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  • 1 giorno fa
Juventus-Napoli era uno spareggio, e due tiri bellissimi scagliati dalla stessa mattonella l’hanno risolto a favore dei bianconeri nell’ultimo quarto di match. Una vittoria di puro talento, due conclusioni dalla distanza firmate da Alajbegovic e Boga e propiziate da Zhegrova, l’ala di cristallo che Spalletti usa con il contagocce, e che più dei compagni riesce a creare con una singola giocata. I problemi della Juve sono tutt’altro che risolti, Kolo Muani è stato una volta di più sfiduciante per esempio, ma una reazione caratteriale dopo la magra di Genova s’è vista, e quindi Spalletti ha ancora in mano la squadra. Ha guadagnato tempo.È il Napoli a sprofondare a 14 punti dalla Lazio capolista e soprattutto a 9 dal quarto posto del Como, un avvio fallimentare fotografato dalla tranquillità con la quale Alajbegovic ha potuto prendere la mira senza che alcun difensore partenopeo uscisse a fronteggiarlo. La quantità di infortunati, ulteriormente cresciuta ieri sera, è un fatto. Ma la distanza dalle posizioni previste è un disastro.Il risultato di Torino atterra su una classifica terremotata dal trionfo del Milan nel derby, che senza esagerare è la svolta principale di queste prime 10 giornate. L’evidenza è che ci sia competizione per lo scudetto: non ci rimangiamo il pronostico favorevole all’Inter, che resta la squadra o più precisamente la rosa più profonda, ma lo zero prodotto fin qui dal mercato ha prosciugato le energie mentali prima di quelle fisiche. Nella settimana del turno in più s’era visto arrivare questo calo dell’Inter: domenica la Fiorentina rimontata e scavalcata nel recupero con immensa fatica, mercoledì la fortunosa vittoria nel finale a Venezia, sabato è stato pagato il conto. Anche perché il Milan, sorpreso in settimana dal Bologna, è riuscito a rimettere assieme il suo nucleo di giocatori migliori, e quando va in campo con i primi undici il suo livello s’impenna. L’entusiasmo di Cardinale a fine partita sembra una garanzia perché a gennaio vengano aggiunti un paio di buoni pezzi alla scacchiera rossonera. Sono necessari per pensare in grande. La breve storia di questo campionato contiene già diversi esempi di squadre rifiorite col rientro degli infortunati, e ovviamente c’è una logica in questa dinamica: ma siccome avevamo segnalato la delicatezza del segmento di partite fra le due pause nazionali d’autunno, ricordiamo adesso che prima di fermarsi l’Inter è attesa ancora da un match fondamentale a Rotterdam in Champions e poi, domenica, dalla partita con il Como. Settimana piena.Il Milan è rientrato in classifica dopo esserne uscito mercoledì. Non ha senso parlare adesso di scudetto o non scudetto, accontentiamoci di registrare che Diego Moreira si è preso San Siro in un derby, come hanno fatto nella storia i campioni, e che il calcio aggressivo di Amorim ha ormai portato la gente dalla sua parte, e se pensiamo alla contestazione di maggio e ai sarcasmi d’estate, si tratta di un bel risultato.Nel gruppetto di testa desta sempre più impressione la Roma, che con i 5 gol di Udine si conferma la squadra che meglio delle altre sa far fronte agli infortuni. Senza Dybala, senza Kone, senza Svilar, e non se ne accorge nessuno. La Lazio, il Como e se vogliamo il Frosinone, inattese o diversamente attese nell’alta classifica, ieri hanno vinto faticando, cosa che non solo non toglie nulla al loro valore, ma semmai lo accentua perché chi vuole andare lontano deve saper vincere in molti modi. Del Como per esempio si diceva che la somma di campionato e Champions sarebbe costata energie e punti su entrambi i fronti: invece non è così, anche perché Fabregas - che per inciso ha nuovamente la miglior difesa del torneo - non si vergogna di giocare la mezz’ora finale col blocco basso per sostenere la pressione del Venezia. Ci sono 20 punti fra le due squadre, ma ieri non si sono notati, e dunque è un merito aver portato a casa una vittoria in apparenza scontata, e perfino un po’ macchiata da un errore arbitrale ai danni dei veneziani. La stessa Lazio, che ha battuto il Cagliari con la spinta dell’occasione storica più che con il gioco, è una capolista solitaria nascosta in piena luce: nel senso che ha allungato tre punti avanti a tutti, ma il giochino di Gattuso di continuare a contare i punti che mancano per la salvezza la preserva per ora dai discorsi impegnativi. E stressanti. La cosa certa è che una partita alla settimana fa tutta la differenza del mondo: non a caso ha faticato in fondo alla settimana in cui ne ha giocate tre.

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00:06Juventus-Napoli era uno spareggio e due tiri bellissimi scagliati dalla stessa mattonella
00:11l'hanno risolto a favore dei bianconeri nell'ultimo quarto di match. Una vittoria di puro talento,
00:17due conclusioni dalla distanza firmate da Aibegovic e Bogat e propiziate da Zegrova,
00:23l'ala di cristallo che Spalletti usa con il contagocce e che più dei compagni riesce a
00:29creare con una singola giocata la superiorità numerica. I problemi della Juve sono tutt'altro
00:35che risolti, Columani è stata una volta di più sfiduciante per esempio, ma una reazione caratteriale
00:42dopo la magra di Genova si è vista e quindi Spalletti ha ancora in mano la squadra, ha guadagnato
00:48tempo e il Napoli a sprofondare a 14 punti dalla Lazio capolista e soprattutto a 9 dal quarto
00:55posto del Como, un avvio fallimentare fotografato dalla tranquillità con la quale Aibegovic ha
01:01potuto prendere la mira senza che alcun difensore partenopeo uscisse a fronteggiarlo. La quantità
01:08di infortunati, ulteriormente cresciuta ieri sera, è un fatto, ma la distanza dalle posizioni
01:14previste è un disastro. Il risultato di Torino atterra su una classifica terremotata
01:20dal trionfo del Milan nel derby, che senza esagerare è la svolta principale di queste
01:26prime dieci giornate. L'evidenza è che ci sia competizione per lo scudetto. Non ci rimangiamo
01:32il pronostico favorevole all'Inter che resta la squadra, o più precisamente la rosa, più
01:39profonda. Ma lo zero prodotto fin qui dal mercato ha prosciugato le energie mentali
01:45prima di quelle fisiche. Nella settimana del turno in più si era visto arrivare questo
01:50calo dell'Inter. Domenica la Fiorentina è rimontata e scavalcata nel recupero, con immensa
01:56fatica. Mercoledì la fortunosa vittoria nel finale a Venezia, sabato è stato pagato il
02:02conto. Anche perché il Milan, sorpreso in settimana dal Bologna, è riuscito a rimettere
02:08assieme il suo nucleo di giocatori migliori e quando va in campo con i primi undici il
02:13suo livello si impenna. L'entusiasmo di Cardinale a fine partita sembra una garanzia perché
02:19a gennaio vengano aggiunti un paio di buoni pezzi alla scacchiera rossonera. Sono necessari
02:25per pensare in grado. La breve storia di questo campionato contiene già diversi esempi di squadre
02:32rifiorite con il rientro degli infortunati. E ovviamente c'è una logica in questa dinamica.
02:39Ma siccome avevamo segnalato la delicatezza del segmento di partite fra le due pause nazionali
02:45d'autunno, ricordiamo adesso che prima di fermarsi l'Inter è attesa ancora da un match
02:51fondamentale a Rotterdam in Champions e poi domenica dalla partita con il Como, settimana
02:58piena. Il Milan è rientrato in classifica dopo essere uscito mercoledì. Non ha senso
03:05parlare adesso di scudetto o non scudetto. Accontentiamoci di registrare che Diego Moreira
03:11si è preso San Siro in un derby come l'hanno fatto nella storia i campioni e che il calcio
03:17aggressivo di Amorim ha ormai portato la gente dalla sua parte. Pensiamo alla contestazione
03:24di maggio e ai sarcasmi d'estate, si tratta di un bel risultato.
03:30Nel gruppetto di testa desta sempre più in pressione la Roma, che con i cinque gol di
03:36Udine si conferma la squadra che meglio delle altre sa fare fronte agli infortuni. Senza
03:43Dibala, senza Cone, senza Svilar e non se ne accorge nessuno. La Lazio, il Como e se vogliamo
03:51il Frosinone, in attese o diversamente attese nell'alta classifica, ieri hanno vinto faticosamente,
03:59cosa che non solo non toglie nulla al loro valore, ma semmai lo accentua perché chi vuole
04:04andare lontano deve saper vincere in molti momenti. Del Como, per esempio, si diceva che
04:09la somma di campionato Champions sarebbe costata energie e punti su entrambi i fronti. Invece
04:14non è così, anche perché Fabregas, che per inciso nuovamente è la miglior difesa
04:20del torneo, non si vergogna di giocare la mezz'ora finale col blocco basso per sostenere
04:26la pressione del Venezia. Ci sono 20 punti fra le due squadre, ma ieri non si sono notati
04:31e dunque è un merito aver portato a casa una vittoria in apparenza scontata e perfino
04:37un po' macchiata da un errore arbitrale ai danni dei veneziani.
04:42La stessa Lazio, che ha battuto il Cagliari con la spinta dell'occasione storica più
04:47che con il gioco, è una capolista solitaria nascosta in piena luce. Nel senso che ha allungato
04:55tre punti avanti a tutti, ma il giochino di Gattuso di continuare a contare i punti che
05:00mancano per la salvezza la preserva per ora dai discorsi impegnativi e stressanti. La cosa
05:07certa è che una partita alla settimana fa tutta la differenza del mondo. Non a caso
05:12ha faticato in fondo la settimana in cui ne ha giocate tre.

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