00:04Quando ti arriva la diagnosi di tumore della prostata scatta la paura e la paura occupa uno
00:09spazio, uno spazio nella tua mente e per cui in quel momento lì quando sei di fronte al medico
00:13non hai più la possibilità e non ti vengono neanche le domande da poter fare. Questa è la
00:18cassetta delle attrezzi perché tu te la puoi leggere a casa con tranquillità, ti leggi quelle
00:22che sono le domande che sono più attenenti a quella che è il tuo stile di vita, il tuo modo
00:27di vivere anche in quel momento lì perché non è che tutti sono uguali, c'è chi ha 50 anni
00:31c'è chi ne ha 70, per cui anche la situazione familiare è molto diversa. Esiste un grosso
00:38stigma nei confronti del tumore della prostata, tutto questo è legato al sistema di trattamento
00:44che si aveva 40 anni fa perché era tumore della prostata, castrazione chimica, punto e
00:49basta. Questi ultimi 20 anni ci sono stati fatti passi da gigante enormi, io penso il migliore
00:56nel mondo della medicina oncologica, per cui ci sono nuove macchine, intelligenza artificiale
01:02già applicata attualmente, non è una cosa che dovrà avvenire, già normalmente viene
01:05applicata, robot, radioterapia all'ultimo grido, farmaci anche più incisivi e tutto
01:13questo comporta una qualità della vita molto migliore, per cui tutto quello che si raccontava
01:18una volta, appena dicevi la parola prostata, partivano i cori da caserma, adesso non hanno
01:23senso perché la sopravvivenza dei pazienti con tumore della prostata a 5 anni è del 95%,
01:29a 10 anni 89%, per cui siamo dei lungoviventi. A quel punto non importa neanche più tanto
01:36quanto tempo vivrò, perché io parlo già di 60 anni, ecco, cioè così è anche più
01:41avanti, ma dipende come vivo, perché se io devo vivere 15-20 anni con dei problemi di
01:46incontinenza urinaria e di difficoltà erettile, a quel punto lì la mia qualità della vita
01:52è bassa. E allora lì bisogna agire, bisogna cercare di fare le domande giuste, come sarà
01:57la mia vita dopo, che cosa comporta questo tipo di terapia, quella che propone il medico,
02:02perché il medico comunque ha sempre la sua ragione di fare una proposta, però chiaramente
02:09ogni cura sappiamo, soprattutto quelle oncologiche, comportano una sorta di bilanciamento dei rischi
02:17e anche di quelli che sono gli effetti collaterali. Ne parla con il suo medico e a quel punto
02:22lì anche lui si consapevolizza e una volta consapevolizzato le situazioni sono migliori,
02:29uno se lo aspetta, ha dei punti di riferimento, va a domandare chi è il mio referente, lo condivide
02:35con la propria moglie o proprio caregiver, che è una brutta parola, con le persone che gli stanno
02:38vicino, perché comunque inevitabilmente il corpo a quel punto cambia. E allora questa possibilità
02:45di scambio anche con le persone che ti stanno vicino fa sì che tu la possa vivere in maniera migliore.