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Una produzione TCS S.r.l. 2021 #canale13 www.telecostasmeralda.tv
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NovitàTrascrizione
00:08Musica
00:57Cari amici, buongiorno.
00:59Nel primo incontro attraverso la tv ci siamo posti una domanda, come parlare di Dio?
01:07E ci siamo detti che per parlare di Dio dobbiamo seguire ciò che Dio stesso ci ha insegnato come metodo,
01:17la strada della umiltà.
01:19La strada della umiltà che ci riporta alla casa di Nazareth, che ci riporta a Betlemme, che ci riporta alla
01:29famiglia di Gesù.
01:31La strada della umiltà che ci fa pensare alla parabola del granelino di senape, che ci fa pensare a quel
01:40pizzico di lievito, che ci fa pensare ad un pizzico di sale.
01:45Quella strada della umiltà che ci fa diventare davvero semplici, fiduciosi.
01:53Anche perché non abbiamo da portare un annuncio di sapienze umane, di impostazioni filosofiche, ma soltanto annunciare il Vangelo.
02:06Il Vangelo che non è un libro, ma il Vangelo che è la persona di nostro Signore Gesù Cristo, incarnato,
02:15morto, risorto per ciascuno di noi.
02:18Il volto della misericordia di Dio nostro Padre.
02:22Abbiamo detto che parlare di Dio, seguire prima di tutto il grande comunicatore che fu l'Apostolo Paolo.
02:33Paolo che non ha da sviluppare una grande filosofia, ma Paolo che diventa annunciatore di Gesù Cristo.
02:41E' Gesù Cristo crocifisso, come scrive nella prima i Corinti al capitolo secondo.
02:48Paolo che non cerca se stesso, ma Paolo che vuole portare Dio agli altri.
02:54E' per portare Dio agli altri la consapevolezza dare spazio a Dio.
03:01Perché in definitiva, per poter guadagnare gli altri a Dio, li dobbiamo attendere da Dio stesso, come un dono suo,
03:11invocarli da Lui.
03:13E dunque il parlare di Dio, come già vi dicevo nel primo incontro, il parlare di Dio nasce dall'ascolto,
03:22dalla nostra conoscenza di Dio.
03:24Da quella conoscenza che si realizza nella familiarità con Dio.
03:30Quella familiarità che ci porta dalla grande possibilità di passare dal Dio degli altri al mio Dio.
03:43Di passare dalla fede degli altri alla mia fede.
03:47Di passare dalla esperienza degli altri alla mia esperienza.
03:52E dunque quella familiarità che si concretizza nella preghiera.
03:57Quella preghiera quotidiana, quella preghiera costante, quella preghiera paziente.
04:04Preghiera che poi diventa anche tutto un invito a vivere secondo ciò che i comandamenti ci insegnano.
04:13Allora comunicare la fede.
04:16Parlare di Dio.
04:18Comunicare la fede.
04:19Ancora per Paolo, che cosa significa?
04:22Mi pare importante ripeterlo.
04:26Significa non portare se stesso, ma dire apertamente e pubblicamente quello che ha visto e sentito nell'incontro con Cristo.
04:37Dunque quanto ha sperimentato nella sua esistenza ormai trasformata da quell'incontro.
04:45E' portare quel Cristo che sente presente in sé ed è diventato il vero orientamento della sua vita.
04:54Il vero orientamento della sua vita.
04:58E' davvero bello ciò che ci viene detto, ciò che scopriamo le lettere di Paolo.
05:05Gesù non ha un'idea ma una persona, il punto di riferimento, l'orientamento della vita, colui che diventa necessario
05:17per la vita, colui che Paolo ci fa conoscere come necessario per il mondo, decisivo per la libertà di ogni
05:26uomo.
05:27Davvero più ci avviciniamo al Signore Gesù e più potremmo dirci che la verità ci farà liberi.
05:36Quella verità che è Gesù, quella verità che ci fa conoscere chi è veramente Dio, quella verità che ci fa
05:45conoscere chi è veramente ognuno di noi.
05:47Più ci avviciniamo a Dio e più abbiamo la possibilità di riscoprire la grande dignità di ogni uomo, di ogni
05:57donna.
05:58Ed ecco allora Paolo non sia contenta di proclamare delle parole, ma coinvolge tutta la propria esistenza nella grande opera
06:10della fede.
06:11E allora per parlare di Dio è assolutamente necessario fargli spazio, lasciarlo entrare nella mia vita, fargli posto, direi ospitarlo
06:24con una grande fiducia che sarà lui ad agire nella nostra debolezza, nella nostra precarietà.
06:33Allora fargli spazio senza paura, fargli spazio con semplicità, fargli spazio con gioia.
06:43Non so se molti di voi ricordino come aveva iniziato il Ministero Petrino San Giovanni Paolo II in quelle parole
06:54che davvero sono diventate famose
06:56quando ci invitava ad aprire la porta della nostra vita, la porta del nostro cuore, la porta dei nostri sistemi,
07:05ad aprirla a Gesù perché lui conosce, perché lui sa, solo lui sa.
07:12E' comunque fargli spazio senza paura, con semplicità, con gioia, nella convinzione profonda che quanto più mettiamo al centro lui
07:24e non a noi, tanto più la nostra comunicazione sarà fruttuosa.
07:30Allora come parlare di Dio, come portare Dio, come fare incontrare Dio, non mettendo le nostre persone al primo posto,
07:40non mettendo le nostre persone al centro,
07:43ma mettendo come punto di riferimento, come centralità di tutta la nostra vita il Signore.
07:51E allora la nostra comunicazione sarà fruttuosa perché non porteremo noi, ma porteremo Lui.
08:00Per un momento proviamo ad immaginare se quell'asinello che portava Gesù in groppa all'ingresso a Gerusalemme solo per
08:10un momento avessi avuto la convinzione che dovesse portare se stesso e non il Signore.
08:16Davvero talvolta nella nostra vita qualche volta potrebbe capitare di confonderci, magari di pensare che dobbiamo portare noi stessi.
08:26Niente di tutto questo dobbiamo portare il Signore Gesù, mettere Lui al centro, fare incontrare le persone con Lui, non
08:36con noi.
08:37E allora la nostra comunicazione, il nostro porgere, il nostro presentare il Signore sarà davvero qualcosa di fruttuoso.
08:47E questo vale per ognuno che vuole portare il Signore Dio.
08:55Vale per ogni cristiano, vale per ogni cristiana, vale per ogni comunità, vale per ogni persona consacrata.
09:05Davvero tutti chiamati a mostrare quell'azione trasformante che è la grazia di Dio, quell'azione trasformante che è la
09:17grazia del Signore,
09:19quell'azione fruttuosa perché ci impegniamo a lasciare Lui al centro della nostra vita, Lui al centro della nostra storia,
09:30Lui come punto di riferimento.
09:32Mi pare che possiamo impegnarci tutti allora a superare individualismi, a superare chiusure, a superare egoismi, a superare indifferenze e
09:46vivere nei rapporti quotidiani l'amore di Dio.
09:51Allora una domanda che forse diventa anche provocatoria.
09:57Ma davvero io sono così? Ma davvero tu sei così? Ma davvero la nostra preoccupazione è quella di porre il
10:06Signore al centro?
10:07Oppure qualche volta ci lasciamo trasportare dal nostro ego, dal nostro egoismo, dal nostro voler diventare il centro?
10:19Se qualche volta ci fosse capitato davvero dobbiamo immediatamente metterci in moto per divenire sempre e realmente annunciatori di Gesù
10:32Cristo e non di noi stessi.
10:35E dunque coloro che sono capaci di mettere il Signore Gesù al centro, coloro che sono capaci di indicare il
10:44Signore Gesù.
10:45E allora ci domandiamo, dopo aver cercato di capire, di guardare a Paolo come modello, come davvero comunicatore di quello
10:56che è il poter parlare di Dio,
10:59ci domandiamo, ma Gesù come ha parlato del Signore? Come lui comunicava?
11:08E allora vedete Gesù in tutto il Vangelo è interessante nella sua unicità del suo comunicare.
11:17Di chi Gesù continuamente parlava?
11:21Chi Gesù continuamente voleva comunicare?
11:24Fondamentalmente Gesù aveva questo atteggiamento, parla del suo padre, Abba, parla del regno di Dio,
11:36con uno sguardo sempre pieno di compassione per i disagi e per le difficoltà della esistenza umana.
11:44Ecco Paolo, annunciatore di Gesù Cristo crocifisso, non di se stesso.
11:51E Gesù, nella sua unicità, non si stanca mai di parlarci di Dio suo padre,
11:59di colui che è Abba, di colui che è teneramente attento ad ognuno di noi,
12:04del regno di Dio, ma con uno sguardo pieno, pieno di compassione per i disagi, per le difficoltà dell'esistenza
12:14umana.
12:14Insomma, Gesù continuamente ci ricorda che Dio è nostro padre,
12:20continuamente ci dice il suo desiderio di invitarci al regno di Dio,
12:28a far parte del regno di Dio, ma senza trascurare quello sguardo compassionevole,
12:36quello sguardo attento, quello sguardo pieno, pieno di amore, di misericordia,
12:42di attenzione per i disagi e per le difficoltà dell'esistenza umana.
13:04Gesù parla con grande realismo.
13:07Gesù è essenziale nell'annuncio.
13:11Gesù rende trasparente il mondo.
13:13Gesù ci ricorda continuamente che la nostra vita vale per Dio.
13:20Gesù continuamente ci dice che ognuno di noi è il tesoro di Dio, è la perla di Dio.
13:29E allora Gesù mostra nel mondo, mostra nella creazione che traspare il volto di Dio.
13:38Gesù ci ricorda che Dio è presente nella storia quotidiana, nella vita di ognuno di noi.
13:46Insomma, ancora una volta, non un Dio lontano, non un Dio teorico,
13:54ma un Dio che è presente nella mia, nella tua vita.
13:58Come già vi dicevo nell'incontro precedente, non sono preoccupato di sapere se Dio esiste.
14:06Sono preoccupato di sapere se Dio mi vuole bene.
14:10Perché di un Dio che esiste ma non mi vuole bene, davvero non saprei che cosa farmene.
14:17Ecco, Gesù è venuto a dirmi, è venuto a farmi conoscere, è venuto a portarmi, è venuto a dirmi che
14:25Dio mi ama,
14:27che io per Lui sono importante, che Dio si interessa alla mia vita, alla mia esistenza, alla mia storia.
14:35E Gesù con tutta la sua vita non ha mai mancato di avere quello sguardo pieno di compassione
14:42per ogni disagio, per ogni difficoltà mia, per ogni disagio, per ogni difficoltà di tutta l'esistenza umana.
14:51Ecco, sia nelle parabole, sia in quelli che sono tutti, tutti gli interventi,
14:58Gesù continuamente, continuamente, continuamente ci fa conoscere questa presenza, questa vicinanza di Dio per la nostra vita.
15:10Pensate alle parabole della natura, il granellino di senapa, il campo con i diversi semi, nella nostra vita,
15:19il figlio il prodigo, Lazzaro, tutte le altre parabole.
15:23Ecco, vediamo come Gesù si interessa di ogni situazione umana che incontra,
15:30si immerge nella realtà degli uomini e delle donne del suo tempo,
15:35con una fiducia piena nell'aiuto del Padre,
15:39e che realmente in questa storia, nascostamente, Dio è presente,
15:45e se siamo attenti possiamo incontrarlo.
15:48Come è importante l'attenzione, come è importante l'ascolto, come è importante il silenzio.
15:58È curioso come uno dei primi titoli mariani, se non il primo titolo in assoluto, è questo,
16:08Silenzium Dei.
16:10Maria, quella discepola, quell'esempio splendido per la nostra vita cristiana,
16:18quella capacità di mettersi in ascolto,
16:22quella capacità di quel silenzio che è ascolto,
16:28di quel silenzio che ci rende capaci di incontrare il Signore.
16:33E i discepoli che vivono con Gesù, le folle che lo incontrano,
16:38vedono la sua reazione ai problemi più disparati,
16:43vedono come parla, vedono come si comporta,
16:47vedono in Lui l'azione dello Spirito Santo,
16:50vedono in Lui l'azione di Dio.
16:53In Gesù l'annuncio e la vita si intrecciano.
16:58Ecco il metodo di Gesù, parlare del Padre,
17:02parlare del Regno di Dio,
17:05farci conoscere l'amore di Dio nostro Padre.
17:09L'invito a far parte di questo Regno
17:12è quello sguardo pieno, pieno di compassione,
17:16dove annuncio e vita si intrecciano.
17:20Gesù agisce e insegna,
17:23partendo sempre da un intimo rapporto con Dio Padre.
17:27Ecco, ci dice il Vangelo,
17:30che coloro che ascoltano Gesù
17:32riconoscono in Gesù quella grande autorevolezza,
17:36perché la sua parola è accompagnata dall'azione.
17:42Non è soltanto uno che parla,
17:44ma è uno che agisce.
17:46Non è soltanto uno che annuncia,
17:48ma è uno che ha uno sguardo pieno di compassione,
17:52è uno che si accorge dei disagi,
17:55delle difficoltà.
17:57È uno, insomma, che ci è vicino.
17:59Agisce e insegna,
18:01partendo sempre da quell'intimo rapporto
18:05con Dio nostro Padre.
18:07Ecco, mi pare che questo stile,
18:10lo stile di Gesù,
18:12diventa una indicazione essenziale
18:15per noi cristiani.
18:17Diventerà il nostro stile,
18:19il nostro modo di essere,
18:21il nostro modo di vivere la fede,
18:24il nostro modo di vivere la vita cristiana,
18:27il nostro modo di vivere nella fede e nella carità,
18:32diventerà dunque un parlare di Dio nell'oggi.
18:36Dunque, come parlare di Dio?
18:38Come portare Dio agli altri?
18:40Abbiamo visto l'esempio di Paolo,
18:42vediamo l'esempio di Gesù.
18:44La fede è la carità.
18:47Fede e carità.
18:50Parlare di Dio oggi,
18:53mostrare con un'esistenza vissuta in Cristo
18:57la credibilità.
18:59Dunque, cristiani non soltanto credenti,
19:02ma cristiani che diventano credibili,
19:05perché come Gesù,
19:07nel parlare di Dio Padre,
19:09nell'annuncio del Regno,
19:11non manchi mai quello sguardo compassionevole,
19:15quello sguardo che diventa carità,
19:18quello sguardo che ci rende capaci di dire
19:22io mi interesso,
19:24quello sguardo che ci rende capaci di dire
19:27io ci sono,
19:29quello sguardo che ci rende capaci di porgere la mano,
19:33quello sguardo che ci rende capaci di dirci
19:38Cristo non ha mani alle nostre mani,
19:41Cristo non ha piedi ai nostri piedi.
19:43Insomma, quella capacità di presenza nel mondo, quel realismo che ci fa diventare non soltanto attenti alle parole, ma quel
19:56diventare attenti alla parola e quella parola che trova poi riscontro,
20:02quella parola che poi viene mostrata nella realtà e nella vera vita, realtà nella vita, verità di vita. È interessante
20:15quando quel ragazzo soprattutto domanda, ma dimostrami che Dio esiste?
20:24È curiosa la risposta che spesso sentiamo e che dovremmo essere capaci tutti di porgere, che potrebbe essere questa, ma
20:33io non ho da dimostrare proprio nulla.
20:37Se vuoi ti posso dimostrare il teorema di Pitagora, ti posso spiegare, dimostrare una equazione. Di Dio non ho da
20:45dimostrarti nulla, ma ho soltanto da mostrarti tutto.
20:49Qual è stato dunque il modo di Gesù di comunicare? Non di dimostrare, ma dimostrare. Un Gesù che non è
21:01preoccupato di dimostrare, ma è preoccupato di mostrare.
21:06E' dunque un Gesù che ci parla del Padre, che ci parla del Regno di Dio, ma il parlarci del
21:13Padre, il parlarci del Regno di Dio concretamente si manifesta in quella che è la compassione, in quella che è
21:21l'attenzione.
21:22E allora cristiani credenti e soprattutto credibili che con le parole, ma soprattutto con le opere, mostrano la realtà, la
21:32vera realtà di Dio presente nella mia vita.
21:37E in questo davvero dobbiamo essere attenti a cogliere i segni dei tempi nella nostra epoca, ad individuare le potenzialità,
21:47i desideri, gli ostacoli che si incontrano nella cultura attuale.
21:52In particolare il desiderio di autenticità, l'anelito alla trascendenza, la sensibilità per la salvaguardia del creato.
22:02Insomma, comunicare senza timore la risposta che offre la fede in Dio.
22:08Tanti, anche oggi, continuamente e continuamente domandano, fateci vedere il Signore.
22:16E come far vedere il Signore? Come parlare di Dio?
22:21Attraverso quella metodologia, attraverso quell'esempio davvero splendido che il Signore Gesù ci ha lasciato.
22:28E allora la fede diventa occasione per scoprire, per riscoprire, per avere una fantasia davvero animata dallo Spirito Santo,
22:39per scoprire nuovi percorsi a livello personale e comunitario, affinché in ogni luogo la forza del Vangelo sia sapienza di
22:49vita e orientamento dell'esistenza.
22:52Insomma, il nostro esserci, il nostro atteggiamento che ci fa attenti, il nostro sguardo pieno di compassione,
23:04il nostro sguardo attento all'oggi e dunque tutta, tutta quella attenzione per ogni occasione buona,
23:14perché animati e dallo Spirito Santo, possiamo non soltanto parlare di Dio, ma con la nostra vita mostrare tutto ciò
23:24che Dio è capace di fare
23:26se noi glielo permettiamo in noi e in tutte le persone che noi incontriamo.
23:45Cari amici, cari fratelli, care sorelle, mi pare che anche nel nostro tempo il luogo privilegiato per parlare di Dio
23:54è la famiglia.
23:56La prima scuola per comunicare la fede alle nuove generazioni è la famiglia.
24:03Il concilio a Vaticano II parla dei genitori come dei primi messaggeri di Dio,
24:11ce lo dice la Lumen Gentium al numero 11 e l'Apostolicam acutositatem sempre al numero 11.
24:19Il ruolo dei genitori, i primi messaggeri di Dio, chiamati a riscoprire questa loro missione,
24:28assumendosi la responsabilità nell'educare, nell'aprire le coscienze dei piccoli all'amore di Dio
24:35come un servizio fondamentale alla loro vita, nell'essere i primi catechisti,
24:42nell'essere i primi maestri della fede per i loro figli.
24:46Davvero l'importanza della famiglia, la bellezza della famiglia.
24:52È vero, lo sentiamo dire continuamente, che il mestiere più difficile è quello del fare i genitori.
25:16È vero, lo sentiamo dire continuamente, che il mestiere più difficile è quello del fare i genitori come dei primi
25:38messaggeri di Dio,
25:40che il mestiere più difficile è quello del fare i genitori come dei primi messaggeri di Dio.
25:59Grazie per la visione!