00:06Il risultato catastrofico ottenuto dalle squadre italiane nel secondo round del
00:12girone di Champions League ci ha depresso oltre misura perché non era mai successo
00:17che le quattro partite non portassero nemmeno un punto. Qualcosa però è stato recuperato
00:23ieri sera tra Milano e Juventus in Europa League e Atalanta in Conference, due successi larghi e
00:29divertenti, ma contro avversarie chiaramente inferiori, più la vittoria di maggior difficoltà
00:36e quindi di spessore della Juventus in Spagna, tradizionalmente terra vietata per noi.
00:43Nei risultati di ieri ci prendiamo la tripleta di Sissè per il Milan, tre goli in posizione
00:47davvero nove per un ragazzo cresciuto trequartista ma che ha evidentemente il gol nel proprio bagaglio.
00:54L'Atalanta sta guadagnando velocità e incisività in linea col processo di scolarizzazione
01:01nel suo calcio che Maurizio Sarri sta portando avanti. La Juventus di Spalletti è uscita dal suo
01:07labirinto ripetendo la scelta a gara in corso di Cagliari, ovvero riempiendo l'area con due punte
01:14in qualche modo centrali. Voltemade ha dei limiti ma vede il gioco e sa fuggere da pivot attorno al quale
01:23gira con l'omonia. Finché non rientra Ildiz può essere l'idea per risalire la corrente anche in campione.
01:31Ma Europa e Conference sono più adeguate al nostro livello rispetto alla Champions?
01:37È chiaro che i risultati, tre vittori di qua e quattro sconfitte di là, fanno sorgere il dubbio.
01:42Il calcio dell'Izio gioca in Champions. E per quanto le storie dei 4 KO siano molto diverse fra loro,
01:49un ragionamento collettivo e doveroso. Abbiamo perso in tutti i modi. Una squadra offensiva come
01:55l'Inter, una difensiva come il Napoli, una che pratica il gioco posizionale come il Como,
02:01una all'aggressione uomo su uomo come la Roma. E quindi ha poco senso denunciare una fase specifica
02:08di gioco come ha fatto Allegri a proposito della difesa. Perché se è vero che complessivamente
02:14abbiamo subito troppi gol, il problema è assoluto. Non riguarda solo la nostra tradizione.
02:22Quella non tornerà più. Perché il calcio è cambiato. Contate i gol che si segnano adesso
02:27in un turno di Champions e quelli che si segnavano 30 anni fa. Sono due sport diversi.
02:34Ogni nuova regola introdotta ha favorito gli attaccanti. L'armamentario di malizie e a volte
02:41violenze che i difensori utilizzavano per bloccare gli attaccanti è stato spazzato via
02:46dal Vara. Non è un caso se i club più ricchi spendano per le punte 10 volte ciò che spendono
02:52per i difensori. Il Real Madrid ha rimontato in quel modo la Roma perché nel tratto finale
02:58quando Gasperini era costretto a cambiare i difensori scendendo di livello, Mourinho avvicendava
03:04potenziali palloni d'oro come se niente fosse. Nei quattro confronti di Champions però soltanto
03:10quello della Roma peraltro il più vicino a una buona riuscita è avvenuto contro una
03:15formazione top. Bruges ha sfruttato gli errori dell'Inter sui primi due gol ma gli altri due
03:21li ha ottenuti continuando a ripartire in casa di una squadra che probabilmente l'è superiore
03:27senza paura. Il Villareal si è insinuato bene nel marasma tattico del Napoli e stavolta
03:34De Bruyne ha accentuato anziché ridurlo. Il Como era il debutto su un campo europeo bollente
03:39e ha pagato un prezzo. Ma il concetto base da capire e questo riguarda tutti è che si
03:46può difendere bene senza predicare il ritorno a un impossibile difensivismo. Non in Champions
03:53dove i campioni in grado di saltarti nell'uno contro uno sono così tanti da rendere 90 minuti
04:00un tempo troppo lungo per resistere. Giocare è necessario.