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  • 5 ore fa
“La diagnosi di tumore della prostata può generare paura” e disorientamento, “rendendo difficile, proprio durante la visita, trovare la prontezza per porre al medico le domande più importanti”. Lo ha detto Claudio Talmelli, presidente di Europa Uomo, alla presentazione della ‘Carta delle Domande’. Il documento promosso dalla Società italiana di Uro-oncologia (Siuro) e da Europa Uomo Italia, e illustrato al ministero della Salute,  raccoglie 30 domande pensate per accompagnare i pazienti nei diversi momenti del percorso di cura. “La Carta delle Domande è una vera e propria ‘cassetta degli attrezzi’. La puoi leggere a casa con tranquillità. Ti permette di consultare le domande più attinenti al tuo stile di vita e al tuo modo di vivere dopo una diagnosi di cancro alla prostata”.

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Trascrizione
00:04Quando ti arriva la diagnosi di tumore della prostata scatta la paura e la paura occupa uno
00:09spazio, uno spazio nella tua mente e per cui in quel momento lì quando sei di fronte al medico
00:13non hai più la possibilità e non ti vengono neanche le domande da poter fare. Questa è la
00:18cassetta delle attrezzi perché tu te la puoi leggere a casa con tranquillità, ti leggi quelle
00:22che sono le domande che sono più attenenti a quella che è il tuo stile di vita, il tuo modo
00:27di vivere anche in quel momento lì perché non è che tutti sono uguali, c'è chi ha 50 anni
00:31c'è chi ne ha 70, per cui anche la situazione familiare è molto diversa. Esiste un grosso
00:38stigma nei confronti del tumore della prostata, tutto questo è legato al sistema di trattamento
00:44che si aveva 40 anni fa perché era tumore della prostata, castrazione chimica, punto e
00:49basta. Questi ultimi 20 anni ci sono stati fatti passi da gigante enormi, io penso il migliore
00:56nel mondo della medicina oncologica, per cui ci sono nuove macchine, intelligenza artificiale
01:02già applicata attualmente, non è una cosa che dovrà avvenire, già normalmente viene
01:05applicata, robot, radioterapia all'ultimo grido, farmaci anche più incisivi e tutto
01:13questo comporta una qualità della vita molto migliore, per cui tutto quello che si raccontava
01:18una volta, appena dicevi la parola prostata, partivano i cori da caserma, adesso non hanno
01:23senso perché la sopravvivenza dei pazienti con tumore della prostata a 5 anni è del 95%,
01:29a 10 anni 89%, per cui siamo dei lungoviventi. A quel punto non importa neanche più tanto
01:36quanto tempo vivrò, perché io parlo già di 60 anni, ecco, cioè così è anche più
01:41avanti, ma dipende come vivo, perché se io devo vivere 15-20 anni con dei problemi di
01:46incontinenza urinaria e di difficoltà erettile, a quel punto lì la mia qualità della vita
01:52è bassa. E allora lì bisogna agire, bisogna cercare di fare le domande giuste, come sarà
01:57la mia vita dopo, che cosa comporta questo tipo di terapia, quella che propone il medico,
02:02perché il medico comunque ha sempre la sua ragione di fare una proposta, però chiaramente
02:09ogni cura sappiamo, soprattutto quelle oncologiche, comportano una sorta di bilanciamento dei rischi
02:17e anche di quelli che sono gli effetti collaterali. Ne parla con il suo medico e a quel punto
02:22lì anche lui si consapevolizza e una volta consapevolizzato le situazioni sono migliori,
02:29uno se lo aspetta, ha dei punti di riferimento, va a domandare chi è il mio referente, lo condivide
02:35con la propria moglie o proprio caregiver, che è una brutta parola, con le persone che gli stanno
02:38vicino, perché comunque inevitabilmente il corpo a quel punto cambia. E allora questa possibilità
02:45di scambio anche con le persone che ti stanno vicino fa sì che tu la possa vivere in maniera migliore.

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