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Una produzione TCS S.r.l. 2022 www.telecostasmeralda.tv
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00:13Certo. Così va bene?
00:18Eh no, dovresti mettere questa cosa qua che si chiama microfono verso l'alto, così.
00:22Così va bene? Si. Si sente? Ok. Perfetto.
00:29Allora, da dove cominciamo? Da dove vuoi? Sei appena rientrata, giusto? Esatto.
00:34Un viaggio... dove eri di bello? A casa mia, in Romania.
00:38Com'era questa casa? È sempre casa. Mancavi da un po'? Eh, un anno.
00:44Come l'hai trovata? Cambiata questa casa, quel luogo lì? Molto, ma molto in bello.
00:51Forse per la prima volta l'ho visto più bella che mai. Cioè che sensazioni hai avuto?
00:56Di meraviglia. È bellissimo meravigliarsi ancora, anche se ho vissuto là, sono nata là, ho vissuto là tantissimi anni, però
01:04è sempre bello tornare a casa.
01:07Cos'è che ti ha? Ho visto natura, tanta natura completamente diversa.
01:14La mia città è, diciamo, Brashov. Brashov.
01:19Brashov. Brashov.
01:20A mille metri partono queste montagne, allora dalla finestra della mia stanza si vedono boschi pazzeschi, montagne, anche una striscia
01:33di neve si vedeva ancora.
01:34È completamente diverso. Qui vediamo Fichimiglia.
01:38Perché diverso?
01:39Verde, i colori, il clima è diverso, freddo.
01:46Beh, anche perché sei passata da Cagliari a Brashov.
01:48Da 40 gradi a tipo 16 gradi con minima di 11.
01:53E gli stava bene, insomma.
01:55Freschetto, freschetto.
01:56Qual è la prima impressione? Scendi dall'aereo, ritorni a Brashov dopo un anno circa?
02:01Vedere mia mamma è emozione.
02:04Come la mamma?
02:06Sempre sorridente.
02:07Mamma, un angelo.
02:09No, a volte si chiama un accento sardo adesso. Prova a ridire un angelo.
02:13Un angelo.
02:14Adesso non è più sardo. Come si chiama mamma?
02:16Mia mamma si chiama Violetta ed è la persona più gentile, più buona del mondo.
02:21Cos'è presa a lei?
02:23Oh.
02:24Se c'è qualcosa che hai preso.
02:25Pazienza. Spero di aver preso la sua pazienza.
02:29Ed è una persona molto gentile. Spero di essere almeno a metà di quello che lei è.
02:36Di gentilezza e lavoro per altri.
02:41Senti, prima volta che arrivi in Sardegna non sai niente della Sardegna? Anno?
02:472006.
02:48E non sei lunga della Sardegna alla fine, no?
02:50Sapevo che la squadra di Cagliari era in Serie A.
02:54Non so che basta.
02:56E chi c'era in quella squadra? Qualche nome te lo ricordi?
02:59Ci racconti.
03:02E arrivi così?
03:03Dici vabbè vado in Sardegna?
03:06Sì, arrivo e il primo impatto è uno abbastanza...
03:10Dico scioccante perché non mi aspettavo a nulla.
03:15Non avevi l'aspettativa?
03:18No, non avevo nessuna aspettativa.
03:21Vedere il colore del mare è stata una cosa impressionante.
03:27Sembrava tutto Photoshop.
03:30I colori erano fantastici.
03:33Sembravano cartoline.
03:35Cioè erano le immagini che io avevo visto sui calendari che si vendevano in vecchi tempi in Romania.
03:40Quelle immagini, il Caraibi o altri posti che sembri che...
03:44Magari non esistono neanche tutto lavorato sul computer.
03:50Alberi di palme, ulivi, non avevo mai visto uno.
03:53Che profumo aveva, se ti ricordi quel profumo?
03:56Era diverso?
03:57Spezie.
03:58È diverso.
03:59È diverso.
03:59Ma anche tuttora quando torno in Romania è un odore diverso.
04:03Ma quando a te ero in Sardegna c'è quest'aria frizzante, a parte l'affa e tutto.
04:12Però l'odore del ginepro, delle spezie che ci sono qua, rosmarino.
04:17Abbiamo una quantità di rosmarino qui in Sardegna, è impressionante.
04:22Il profumo è questo.
04:24Il profumo è particolare qui.
04:27Quando si arriva qua si sente, anche la salsedina la senti.
04:31La Romania?
04:32Sì.
04:33Tu cresci lì?
04:34Sì.
04:35Giusto.
04:35Com'è cambiata?
04:36Cosa ti ricordi da quando eri piccolina?
04:38Oddio, ho ricordi molto belli.
04:44Perché comunque quando sei bambino e vivi in un periodo comunista, magari di difficoltà
04:51economica, di difficoltà sociale, pensi che tutto è normale?
04:56Perché la vita è così ovunque per tutti i bambini della tua età.
05:00Allora non te ne accorgi che c'è qualcosa che non va.
05:08Allora sono cose normali.
05:12mi ricordo il freddo, mi ricordo molto freddo, come forte disagio.
05:17Perché non c'era l'elettricità?
05:19No, l'elettricità c'era, ma i palazzi durante il periodo comunista non erano riscaldati.
05:24Allora in Romania, in Transilvania, qui arriva il maestrale, quando arriva il vento siberiano,
05:34per noi scendono le temperature tantissimo.
05:37Allora magari passi da un inverno di zero gradi a un inverno di sentire in meno trenta.
05:43E come si proteggeva quella bambina con tutta la famiglia?
05:47Con un sacco di strati?
05:49Mi mettevo qualsiasi cosa addosso.
05:51Però il freddo continuava a rimanere?
05:52Mi ricordo sempre i piedi freddi.
05:54E anche adesso, quando ho i piedi freddi, sento una...
05:57Sì, una sensazione di disagio, associo il freddo alla povertà.
06:03Cioè riavvolgi immediatamente il nastro della memoria e ti riporta in quello spazio ottenito?
06:07Magari lo faccio in modo involontario, ma è un fastidio che...
06:11In modo inconscio associo il freddo al fatto che eravamo molto molto poveri.
06:20Mi ricordo eravamo talmente poveri che non avevo magari scarpe adatte a quel periodo e dovevo riutilizzare le scarpe di
06:27mio fratello che erano consumate in un modo strano.
06:31A volte erano bucate, allora con neve per le strade per sei mesi, quando si scioglieva la neve, a parte
06:39scivolare che magari l'equilibrio riuscivo a tenermelo e anche il divertente da bambino stare in piedi sul ghiaccio.
06:46Però ovviamente l'acqua entrava dentro e continuavo con la sensazione del freddo.
06:51E quella sensazione però magari crescendo, oppure meglio, hai mai pensato non vedo l'ora di andare via a quel
06:56punto?
06:57Certo, certo. Io mi ricordo ero piccola, avevo sei anni, cioè proprio piccolina piccolina, avevo detto a mia mamma, mamma,
07:05io da grande ho tre desideri, ho questi tre sogni che spero di riuscire a compierli.
07:14Sì, da grande vivrò, mamma, in un posto caldo, mamma, da morire di caldo, talmente caldo da dimenticarmi questo freddo
07:22che c'è adesso.
07:22Per avere sempre i piedi caldi.
07:24Esatto. Tutt'ora preferisco il caldo estivo qua, l'inverno freddo, ghiacciato, che potrebbe essere in Romagna.
07:34E quindi un sogno l'abbiamo realizzato?
07:36Questo sì, non l'ho fatto apposta.
07:39Però qualcuno ti ha ascoltato, l'hai già udito.
07:41Esatto, esatto.
07:42Ne mancano altri due.
07:43Il secondo era, volevo vedere Parigi.
07:48Ah, a sei anni.
07:49A sei anni, sì, si parlava tanto di quello che c'era fuori dal confine, che era comunque tutto oscurato
07:55dalla...
07:56Dalla censura.
07:57Dal comunismo, dalla censura, dalla dittatura di Ceausescu.
08:00Allora si parlava di Parigi come se fosse la città più bella del mondo, ma come simbolo di libertà, perché
08:08era impossibile viaggiare prima.
08:10Se vi ricordate anche la storia di Nadia Comaneci, il modo come è uscito dal paese in un bagagliaio di
08:18una macchina, lei campionessa olimpica, simbolo di ginnastica perfezione.
08:25Non potevi uscire.
08:26Mio padre è stato un gradissimo astronomo, era uno dei più noti ricercatori in astronomia.
08:37È stato invitato durante il periodo comunista ai 500 anni della nascita di Copernic.
08:46E non l'hanno fatto uscire.
08:47Gli hanno perso i documenti, gli hanno perso...
08:50Volontariamente.
08:51Sì.
08:52Perché lui diceva, se questa persona con questo cervello esce, non torna più.
08:58Non torna più.
08:59Allora, anche se lui aveva portato il fatto che aveva una famiglia, due bambini, niente, gli hanno proibito la possibilità
09:08di andare in un altro paese comunista.
09:13Comunque in quel periodo anche la Polonia era comunista.
09:19È andata così.
09:21Allora, Parigi era il simbolo di libertà.
09:27E quindi hai esaurito anche questo, l'abbiamo visto?
09:29Allora, sì.
09:29Mi rimane il terzo di avere una Mercedes.
09:32Il terzo che sei risposto, no?
09:34È come andare a Mecca.
09:36Lo lascio per ultimo.
09:37Però adesso dobbiamo mettere il bip.
09:39Mi rimane è me e poi dobbiamo mettere il bip su quella nota marca automobilistica, giusto?
09:45Poi una Mercedes, no?
09:46Era, forse era simbolo di avere, chi aveva in quel momento, sì, era sempre un simbolo, perché tutti, o almeno
09:55anche mio padre, ma tutte le persone che conoscevo, avevano tutta la Dacia.
10:00Chi riuscì, chi aveva una macchina di un altro marchio, significa che, vabbè, o magari era accozzato sul...
10:08Accozzato è cagliaritano, però, eh?
10:10Non posso dirlo.
10:11Puoi dirlo, puoi dirlo.
10:13Tradocco in italiano, che era vantaggiato?
10:16Vantaggiato, esatto.
10:17Accozzato, però.
10:19È già un codice sardo, questo accozzato.
10:22Che magari aveva connessioni con il partito.
10:25Visto che mio padre non aveva mai firmato l'entrata, nonostante le pressioni psicologiche di tutto, perché comunque se è
10:37recuritato, sono arrivati a casa nostra varie volte per intimidirlo, minacciato.
10:44C'era una persona...
10:45C'era una persona...
10:46Sì, diciamo, c'era sempre il se vieni ti diamo, se vieni ti diamo, però lui ha sempre tenuto la
10:55sua, diciamo, dignità davanti a magari compensi...
11:00La pagata, secondo te, a parte quel viaggio che...
11:03A parte quel viaggio, penso che l'hanno pagata comunque tutti, a prescindere, ovviamente...
11:13L'ha anche la tua generazione, probabilmente, perché moltissimi della tua generazione sono andati via alla fine.
11:18Noi siamo la generazione che proprio siamo scappati...
11:23Siamo la generazione degli anni 80, scusami.
11:26Abbiamo vissuto quei 6-7 anni, 8 anni durante il comunismo.
11:32E come...
11:33Cioè, allora abbiamo anche ricordi abbastanza tosti, importanti, che comunque ti marcano.
11:40E come abbiamo avuto la possibilità di entrare, per esempio, in comunità europea, nel 2006, andati via tutti.
11:48Cioè, tantissimi, tantissimi...
11:50Cosa rappresentava la comunità europea?
11:52Una salvezza, in quel momento era una salvezza.
11:55In quel momento e anche oggi, secondo te, o qualcosa sta cambiando a di là della guerra?
12:01Adesso invito tutti di andare a visitare la mia città.
12:04Penso che metterebbe invidia di quanto è bella, ben mantenuta, è veramente un gioiello.
12:11I miei figli dicevano anche, non abbiamo visto un graffiti, non abbiamo visto una cica di sigaretta per strada,
12:17un pezzettino di plastica.
12:21E' veramente una meraviglia, a parte il fatto che la natura che la circonda è stupefacente.
12:28Adesso la comunità europea, penso che la Romania si sente, e adesso è europea a tutti gli effetti.
12:37Non abbiamo da invidiare, forse, le autostrade che ci mancano.
12:42Questo anche in Sardegna ci mancano un po', eh. Cosa dici?
12:44Un po', sì.
12:45Adesso devi mandare la pubblicità, forse abbiamo sfiorato, ma era troppo bella questa chiacchierata per interromperla.
12:50Vai con la pubblicità.
12:52Vai, vai, lanciala.
12:54Pubblicità di?
12:55In?
12:56Pubblicità.
12:56Basta la pubblicità.
12:57Pubblicità.
12:57Perfetto.
13:01Cosa, come ci vedi?
13:04Cioè, una straniera, come vede noi sardi?
13:08Alla fine, il codice sardo.
13:10Come siamo?
13:11Nel bene o nel male?
13:13Che idea ti sei fatta? Ormai ci sei un pochino, eh, quindi hai capito le dinamiche, il regolamento, i tic.
13:20Come siamo?
13:23Penso che la Sardegna mi era accolta a braccia aperte.
13:30Siete comunque anche molto aperti, anche molto curiosi verso le culture dei altri.
13:40Ho avuto tantissime domande, specialmente sul periodo comunista, di com'era.
13:52Anche curiosità.
13:53Sì, c'è alla fine, penso che dalla Romania, anni 80, è arrivato a poco niente qua.
14:00Forse anche voi ci avete scoperto dopo la caduta di Ceausescu.
14:08Invece, Iuria Piccorino, cosa sapeva dell'Italia? Attraverso la TV? No.
14:12Non c'era ancora?
14:13Non c'era niente.
14:15Non c'era durante...
14:15E sapere del mondo, appunto, per tornare al tuo desiderio di Parigi, che poteva essere qualsiasi altra città o luogo
14:21della libertà.
14:22Cosa, come lo immaginavi il mondo, al di là di un muro?
14:25Guarda, ti racconto questo... Cioè, alla fine, tante cose le ho apprese dai miei genitori.
14:33Comunque, ci hanno tenuto a raccontarci quello che c'era fuori.
14:40Ti dico solo che in Romania era illegale leggere scrittori che non appartenevano a Cortina, dietro la Cortina di Ferro.
14:49Allora, potevi leggere un Dostoevsky, un Leftolstoi. Era proibito leggere Hemingway. Perché? Perché era americano.
14:58Ma anche i cartoni, i primi cartoni Walt Disney, penso che li ho visti già quando ero grande, erano proibiti.
15:06Si guardavo Olek e Bolek, qualsiasi cartone russo che c'era.
15:11Allora, c'era una limitazione, un cercare di lavare il cervello della tua popolazione, tenerli limitati, così non hanno le
15:22ali per volare.
15:23Il metodo migliore.
15:27Però grazie ai miei genitori penso che questo desiderio di vedere oltre è andato bene.
15:35E mi ricordo che con tutti i sforzi che loro hanno fatto, all'età di 14 anni, io sono stata
15:41la prima, il primo membro della nostra famiglia, a uscire fuori dal paese.
15:47E mi hanno pagato questo viaggio, un interscambio tra un liceo, tra il liceo scolastico e sportivo, con un liceo
16:01paragonato allo stesso modo in Francia, a Rouen.
16:05Abbiamo preso il pull, ma non avevo neanche 14 anni, 13 anni e mezzo.
16:10Abbiamo attraversato, uscito fuori dai confini, viaggi interminabili, note.
16:17Sto andando via.
16:19Sto andando via, sapevo che in quel viaggio avrei visto Parigi, perché ce l'avevano detto, guarda, un giorno prima
16:26di arrivare a Rouen passeremo a...
16:29E torna il desiderio numero due.
16:31Esatto.
16:33E non hai pensato, sino alla notte prima, succede magari come a papà, non gli fanno andare, trovano qualcosa, oppure
16:40era già fatto?
16:41Certo, alla fine, fino a quando non arrivi là, pensi che sarebbe troppo bello di essere vero.
16:47Però ti racconto che sì, sono arrivata a Parigi, è stato bello, non è stato il posto che mi ha
16:52stupito di più.
16:53Mi ricordo essere arrivati a Milano, Pullman si parcheggia da una parte, usciamo, attraversiamo questa galleria, sì, ok, menina.
17:05E mi ricordo di aver alzato lo sguardo e visto il Duomo di Milano.
17:13E lei c'è stata?
17:14Mi è mancato il fiatto.
17:16Cioè, non riuscivo a comprendere di quanto è stato prima.
17:24Cioè, tutta la mancanza della...
17:26Della bellezza, dell'architettura, della storia, di un luogo diverso.
17:32Quello è stato, sì, Parigi bella, però tuttora, quando vedo il Duomo di Milano, è una cosa...
17:40È curiosa questa.
17:42Anche perché nella tua città è bellissima dal punto di vista architettonico, no?
17:45Sì, sì, ma siamo molto, diciamo, molto barocchi, molto tedeschi.
17:52Era vedere una cattedrale dei colori, della grandezza del Duomo.
17:58Quindi il Duomo un po' ti ha rapito?
18:00Cioè l'arte in quel momento lì...
18:02Noi abbiamo, non so se forse è una parola latina, che si chiama hiatus.
18:07Sì.
18:08Quel momento artistico, umano, in quale la mente si perde perché non riesce a comprendere.
18:18Non ti è mai più capitato?
18:20Per qualsiasi...
18:22Di quell'impatto, quello è stato il più noto.
18:27Sì, mi è capitato quando ho visto Calassinzias, per esempio, i colori.
18:32Codice sardo.
18:33Codice sardo, torniamo.
18:35Calassinzias e un codice sardo.
18:37Sembrava che qualcuno avesse lanciato cesti, cesti di inchiostro.
18:42Invece era tutto vero, senza filtri.
18:45Che poi Calassinzias può essere solo la punta dell'iceberg per raccontare un po' tutta la Sardegna.
18:49Dal blu al verde che c'è.
18:50Puoi scegliere se vuoi smeraldo, vuoi smeraldo, vuoi su verde, sull'azzurro.
18:57E poi magari il sardo si lamentasse l'acqua leggermente a Cagliari.
19:00Meraviglioso.
19:01Il poeta è leggermente trasparente, non completamente trasparente.
19:05Ma io la trovo meravigliosa anche il poeta.
19:08Certo.
19:08Anche con il scirocco.
19:09Anche perché il mare rumeno si chiama Mar Nero.
19:14E ci sarà un...
19:15E c'è un motivo.
19:16E ci sarà una ragione.
19:18Anche quando c'è il scirocco più forte, più terribile, è sempre bello.
19:24Allora partiamo da questa foto.
19:27Commentamela, puoi tenerla, non so se non si fanno queste cose in televisione.
19:30Oh Dio.
19:30Anni pochissimi, giovanissimi.
19:33Penso che avevo 18 anni.
19:35Doveri a 18 anni.
19:36Qui ero in Inglittera.
19:39In questa foto ero in Inglittera.
19:43Me l'ha scattato il mio amico.
19:45Come era quella ragazza ormai?
19:48Come era quella ragazza di 18 anni, Giulia?
19:51A 18 anni, l'ho appoggiato quasi.
19:53No, se lo vuoi lanciare anche.
19:57No, penso che ero curiosa.
19:59Era molto curiosa e anche adesso cerco di viaggiare tanto.
20:06Come se cercassi, non lo so, di recuperare qualcosa che le altre...
20:11Quei piedi freddi.
20:12Quei piedi freddi è quello che magari i miei genitori non hanno potuto avere.
20:17Anche perché loro erano abbastanza giovani, però non troppo giovani magari di rischiare, non lo so,
20:27di cambiare paese o vita o...
20:30Anche viaggiare è stato difficile.
20:33Portarli qua è stato...
20:35Non è stato un'impresa, non sono venuti tantissime volte.
20:38È come se...
20:39Non lo so.
20:40Se non lo fai in tempo utile, poi dopo...
20:43A volte mio papà mi diceva...
20:45Cioè, guarda, preferisco andare nella mia casa in campagna, non arrabbiarti.
20:49Dicevo sempre...
20:50Venite, venite.
20:52Ormai, ha detto...
20:54Lui mi ha detto una volta, Giulia, ormai per me è andata.
20:56Però sono riuscita a fare un solo viaggio con loro, con i miei genitori, i miei figli,
21:03andando a visitare mio fratello ad Amsterdam.
21:07E gli ho fatto vedere tutta l'Olanda.
21:11E com'era la loro reazione strana?
21:13Mio padre era molto emozionato, perché aveva avuto la stessa sensazione di qualcosa che
21:25aveva perso, magari, nella sua vita, qualcosa che non ha accolto durante la sua vita, viaggiare.
21:32Tanto è che mi ha detto...
21:34Inizialmente brontolava, diceva non voglio andare, non voglio...
21:37Un classico, anche degli uomini, no?
21:39Esatto.
21:40E mi ha detto, mi piacerebbe tanto, è stato per lui un'esperienza fantastica.
21:47Voleva farne magari altre, però purtroppo è andato a mancare papà.
21:52Però sono contenta che abbiamo fatto insieme quel viaggio, insieme a...
21:57In giro per i musei, per i treni, batteri sui canali onlandesi, a vedere i tulipani,
22:06qualsiasi cosa bella che si può fare, anche bere la birra onlandese.
22:09Giulia, come ti vedi fra dieci anni?
22:12Fra dieci anni?
22:13E dove anche, dove ti vedi?
22:16Ancora qui in Sardegna?
22:17Sì, ormai.
22:19Dopo che hai detto accolzato...
22:21La vita...
22:21È fatta, è fatta.
22:23Tra dieci anni nessuno potrà sapere.
22:26Dove saremo tra dieci anni, se ci saremo ancora?
22:30Bello, questo spirito ottimistico, in chiusura della trasmissione, anche con il nostro amico Marco,
22:36che nessuno vedrà, o forse lo vedranno, non lo so, poi spiegheremo chi è Marco, lo spieghiamo dopo.
22:41Dopo.
22:41Se vuoi, se vuole anzi.
22:44Quindi dieci anni?
22:45Perché no, forse anche qua, io mi sento a casa qua, mi sento molto sarda, ho insistito
22:51ad avere la cittadinanza italiana, il diritto di voto, e quando parlo, parlo di noi sardi,
22:58noi italiani, mi sento molto italiana, molto sarda, e adoro questa isola.
23:06è un angolo di paradiso per me, per tutto quello che significa qualità della vita, persone, aria, cibo,
23:19così selvaggia, ancora così poco esplorata.
23:25a volte certi pezzi sono soltanto nostri, quelli dei sardi, dei sardi, quindi anche tuoi.
23:32Anche me, certo, esatto, non nei posti magari turistici, che magari sono una sardegna un po' troppo lavorata.
23:44E invece, Julia, che mamma è?
23:47La migliore che spero che...
23:48Beh, questa tua umiltà immediata mi piace.
23:53Faccio del mio meglio.
23:54Ah, è troppo banale e scontato.
23:57No, cerco di essere, di fare quello che ha fatto mia mamma, di crescerci con...
24:01Siamo tre fratelli, di crescerci con tanta pazienza e tanto amore.
24:08Julia, fatti un augurio, siamo per finire purtroppo.
24:11Fatti un augurio.
24:12Aguri a me?
24:13Un augurio.
24:14No, no, una cosa, un augurio personale, complessivo.
24:17Cosa si augura, Julia?
24:20Salute.
24:21Che non è così banale.
24:22Non è mai banale.
24:24Vabbè, abbiamo finito Alessandro, sì?
24:27Non abbiamo finito.
24:28No.
24:28Perché c'è sempre un giocosa, c'è un minutà, mi ricorda una cosa che io ho fatto fin di
24:33non sapere.
24:34Adesso tu devi mandare un messaggio.
24:35Sì.
24:36Ok, in questo caso a me, perché è il mio numero, però potresti mandarlo a chiunque, io sono
24:40solo l'oggetto che lo riceve.
24:42Ok.
24:42E puoi scrivere qualsiasi cosa.
24:44E poi vediamo se entrerà l'altra visione, no?
24:46Io non lo guarderò, io e Alessandro non lo guardiamo perché poi lo montiamo insieme
24:50fino alla fine.
24:51Scusa se mi provo da gioco, non sto...
24:53Un messaggio Whatsapp ti mando?
24:55Sì, non vocale perché una ragazza o una donna prima, nel senso qualche settimana fa,
25:02ha fatto un vocale e quindi ha detto no, l'hai saputo.
25:06Guarda quando mi sono intattato.
25:07Non sono intattato.
25:10Qualsiasi cosa ti viene in mente.
25:14Puoi mandare a chiunque.
25:15Io ripeto, solo il mezzo, la piattaforma.
25:18Poi non abbiamo parlato di Marco, questo ospite indesiderato che ha fatto l'assistente di studio.
25:23Microfonista, chi ha in mano?
25:25Il mio fidanzato.
25:27Non si vedrà.
25:29Esatto.
25:30Guarda, ho mandato...
25:31Bene entusiasmo però.
25:33Allora, è arrivato e io faccio così.
25:34È un vocale, no?
25:35No.
25:36Ok.
25:37Ho tolto?
25:38Non ho tolto.
25:39Niente al deprimo, qui non si vede.
25:41È finito il tempo, Alessandro?
25:43Adesso sì.
25:44Ah, fatica.
25:47Grazie Nico.
25:48Grazie a te.
25:49Grazie a te.