiamo diciamo dalla realizzazione
19:56dei personaggi dove le teste, le mani e i piedi sono generalmente in terracotto, in legno,
20:03i manichini sono di stoppa, gli abiti invece sono diciamo di seta o cotone, materiali in
20:11generale tutti naturali. Invece per quanto riguarda la superlettile abbiamo tutti i lavori
20:18in legno oppure in terracotta e invece la vegetazione, in particolare la frutta, la verdura
20:25sono di cera, sono cere precolorate. Gli animali sono anche loro in legno, generalmente il corpo
20:34è soprattutto in terracotta, con gli occhi di vetro, le zampe o la coda sono in legno
20:41o in piombo.
20:50Questo progetto è sicuramente un progetto complesso in sé, però è anche vero che una volta che
20:58si apprendono le tecniche e soprattutto si inquadra anche tutta la modalità di allestimento
21:05è anche molto facile. Questo perché ogni personaggio è ancorato agli scogli, si chiamano
21:14così i blocchi di paesaggio tecnicamente, con degli spilli di metallo. Per cui il paesaggio
21:22che noi abbiamo realizzato inoltre, essendo in polistirolo resinato al quarzo, si presta
21:28bene la pratica di diversi fori per poter inserire gli spilli, per cui è molto facile
21:35posare un personaggio e poi rispostarlo eventualmente, oppure memorizzare il punto in cui si trovava
21:42nello scoglio.
21:46Così come non è difficile neppure allestire perché essendo il paesaggio scolpito in polistirolo,
21:55avendo già le rocce e degli spazi appositi invece per disporre gli muschi o la paglia,
22:01diciamo che permette un effetto scenico molto bello, ma nello stesso tempo anche semplice
22:08da allestire.
22:25Anche quest'anno, come ogni anno, l'orto botanico ha voluto fare un regalo ai visitatori
22:38organizzando il presepe, ogni anno in un luogo diverso per valorizzare diversi angoli del
22:44nostro orto botanico.
22:53È un presepe che è stato messo a dimora dai nostri giardinieri e dai tecnici dell'orto
23:02botanico.
23:04Speriamo che, come ogni anno, venga apprezzato e richiami le visite.
23:28Il presepe è in terracotta, prodotto dagli artigiani di Assemini e oramai ha i suoi anni
23:40e di anno in anno si è aggiunto qualche nuovo personaggio.
23:44Oramai siamo arrivati ad una quarantina di statue, animano e che popolano questo nostro bel presepe.
24:10Oramai, nel cielo, sì.
24:27Questa è la macina per macinare il grano che porta mia nonna Peppetta indotte nel 1900 quando
24:35si sposa. Qui si attaccava l'asenello è pronta, è funzionante. Si metteva l'asenello, giraffa,
24:41poi versavano il grano piano piano e l'asenello come girava giù scendeva poi la farina grezza
24:49e poi veniva setacciata di vari setacci. La macina è solo uno degli oltre mille cimieli raccolti
24:55da Torre De Sì nella sua casa museo a Sardiana. Appassionato dalla cultura agro-pastorale sarda
25:01e fine restauratore, nella sua casa campidanese dell'Ottocento Torre da decenni si dedica al
25:07recupero di questi oggetti lasciandoli in mostra nell'abitazione, eredità di famiglia,
25:12ribattezzata Saddomu de Boriquesi in ricordo del nonno Salvatore.
25:17Mio nonno Boriquesi era sarto, faceva il sarto e aveva anche degli allievi dove io ho conosciuto
25:23gli allievi suoi. Questa era la povera attrezzatura sua, le forbici, il ferro da stilo, la macchina
25:32da cucire, che è sempre classica Singer, perfettamente funzionante, e il suo manichino.
25:43Ma com'è nata la passione?
25:46Inizio a restaurare il carro a buoi di mio zio, poi inizio con la collezione del Sustreciu de Venu,
25:53con i contenitori in fieno, che portò mia nonna in dotte quando si sposò nel 1900.
26:00Ho iniziato pian pianino questa collezione e poi ho continuato nel comprare,
26:05nell'acquistare pezzi rovinati, restaurarli, ridarle vita e così oggi mi trovo con una collezione
26:12immensa di storia della nostra zona, del parteolla.
26:16L'antico Stregio e Venu, carri a buoi, macine, arredi e corredi, solo per citarne alcuni,
26:23ogni oggetto è custodito nell'antica casa di Ladiri, allestita senza alcun finanziamento esterno,
26:29in pieno centro storico, che apre le porte agli appassionati, previo appuntamento.