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Trascrizione
00:04Da questa monumentale croce realizzata nel lontano 1974 dalle officine Fadda, nel territorio
00:15denominato di San Luca, accanto ad un'omonima chiesa di San Luca, vi diamo il benvenuto in
00:22un viaggio nel cuore del tempo e della storia della Sardegna.
00:26A quest'oggi approfondiremo l'argomento delle fortificazioni militari che dal lontano 1700,
00:33un poco abbandonate le torri costiere, si spostò nel 1800 nell'edificazione di alcuni fortilizi
00:40bellici.
00:41Gli stessi fortini furono riutilizzati ai tempi della prima e della seconda guerra mondiale
00:47come degli avamposti strategici per difendere l'intera isola di Sardegna.
01:15In lontananza il mare del Poeto, questa lingua di sabbia, circondata da un lato dal mare
01:24del Golfo degli Angeli, nel lato opposto verso l'entroterra, dallo stagno di Molentargius,
01:31il cui nome deriva dal dialetto locale Molenti o Molentis, per indicare i ciuchini, gli asinelli
01:39che venivano utilizzati per la lavorazione per l'appunto del sale.
01:43E questi fortilizi divenuti poi bellici, come ad esempio questa struttura denominata
01:51Suvorti, erano strategici per poter sorvegliare non soltanto l'eventuale arrivo dei nemici,
01:59ma anche l'arrivo di coloro che dal mare non solo abbordavano le navi, parliamo di pirati,
02:05di corsari, ma anche di quanti si spingevano nelle zone più interne della Sardegna per poter
02:13depredare i territori.
02:15Suvorti, il forte.
02:17In questo caso possiamo riconoscere una struttura del lontano 1800, realizzata per poter fronteggiare
02:30sì l'arrivo dei nemici dal mare, ma soprattutto voluta subito dopo il tentativo di sbarco dei
02:37francesi del 1793.
02:41E adesso andiamo all'interno di questa struttura che purtroppo è stata nel corso del tempo e
02:48della storia vandalizzata, potete osservare, va detto, priva di sistemi di chiusura della
02:56stessa e per poterla esplorare ci stiamo addentrando in questa meravigliosa architettura
03:06che risale a lontano 1800, ma questa struttura, va detto, si è sovrapposta a delle preesistenze
03:14storiche e archeologiche edificate in una zona collinare alta.
03:20Qui vediamo un interessante altare, riconosciamo le finestre con la forma cruciforme e quindi
03:29in questo luogo è stata poi realizzata una chiesa, la chiesa di San Luca, che è poveretta,
03:36potremmo così dire è stata per l'appunto vandalizzata.
03:40Ma andiamo ad approfondire nuovamente la storia di questo luogo.
03:43fu il generale Capson nel 1800 a decidere la realizzazione dei suvorti, del forte, per
03:52poter realizzare sulla volta di questa struttura un punto di avvistamento dei nemici che arrivavano
04:01da tempo, dai secoli precedenti, sempre da lui, dal mare che lambisce tutte le coste della
04:09Sardegna. In questa parete osserviamo un pertugio, un piccolo ingresso, già ingresso
04:17di cosa? Di un cunicolo, di un passaggio segreto? No, in realtà l'accesso che è stato murato
04:23nel pavimento dello stesso pozzetto per l'appunto di una cavità verticale in collegamento con
04:31un salone segreto, sotterraneo, nel quale a breve punteremo un fascio di luce, porteremo
04:39le nostre telecamere per vedere meglio cosa potrebbe conservare al suo interno.
04:56Ed eccolo, il mondo sotterraneo dei suvorti della fortezza ottocentesca realizzata nella
05:06zona antistante il cosiddetto margine rosso. Vi sveleremo a breve questo nome, il perché di questo
05:12nome, ma adesso stiamo osservando, ammirando quel che i turisti, i visitatori, i conoscitori di questo
05:20sito magari non hanno mai visto. E dunque un pozzo, o meglio una cisterna, per poter contenere
05:28l'acqua piovana convogliata, vedete, attraversa quelle canalette visibili sui lati delle pareti,
05:37di questo sotterraneo a forma di pera, di damgiana o di campana. Beh certo, senza acqua,
05:46senza una riserva idrica, il fortilizio militare non avrebbe certamente potuto resistere ad eventuali
05:54tentativi di assalto o di assedio. Le tecniche di guerra prevedevano che i, richiudiamo anzitutto
06:04questo grande fortello per ripristinare dello stesso le condizioni di sicurezza e andiamo adesso
06:14su nella parte alta del fortino. E dicevamo che in caso di assedio quest'opera bellica non avrebbe
06:24potuto resistere con le proprie guarnigioni e con i propri uomini agli attacchi dei nemici laddove
06:32l'avessero privata della fonte di vita principale, ovvero dell'acqua.
06:45Ci troviamo nel territorio di Quartu Sant'Elena. Stiamo esplorando le meraviglie di questa città
06:54antica della Sardegna e siamo entrati nella zona dei Suvorti, il forte ottocentesco realizzato
07:02per volere del generale Capson. E sul lato destro vediamo che in una sorta di pertugio
07:08angolare della scala eliquidale o cosiddetta chiocciola che ci porterà sulla volta di questo
07:15fortilizio troviamo un servizio igienico. Certo, un servizio igienico moderno realizzato quando
07:21questo fortilizio è divenuto una chiesa, la chiesa di San Luca, ma da questa finestrella
07:28che è stata chiusa possiamo osservare di come il cunicolo laterale sia stato chiuso e che invece
07:35all'origine avrebbe dovuto condurre i militi, i militari, i soldati da un lato all'altro di questo
07:43fortino. Qui certo è caduta poi l'incuria del tempo e dell'uomo, si sono posizionate
07:51delle polveri, staccatesi dalla volta di questo sito che vedete è stata realizzata con delle
07:58pietre di colore giallo paglierino, pietre calcare estratte da delle cave per l'appunto di roccia
08:08locali. Cave che prossimamente esploreremo in esclusiva per voi, nostri telespettatori.
08:24questa scala è stata realizzata con del cemento ma all'origine, alle origini nel 1800 non era
08:34certamente la stessa. Da questo punto i militari potevano sorvegliare oltre che ammirare un panorama
08:43straordinario, bellissimo e non a caso questa zona si chiama Golfo degli Angeli, un luogo nel
08:51quale ci furono secondo ad una remotissima leggenda delle lotte infernali tra angeli e demoni. Questi
09:00ultimi erano soliti assoggettare le popolazioni locali, dar tormento agli abitanti di Cagliari e di
09:10Quartus Sant'Elena. Eccola la croce realizzata nel 1974 quando questo luogo su Vorti era divenuto
09:21una chiesa. Ma andiamo per un attimo indietro nel tempo e arriviamo a questa costruzione particolare,
09:31a questa torretta. Una torretta di avvistamento degli eventuali nemici, laggiù io vedo quest'oggi
09:40delle imbarcazioni che arrivano per l'appunto dal mare, e una torretta che fu utilizzata ai tempi
09:47della prima e della seconda guerra mondiale. Allora quando Cagliari e Quartus, ma un poco tutta la
09:56Sardegna, furono sferzate con l'arrivo degli eri nemici dai tremendi, terribili bombardamenti e
10:05dalla mortale pioggia di bombe di spezzoni che arrivavano sulle città sarde per distruggere le
10:12stesse e per miettere tante vittime per l'appunto di cittadini civili. Su questa zona erano stati
10:23approntati diversi fortilizi, diversi fortini e tempi della seconda guerra mondiale e tutti i
10:29fortini erano collegati con dei sistemi intelligenti di comunicazioni, con suvorti per l'appunto nella
10:37zona di Quartu ed anche con un fortino che sta laggiù in lontananza a diversi chilometri di
10:43distanza e dunque col forte di Sant'Ignazio che abbiamo esplorato in esclusiva per voi con altre
10:51trasmissioni televisive in compagnia di Alessandro Paglietti con le sue immagini e incontrando diversi
10:57ospiti. A proposito di ospiti adesso ci sposteremo da questa zona in un'area stagnante nella zona del
11:04lago di Simbirizi per esplorare altri fortini bellici ed infine vi svelerò il nome del margine
11:11rosso. Il margine, i margini della zona di Quartu denominati Arrubiusu nella parlata locale ovvero
11:20rossi. Rossi perché ogni tanto le onde del mare per dei fenomeni particolari diventano per l'appunto
11:28rossastre soprattutto al tramonto ma anche perché secondo una leggenda ai tempi di un pirata o di
11:37nominata capitana in queste acque del mare tutte le onde si tinsero di rosso sangue per l'appunto
11:46dovuto al sangue dei caduti che cercarono di assediare la città di Quartu. I quartesi si difesero
11:54con le unghie con i denti indubbiamente con le armi e da lì secondo alcuni il termine di margine rosso.
12:15Ci troviamo nelle campagne di Quartu Sant'Elena a ridosso della zona costiera denominata margine
12:24rosso ma in piena campagna accanto ad un lago a un bacino artificiale denominato lago di Simbirizi e
12:34adesso stiamo raggiungendo questa curiosa e singolare costruzione che è stata realizzata
12:41nel lontano 1942. Viene chiamata da molto tempo la finta chiesa ed effettivamente vedete un accesso
12:53una sorta di portale ad una chiesa che in verità è un'opera bellica. Già dall'architettura e dalla
13:01tecnica costruttiva scopriamo che furono utilizzati nel 1942 dei ciotoli di fiume guardate si sono
13:09anche saldate alla stessa malta cementizia delle conchiglie provenienti dalla spiaggia del Poeto
13:18e su questo potremo aprire un approfondimento sull'utilizzo della sabbia marina in strutture
13:24come a questa. Stiamo entrando nel cuore della storia nel cuore di una vecchia divisione di una
13:32brigata la tredicesima brigata costiera che doveva presidiare sorvegliare difendere il territorio del
13:42golfo degli angeli la zona di Cagliari che temeva secondo le strategie militari e le spie del periodo
13:50ad un eventuale sbarco nemico dal mare. Andiamo dentro nel cuore della storia. Mai ai tempi dei
13:59bombardamenti del 1943 che la tredicesima brigata costiera che difendeva questa zona e ufficiava
14:08stava all'interno di questi fortini militari venne elevata alla 203esima divisione costiera. Più uomini
14:17più armamenti posizionati in questo settore del fortilizio bellico denominato per l'appunto
14:24la finta o la falsa chiesa per fare fuoco sugli eventuali nemici che al posto certo delle auto
14:32moderne che attraversano queste strade avrebbero potuto creare una vera e propria sortita in questo
14:40bunker in questo fortilizio bellico. Con l'esplosione dei proiettili fumi diversamente
14:47nocivi sarebbero potuti fuoriuscire attraverso a questi fori praticati nelle pareti e poi qua
14:54guardate molto curioso un altro foro su questa parete con degli alloggi delle cosiddette tracce
15:02a parete per far attraversare da una parte all'altra degli spessi muri in cemento armato
15:09di questo fortino i cavi elettrici ma anche consentire le comunicazioni tra militari. Ecco
15:16ad esempio io militare all'interno di questo ambiente avrei avuto in questo punto che cosa?
15:24una sorta di megafono amplificato per poter parlare e comunicare con i compagni di avventura
15:32insomma con i miei comunitoni e con i soldati affrontati in questo sito. Pareti forate per
15:40consentire ai fucili mitragliatori di esplodere i proiettili verso all'esterno ed altre pareti con
15:48fori quadrati rispetto a quelli rettangolari un poco più piccoli per osservare altri punti altri
15:56settori strategici dovete sapere che questo fortino è solo uno degli oltre 80 fortinizi bellici
16:05aprontati dalla zona del territorio di Cagliari fino ad arrivare alla zona di Pula nelle immagini che
16:14discorrono in questo momento potete infatti osservare il grande arco di contenimento per
16:21far fronte nel 1943 ai tempi della seconda guerra mondiale ad un eventuale sbarco dal mare arco di
16:29contenimento disegnato su carta dei militari addirittura si parla della penna di Benito
16:36Mussolini che realizzò su carta per l'appunto il primo fortilizio bellico la cosiddetta batteria
16:44Carlo Faldi situata nella zona dei Smortorius per arrivare con tutta una serie di fortini a
16:50fronteggiare eventuali sbarchi dal mare fino alla zona di Capo Sant'Elia parliamo della batteria
16:58antinave antiaerea Prunas ed infine nella zona di Pula la batteria Boggio che prossimamente
17:05esploreremo questo arco di contenimento composto da decine e decine di fortini bellici e solo una
17:12parte dell'odierno viaggio che faremo nel cuore della seconda guerra mondiale si delle opere militari
17:18di Quartu Sant'Evena
17:33La stanza oscura nella quale mi trovo attualmente priva di finestra ed era un alloggio per i proiettili
17:42per i materiali o gli armamenti bellici ma l'occorrenza veniva utilizzata dai militari per trascorrere qualche
17:48ora di riposo durante le lunghe interminabili notti e tempi dei bombardamenti aerei e dovete
17:55sapere che ci sono alcuni giovani alcune associazioni come ad esempio il comitato di margine rossa ed altri
18:02che si stanno prendendo cura di questi luoghi sentiamo alcune interviste realizzate di recente
18:08per incontrare gli ospiti che tutti i giorni presidiano queste aree e le preservano dagli scaricatori di rifiuti
18:30Emanuele Contu presidente del comitato di quartiere margine rosso il perché di questa interessante iniziativa
18:38Buonasera a tutti ma intanto da presidente di un comitato cerchiamo sempre di trovare dei miglioramenti per la nostra zona
18:46visto che via Tarros infatti ci troviamo appunto sopra le colline di via Tarros è un luogo che fa parte
18:53del territorio
18:54che ricopriamo come comitato ci dedichiamo a salvaguardare soprattutto i beni storici
19:00in questo caso beni identitari
19:03dietro le mie spalle c'è appunto un fortino della guerra mondiale
19:07che esiste qua dal periodo bellico e purtroppo è sempre stato in una condizione di abbandono
19:16siamo qui per sensibilizzare anche l'opinione pubblica affinché questi beni vengano valorizzati e recuperati
19:23è il nostro lavoro di volontari portare dei miglioramenti al nostro quartiere
19:29siamo qui per cercare di valorizzare questi beni insieme a tanti altri volontari
19:34che come me apprezzano le cose belle e soprattutto le cose di valore
19:39ma qua si tratta di salvaguardare la nostra storia
19:43quindi spero che anche io voglio fare anche un appello
19:46spero che questi monumenti vengano salvaguardati e recuperati
19:51noi ci proviamo dando il nostro piccolo contributo
19:55ma speriamo che le istituzioni possano fare qualcosa di più
20:21e per raggiungere una delle tante bocche da fuoco
20:26ci dobbiamo fare spazio all'interno di uno dei tanti cosiddetti fortini
20:34della seconda guerra mondiale
20:37che non solo soltanto dei fortini
20:40ma sono opera di intelletto, di ingegneria
20:45e quindi di studi importanti
20:50legati alla seconda guerra mondiale
20:54ma non solo
20:54e per poterne parlare quest'oggi in esclusiva
20:58guardate cosa ci è stato preparato da un amico
21:02nome, cognome e matricolo
21:05ovviamente scherzo sulla matricola
21:07Stefano Comune
21:08Stefano la tua è una passione
21:10lo dicevo poco fa
21:13sorridendo con le telecamere spente
21:16che si trascina quasi geneticamente nel tempo
21:19per quale motivo ti sei interessato
21:22alla storia di questi luoghi della seconda guerra mondiale?
21:26allora tutto ovviamente parte da quando ero bambino
21:30però in primis avendo mio nonno materno
21:35di cui io sono fiero di avere il suo stesso nome Stefano
21:39lui ha fatto il soldato
21:42presso diciamo da quello che ho scoperto
21:45perché lui non ne raccontava
21:47tramite il foglio matricolare
21:49ho scoperto che lui era
21:52era un fuciliere nella compagnia 1172
21:57allora il foglio matricolare è questo
22:00dove poi c'è scritto anche qui
22:03in che compagnia apparteneva
22:06poi io ho fatto domanda
22:10sia a Roma e a Cagliari
22:12per avere dei riconoscimenti
22:14in quanto lui purtroppo non c'è più
22:15infatti è stato riconosciuto il diploma
22:18che sarebbe questo
22:19l'onore come lui ha combattuto
22:22e poi la medaglia con la prima stellina
22:25tu hai potuto recuperare
22:28e quasi premiare doppiamente il tuo nonno
22:30è stato molto fiero
22:32in quanto lui purtroppo non c'è più
22:33è mancato molti molti anni fa
22:36ero piccolino però
22:37qualche particolare l'ha raccontata la mia famiglia
22:41e poi qua io ho recuperato
22:44alcune fotografie sue
22:46dove lui è in divisa
22:47e con i suoi diciamo compagni di avventura
22:50purtroppo durante il periodo
22:52diciamo della guerra
22:54fatto anche per non far dimenticare
22:56ed è giusto che lo sappiano tutti
22:58quello che è successo qui
22:59anche per le nuove generazioni
23:24ma curiosità dei militari
23:27il gusto estetico degli stessi
23:30degli architetti della seconda guerra mondiale
23:32realizzare un fortino del genere
23:35simile ad una falsa chiesa
23:37cioè perché l'uomo si ingegnò così tanto
23:40nel tentativo di creare per l'appunto
23:44una cosiddetta finta o falsa cupola
23:48o falsa chiesa
23:50beh per scoprirlo cerchiamo di salire
23:53su questo lato della medesima chiesa
23:56sulla sua copertura particolare
23:58e andiamo ad osservare
24:00per l'appunto
24:02il gettito di cemento
24:04realizzato dai militari
24:06ebbene scopriamo che sulla copertura
24:08di questa chiesa
24:09è sì presente
24:10una colata di cemento
24:12ma guardate questi mattoncini
24:14qua giù
24:15qua giù
24:16al di sotto della stessa
24:19mattoncini
24:20pensate
24:21realizzati con i ladiri
24:23con un tipo di malta
24:27effettivamente con del fango
24:29framisto a della pagliuzza
24:31e quindi a particole
24:33anche di conchiglie marine
24:35gli uomini cercarono di camuffare bene
24:38questo fortilizio militare
24:40rendendolo simile ad una chiesetta
24:42ed effettivamente conoscevano
24:44indubbiamente
24:44l'architettura religiosa e civile
24:47della Sardegna
24:48in modo tale da far
24:50o meglio
24:51da non far trapelare
24:53ad esempio i nemici
24:54al passaggio di aerei nemici
24:56l'esistenza di fortini bellici
24:59camuffati per l'appunto
25:00in opere civili
25:02oppure in opere ecclesiastiche
25:04come a questa finta chiesa
25:08ed anche nei fortini militari
25:10del colle di Tuvigeto a Cagliari
25:12al pari di altre località
25:14e di altre colline
25:16beh c'è chi
25:17si è riappropriato
25:20improprio certo
25:21di questi luoghi della memoria
25:24magari per posizionare un tavolino
25:26per giocare a carte
25:27per cercare di non far cadere
25:30il solo emblematico velo
25:33dell'oblio e del degrado
25:34su questi luoghi di grande storia
25:36e della memoria
25:49grazie a tutti
26:08Grazie a tutti.

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