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  • 3 settimane fa
Il risultato catastrofico ottenuto dalle squadre italiane nel secondo round del girone di Champions League ci ha depresso oltre misura, perché non era mai successo che le quattro partite non portassero nemmeno un punto. Qualcosa però è stato recuperato ieri sera tra Milan e Juventus in Europa League e l’Atalanta in Conference: due successi larghi e divertenti, ma contro avversarie chiaramente inferiori, più la vittoria di maggior difficolta, e quindi spessore, della Juve in Spagna, tradizionalmente terra vietata per noi. Dei risultati di ieri ci prendiamo la tripletta di Cisse per il Milan, tre gol in posizione da vero 9 per un ragazzo cresciuto trequartista, ma che ha evidentemente il gol nel proprio bagaglio. L’Atalanta sta guadagnando velocità e incisività, in linea col processo di scolarizzazione al suo calcio che Maurizio Sarri sta portando avanti. La Juventus di Spalletti è uscita dal suo labirinto ripetendo la scelta a gara in corso di Cagliari, ovvero riempiendo l’area con due punte in qualche modo centrali. Woltemade ha dei limiti ma vede il gioco e può fungere da pivot attorno al quale gira Kolo Muani. Finché non rientra Yildiz, può essere l’idea per risalire la corrente.Ma Europa e Conference sono più adeguate al nostro livello rispetto alla Champions? È chiaro che i risultati, tre vittorie di qua e quattro sconfitte di là, fanno sorgere il dubbio. Il calcio d’élite si gioca in Champions, e per quanto le storie dei quattro k.o. siano molto diverse tra loro, un ragionamento collettivo è doveroso. Abbiamo perso in tutti i modi: una squadra offensiva come l’Inter, una difensiva come il Napoli, una che pratica il gioco posizionale come il Como, una l’aggressione uomo su uomo come la Roma. E quindi ha poco senso denunciare una fase specifica di gioco come ha fatto Allegri a proposito della difesa, perché se è vero che complessivamente abbiamo subito troppi gol, il problema è assoluto, non riguarda solo la nostra tradizione. Quella non tornerà più perché il calcio è cambiato, contate i gol che si segnano adesso in un turno di Champions e quelli che si segnavano 30 anni fa. Sono due sport diversi, ogni nuova regola introdotta ha favorito gli attaccanti, l’armamentario di malizie e a volte violenze che i difensori utilizzavano per bloccare gli attaccanti è stato spazzato via dal Var.Non è un caso se i club più ricchi spendono per le punte dieci volte ciò che spendono per i difensori. Il Real Madrid ha rimontato in quel modo la Roma perché nel tratto finale, quando Gasperini era costretto a cambiare difensori scendendo di livello, Mourinho avvicendava potenziali Palloni d’oro come se niente fosse.Dei quattro confronti di Champions, però, soltanto quello della Roma - peraltro il più vicino a una buona riuscita - è avvenuto contro una formazione top. Il Bruges ha sfruttato gli errori dell’Inter sui primi due gol, ma gli altri due li ha ottenuti continuando a ripartire in casa di una squadra che probabilmente le è superiore. Senza paura. Il Villarreal si è insinuato bene nel marasma tattico del Napoli, che stavolta De Bruyne ha accentuato anziché ridurre. Il Como era al debutto su un campo europeo bollente, e ha pagato un prezzo. Ma il concetto base da capire, e questo riguarda tutti, è che si può difendere bene senza predicare il ritorno a un impossibile difensivismo. Non in Champions, dove i campioni in grado di saltarti nell’uno contro uno sono così tanti da rendere 90 minuti un tempo troppo lungo per resistere. Giocare è necessario.

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00:06Il risultato catastrofico ottenuto dalle squadre italiane nel secondo round del
00:12girone di Champions League ci ha depresso oltre misura perché non era mai successo
00:17che le quattro partite non portassero nemmeno un punto. Qualcosa però è stato recuperato
00:23ieri sera tra Milano e Juventus in Europa League e Atalanta in Conference, due successi larghi e
00:29divertenti, ma contro avversarie chiaramente inferiori, più la vittoria di maggior difficoltà
00:36e quindi di spessore della Juventus in Spagna, tradizionalmente terra vietata per noi.
00:43Nei risultati di ieri ci prendiamo la tripleta di Sissè per il Milan, tre goli in posizione
00:47davvero nove per un ragazzo cresciuto trequartista ma che ha evidentemente il gol nel proprio bagaglio.
00:54L'Atalanta sta guadagnando velocità e incisività in linea col processo di scolarizzazione
01:01nel suo calcio che Maurizio Sarri sta portando avanti. La Juventus di Spalletti è uscita dal suo
01:07labirinto ripetendo la scelta a gara in corso di Cagliari, ovvero riempiendo l'area con due punte
01:14in qualche modo centrali. Voltemade ha dei limiti ma vede il gioco e sa fuggere da pivot attorno al quale
01:23gira con l'omonia. Finché non rientra Ildiz può essere l'idea per risalire la corrente anche in campione.
01:31Ma Europa e Conference sono più adeguate al nostro livello rispetto alla Champions?
01:37È chiaro che i risultati, tre vittori di qua e quattro sconfitte di là, fanno sorgere il dubbio.
01:42Il calcio dell'Izio gioca in Champions. E per quanto le storie dei 4 KO siano molto diverse fra loro,
01:49un ragionamento collettivo e doveroso. Abbiamo perso in tutti i modi. Una squadra offensiva come
01:55l'Inter, una difensiva come il Napoli, una che pratica il gioco posizionale come il Como,
02:01una all'aggressione uomo su uomo come la Roma. E quindi ha poco senso denunciare una fase specifica
02:08di gioco come ha fatto Allegri a proposito della difesa. Perché se è vero che complessivamente
02:14abbiamo subito troppi gol, il problema è assoluto. Non riguarda solo la nostra tradizione.
02:22Quella non tornerà più. Perché il calcio è cambiato. Contate i gol che si segnano adesso
02:27in un turno di Champions e quelli che si segnavano 30 anni fa. Sono due sport diversi.
02:34Ogni nuova regola introdotta ha favorito gli attaccanti. L'armamentario di malizie e a volte
02:41violenze che i difensori utilizzavano per bloccare gli attaccanti è stato spazzato via
02:46dal Vara. Non è un caso se i club più ricchi spendano per le punte 10 volte ciò che spendono
02:52per i difensori. Il Real Madrid ha rimontato in quel modo la Roma perché nel tratto finale
02:58quando Gasperini era costretto a cambiare i difensori scendendo di livello, Mourinho avvicendava
03:04potenziali palloni d'oro come se niente fosse. Nei quattro confronti di Champions però soltanto
03:10quello della Roma peraltro il più vicino a una buona riuscita è avvenuto contro una
03:15formazione top. Bruges ha sfruttato gli errori dell'Inter sui primi due gol ma gli altri due
03:21li ha ottenuti continuando a ripartire in casa di una squadra che probabilmente l'è superiore
03:27senza paura. Il Villareal si è insinuato bene nel marasma tattico del Napoli e stavolta
03:34De Bruyne ha accentuato anziché ridurlo. Il Como era il debutto su un campo europeo bollente
03:39e ha pagato un prezzo. Ma il concetto base da capire e questo riguarda tutti è che si
03:46può difendere bene senza predicare il ritorno a un impossibile difensivismo. Non in Champions
03:53dove i campioni in grado di saltarti nell'uno contro uno sono così tanti da rendere 90 minuti
04:00un tempo troppo lungo per resistere. Giocare è necessario.

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